
ANNO 2025 · VOLUME 39 · FASCICOLO 2
Cristian Mendoza
Il bene comune intrinseco. Quale partecipazione alla vita pubblica e quale responsabilità verso di essa sono richieste ai fedeli della Chiesa?
Jean-Pierre Schouppe
La declaration Dignitatis Humanae (1965-2025). Perspectives juridiques et d’éthique politique
Pamela Salvatori
La bellezza del Christus totus nel “frammento” di Maria Assunta, Madre della Chiesa. Una pista di ricerca escatologica e soteriologica per la via pulchritudinis
Giuseppe De Virgilio
Significato e funzione del battesimo di Gesù in Mt 3,13-17: aspetti letterari e teologici
Mauro Gagliardi
Rivelazione ed ermeneutica della Bibbia secondo J. Ratzinger
Americo Miranda
«Qui vident in somnis vana». Agostino e i rapporti con il mondo pagano nei Discorsi sui Salmi
Alberto Frigerio
La presenza dei cristiani nella società plurale. Il caso serio della politica
Giovanni Russo
Progettare il servizio della carità
Luis Cano
Il sacerdozio di san Josemaría Escrivá. E la sua relazione con i sacerdoti diocesani (1925-1950)
Tommaso Catellani
Spiritualità liturgica: storia di un termine
L’immagine della soglia richiama la divisione tra spazi, un confine, ma assume anche il significato di apertura, mutandosi così da limes (limite) in limen (soglia), relazione tra un dentro e un fuori. Con essa si rappresentano esperienze diversificate relative al sacro, al religioso, alla fede. La soglia crea apertura e pone in comunicazione figure del post-moderno dove esiste una fluidità di appartenenza, di passaggi e di determinazioni che non definiscono il rapporto del soggetto con il sacro, con la religione, con l’istituzione in maniera univoca e circostanziata.Le categorie dell’homo viator, religiosus e peregrinus sono icone di una ricerca differenziata della realtà del divino che mai viene meno nella transizione delle epoche. Lo Spirito continua a soffiare e sconquassa le abitudini consolidate e ridà aria nuova all’azione pastorale in ogni tempo e in ogni luogo.
La prestazione nasce dalla solitudine e crea più solitudine. Tuttavia, da “scelta”, la solitudine nel tempo diventa “subita”: diventa una dipendenza che l’uomo prestazionale vuole far passare come virtù ma che costituisce il segno profondo d’una perdita, la perdita delle relazioni. Ossessionato dalle risorse non solo materiali ma anche immateriali – i valori, le idee, le dottrine, i modelli, i programmi, le strategie – l’uomo prestazionale si allontana ingenuamente, e temerariamente, dall’unica fonte che può valorizzarlo e garantire la sua fioritura. L’uomo prestazionale non sa che l’oggettivazione del mondo finisce per renderlo a sua volta un oggetto. È l’altro a introdurre una opacità, una resistenza, un ostacolo alla programmazione e a ogni tipo di efficienza. Solo il discernimento e la lungimiranza possono consentirci di vederlo come l’unica garanzia per la nostra gioia.
La collana «Storia delle teologie cristiane» si apre con questa ricognizione ambiziosa e critica delle origini cristiane e del periodo tardo-antico (II-IX secolo), ideata per restituire a lettrici e lettori la polifonia degli sguardi teologici e dei contesti pratici in cui il pensiero cristiano ha preso forma. Sedici contributi specialistici alternano indicazioni metodologiche, ricostruzioni tematiche e focalizzazioni puntuali su autori/autrici e ambiti linguistici, offrendo una serie di strumenti di lettura inediti. La prima parte introduce criteri interpretativi essenziali: la forza delle pratiche rituali, l’incidenza dei contesti, la "matristica", i linguaggi poetici. La seconda parte ricostruisce nuclei tematici centrali - memoria di Gesù, canone biblico, antropologia, cristologia, Trinità, ecclesiologia, monachesimo, innologia - restituendoli alle loro radici storiche. La terza parte amplia l’orizzonte fino alle soglie del X secolo: dall’impulso carolingio alla produzione cristiana in area araba e cinese. Originale per l’approccio e per l’ampiezza delle fonti, il volume privilegia una storia che si pone in ascolto delle prassi - riti, catechesi e arte - e delle voci spesso considerate marginali. Accessibile ma rigoroso, concepito per chi studia, ricerca, riflette e si interessa alla genesi plurale del pensiero cristiano, rappresenta il primo passo di un cantiere di ricerca "aperto", che mira a riesaminare da capo la storia delle teologie in chiave davvero plurale, globale e inclusiva.
Una Chiesa che si dice in ascolto è anche, inevitabilmente, una Chiesa che riconosce di essere in debito di ascolto. Da questa consapevolezza prende avvio la riflessione di Daniela Cannavina. L’autrice mostra come l’ascolto non sia un atteggiamento accessorio né una fase preliminare del cammino ecclesiale, ma una dimensione costitutiva della vita della Chiesa: è nell’ascolto reciproco che prende forma il discernimento comunitario ed è dalla qualità dell’ascolto che dipende la credibilità di una Chiesa che vuole dirsi realmente sinodale. A partire dal magistero di papa Francesco e dai documenti del sinodo sulla sinodalità 2021-2024, Cannavina illustra i fondamenti teologici di questa prospettiva e presenta la "conversazione nello Spirito" come pratica spirituale e metodo di discernimento comunitario. Il volume ne descrive con chiarezza i passaggi operativi, il ruolo del facilitatore e gli atteggiamenti interiori necessari, articolando il processo in tre movimenti fondamentali: io, tu, noi. Le schede operative curate da Serena Noceti completano il volume, proponendo percorsi concreti di conversione personale, rinnovamento comunitario e riforma delle strutture pastorali. Un sussidio agile e rigoroso, pensato per chi - animatore, formatore, consiglio pastorale, comunità religiosa - vuole passare dalla teoria della sinodalità alla sua pratica quotidiana. Prefazione di Giacomo Costa.
Il tentativo di elaborare teologicamente l’incontro con la modernità, della quale il pluralismo è espressione, ha caratterizzato i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II nel dialogo con le culture e la storia umana. Il presente studio individua quali sviluppi e quali limiti, all’interno del magistero pontificio e della riflessione di diversi teologi cattolici, abbia avuto la recezione postconciliare del pluralismo ecclesiale. Nel corso dell’opera emerge quanto l’urgenza di abitare la complessità socioculturale dell’oggi e la considerazione di un’ecclesiologia che valorizzi la dimensione locale abbiano condotto alla riscoperta della natura escatologica della Chiesa. La prospettiva della venuta del Regno apre alla valorizzazione delle diversità teologiche, spirituali e pastorali che emergono nel tempo. In esso, infatti, la Chiesa raggiungerà il suo compimento, che segna la realizzazione di un’unità maggiormente inclusiva, composta dalle molteplici forme assunte nel pellegrinaggio terreno per armonizzare le differenze nell’unico popolo di Dio.
Vera e propria summa della spiritualità ortodossa, questo studio originale costituisce una vasta sintesi degli insegnamenti patristici e ascetici orientali dal II al XVI secolo. È una rinnovata visione della dottrina cristiana della "salute" che ci viene offerta dal voluminoso trattato di Larchet, teorico e pratico al contempo, di psicologia e di medicina spirituali. Dalle origini del cristianesimo, la "salute" è stata considerata dai Padri della Chiesa come una guarigione portata dal Cristo, medico delle anime e dei corpi, all’umanità malata. Tale concezione, che trova nella Sacra Scrittura e nella liturgia un solido fondamento, è stata fatta propria dalla tradizione ascetica dell’Oriente cristiano, al punto da costituire un vero metodo diagnostico e terapeutico delle malattie spirituali. Questo metodo fu messo a punto nel corso del tempo, sulla base dell’antropologia cristiana elaborata dai Padri, da generazioni di spirituali, i quali hanno esplorato l’anima umana nei suoi angoli più reconditi, hanno appreso a dominare tutti i suoi movimenti e si sono impegnati a trasformarla. Tale metodo ha progressivamente raggiunto una coerenza, una precisione e una profondità che ci lasciano sbalorditi.
La celebrazione eucaristica è il cuore della vita cristiana. Eppure, spesso la viviamo in modo frettoloso, senza riuscire a coglierne tutta la profondità e il mistero. Questo libretto propone una strada semplice e preziosa: vivere la Messa nella comunione dei Santi, lasciandosi accompagnare dalla Vergine Maria. Maria, madre e discepola, ci conduce nei vari momenti della liturgia, aiutandoci a comprendere ciò che avviene e a partecipare con il cuore. Non è un manuale di liturgia, ma una guida spirituale: una presenza materna che ci insegna a stare davanti all’Eucaristia con fede, attenzione e amore. Una prospettiva accessibile a tutti, per rendere la partecipazione alla Messa più viva, più consapevole, più orante.
Il volume si propone come un percorso guidato alla scoperta dei luoghi e dei segni francescani a Venezia, con l’obiettivo di intrecciare storia, arte e spiritualità in una narrazione accessibile e coinvolgente. Attraverso un approccio che unisce la dimensione storica a quella esperienziale, la guida accompagna il lettore tra chiese, conventi, opere d’arte e testimonianze della presenza francescana, offrendo al contempo approfondimenti storico‑artistici e spirituali. L’opera intende valorizzare anche gli angoli meno conosciuti della città, proponendo itinerari alternativi ai percorsi turistici consueti, per favorire una conoscenza più autentica e contemplativa di Venezia.
La dottrina sull'anticristo in sant'Ireneo di Lione, in san Girolamo, in sant'Agostino e di san Gregorio Magno è molto attuale. In questo tempo sembra di essere testimoni di alcuni segni che preannunciano la fine dei tempi, tra i quali, quelli particolarmente evidenti e diffusi, sono la grande apostasia dalla fede in Cristo e l'ateismo mondiale. Tutto ciò sembra preparare l'avvento dell'"uomo iniquo nel tempio di Dio", cioè l'anticristo, che sarà distrutto con il ritorno di Cristo nella gloria (cfr. 2 ts 2,3-12). L'esercito della città del diavolo (Babilonia) avanza e conquista, dopo le due guerre mondiali, il mondo e l'umanità consolidando le posizioni della globalizzazione del mistero dell'iniquità. I successori di Pietro negli ultimi secoli hanno contrastato la marcia conquistatrice di questo esercito senza però riuscire a fermarlo. In questo libro si ripropone sia l'insegnamento dei padri della chiesa che quello dei papi su l'anticristo e sul suo avvento.
Quo vadis, humanitas? (Dove vai, umanità?) della Commissione Teologica Internazionale nasce in occasione del 60° anniversario della Costituzione Pastorale Gaudium et spes (1965-2025). Il Documento analizza l'impatto della rivoluzione digitale guidata dall'Intelligenza Artificiale (IA) e si struttura attorno a quattro categorie: sviluppo, vocazione, identità e condizione drammatica dell'essere umano. Al centro, il confronto critico tra transumanesimo e il postumanesimo, presentati come movimenti che «smarriscono l'integralità dell'essere umano».
Accostarsi a Maria significa varcare la soglia della Bellezza. Questo volume offre un percorso di meditazione che intreccia, in un dittico fecondo, la verità della Parola e l'emozione dell'arte. Capitolo dopo capitolo, profilo della Vergine emerge nel suo spessore di donna e madre: dall'ascolto del progetto divino allo stare sotto la croce, fino alla luce della speranza. Attraverso il dialogo tra brani biblici e capolavori di artisti di diverse epoche, il lettore è invitato a leggere in controluce la propria vita. Uno strumento prezioso per entrare nel Mistero e trovare, nella fede di Maria, un orientamento lucido e resiliente per il cammino personale e sociale di ogni giorno.
Fabrizio De Toni entra, a 10 anni, nel seminario diocesano di Pordenone. Nel 1987 viene ordinato presbitero e lavorerà come animatore in seminario, quindi vicario parrocchiale e parroco. Prima di approdare all'Azione Cattolica nazionale,opererà in qualità di vicario episcopale per la Pastorale
e assistente diocesano dell'Ac. Nel 2017 è nominato assistente centrale del Settore adulti di Ac e, nel 2018, del Mlac. Ha conseguito il dottorato in Teologia pastorale pressola Pontificia Università Lateranense. Attualmente parroco a Cordenons, è docente presso lo Studio teologico diPordenone, prestando servizio in ambito diocesano.
Veronica Rossi è delegata regionale dell'Umbria. Laureata in Conservazione de Beni culturali, è maestra di scuola dell'infanzia. Dal 2007 cura progetti di arte e, dal 2018, collabora con il Settore adulti dell'Ac per la rubrica #ArtèParola e per seminari di catechesi e arte presso Casa S. Girolamo
a Spello (Pg).

