
Che cos'è la massoneria? Come è nata, quali realtà la compongono, quali riti vi si celebrano? Quali progetti persegue? E perché la Chiesa la condanna scomunicando i cattolici che vi aderiscono? È vero che Caino è considerato il primo massone? E che il luciferismo gioca un ruolo importante, decisivo.
all'ombra delle logge?
A queste e a molte altre domande risponde il presente Quaderno del Timone, scritto dallo studioso Mario Arturo lannaccone e che si conclude con una intervista a padre Paolo Siano, religioso appartenente alla famiglia dei Francescani dell'Immacolata, che ha studiato la massoneria fin nelle sue oscure profondità.
Mario A. lannaccone (Milano, 1964) scrive per mestiere, ha pubblicato molti libri di storia e storia della cultura.
Ha scritto centinaia di articoli per quotidiani e riviste.
Con il Timone ha pubblicato il romanzo La fuga ed è stato co-autore e curatore di cinque dei nostri Dizionari.
Cosa provano davvero i giovani d'oggi? In un mondo dove le generazioni sembrano parlare lingue diverse, coltivare spazi di incontro tra giovani e adulti è oggi la sfida educativa più grande. Questo libro esplora le nuove traiettorie di crescita, unendo il rigore della ricerca sociologica ed educativa alla forza delle testimonianze dirette, e propone una lettura pedagogica volta ad evidenziare l'importanza della cura educativa e a fornire agli adulti gli strumenti per riscoprire l'ascolto e agire sulla prevenzione «prima che accada». Perché il futuro dei giovani si scrive oggi, nell'attenzione che sappiamo dare ai loro bisogni prima che diventino silenzi.
La mindfulness viene spesso intesa, da chi non la conosce o la pratica meccanicamente, come un esercizio senza scopo e senza relazione. In realtà la mindfulness è intrinsecamente relazionale, con noi stessi, con gli altri e, in senso trascendente, con i valori che vogliamo realizzare in queste relazioni. Lambiase e Cantelmi guidano il lettore a utilizzare la mindfulness per entrare meglio in relazione con noi stessi e con gli altri in modo autentico, non giudicante e orientato alla realizzazione dei valori in cui crediamo. La mindfulness permette infatti di eliminare il filtro di giudizi preconfezionati, riuscendo così a essere gentili, compassionevoli, altruisti, pazienti e generosi; migliorando noi stessi e il mondo che ci circonda.
In questo libro intenso e provocatorio, l'autrice accompagna madri e padri in un viaggio profondo dentro sé stessi, là dove nascono le radici invisibili del loro modo di educare. Attraverso un'analisi lucida e senza sconti, viene esplorato come la maturità emotiva, la capacità di ascolto e il vissuto personale possano influenzare — spesso inconsapevolmente — la crescita dei figli. Quante volte, senza accorgercene, chiediamo ai nostri bambini di colmare vuoti che non appartengono a loro? Quante volte comportamenti apparentemente innocui nascondono il bisogno dell'adulto di trattenere, invece che accompagnare? Al centro di questa riflessione emerge il delicato e spesso frainteso concetto di "seduzione" in ambito genitoriale: non come provocazione, ma come dinamica sottile che rischia di mettere i bisogni dell'adulto davanti a quelli del bambino. Un invito potente a invertire la prospettiva: rimettere il bambino al centro, con i suoi desideri autentici, e riscoprire il ruolo del genitore come guida capace di "tendere verso la vita". In queste pagine è nascosto un prezioso e rivoluzionario repertorio di gesti affettuosi, per riscoprire il valore delle coccole come fondamento di una relazione sicura, rispettosa e profondamente nutriente. Un libro che non offre risposte facili, ma apre domande necessarie. E che può cambiare, nel profondo, il modo di essere genitori. Prefazione di Roberta Giommi.
Bastano qualche foglio di carta e delle matite colorate per catturare l'attenzione di un bambino. A volte, per la disperazione di genitori e educatori, non serve neppure il foglio: qualunque superficie è adatta. Che sia mezzo di intrattenimento o di involontario vandalismo, il disegno dei bambini è però soprattutto espressione della loro personalità, del loro mondo interiore, delle problematiche che spesso non sanno esprimere a parole. Esperta psicopedagogista, Evi Crotti ci guida in un'agile panoramica dei significati nascosti in una selezione di disegni realizzati da bimbi e bimbe che ha incontrato in prima persona. Partendo dagli scarabocchi per finire con i disegni più strutturati, nessun dettaglio viene trascurato. Dopo aver chiuso il libro, non potremo fare a meno di guardare con occhi diversi le immagini disegnate dai piccoli e di entrare nel mondo nascosto che hanno deciso di mostrarci. Prefazione di Simone Bruno.
Il primo vocabolario dell'anima per chi opera nel sociale: dove la tecnica si ferma, inizia la ricerca di un senso che trasforma il «fare» in autentica cura dell'umano. «Mai come in questo tempo uomini e donne avvertono che non è sufficiente "fare bene" ciò che sono chiamati a fare; desiderano comprendere il significato del loro agire, il contributo reale che offrono alla costruzione del bene comune, la visione dell'essere umano che sostiene le loro scelte. Quando il lavoro perde il suo orizzonte di senso diventa fatica muta, talvolta alienazione. Quando invece è riconosciuto come partecipazione a un'opera più grande, allora anche la fatica si trasfigura in responsabilità condivisa.» Parte da qui il percorso che questo volume intende tracciare affrontando il tema del lavoro sociale, con le sue complessità, specificità, fatiche, opportunità. In particolare, gli autori approfondiscono un tema raramente affrontato nella formazione professionale: il rapporto tra spiritualità e lavoro sociale, proponendosi di dare risposta, o meglio di "stare dentro" le domande di senso di chi lavora in ambito sanitario e di cura: come tenere insieme princìpi etici condivisi e pluralismo spirituale? Come custodire la dignità della persona senza imporre una visione confessionale? Domande sul senso del dolore, sul valore del limite, sulla fragilità delle relazioni.
Niccolò Machiavelli è uno dei pensatori più fraintesi della storia occidentale. Da secoli il suo nome è associato al cinismo, all’inganno e alla massima «il fine giustifica i mezzi», un’eredità che ha cristallizzato la sua figura nell’immagine del consigliere dei tiranni. Questo libro si propone di scardinare questa interpretazione, restituendo al lettore il suo vero volto: quello di appassionato teorico della libertà civile e delle istituzioni repubblicane. L’esperienza diretta di Machiavelli nella politica della Firenze rinascimentale ha plasmato una visione del mondo in cui il bene comune deve sempre prevalere sull’interesse dei pochi. Non troviamo più il solitario ‘Principe’, ma il popolo e la sua capacità di autogovernarsi attraverso leggi giuste e istituzioni solide. Per Machiavelli la grandezza di una nazione risiede soprattutto nella virtù civile di una cittadinanza attiva e partecipe. Contrariamente alla tradizione che vede nel conflitto sociale un pericolo per lo Stato, Viroli dimostra come Machiavelli lo considerasse il respiro stesso della libertà: è dal confronto tra le diverse anime della società che nascono le difese contro le derive autoritarie. Un libro essenziale che considera la politica non l’arte dell’inganno, bensì la scienza del vivere libero.
Vincenzo Cerami l’aveva capito: prendete tutta l’opera di Pasolini, dalla prima poesia infantile fino all’ultimo fotogramma di Salò, e avrete il ritratto, il disegno della storia italiana dalla fine del fascismo alla metà degli anni Settanta. Ascanio Celestini rilancia: facciamone un gioco. Un gioco vero, un azzardo pericoloso, che costringe a guardare in faccia le nostre contraddizioni. 1964: l’Italia del boom sta già franando, si trama un colpo di Stato e Pasolini che fa? Gira Il Vangelo secondo Matteo. Provocazione? Fuga? O uno sguardo così lucido da vedere due millenni di storia nello stesso momento? Valle Giulia, marzo 1968: gli studenti si scontrano coi poliziotti e Pasolini osa scrivere «io simpatizzavo coi poliziotti». E poche righe dopo «Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia». Tradimento? Follia? O l’unico intellettuale italiano che aveva il coraggio di rifiutare le ovvietà del proprio tempo? Il gioco è dunque quello di rimettere Pasolini nel suo tempo. Un tempo che fu breve e pieno. E che oggi è possibile guardare per intero, dall’inizio alla fine. Smettiamola con le domande inutili del tipo «chissà cosa direbbe Pasolini oggi» della distruzione di Gaza, del capitalismo di Stato in Cina o della guerra in Ucraina, di Internet e dei social! E raccontiamo non un solo Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano, l’intellettuale corsaro e l’uomo fragile, il profeta della società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi ‘misteri italiani’. Ascanio Celestini vuole ritrovare lo sguardo del poeta. Solo così Pasolini resta una presenza viva, un interlocutore necessario per chiunque voglia comprendere le contraddizioni del presente.
La superficie del nostro pianeta è segnata da innumerevoli confini. Alcuni sono naturali, altri sono legati all’opera dell’uomo, marcati da frontiere, muri e barriere. Accanto a questi, ne esistono molti altri che sono meno scontati e tanto sottili da risultare quasi invisibili. Sono quelle linee che separano, dividono, porzioni del nostro mondo a vari fini: dividono popoli, custodiscono identità e culture, sono capaci di generare tensioni e conflitti anche molto gravi. Il geografo inglese Maxim Samson esplora, in modo sorprendente e originale, trenta di queste linee invisibili.
Il nostro tempo sembra suggerire che una vita politica buona sia impossibile. Eppure, la speranza va riattivata proprio dentro la concretezza dell'esistenza sociale. Da qui nasce l'interrogativo che attraversa queste pagine: il potere è destinato a ridursi a mera forza o può trasformarsi in uno spazio di servizio e responsabilità condivisa? L'autore non guarda solo alle élite, ma al potere che ognuno esercita nella propria quotidianità. Attraverso una rilettura attuale del De civitate Dei di Agostino, il saggio mostra come l'impegno personale possa farsi ministerium e la politica un'occasione di offerta all'altro. In questa prospettiva, la Chiesa come «comunità di perdona» assume un ruolo decisivo per abitare la città dell'uomo, ripensando il legame profondo tra fede, cittadinanza e responsabilità civile.
Fu al funerale che si rivelò la grandezza di Antoni Gaudí: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparò a unire mente e mani. Trovò la sua vocazione nella Sagrada Família. Viveva tra gli operai, condividendone la povertà e la fede. Per lui l'architettura era carità e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, «l'architetto di Dio», morì il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudí vivo è una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere - pur presenti -, ma cerca di comprendere la mentalità che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realtà, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudí vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudí, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Faulí, architetto direttore della Sagrada Família.
L'autobiografia di Silvano Girotto che con queste pagine intende dare la propria versione della sua vita, spesso raccontata a partire da congetture, false ricostruzioni e pregiudizi che hanno contribuito a fare di lui l'ambiguo personaggio di Frate Mitra. Una narrazione fluida, appassionata, che ricostruisce un pezzo di storia e soprattutto rende testimonianza del cammino di un uomo che non ha mai accettato l'ingiustizia e lo sfruttamento del povero.

