
Francesco ha accompagnato Mazzolari durante tutta la sua vita e, come un innamorato lontano, don Primo ha intessuto con gli scritti e la testimonianza del Santo d’Assisi una corrispondenza fatta di prediche, meditazioni e articoli. Al centro di ogni testo c’è il Vangelo, la carica rivoluzionaria della Parola che rimette sempre al centro la povertà, unica via per la vera libertà. A ottocento anni dalla morte di Francesco, questa raccolta di dieci scritti fra i molti che Mazzolari gli ha dedicato ricorda come, per entrambi, la forza della Parola non è mai affidata solo alla predicazione ma va sempre testimoniata con le scelte, a volte scomode, di chi ha vissuto l’esperienza cristiana come un «ribelle obbediente». Prefazione di Felice Accrocca.
A distanza di 800 anni dalla sua nascita (1225/26), ritornare a Tommaso d’Aquino è motivo innanzitutto per cogliere come egli abbia inteso l’intera sua vita nell’orizzonte della ricerca della verità. Tommaso partecipò al rinnovamento culturale che vide l’ingresso nel pensiero occidentale europeo delle opere di Aristotele attraverso le traduzioni latine dei maestri arabi. Tommaso si situa anche sul crinale storico del sorgere delle università quali nuove istituzioni con tratti specifici e diversi rispetto alle istituzioni monastiche e alle scuole cattedrali nel quadro di un più ampio rivolgimento sociale e culturale. I contributi del presente volume offrono una introduzione al suo pensiero, in particolare alla Somma di teologia, con attenzione al percorso intellettuale dell’Aquinate, e - cogliendo le principali linee direttrici di studio - presentano la sua attitudine di teologo aperto alla ricerca e al dialogo con gli altri in un orizzonte che oggi diremmo interculturale e interreligioso.
L'insegnamento di san Benedetto ha due caratteristiche: prima di tutto non si rivolge al singolo, ma tutta la famiglia monastica - egli infatti vuole insegnarci come si vive saggiamente e cristianamente insieme; poi egli non ci parla delle sette mansioni del castello interiore, ma ci spiega come si dorme, come si mangia, come ci si serve a vicenda, come si parla, come si dialoga, come si trattano gli oggetti, come quando si lavora e si studia, quando ci si alza, quando si fa silenzio etc. E non è fatta di queste cose la vita di tutti i giorni? Quale insegnamento potrebbe essere più utile per una famiglia? Ma si dirà - queste cose già le sappiamo! È proprio vero? E proprio certo che le famiglie di oggi sanno come si vive insieme? È proprio certo che il marito, la moglie, il figlio o la figlia che voglia vivere saggiamente e cristianamente è aiutato in questo dalla sua famiglia e dalle abitudini della casa? O non è piuttosto vero che l'andazzo che si è ormai quasi universalmente imposto e che nessuno ha il coraggio di correggere soffoca ogni migliore proposito del singolo membro di famiglia? Se dunque tutta la famiglia insieme si mettesse all'ascolto di san Benedetto per imparare come si vive una vita comunitaria cristiana non sarebbe assai bello?
Vi è un'esigenza di cambiamento di vita largamente sentita: infatti la società di oggi è per molti aspetti anticristiana in qualche modo simile alla società decadente dell'ultimo impero romano. Se il progetto che qui si propone si diffondesse discretamente a macchia d'olio, con la benedizione di Dio, potrebbe forse apportare una rivoluzione silenziosa, trasformando diverse famiglie e parrocchie in qualcosa di simile a monasteri benedettini nell'epoca delle invasioni barbariche.
Spesso capolavori dell’arte sacra che per i nostri avi erano tanto eloquenti ci colpiscono oggi per il loro valore artistico, ma il loro significato rimane per noi oscuro. La gran parte dei santi è infatti connotata da specifici attributi o simboli, ma come venirne a capo? La risposta è in questo dizionario: nella prima parte, a ogni simbolo e tipologia iconografica ricorrente nell’antica tradizione artistica corrisponde l’elenco dei santi che ne sono distinti. Una seconda sezione, l’elenco onomastico dei santi, ordina alfabeticamente i personaggi col rispettivo corredo simbolico.
Papa Giovanni XXIII ci ha indicato quali sono le condizioni della pace. Ci ha chiesto di essere «uomini di buona volontà». Non abbiamo raccolto l’invito ed ora siamo chiamati «alle armi». Vale la pena di rileggere - o di leggere per la prima volta - la Pacem in terris, in questo volume introdotta, curata e introdotta da Mario Bertolissi, e di recitare un sentito mea culpa.
Si tratta di un’antologia di brani tratti dalle opere di Francesco d’Assisi, in particolare dalle Laudi e preghiere e dalle Regole ed esortazioni. Alcuni testi riguardano i rapporti dei frati tra loro e con Dio, altri sono canti di lode all’Altissimo e a Maria. Di particolare interesse il commento al Padre nostro. Il volumetto contiene anche Il Cantico delle creature. La selezione è preceduta da un profilo biografico del Santo di Assisi.
Fin dagli albori del cristianesimo si è diffuso tra i fedeli il culto dei santi, persone che spesso hanno pagato con inenarrabili sofferenze e con la vita stessa la loro fede. Il legame privilegiato che i santi hanno instaurato con Dio, ottenuto grazie alle loro azioni e per il modo con cui hanno affrontato in vita il rapporto con la divinità e gli altri esseri umani, li rende dei perfetti intermediari tra l'uomo, con i suoi limiti, le sue speranze e le sue paure, e il lontano Creatore. In loro – non figure astratte ma esseri umani storicamente esistiti e testimoni perenni della resurrezione – fin dall'antichità i cristiani hanno visto dei misericordiosi compagni a cui rivolgersi per ottenere da Dio grazie per sé e per i propri cari, in primis per la salute del corpo. In questo volume, in cui prosegue la collaudata collaborazione tra un sacerdote, massimo esperto italiano in angelologia, e un medico cardiologo con interessi in campo nutrizionale, sono stati raccolti brevi racconti sulla vita dei principali santi protettori della salute, con la storia del culto, la simbologia a essi legata e la preghiera per ottenerne l'intercessione. Poiché però per ottenere o mantenere uno stato di buona salute è saggio essere noi stessi parte attiva, sono state aggiunte per ogni patologia trattata alcune note sugli alimenti da preferire o al contrario da limitare, affiancando così le buone norme del vivere sano alla fede nell’aiuto soprannaturale dei santi
Opera della maturità dell’Aquinate (scritta tra il 1268 e il 1270), la Sententia de anima mostra un Tommaso che sviluppa le teorie metafisiche e antropologiche dell’aristotelismo in modo personale ed originale: è in discussione la tesi nuova, quella sull’unicità della forma sostanziale nell’uomo, così come si sviscerano le caratteristiche peculiari della parte intellettiva dell’anima umana, che ne garantisce l’autonomia operativa e ne salvaguarda l’immortalità. Questa visione antropologica, da sempre a fondamento della visione cristiana dell’uomo, è tornata di interesse sia nel dibattito filosofico sia nella concezione cristiana della vita. L’opera di traduzione critica, qui pubblicata con il testo latino a fronte, è dotata di ricchi apparati di introduzione, lessico e indici, ed è destinata a segnare una tappa importante nella bibliografia tomistica.
Una narrazione spirituale che dà voce all’apostolo Pietro, immaginandolo a Roma, in prigione, mentre rilegge il proprio cammino di fede: scritto in prima persona, il testo si presenta come testimonianza immaginata e meditazione interiore, radicata nella Scrittura, nella tradizione patristica e nel Magistero della Chiesa, ma con un tono semplice, accessibile e profondamente umano. Come scrive Paolo Curtaz nella prefazione, «il libro di Giuseppe Cesareo aiuta a entrare nella vita di Pietro, mettendosi nei suoi panni, accorciando la distanza che ci separa da lui, per farlo tornare fratello e compagno di viaggio, e ci aiuta a desiderare di percorrere lo stesso cammino, a compiere gli stessi passi, a conoscere anche noi la tenerezza di Dio». Ne nasce un invito a scoprire Pietro non come una statua irraggiungibile, ma come un uomo fragile e appassionato, chiamato da Cristo a essere guida, custode e testimone della speranza.
Stigmate che sanguinano misteriosamente, apparizioni in luoghi lontani, guarigioni inspiegabili, profumi celesti, estasi… la vita di Padre Pio da Pietrelcina continua ancora oggi a interrogare credenti e studiosi di tutto il mondo. Questo libro offre un percorso chiaro, documentato e ricco di testimonianze attraverso i principali fenomeni mistici che hanno accompagnato l'esistenza del frate cappuccino. Dalle stigmate, segno visibile della sua partecipazione alla Passione di Cristo, alla bilocazione, dai doni di lettura dei cuori alle profezie, il lettore scoprirà come questi eventi non fossero semplici episodi straordinari, ma strumenti attraverso i quali Padre Pio guidava, consolava e conduceva a Dio le anime che gli venivano affidate. In queste pagine si intrecciano spiritualità, storia e teologia, offrendo un viaggio nel mistero di uno dei santi più amati e discussi del Novecento
La storia di John Henry Newman, una figura complessa e schiva, la cui vita è stata un’incessante battaglia per la verità. Da stimato pastore anglicano, intraprese un percorso spirituale e intellettuale lacerante, approdando infine al «porto» del Cattolicesimo. Newman ci offre un insegnamento di urgenza straordinaria per la società contemporanea: non si deve aver paura della verità, ma avere il coraggio di professarla. Il suo viaggio di conversione (avvenuto nel 1845) fu intenso e tormentato. La sua profonda umanità e la sua instancabile ricerca sono magnificamente riassunte nella preghiera "Guidami, Luce gentile". Newman, santo e dottore della Chiesa, è un esempio di "santità del quotidiano" e di lealtà incrollabile. Questa è un’opera essenziale per comprendere un gigante della fede e del pensiero.
La biografia di Pier Giorgio Frassati, nato a Torino il 6 aprile 1901 in una famiglia dell’alta borghesia locale. Il padre Alfredo di formazione liberale è tra i fondatori del quotidiano La Stampa, e la madre dal carattere forte gli darà la prima formazione di fede. A contatto con la spiritualità ignaziana diviene, membro della San Vincenzo de’ Paoli della FUCI e di Azione Cattolica. Dalla eucarestia quotidiana trae la forza per assistere i poveri personalmente e con opere di carità. è appassionato di montagna. Alla vigilia della laurea muore per una poliomielite fulminante. È stato beatificato nel 1990 da papa Giovanni Paolo II e canonizzato il 7 settembre 2025 da papa Leone XIV. È considerato uno dei santi sociali torinesi. Il suo motto: "Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo che posso, visitando i poveri."

