
La sinodalità appartiene alla storia della Chiesa fin dalle sue origini, perché appartiene alla natura della Chiesa. In particolare la prassi sinodale del primo millennio può offrire una potente ispirazione alla Chiesa del nostro tempo. I Sinodi antichi si segnalano per la ricerca del consenso intorno a una questione dibattuta. Testimoniano anche la preminenza del vescovo diocesano e, inseparabilmente, il coinvolgimento del Popolo di Dio nella molteplicità delle sue componenti. In più, i Sinodi di epoca patristica si caratterizzano per il sincero desiderio di comunione con il Vescovo di Roma. I rapporti tra i Sinodi locali e la Sede romana non sono sempre idilliaci, come testimonia, in molti dei saggi qui presentati, la ricostruzione dei Sinodi africani. C’è diversità di problemi, di visioni, di sensibilità, inevitabile quando si ha a fare con territori distanti. La storia dimostra che la comunione è un cammino: un cammino segretamente accompagnato dallo Spirito Santo.
Nel Labirinto, spazio simbolico, la muta pietra rende visibile l’unica Via che conduce alla Gerusalemme celeste: è la via della Parola che illumina la mente e si lascia penetrare. Una simbologia eloquente e consona al presente volume dedicato alla Esegesi cristiana antica e al gravoso compito intrapreso dagli esegeti che si addentrarono nell’arduo dedalo delle sacre Scritture per difendere la verità del Dio uno e trino, per confermare la venuta del Messia e l’avveramento delle profezie, per esaltare la verità dell’evangelo e sublimarne l’insegnamento, per dichiarare la nuova legge dello Spirito e assicurare la volontà soteriologica del Padre. Ogni scritto esegetico, specchio dell’esegeta, della sua formazione, della sua fede e del suo ruolo ecclesiale, è pedagogia della Parola per un cammino “sapienziale” verso il Regno, lungo la via che dai grammata mena alla vera Sapienza di cui detiene la chiave solo Cristo, porta orientalis, de qua verum lumen exoritur (Girolamo, ep.121, praef.).
"Ci sono cose che solo le donne intuiscono e la teologia ha bisogno del loro contributo. Una teologia di soli uomini è una teologia a metà. Su questo c'è ancora parecchia strada da fare." Questa è la constatazione di Papa Francesco, ricordando la profetessa Culda dell'Antico Testamento (2 Re 22,14-20), durante il suo discorso di inaugurazione del congresso internazionale sul futuro della Teologia, organizzato dal Dicastero per la Cultura e l'Educazione il 9 dicembre 2024 a Roma. Il presente volume si inserisce proprio nel solco del mandato e della spinta che Papa Francesco ha impresso all'uditorio di teologhe e teologi internazionali e documenta, al contempo, due eventi di studio organizzati dalla Cattedra Pensiero e forme dello Spirituale del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo. La prima parte del volume offre alcune prospettive più centrate sulla donna e sulle relative rappresentazioni artistiche e sulla venerazione della donna di cui si parla di più nel Cristianesimo: Maria di Nazaret; la seconda parte cede la parola direttamente alle donne, in particolare a quelle riconosciute come mistiche. Abbracciando l'iniziativa di promuovere la presenza attiva delle donne, la Cattedra contribuisce all'impegno dell'Ateneo e più in generale della Confederazione Benedettina che cerca di sviluppare condizioni sempre più favorevoli per la presenza femminile nei suoi vari ambiti e progetti.
«A trent'anni dal mio primo colloquio con Padre Pio, alla vigilia dell'anno centenario della Sua nascita, rendo pubblici questi appunti, in segno di gratitudine a colui che è stato l'artefice della mia trasformazione spirituale. La misericordia di Dio mi affidò al grande Cappuccino con il quale ho percorso un lungo tratto della mia vita, certamente il più bello; e mai potrò ringraziare abbastanza per questo»
La pastorale della salute si colloca oggi tra gli ambiti più sensibili e decisivi della missione della Chiesa. Essa è chiamata a testimoniare il Vangelo mediante una presenza capace di prossimità, ascolto, accompagnamento e discernimento. Il presente manuale si propone come introduzione alla teologia pastorale della salute, pensata in modo particolare per operatori e volontari impegnati in questo ambito, che spesso svolgono il loro servizio con grande dedizione, ma da integrare con una formazione teologica sistematica. L'obiettivo è quello di fornire coordinate fondamentali, categorie di lettura e strumenti di orientamento, capaci di sostenere una prassi pastorale più consapevole, ecclesialmente fondata e teologicamente illuminata.
La vita è un bel dono che genera una storia, lunga o breve che sia, dal momento in cui scaturisce al suo compimento, un termine naturale di cui l'uomo non può mai disporre per un motivo semplice: nessuno è signore o padrone della vita di un altro essere umano, ma tutti ne siamo a servizio. Questo volume intende fornire un utile strumento di formazione e aggiornamento per un futuro migliore, per tutti quanti siano interessati - secondo l'insegnamento di san Giovanni Paolo II - ad «agire a favore della vita», tanto in ambito pastorale quanto scientifico, e a «contribuire al rinnovamento della società mediante l'edificazione del bene comune».
Da Lumen Gentium a oggi, la teologia della Chiesa ha attraversato la trasformazione più profonda del suo intero millennio recente. Questo Manuale di Ecclesiologia Sistematica raccoglie quel cammino e lo restituisce in forma organica al lettore italiano: studenti dei cicli istituzionali, dottorandi, docenti, pastori e operatori del dialogo ecumenico e interreligioso. Articolata in otto Parti e sedici Capitoli - dal mistero della Chiesa nell'eterno piano di Dio fino alla pienezza escatologica della Gerusalemme celeste - l'opera affronta in modo sistematico la fondazione cristologica e pneumatologica della Chiesa, la sua natura teandrica, la sacramentalità universale di salvezza, le quattro note, la struttura ministeriale e sinodale, la missione nel mondo e il dialogo con le altre tradizioni cristiane e religiose. Cinque scelte metodologiche dichiarate ne fanno uno strumento originale nel panorama manualistico contemporaneo: la via media tra metodo discendente e ascendente, l'integrazione strutturale della teologia ortodossa, la valorizzazione della tradizione italiana accanto a quelle tedesca e francese, l'ermeneutica anti-supersessionista del rapporto con Israele, la sinodalità come categoria sistematica trasversale recepita dal XVI Sinodo dei Vescovi (2023). Tre Appendici - fonti magisteriali, modelli ecclesiologici, cronologia dogmatica - completano un apparato critico multilingue (latino, greco, tedesco, francese, inglese) che fa di questo volume un riferimento stabile per lo studio e la ricerca.
Il filo rosso della maturità - frutto di un lungo cammino interiore che l'autore ha percorso con fedeltà e riservatezza - connette i brevi capitoli che conferiscono al libro una struttura a frammenti, eterogenei tra loro ma ricercati e genuini nello stesso tempo. In queste pagine, la dimensione religiosa è presente in modo sobrio, naturale, mai moralistico: una fede che attraversa la vita, che scorre come una sorgente umile e vivificante. È un testo che si può leggere d'un fiato; ma è sostando tra un frammento e l'altro che si comprende come, dentro esperienze solo apparentemente sparse, si intravede l'unità, silenziosa e tenace, di una vita.
"Forma di vita" è espressione che designa in ambito cristiano la "vita religiosa". Giorgio Agamben ne ha fatto un tema della sua filosofia cui ha assegnato una posizione e un ruolo eminenti. Nell'orizzonte teorico che egli ha cominciato a descrivere con il primo volume della saga filosofica Homo sacer (Einaudi, 1995), il concetto di "forma-di-vita" è introdotto quale contraltare al concetto di "nuda vita" e designa la vita inseparata e inseparabile dalla sua forma. Il presente libro si sofferma sul momento in cui il concetto di "forma-di-vita" giunge a più piena definizione, momento che coincide per Agamben con l'incontro con la tradizione letteraria e spirituale del monachesimo cristiano e la pubblicazione di Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (Neri Pozza, 2011). All'interno del suo progetto filosofico tale incontro costituisce una "svolta": essa viene ripercorsa nei suoi tratti fondamentali cogliendo l'occasione per mostrare l'originalità e la fecondità dell'approccio di Agamben al monachesimo insieme ai limiti della sua interpretazione.
Il titolo «Vivere insieme la speranza sulla soglia del dolore» riprende il passo biblico di Rm 5,5 proclamato a gran voce in questo Anno Santo 2025, dedicato alla speranza: «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato». Un Giubileo che vuole fortemente sottolineare una delle tre virtù teologali, che per noi tutti cristiani, operatori sanitari e volontari, riecheggia ogni giorno nei servizi che svolgiamo accanto ai deboli e ai sofferenti. L’idea è stata quella di rappresentare, nella locandina del Convegno nazionale, una "soglia del dolore" visivamente evocata dalla roccia a picco, che rimanda alla sensazione di difficoltà, salto, incertezza, vertigine. Al baratro, fa però da contrappunto la luce che squarcia orizzontalmente la scena, con l’elemento dell’albero che apre alla vita. Viene dunque evidenziata la speranza che spinge ed incoraggia il sofferente a non demordere.

