
Che cosa significa dire che "Dio si è incarnato"? E in che modo questo ridefinisce il rapporto fra Dio, l'umanità e il resto della creazione? Nel 2001 il teologo danese Niels Henrik Gregersen conia l'espressione deep incarnation: il Lògos non si è fatto soltanto uomo, ma carne - la materia fragile e mortale che Gesù di Nazaret condivide con ogni creatura. Da allora, la proposta ha attraversato la teologia di lingua inglese; in Italia era rimasta pressoché inesplorata. Stefano Fenaroli la introduce qui per la prima volta in modo organico: ne segue le radici bibliche, ne riconosce gli antecedenti nei Padri greci - Ireneo, Atanasio, i Cappadoci -, la mette alla prova sulla questione più ardua (come pensare Dio presente nel mondo senza dissolverlo in esso?) e ne presenta le voci maggiori: Johnson, Edwards, Southgate, Deane-Drummond. Ne esce una cristologia capace di reggere la domanda ecologica senza moralismo e senza concessioni alla moda: se la carne del Figlio è la carne del mondo, nessuna creatura sarà dimenticata. Prefazione di Niels H. Gregersen.
Come può la teologia rimanere radicata nella Rivelazione e, nello stesso tempo, aprirsi alle sfide culturali, sociali ed ecclesiali del nostro tempo? Da questa domanda nasce il presente volume frutto del confronto tra studiosi di diverse discipline teologiche e con diverse sensibilità ecclesiali. I contributi raccolti si concentrano sul rinnovamento del modo stesso di far teologia. Si propone una pratica teologica che sappia coniugare fedeltà alla Parola e ascolto della storia, tradizione e innovazione, identità e dialogo. Con un andamento circolare ed ermeneutico, il libro mostra come solo una teologia radicata nelle sorgenti bibliche, liturgiche, spirituali ed ecclesiali possa realmente uscire incontro all’umano; e come il confronto con le domande, le ferite e le speranze del presente conduca a riscoprire più profondamente quelle stesse sorgenti. Nel segno della sinodalità, dell’interdisciplinarità e della ricerca condivisa, questo volume offre piste di riflessione per una teologia capace di abitare la comune umanità e di far risuonare anche oggi la bellezza del Vangelo.
La Madre del Signore resta sempre uno dei capisaldi della nostra vita di fede e tornare a riflettere sulla sua persona, sulla sua vita e sul suo ruolo nella storia della salvezza permette di scoprire nuovi aspetti che non si restringono alla pura trattatistica riservata a pochi, oppure a soli atti, talvolta esteriori, di devozione sentimentale. Le riflessioni raccolte in questo libro vogliono offrire una panoramica sul legame profondo che Maria mantiene con l'umanità assillata da mille problematiche e dallo spettro del male che si ripropone in molte forme. Possiamo allora entrare in questo testo con l'atteggiamento del discepolo amato che accoglie la Madre del Signore fra le sue cose più care (cf. Gv 19,27).
Il testo accompagna il lettore alla scoperta del significato spirituale dell'apparizione della Vergine Maria a Benedetto Pareto sul Monte Figogna nel 1490. Partendo dalla storia del Santuario della Guardia, il card. Comastri conduce una riflessione profonda sulla preghiera, cuore del messaggio mariano e sorgente autentica della vita cristiana. Con uno stile semplice, coinvolgente e ricco di testimonianze, il volume invita a riscoprire la presenza materna di Maria e il valore della relazione con Dio nella vita quotidiana.
Che cosa accade quando i poveri non sono più considerati soltanto destinatari della carità, ma protagonisti di una rivelazione che interpella la fede? In queste pagine Rino Fisichella offre una riflessione originale e profondamente attuale sulla povertà, letta non solo come emergenza sociale, ma come categoria teologica. Attraverso l'insegnamento della Scrittura, della Tradizione e del magistero contemporaneo, il volume mostra come i poveri custodiscano il cuore più vivo del Vangelo, ne sono i testimoni più autentici. Una "teologia dei poveri" non può prescindere da Cristo, che «da ricco che era si è fatto povero», e nel quale la Chiesa riconosce la sua misura. La dottrina sociale richiama alla solidarietà e alla giustizia, ma la sfida decisiva è vedere Cristo nei poveri. Solo così si restituisce alla povertà il suo volto più vero. Un libro che invita a uscire dalle semplificazioni e apre interrogativi decisivi sulla fede, sulla "Chiesa dei poveri" e sulla responsabilità di ogni credente. Perché i poveri non chiedono soltanto la nostra elemosina: chiedono di essere ascoltati. E forse, prima ancora, come emerge dalle storie riportate nel testo, hanno qualcosa di essenziale da dire a ciascuno di noi. Per usare un'espressione cara a Papa Francesco: «I poveri ci evangelizzano».
L'espressione "sobria ebbrezza" potrebbe sembrare una contraddizione in termini. In realtà, l'ebbrezza procurata dallo Spirito, vissuta dagli apostoli nel giorno di Pentecoste, non ha nulla di scomposto: accende il cuore del credente di fervore, eleva la mente a una conoscenza speciale di Dio, aiuta l'uomo a compiere un esodo da sé stesso, non per vivere al di sotto del limite della ragione, ma al di sopra di essa, nella piena luce di Dio. Sobria è quell'ebbrezza che provoca esaltazione, non fa perdere il senso del limite e della propria realtà e, al contempo, spinge l'anima a radicarsi in Cristo e a spendersi per i fratelli. Padre Raniero ci conduce attraverso un percorso che è mistico, ascetico e profetico allo stesso tempo, intrecciando l'esperienza e la prassi carismatica del Rinnovamento nello Spirito Santo, di cui è profondo conoscitore e ambasciatore, con la riflessione teologica sull'azione dello Spirito Santo, sugli effetti della Pentecoste, sulla realtà dei carismi e sulla grande novità del battesimo nello Spirito.
E se si leggesse l'Apocalisse di Giovanni come una denuncia contro un sistema politico, economico e sociale oppressivo? Se interpretarne i segni, oggi, si rivelasse una risorsa per far fronte alle crisi sotto le quali il mondo sta crollando? In questo libro, Catherine Keller, teologa e filosofa, parte dal Libro della Rivelazione per esplorare il concetto di "apocalisse": intesa storicamente come fine violenta del mondo, sembra ben adattarsi allo scenario globale attuale, tra crisi climatica, declino delle democrazie, povertà e ingiustizia sociale: tutte catastrofi di cui l'essere umano è vittima e autore insieme. Intrecciando teologia, filosofia, ecologia e politica, Keller cerca di sottrarre l'immaginario apocalittico alle interpretazioni che cedono alla facile paura (e ne fanno spesso strumento di oppressione e controllo) restituendogli la propria carica rivoluzionaria e dirompente. L'apocalisse può essere opportunità di cambiamento, di apertura al nuovo, per cogliere con speranza le ultime occasioni di salvezza rimaste.
Veggenti carismatici e mistici, attraverso rivelazioni private cosa ci stanno dicendo? Si tratta di pie fantasie o di avvertimenti da prendere sul serio?
Il libro raccoglie in un’unica, ampia opera migliaia di messaggi tratti da apparizioni e rivelazioni private, organizzati e suddivisi per grandi temi. Profezie riguardanti il futuro dell’umanità e della Chiesa, richiami alla conversione e alla preghiera, guerre e catastrofi, castighi e purificazione, il destino delle nazioni, la crisi della fede, l’azione dell’Anticristo, i tre giorni di buio, il rapimento degli eletti e molti altri argomenti vengono presentati attraverso le parole di diversi veggenti e le testimonianze di differenti esperienze soprannaturali. l particolare lavoro di selezione e confronto permette così di accostare messaggi diversi che affrontano lo stesso tema, offrendo al lettore una panoramica ampia e facilmente consultabile del mondo delle rivelazioni private.
Trentacinque anni dopo la sua prima pubblicazione questo lavoro torna disponibile in una nuova edizione, con una veste grafica completamente rinnovata e il contenuto dell’edizione originale.
Partendo dalla affermazione "Dio è amore", padre Raniero Cantalamessa esplora il tema dell'amore e dell'essere amati. Questa riflessione vuole essere un tentativo di cercare, almeno di intuire, se non di capire, la larghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Dio per noi. L'autore parte dal fondamento dell'amore di Dio: la passione e risurrezione. Due realtà della fede cristiana che non possono essere lette l'una senza l'altra. Padre Raniero parte dalla meditazione sulla Passione per parlarci dei gradi della conversione e condurci per mano alla verità e alla forza della Risurrezione. Al centro, il messaggio che riassume tutta la Bibbia e che ha ancora bisogno di essere condiviso e annunciato: Dio è amore e ci ha amati sino alla fine. Padre Cantalamessa offre, inoltre, una riflessione a partire dalla rilettura della Lettera enciclica Deuscaritas est di Benedetto XVI, sull'amore di Dio. Il testo propone anche interessanti attualizzazioni sul tema dell'amore e del matrimonio. «Se per qualche cataclisma o furore iconoclasta, tutte le Bibbie del mondo andassero disperse e ne rimanesse una sola copia, e anche questa fosse così danneggiata da avere solo una pagina intera e anche questa pagina fosse così stropicciata che una sola riga si potesse leggere, se questa riga fosse quella della Prima lettera di Giovanni, dove è scritto: "Dio è amore" (cf. 1Gv4,16), tutta la Bibbia sarebbe salva, perché tutto il suo messaggio è lì contenuto».
«Il tempo è compiuto» (Mc 1,15): con queste parole, nel Vangelo di Marco che scandisce l'anno liturgico B, Gesù inaugura la sua predicazione. Non un tempo qualsiasi, ma l'ora matura, il momento favorevole che chiede di essere accolto e invita a mettersi in cammino. È attorno a questa promessa di pienezza che si susseguono le domeniche dei tempi forti e del tempo ordinario, le feste e le solennità, in sintonia con il ritmo delle stagioni e senza sottrarsi alle prove della storia. Le tracce che le teologhe e bibliste condividono in queste pagine aprono un dialogo capace di ascoltare e di restituire voce, di custodire le domande, di non trascurare la bellezza delle attese né il peso delle ferite e di vivere le gioie delle speranze. Perché il tempo si compia davvero: per il mondo e per la comunità ecclesiale, chiamata a renderlo fecondo nel presente.
Il volume invita il lettore a riconoscere come la riscoperta del Sacramentarium Gelasianum non sia un esercizio erudito fine a se stesso, ma un vero atto di memoria viva. Nel celebrare il XXV anniversario della Facoltà di Teologia dell'Università Niccolò Copernico di Toruń, l'opera mostra con chiarezza che la tradizione liturgica non è un deposito immobile: è un organismo che continua a parlare, a formare e a provocare l'intelligenza della fede. In questa prospettiva, il Gelasianum si rivela testimone privilegiato di una liturgia romana capace di accogliere e integrare elementi provenienti da altri contesti, offrendo un repertorio eucologico di straordinaria densità, la cui influenza si estende fino ai grandi processi di riforma e rinnovamento della preghiera ecclesiale quali si sono attuati in seguito alla riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. La "vitalità" di queste pagine antiche risiede soprattutto nel loro linguaggio. La latinitas liturgica, con la sua precisione e la sua forza sintetica, non solo conserva un patrimonio culturale di lungo periodo, ma rende percepibile una teologia pregata, pensata e trasmessa attraverso formule capaci di plasmare lo sguardo credente. Il volume evidenzia anche la storia della Facoltà di Teologia di dell'Università di Toruń. Se questo libro lascia un'eredità, essa consiste nell'invito a proseguire. Proseguire nella ricerca delle fonti, nella loro edizione e interpretazione; proseguire nella lettura teologica della lex orandi come via privilegiata alla lex credendi; proseguire nel custodire e trasmettere un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma continua a offrire criteri, linguaggio e forme per il futuro della vita ecclesiale. Così il XXV anniversario diventa non solo un traguardo, ma un passaggio: un'occasione per riconoscere ciò che è stato compiuto e, nello stesso tempo, per rilanciare la ricerca, affinché la tradizione liturgica continui ad essere compresa, amata e pensata come luogo in cui la Chiesa, ieri come oggi e come sempre, trova parole per dire la fede e per vivere la speranza, sempre protesa verso l'eskaton!
Il volume offre una presentazione sintetica, ma completa, della teologia di Hans Urs von Balthasar, così come viene proposta nella sua grande Trilogia (Gloria, Teodrammatica, Teologica, Epilogo). Vengono esaminati nove temi - caratteristici dell'autore - presentandone una sintesi e, allo stesso tempo, mettendo in luce il contributo originale e la novità della sua teologia: rivelazione, Trinità, antropologia teologica, teologia della storia, cristologia, soteriologia, pneumatologia, ecclesiologia ed escatologia. La lettura del volume permette di cogliere l'articolazione complessiva del suo pensiero e di approfondirne i fondamenti teologici e filosofici. Ne emerge una riflessione profonda e suggestiva sul mistero cristiano per l'uomo e la donna di oggi.

