
La storia della sessualità medievale deve scontare un paradosso fondamentale. Anche nel Medioevo esistevano degli specialisti dei problemi sessuali, uomini che ne scrivevano, che definivano comportamenti leciti e illeciti, che dispensavano consigli. Ma erano quasi nella totalità individui a cui la sessualità veniva ufficialmente negata. Infatti, anche i discorsi normativi sul sesso erano appannaggio degli uomini di Chiesa, per i quali la continenza degli appetiti e della pratica del sesso divenne ben presto un obbligo oltre che un ideale, per lo meno in teoria. Santa Ildegarda si occupa della sessualità femminile e maschile, del concepimento, della gravidanza, del parto, della bellezza del corpo, con una larghezza di vedute che stupisce in particolar modo soprattutto se rapportata ai tempi e al suo stato di monaca benedettina. Ildegarda non si censura nel descrivere il rapporto tra uomo e donna, il piacere sessuale, i disturbi legati all'apparato riproduttivo o i dolori mestruali. Nel Medioevo le caratteristiche psicologiche dei quattro tipi di donna (sanguigna, flemmatica, collerica, malinconica) vengono attribuite alle caratteristiche fisiche corrispondenti. Per ognuno dei quattro umori e peculiarità fisiche della donna Ildegarda descrive: il comportamento sessuale, il flusso mestruale, la predisposizione verso certe malattie, la fertilità.
Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione: è questo il titolo del primo dei quaranta temi proposti alla riflessione per dimostrare la fondatezza e la serietà della lunga mariofania nella cittadina dell’Erzegovina, da oltre quattro decenni al centro di pellegrinaggi provenienti da ogni parte del mondo. Come è noto, la Chiesa ha atteso molto tempo prima di dare il nulla osta, che non è ancora il riconoscimento della soprannaturalità dell’evento, ma l’apprezzamento dei frutti spirituali e dei numerosi messaggi di indubbio valore per il cammino di fede. Ciò che ha reso difficile il giudizio dell’autorità ecclesiastica è stata la novità con cui questa volta la Madonna si è manifestata, proponendosi in un modo totalmente nuovo, come mai era accaduto prima. La vera novità di questo evento stupefacente è la sintonia con i grandi problemi del momento storico attuale, la crisi spirituale dell’umanità, il dilagare della violenza e l’approssimarsi di un conflitto mondiale capace di distruggere il mondo. In questa prospettiva, la presenza della Madonna a Medjugorje appare sempre più come l’unica àncora di salvezza che l’umanità ha a disposizione per poter sperare nel futuro. Questo infatti è il senso delle parole che il grande Pontefice San Giovanni Paolo II ha rivolto alla veggente Mirjana: «Medjugorje è la speranza del mondo».
Gesù è stato raccontato per secoli come il fondatore di una nuova religione, quasi in contrapposizione al mondo ebraico da cui proveniva. Eppure tutto, nelle sue parole e nei suoi gesti, parla la lingua dell’ebraismo: la Torah, i Profeti, lo Shema Israel, il sabato, l’attesa del Regno di Dio, la misericordia, il linguaggio sapienziale e parabolico dei maestri d’Israele. Questo libro nasce dal desiderio di restituire a Gesù la sua identità storica: quella di un ebreo del suo tempo, radicato nella tradizione d’Israele, nella sua fede, nelle sue attese e nelle sue Scritture. Con rigore storico e chiarezza divulgativa, Giuseppe Altamore guida il lettore alla scoperta del vero volto di Gesù: il maestro che pregava il Dio d’Israele, che parlava con la voce dei profeti e che si comprende pienamente solo dentro l’universo ebraico da cui è nato. Ma questo è anche un libro sulle deformazioni che, nei secoli, hanno oscurato quella verità: contrapposizioni artificiose, letture distorte, antigiudaismo cristiano, fino alle manipolazioni ideologiche dei nostri giorni. Per capire chi fosse davvero Gesù, e perché riconoscerne l’identità ebraica sia oggi più necessario che mai.
Tra i doni gratuiti che il Signore, con la cooperazione dello Spirito Santo, concede alla Chiesa, c’è anche il potere di scacciare i demoni. Il dono della liberazione è quella capacità speciale che Dio dà a certi membri del Corpo di Cristo, sia uomini che donne, sia preti che laici, per scacciare demoni e spiriti maligni. Nel campo della preghiera di liberazione o dell’esorcismo le donne normalmente sono viste o come possedute o come streghe che fanno malefici o al massimo come pie donne che pregano per la liberazione degli afflitti dagli spiriti. In realtà numerose donne nella storia della Chiesa hanno ricevuto da Dio il potere di liberare gli ossessi. In questo testo, don Marcello Stanzione, uno dei massimi angelologi italiani, presenta alcune di queste donne con il carisma di esorciste, quali Ildegarda di Bingen, Caterina da Siena, Enrichetta Naum, Madre Serafina Micheli, Madre Speranza, Suor Erminia Brunetti. Particolare è la vicenda della Beata Eustochio di Padova, una monaca benedettina posseduta che dopo la sua morte è stata considerata dagli esorcisti del Triveneto come loro particolare ausiliatrice per le liberazioni ottenute grazie alla sua intercessione. Il libro si conclude con un'intervista di don Stanzione a una suora laica per anni collaboratrice del famosissimo esorcista don Gabriele Amorth.
Cari genitori, questo libro è stato scritto per voi, con la speranza di potervi offrire un piccolo aiuto nell'educazione religiosa dei vostri figli. Oggi è in per colo la trasmissione della fede, che è av venuta per due millenni attraverso la stretta collaborazione fra la famiglia e la Chiesa. Le nuove generazioni rischiano di crescere fuori dal cristianesimo semplicemente perché non l'hanno mai conosciuto o l'hanno sfiorato solo superficialmente. Questo succede per ché sta venendo a mancare la capacità dei genitori di incidere sulla formazione religiosa e morale dei propri figli. Si pensa erroneamente che questo compito spetti alla Chiesa. In realtà, senza l'aiuto della famiglia, la Chiesa non può fare molto.
I primi anni di vita sono decisivi per canto riguarda gli orientamenti religiosi e morali. I bambini, anche prima di raggiungere l'età della ragione, sono aperti a Dio e ascoltano la sua voce, so no aperti alla trascendenza e disponibili all'insegnamento religioso che trova un terreno fertile nella loro mente e nei loro cuori. Essi apprendono con facilità le verità della fede e imparano volentieri pregare. Spesso sulle loro labbra affiora quella sapienza divina che è negata ai superbi, ma è rivelata ai piccoli. Dedicarsi con amore e perseveranza all'educazione alla fede dei propri figli significa generarli una seconda volta, facendo di essi delle « nuove creature ».
Viviamo in una fase della storia che ha perso la visione trascendente della vita e nella quale rischiamo di venire travolti dal correre ininterrotto del tempo che passa e che tutto divora. È una visione ben triste a cui non dobbiamo rassegnarci, ma lottare per uscire dai limiti angusti nei quali ci siamo rinchiusi. Dal fondo del cuore avvertiamo una spinta ad andare oltre, perché l'uomo non è un pugno insignificante di polvere. La nostra generazione, in pochi decenni, ha perso Dio e di conseguenza ha perso l'anima e la proiezione verso l'eterno. Adesso vaghiamo qua e là, come dice la Madonna a Medjugorje, nelle tenebre e senza una meta. Questo libro è una collezione di pensieri spirituali tratti dal Vangelo e dai messaggi della Regina della pace, esposti con un linguaggio semplice, che parla non solo alla mente, ma anche e soprattutto al cuore, L'obiettivo è quello di offrire una meditazione quotidiana che aiuti a vivere la fede in profondità, incarnandola nella propria vita, in modo tale da tenere alto lo sguardo nelle fatiche di ogni giorno. Noi siamo chiamati ad essere «le mani tese» di Maria verso tutti coloro che satana ha ingannato con le sue false luci e con le sue promesse ingannatrici (Padre Livio).
Santa Ildegarda ha svolto un ruolo fondamentale nella medicina medievale. Le intuizioni della badessa di Bingen sulle proprietà di alimenti e bevande, comparate con le attuali conoscenze scientifiche, evidenziano la grande modernità e ampiezza di vedute di questa mistica eccezionale. Le visioni ildegardiane, rivelando la viriditas, forza vitale di piante, alimenti e cristalli, pongono l'accento sulla natura curativa del cibo, sulla giusta misura e sull'armonia tra uomo e natura. Gli Autori, che hanno al loro attivo molte opere sulla medicina ildegardiana, presentano le considerazioni della santa badessa di Bingen circa il potere curativo delle bevande, da lei analizzato anche in rapporto a orario e composizione dei pasti, stagione, condizioni di salute individuali e salubrità delle fonti. Dall'acqua al latte, dalla birra al vino, dalle tisane ai vini medicati, di ogni bevanda, erba o spezie riportano, oltre ai consigli di Ildegarda, notizie storiche, componenti nutrizionali, attuali indicazioni, effetti collaterali e controindicazioni, fornendo un quadro sintetico ma completo delle osservazioni di questa donna straordinaria, definita da San Giovanni Paolo II «luce del suo popolo e del suo tempо».
Questo libro è nato dall’incontro tra Enneagramma e Omeopatia. Due strumenti diversi, uno simbolico-psicologico e l’altro medico-energetico, che partono da una stessa intuizione: ognuno di noi reagisce alla vita secondo una modalità che si esprime nel corpo, nelle emozioni e nel modo di stare in relazione. L’essere umano non è la sua patologia, né la sua struttura caratteriale, ma un processo vivente di adattamento, compensazione e possibile evoluzione. L’Enneagramma aiuta a capire come una persona sviluppi strategie specifiche per affrontare la realtà. Ogni "tipo psicologico" è l’espressione di una ferita originaria, di una strategia di sopravvivenza costruita molto presto, spesso in risposta alla qualità del legame con i genitori. Allo stesso modo, ogni rimedio omeopatico descrive un atteggiamento fondamentale di fronte alla vita, che coinvolge insieme il corpo, le emozioni e la sensibilità profonda. Il sintomo fisico o comportamentale non è un errore da eliminare, ma un segnale che indica dove l’energia si è irrigidita o ha perso fluidità. In definitiva, Enneagramma e Omeopatia, nel loro dialogo, ci ricordano una verità semplice e radicale: guarire non significa diventare perfetti, ma tornare vivi. E ogni essere umano, qualunque sia il suo tipo, il suo sintomo o la sua storia, porta già in sé il seme della propria trasformazione. Un libro rivolto sia a chi lavora nella relazione d’aiuto, sia a chi è in cammino verso una maggiore consapevolezza di sé.
Nel 2019 la SugarCo Edizioni pubblicava "Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna, mistica del XX secolo", ristampato già nove volte in sette anni e tradotto in altre lingue. Suor Maria Natalia, allora quasi sconosciuta in Italia, ora è amatissima. Il presente testo è ricolmo di figure avvincenti, episodi straordinari e parole profetiche. Approfondisce le rivelazioni di suor Natalia e fornisce ulteriori prove della loro veridicità. Illustra l’eredità che la religiosa ha ricevuto e che non cessa di tramandare e che, spesso nel nascondimento e nel segreto, ha condizionato grandemente l’intera storia europea e mondiale. Questa eredità si riassume nella riparazione, nella penitenza e nell’espiazione, termini cui si rischia di attribuire impropriamente connotazioni dolorose e inquietanti. Esse sono, in realtà, un dono capace di rimodellare tutto nella bellezza, nella pace e nella luce. Il libro, evocativo e suggestivo, offrirà spunti sempre nuovi nel corso di successive riletture, tanta è la sua ricchezza. Il lettore acquisirà conoscenze e avrà dati nuovi per interpretare il proprio quotidiano e il mondo di oggi, di ieri e di domani. Questo condurrà alla conquista, colma di stupore, di una grande durevole gioia e vera libertà.
Le origini del pane, uno degli alimenti più consumati al mondo, affondano nella notte dei tempi. Nel sito di Ohalo, sul lago di Tiberiade in Israele, sono stati rinvenuti resti di pane risalenti a 23.000 anni fa. Oltre al valore nutrizionale, il pane ha una notevole valenza simbolica, soprattutto nelle religioni ebraica e cristiana. Elemento principale del vitto sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, il pane è citato nella Bibbia ben 361 volte. Nel cristianesimo, durante la celebrazione eucaristica, la transustanziazione indica la conversione della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo e della sostanza del vino nel sangue di Cristo. L’ostia consacrata è inoltre il «Pane degli Angeli» che ha nutrito molti mistici, e i Padri del deserto spesso sono sopravvissuti grazie al solo cibo-pane accompagnato da qualche erba selvatica. Santa Ildegarda di Bingen, grande mistica vissuta nell’Alto Medioevo, nei suoi testi medici parla dei differenti tipi di cereali utilizzati per la panificazione, esaminandoli dal punto di vista della salute del corpo. Un’ampia panoramica di ricette da ogni parte del mondo conclude la trattazione.

