
Un itinerario catechistico annuale, nato da un'esperienza concreta, rivolto a bambini, ragazzi, educatori e famiglie, con l'obiettivo di offrire alle comunità parrocchiali uno strumento unitario di accompagnamento nella fede che, in linea con il Concilio Vaticano II pone attenzione alla dimensione comunitaria e familiare della catechesi. Il percorso si propone di accompagnare i ragazzi a scoprire come la fede illumini la vita quotidiana e li renda capaci di vivere da discepoli nella comunità cristiana. Il filo rosso dell'itinerario è sintetizzato dall'espressione "Contemplativi nell'azione", cara al venerabile Giuseppe Lazzati (1909-1986), testimone del percorso che vede la fede cristiana non separata dalla vita, ma capace di illuminare ogni dimensione dell'esistenza.
«Per essere cristiani nel mondo › di oggi, così condizionato dalla (violenza, è necessario essere assolutamente nonviolenti come Gesù, Attiviamoci come lui in modo pacifico: per fare il bene, per fermare il male, per salvare il mondo) dalla distruzione.»
Gesù, Gandhi, Martin Luther King: La forza della nonviolenza per spezzare il dominio dei conflitti
Il volume presenta la figura misteriosa di Melchisedek, che nella Genesi compare dal nulla e nel nulla scompare, non prima di aver benedetto Abramo. Nel resto dell’Antico Testamento Melchisedek riaffiora solo nel Salmo 110. Destano dunque vivo interesse le riflessioni fiorite su questo personaggio in due ambiti letterari diversi, ma entrambi radicati nel contesto socio-religioso giudaico del II secolo a.C. - I secolo d.C.: la Lettera agli Ebrei, un’opera omiletica del Nuovo Testamento, e quattro manoscritti rinvenuti nelle grotte della comunità giudaica di Qumran. Su questa figura anticotestamentaria la Lettera agli Ebrei manifesta qualche dipendenza da tali manoscritti? Per rispondere a tale domanda, l’Autore conduce un’analisi comparativa dei testi. Così, su un versante, individua nel personaggio qumranico tre identità eterogenee: un uomo, un arcangelo e Dio stesso, denominato Malkîsedeq, cioè «Re di Giustizia». Sull’altro, evidenzia l’originalità della Lettera agli Ebrei, che proclama Cristo «sommo sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedek».
«Ma il Signore non era nel fuoco». Un solo versetto, nel cuore del ciclo di Elia, capovolge tutto. Dopo lo zelo, dopo i prodigi sul Carmelo, dopo il fuoco fatto scendere sui sacrifici, il profeta scopre sull'Oreb un Dio che abita non la potenza, ma «un sussurro di silenzio sottile». Anne Lécu riprende i sei capitoli che la Bibbia dedica a Elia (1 Re 17-2 Re 2) e li riscrive come una partitura: Preludio, Ouverture, Recitativi, Interludi, Corale. Una forma musicale capace di custodire ciò che la spiegazione, da sola, dissolverebbe. Camminando con lui dall'est all'ovest, dal Cherìt a Sarepta, dal Carmelo all'Oreb, fino al Giordano e al carro di fuoco, scopriamo un Elia che non è eroe: si esalta e crolla, sfida i potenti e fugge davanti a una donna, conosce il successo e l'esaurimento, il fuoco e il deserto, il desiderio di morire e il pane portato da un angelo. Un compagno per chi attraversa la stanchezza della fede, per chi ha smarrito l'immagine di Dio, per chi cerca senza certezze. Pagine di teologia narrativa e di mistica concreta, per chi cerca il Signore non dove la religione grida, ma dove la verità sussurra.
Che cosa significa veramente "servire" nella chiesa? Come e perché sono nati i ministeri nelle comunità cristiane delle origini? Quale ruolo hanno avuto le donne nella fondazione e nella guida delle prime chiese locali? L'evoluzione dei ministeri nella chiesa può considerarsi conclusa oppure è ancora aperta? Michael Theobald risponde a queste domande con un percorso che risale alle origini dei ministeri nel Nuovo Testamento e getta una luce nuova sui movimenti di riforma della chiesa di oggi. A fronte della sacralizzazione e della clericalizzazione delle strutture ecclesiastiche lungo i secoli, Gesù insegna che «servire, non dominare» è il principio fondamentale per chi vuole occupare posizioni di responsabilità nella comunità del Regno. Strutturato in tre sezioni - Fondamenta, Sviluppo e Tradizione - il volume ricostruisce la genesi storica dei ministeri, ne analizza gli sviluppi e li confronta con la tradizione ecclesiale fino al concilio Vaticano II. Sullo sfondo della domanda di riforma che attraversa oggi la comunità cristiana, Theobald mostra come il Nuovo Testamento custodisca una lezione ancora dirompente per rinnovare l'autocomprensione della chiesa nel XXI secolo.
Il volume propone la sezione con i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli della nuova edizione (2026), interamente riveduta e aggiornata nei box di commento, della Bibbia Giovane. È una proposta adatta a tutti e soprattutto a chi è alle prime armi con la Sacra Scrittura, a chi cerca una guida facile e attraente al testo biblico, a chi vuole finalmente imparare a tradurre la Parola di Dio nel concreto della vita. Allo stile giovane e fresco, a colori e con molteplici disegni, si accompagna una grande ricchezza di contenuti, in grado di venire incontro a tutte le esigenze di una lettura personale e di preparazione di incontri e catechesi.
La leadership non è una tecnica. È un viaggio. E ogni viaggio comincia con una storia capace di cambiare chi la ascolta. In questo libro, il lettore entra in un percorso unico. Le parabole evangeliche — le più potenti narrazioni mai raccontate — diventano una bussola per orientare le decisioni, gestire i conflitti, assumersi le responsabilità e affrontare le sfide del lavoro. Ogni capitolo un passo. Ogni parabola una chiave. Ogni tappa una competenza che si svela. Se cerchi un libro che non si limiti a spiegare la leadership, ma ti accompagni a diventare più consapevole, centrato e coraggioso, allora questo è l'invito a metterti in cammino. Un viaggio che inizia da dentro e arriva dove vuoi condurre gli altri.
Curata da noti biblisti italiani, la collana riprende ex-novo e amplia il coraggioso progetto della Nuovissima versione della Bibbia dai testi antichi. I singoli libri biblici vengono riproposti in una nuova versione che, oltre ad avere i testi antichi a fronte, è accompagnata da un accurato apparato testuale-filologico e da un ampio commento esegetico-teologico. La serie è diretta da Massimo Grilli, Giacomo Perego e Filippo Serafini.
Alla fine del IV secolo, Girolamo decise di tradurre l'Antico Testamento in latino dai manoscritti ebraici a lui disponibili, e non dal testo greco "tradizionale". Questo fatto provocò la reazione di Agostino, il quale riteneva che la traduzione greca della Settanta dovesse essere il punto di partenza per ogni traduzione, poiché godeva dell'autorità degli apostoli. Le due grandi figure dell'Occidente latino si confrontarono in un dibattito dialettico in cui si delineavano chiaramente i due principi in tensione che hanno determinato l'accoglienza del testo biblico fino ai nostri tempi: il valore del testo "originale" ('hebraica veritas') e l'autorità del testo recepito dalla Chiesa ('Septuaginta auctoritas'). Di fronte a questa "battaglia" si pongono alcune questioni molto attuali: è possibile parlare di un testo canonico dell'Antico Testamento? In quale lingua si trova quel testo? Su quale testo dovrebbero basarsi le nostre traduzioni liturgiche? Esiste un testo "originale" della Bibbia? Può una versione antica diventare superiore al testo che traduce? Qual è il valore della Settanta?
Cosa si intende per "preghiera delle donne nell'Antico Testamento"? Il titolo può risultare improprio, in quanto i testi che la Bibbia riporta, tranne forse qualche eccezione, sono stati scritti quasi sicuramente da uomini. Intendiamo quindi le preghiere pronunciate da personaggi femminili e di cui la Bibbia riporta il contenuto. Non siamo sicuri che siano state composte e pronunciate da coloro a cui vengono attribuite e tuttavia, per il fatto che sono state messe in bocca a delle donne, può avere un senso studiarle come un insieme autonomo, anche se in un costante raffronto con quelle attribuite a personaggi maschili, ben più numerose. Le preghiere pronunciate da personaggi femminili rivelano, infatti, anche implicitamente, la percezione che il mondo biblico aveva della capacità delle donne di inserirsi nel tessuto del racconto sacro e di relazionarsi con la storia e con Dio. Non possono non rivelare quindi qualcosa sulle donne e sul loro contributo specifico alla storia della salvezza.
Da questo libro non si esce indenni. Mutilati nel cuore, senza dubbio - stigmatizzati è ciò che speriamo. Tra i Vangeli, quello di Marco è il più crudo: pare inciso nel legno, pare istoriato su uno scudo. È il più duro: sigillato da un sepolcro, da un manipolo di donne in fuga. È un Vangelo latrato, questo, di ammutolite grida. E un Vangelo - in questa versione - ammutinato, pura rivolta del verbo. Va intonato coi tamburi, va letto sulla soglia del bosco più che nei recessi del tempio.
Gian Ruggero Manzoni, poeta di arcaica potenza, che da tempo milita modellando i sacri testi, ha la pazienza degli obbedienti e la voracità dell'eresiarca. I vasti apparati con cui ha corredato il "suo" Vangelo di Marco fanno di questo libro uno strumento necessario alla ricerca spirituale - singolare e in contrasto con le correnti del mondo. È, in fondo, uno spregiudicato sprofondare nel corpo di Gesù, l'uomo più folgorante mai caduto su questa terra.
Nel cuore delle Scritture la salvezza divina non appare mai un evento limpido e lineare, ma come un cammino attraverso ombre e luci, silenzi e rivelazioni. In questo libro, la Bibbia diventa guida in un viaggio che attraversa la notte dell'anima e l'alba della redenzione. Partendo da alcuni passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, l'autore sviluppa il tema del chiaroscuro spirituale: il mistero di un Dio che si nasconde per farsi trovare, parla nel buio, salva nonostante e a volte attraverso l'ambiguità della vita umana. Alle riflessioni esegetiche e spirituali si intrecciano poesie originali, ispirate ai testi sacri, e storie simboliche che danno voce a personaggi universali: il pellegrino, la madre, l'uomo ferito, la cercatrice d'alba. Semplici domande alla fine di ogni capitolo aiutano il lettore a guardare dentro di sé e a fare proprio il messaggio della Scrittura.

