
Questo libro di Cesario Milo, un poeta che scrive in prosa, è difficile da definire perché l'autore, rimanendo ben radicato nella Bibbia e trovando nella realtà le conferme a quel che dice, loda il compassionevole e il guerriero, la purezza come mezzo per vedere oltre le seduzioni del mondo e le folli notti d'amore con la sposa. Sussurra che il sogno più grande di un uomo viene direttamente da Dio e che anche Dio sogna. Afferma che nella vita non si può tollerare tutto, ma anche che il valore immenso di una persona comprensiva si capisce solo quando si è deboli. Questo libro è un viaggio in quel canto nuovo che è ogni anima che ama Dio. Cesario Milo non manca di ricordarci più volte - ed è evidente che egli ne ha fatto esperienza - la cosa più importante da conoscere nella vita: grazie all'infinita misericordia di Dio nulla è mai perduto; anche nelle tenebre più fitte Dio dà sempre a chi Lo invoca il raggiante pensiero che gli permette di tornare a vedere la vita non solo vivibile ma meravigliosa.
Nel raccontare il suo dolore, Adèle Van Reeth non narra solo la morte del padre, ma anche le conseguenze di quella perdita, la vita che continua con la tristezza, con l'assenza, con il "mai più". E, pur dicendosi "inconsolabile", sceglie di vivere, senza negare la lacerazione del distacco e rendendo onore alla mancanza. Un libro che aiuta e consola, nonostante il vuoto incolmabile della perdita.
E se i personaggi di un romanzo prendessero davvero vita? Nella misteriosa Torino, capitale italiana dell'esoterismo, il ginecologo Leonardo Prandi, scrittore mancato, riceve una profezia destinata a cambiare la sua esistenza: ogni storia che scriverà diventerà realtà. Tra antichi tarocchi, amori impossibili, coincidenze inquietanti e segreti che sembrano guidare il destino, il confine tra finzione e vita si dissolve. Un thriller sentimentale che unisce mistero, magia e passione, conducendo il lettore fino a un finale sorprendente.
Una drammatica storia ispirata alla vita eroica di Stanisława Leszczyńska. Questa ostetrica polacca ha fatto nascere migliaia di bambini nel campo di Auschwitz, e nessuno di loro, né nessuna delle madri, è morto durante il parto. Il romanzo di Magda Knedler racconta la straordinaria vicenda di una donna coraggiosa che, nelle condizioni estreme del campo di concentramento, ha portato aiuto alle donne incinte e ai loro figli appena nati, le vittime più piccole e indifese di Auschwitz. Ad Auschwitz, Stanisława Leszczyńska non era solo una prigioniera. Era una madre. Era speranza.
Quando la Storia irrompe con la violenza della guerra, non chiede il permesso: travolge vite, spezza sogni, costringe a scegliere. Adam è un medico, un uomo innamorato, un marito in attesa di diventare padre. Crede nel futuro, nella cura, nella possibilità di aggiustare il mondo un corpo alla volta. Ma nel settembre del 1939 la Polonia viene schiacciata dall'invasione nazista e ogni certezza crolla. Dalla disfatta dell'esercito alla ferocia dell'occupazione, dalla perdita più lacerante alla nascita di una speranza disperata, Adam è costretto a varcare un confine invisibile: quello che separa l'uomo che era dall'uomo che deve diventare. Nel cuore di una foresta, insieme a ragazzi poco più che ventenni, prende forma una scelta radicale: non arrendersi. Resistere. Combattere. I ragazzi di Montecassino è un romanzo struggente sulla nascita della coscienza, sul prezzo dell'amore e sull'urgenza della responsabilità. È la storia di giovani vite comuni travolte dall'orrore, ma capaci di rispondere al male con una fedeltà incrollabile per la dignità umana. Un racconto corale dove amicizia, sacrificio e dolore si intrecciano fino a diventare destino, e dove anche nel buio più fitto una scintilla di luce continua a brillare.
Antonio è un uomo riservato, colto e gentile. Ha trascorso una vita di studi e coltivato poche amicizie: persone con cui condividere i propri interessi e qualche riflessione sul senso della vita, illuminata soprattutto dalle battute argute e luminose di un amico sacerdote. Non è mai stato un uomo devoto, ha conservato sempre una riserva di sobrietà intorno alla fede e alla vita spirituale. Un mattino Antonio comincia un viaggio, da una cittadina della Brianza fino a Roma. Questa volta non si muove per motivi di studio: è sulle tracce di un'antica confraternita, dedita all'accompagnamento dei condannati a morte nelle ultime ore del loro percorso terreno. Ma ha preso questa iniziativa per un motivo del tutto personale. Perché Antonio vuole saperne di più di questa attività di consolazione e sostegno a persone che avevano di fronte un unico, terribile destino? Che cosa lo attende a Roma? Il lettore segue il protagonista nella sua ricerca, che, si scopre, diventa per lui della massima urgenza e della massima importanza.
Sulla scia della lettera di papa Francesco sul valore della letteratura nella formazione dell'uomo, il volume si propone di contribuire alla valorizzazione della «potenza spirituale della letteratura» in quanto via gnoseologica verso la verità. Il testo letterario (sia in poesia che in prosa) possiede la privilegiata facoltà di superare i confini della realtà sensibile e approdare alla soglia del mistero. Il testo è costituito da quattro sezioni: I fondamenti (esposizione di una base teoretica e metodologica del dialogo intercorrente tra letteratura e teologia e aperto al confronto tra fede e modernità); Riscritture bibliche (raccolta di saggi su autori classici riletti secondo un percorso scritturistico); Spigolature letterarie (approfondimenti sulla profondità ontologica delle opere di scrittori contemporanei); Letteratura, Cristianesimo e incroci disciplinari (saggi sul complementare incontro tra tematiche religiose e altre scienze in direzione di una reciproca integrazione spirituale e cristiana).
"Ero a Disto, una località che, fino a due mesi prima, non sapevo nemmeno esistesse. Ed ero a più di mille chilometri da casa"
Una conversazione, colta casualmente sul treno che prende tutti i giorni, porta il protagonista, un bibliotecario, a intraprendere un viaggio inatteso e ineluttabile fino a un remoto paese della Calabria. Qui, in un museo che accoglie un solo visitatore per volta, inizia un percorso interiore che lo costringe a una faticosa scoperta di sé e a mettere in dubbio l'ordine quasi catalografico, ma solo apparente, della sua esistenza.
In un'atmosfera crepuscolare e ambigua, e in un crescendo di tensione emotiva, il romanzo parla del passato come tempo non concluso; del peccato e del rimorso; della fragilità delle relazioni; della vita come incognita che ammette molte soluzioni o, forse, nessuna.
GIORGIO ANTONIACOMI è nato e vive in Trentino. Maturità classica, laurea in Sociologia all'Università di Trento, master in management urbano all'Università di Ferrara e all'Università Bocconi. Dirigente del Comune di Trento per oltre trent'anni, si è occupato soprattutto di trasformazioni delle città. Dal 2015 al 2020 è stato direttore della Biblioteca comunale di Trento. Per Publistampa e Il Margine ha pubblicato un romanzo e alcune raccolte di racconti.
Racconta Andrea Camilleri che «La Stampa» gli aveva chiesto - siamo nel 1998 - una serie di racconti da pubblicare in estate sul quotidiano. «Io ci pensai un po’ su e mi ricordai che ero stato a lungo indeciso sul nome da dare al commissario Montalbano. Avevo allora due nomi che mi giravano nella testa: uno era Montalbano e l’altro era Collura, cognomi tipicamente siciliani se altri mai ve ne furono. Poi mi venne l’idea di rendere grazie a Vázquez Montalbán e così optai per il commissario Montalbano. Ma ora dovendo scrivere dei racconti mi venne in mente di trovare un personaggio fisso. E subito è stato come una sorta di risarcimento nei confronti del commissario Collura: qualunque fosse diventata la funzione di questo personaggio che ancora non era nato, comunque si sarebbe chiamato Collura, visto che, poveraccio, era rimasto nell’anonimato rispetto a Montalbano che io avevo scelto come protagonista dei miei gialli. La seconda cosa che mi venne in mente, perché mi piace scommettere con me stesso, era quella di avere la possibilità di fare delle indagini all’interno di un luogo esattamente delimitato. È un po’ il giochetto che spesso fa Agatha Christie quando sceglie l’Orient Express o un aereo per le sue storie. E quindi scelsi una nave da crociera perché offre una possibilità enorme di incontri con persone diversissime tra di loro. Nacque così il commissario di bordo che non è un vero e proprio poliziotto, ma colui che si occupa del buon andamento della crociera». Piccoli e grandi misteri, che Cecè Collura, che si è preso un periodo di riposo dopo essere rimasto ferito in una sparatoria, risolve nel corso della traversata. Camilleri si diverte e ci diverte con otto storie di sparizioni, tutte risolte brillantemente e bonariamente. Qualche anno dopo la pubblicazione fu chiesto a Camilleri che fine avesse fatto il commissario Collura: «Dopo il periodo di congedo per convalescenza, so che Collura è tornato in polizia. Ma non mi ha più né scritto né telefonato».
Per oltre un decennio Borges è stato professore di Letteratura inglese e nordamericana all'Università di Buenos Aires, incarico che aveva ottenuto presentando, anziché un folto curriculum, questa semplice dichiarazione: «Senza volerlo, mi sono qualificato per questo posto per tutta la vita». Il che già lascia intuire quanto poco ortodossi fossero i suoi corsi, tanto più che Borges non nascondeva di giudicare la letteratura «in un modo edonistico», sulla base cioè del piacere che suscitava in lui («leggere qualche pagina di Dickens ... significa aver trovato un amico per tutta la vita» dichiara), ed esortava gli studenti a lasciare senza remore qualsiasi libro che trovassero noioso, perché la lettura «deve essere una forma di felicità». Per nostra fortuna il corso del 1966 è stato registrato e trascritto: potremo così ascoltare la viva voce di Borges mentre, incurante di steccati storiografici e teorie critiche, conduce gli studenti nel cuore delle opere più amate, abbandonandosi a una narrazione trascinante e contagiosamente appassionata e ricordandoci che solo la letteratura può aiutarci a interpretare la letteratura.
Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. È l'inizio di un'epopea lunga trent'anni. La storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere. Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall'oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall'idea di ritrovarla, e di dare la caccia all'uomo che gli ha rovinato l'esistenza. Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell'ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.
Sybil Van Antwerp ha settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel mondo. Nella vita di prima è stata un'avvocatessa stimata, una moglie e una madre, ma ora predilige un'attività su tutte: scrivere lettere. Ha iniziato all'età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno nell'era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla. Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un'agenzia che si occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna andare piano; perché "la fretta può farci mettere su carta cose che non intendevamo e ci si svuota". Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla vecchiaia, c'è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio, Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel mondo. Tutte le mattine di Sybil è un romanzo irresistibile che trascina il lettore in un universo ricchissimo di sfumature, sentimenti mai rivelati, e testimonia un amore incrollabile per la vita. Tutte le mattine di Sybil ha vinto il Women's Prize for Fiction 2026.

