
Alberto Savinio propone in questo volume venti fra i più bei racconti di Maupassant. Un incontro, quello tra lo scrittore italiano e Maupassant, avvenuto nel 1944 e dal quale sono scaturiti una serie di traduzioni e un saggio, "Maupassant e l'Altro", tra i più riusciti di Savinio. Mai come qui, infatti, la sua scrittura è tanto sapida e scintillante, in particolare nel gioco di rimandi ironici fra il testo e le note, e mai la faccia nera e nascosta dello scrittore francese è stata così acutamente messa in luce.
Sono trascorsi 500 anni da quando il veneziano Aldo Manuzio pubblicò questo sfuggente romanzo, ritenuto il più bel libro della storia della stampa, ma l'opera mantiene intatto il suo fosco fascino. E non cessa di suscitare stupore, interrogativi e acri polemiche. Risolta la questione dell'autore, che Giovanni Pozzi ha identificato in un Francesco Colonna frate indocile e libertino, resta il mistero del linguaggio che fa del "Polifilo" uno spericolato e intrepido esperimento senza passato e senza futuro. Ma che cosa narra? Una storia d'amore. Polifilo ritrova in sogno l'amata Polia superando una serie di prove iniziatiche: un viaggio dell'anima, intrapreso in lotta con Amore per raggiungere la vera Sapienza.
Il cadavere di Andrew Van, eccentrico maestro della scuola di Arroyo, viene trovato decapitato e crocifisso a un palo, all'incrocio di due strade: quasi una macabra, sanguinante T stagliata contro il cielo. Il caso si presenta subito intricato e si complica sempre più quando, qualche mese dopo, il multimilionario Thomas Brad viene ritrovato ucciso in modo simile e appeso a un totem. Quale legame c'è fra i due delitti? L'ispettore Richard Queen, accompagnato dal figlio Ellery, viene incaricato delle indagini. E ancora una volta il raffinato detective americano riuscirà a venire a capo di un enigma apparentemente insolubile.
Trafalgar Square, con la statua di Horatio Nelson in cima alla poderosa colonna di granito; la Torre di Londra, dalle atmosfere ancor oggi inquietanti; l'East Side, cupa e delittuosa, in cui si aggiravano Mr Hyde e Jack lo Squartatore; Greenwich e il Tamigi dei corsari e dei pirati, che ebbero un ruolo importante nella costruzione dell'Impero. Sono solo alcuni dei luoghi della capitale britannica attraverso cui Corrado Augias ci accompagna, svelando le storie significative, misteriose e spesso sconosciute che si nascondono dietro le vie, i monumenti, i parchi, traccia dei numerosi passati succedutisi nel ciclo vitale di questa straordinaria città.
Clay Carter lavora da tempo come avvocato della pubblica difesa: tanto lavoro, pochi soldi e ancor meno soddisfazioni. Un giorno gli viene affidato il caso di un giovane accusato di omicidio senza movente. Scavando nel passato del suo cliente, Clay scopre una cospirazione tanto incredibile da non sembrare vera e si ritrova senza volerlo al centro di un complesso caso contro una delle case farmaceutiche più importanti del mondo. Da un giorno all'altro Clay potrebbe diventare il più famoso "re dei torti".
La madre di Tzippy Goldman ha progettato il matrimonio della figlia prima ancora che nascesse. Ma Tzippy, considerata già zitella a ventidue anni, ha altri programmi. Non vede l'ora di fare nuove esperienze e rifugge le prospettive soffocanti dei moniti religiosi e dei convenevoli romantici. Il suo futuro marito, Bryan Miller, vive con la famiglia in una comunità ebraica del New Jersey. Come tutti gli ebrei ortodossi del mondo trascorrono i sabati nelle sinagoghe e la domenica vanno con i figli al campionato di baseball. Ma Bryan è stanco di questi compromessi, lui crede con convinzione e anela a un conforto divino. Il corteggiamento tra i due ragazzi rappresenta il momento di incontro e scontro tra antico e moderno.
"Racconti ambigui" è l'esordio letterario di Enzo Siciliano. In occasione del suo settantesimo compleanno, ne viene riproposta una versione integrale e completamente rinnovata. L'introduzione di Massimo Raffaeli e una riflessione dello stesso autore su quegli anni, consentono di comprendere tutto il fervore intellettuale che ha coinvolto i protagonisti della cultura del Novecento italiano. Il confronto con la neoavanguardia, gli incontri con Moravia, Pasolini, Bassani, Gallo, Bertolucci e Debenedetti non sono stati altro che l'opportunità per Siciliano di riuscire a trovare la propria dimensione umana e intellettuale all'interno di una realtà molteplice. Ed è proprio da qui che nascono gli inquietanti ritratti psicologici di Siciliano.
Viva e fascinosa ricostruzione delle vicende, nel 1918, del leggendario reggimento russo Preobrazenskij, sperduto nel gelo della Siberia alla ricerca dello zar Nicola II prigioniero dei bolscevichi, «Cercando l'lmperatore» (premio Selezione Campiello, premio Bergamo, premio Hemingway, premio Maria Cristina, tradotto in 12 lingue) fu accolto al suo apparire, nel 1985, come un'autentica rivelazione, non priva di valore profetico in quanto anticipatore della caduta del regime sovietico in Russia di lì a pochi anni. La critica più attenta vi riconobbe un talento che non esitò a inserire nella linea fantastico-visionaria della nostra narrativa, quella meno frequentata dal romanzo italiano.
GLI AUTORI
Più famoso come romanziere, fin dal fortunato esordio con “Cercando l’Imperatore” - uscito da Marietti nel 1985 e poi ripubblicato da Garzanti e nella Tea - Roberto Pazzi è anche poeta, avendo iniziato la sua carriera letteraria con la prefazione di Vittorio Sereni alle sue prime poesie, nel 1970. Lo scrittore ferrarese - tradotto in venti lingue, vincitore di alcuni dei più prestigiosi premi, come il Grinzane Cavour con Vangelo di Giuda, il SuperFlaiano e il Comisso con Conclave, due volte premio Selezione Campiello con Cercando l’Imperatore e Incerti di viaggio e due volte finalista allo Strega con La principessa e il drago e La città volante - non ha mai abbandonato la poesia e, nel 1987, ha vinto il premio E. Montale, con un volume uscito da Garzanti, Calma di vento.
Prefazione di Franco Buzzi Nota critica di Gianfranco Contini Postfazione di Vanni Scheiwiller
Giugno 2004, Roma, quartiere Trieste: Giuseppe e Letizia, un avvocato ottantenne di origini siciliane e un anziana maestra di origini tosco-umbre, con i loro assistenti Amparo e Ousmane, una filippina e un senegalese, vivono due strane storie d'amore in un luogo simbolico della città: Villa Torlonia, ex dimora nobiliare settecentesca, ex dimora privata di Benito Mussolini, giardino pubblico sempre più vitale nella Roma di oggi. Le vite private dei quattro protagonisti, vecchi e adulti, colti e ignoranti, si intrecciano con quella ormai storica del "Duce", attraverso un continuo rimando di azioni e riflessi dall'Italia del ventennio alla Roma contemporanea. Presentazione di Walter Veltroni.
Un viaggio fa da sfondo alle vicende narrate dai due protagonisti che s'incontrano in un treno: Elyas, il prototipo del commerciante furbastro, più profondo di quanto vuole apparire, e Mansùr, l'emblema dell'intellettuale mediorientale costretto a lasciare il suo paese per motivi politici. Nella prima parte è il cristiano Elyas a evocare nel suo racconto i ricordi di una vita difficile, ma la sua è una storia piena di inquietudine verso una società che lo ha sempre osteggiato. Nella seconda parte è il musulmano-laico Mansùr a meditare sulla vita, sugli amori e sul viaggio che lo porterà a misurarsi con altri mondi. Una storia d'amicizia che permette di affrontare il tema rapporto tra storia e politica, tra potere e sopraffazione nel mondo arabo.
Alla fine di una vita attraversata da molte vicende e padroni diversi, una vecchia schiava si ritira nel tronco cavo di un gigantesco baobab. All'interno di quel rifugio, che la accoglie e la protegge, la donna ricorda e racconta, a se stessa e all'albero - immaginario interlocutore, alter ego, ideale testo alla cui corteccia affidare pensieri e riflessioni. Dalle violenze subite, alle maternità, dagli amori ai ricordi di infànzia, dalla magia della natura che la circonda, a frammenti di un mondo che cambia. In un linguaggio di altissima poesia in cui le vicende del Sudafrica risuonano di continuo, in filigrana, nel tessuto del testo.

