
La storia di John Henry Newman, una figura complessa e schiva, la cui vita è stata un’incessante battaglia per la verità. Da stimato pastore anglicano, intraprese un percorso spirituale e intellettuale lacerante, approdando infine al «porto» del Cattolicesimo. Newman ci offre un insegnamento di urgenza straordinaria per la società contemporanea: non si deve aver paura della verità, ma avere il coraggio di professarla. Il suo viaggio di conversione (avvenuto nel 1845) fu intenso e tormentato. La sua profonda umanità e la sua instancabile ricerca sono magnificamente riassunte nella preghiera "Guidami, Luce gentile". Newman, santo e dottore della Chiesa, è un esempio di "santità del quotidiano" e di lealtà incrollabile. Questa è un’opera essenziale per comprendere un gigante della fede e del pensiero.
La biografia di Pier Giorgio Frassati, nato a Torino il 6 aprile 1901 in una famiglia dell’alta borghesia locale. Il padre Alfredo di formazione liberale è tra i fondatori del quotidiano La Stampa, e la madre dal carattere forte gli darà la prima formazione di fede. A contatto con la spiritualità ignaziana diviene, membro della San Vincenzo de’ Paoli della FUCI e di Azione Cattolica. Dalla eucarestia quotidiana trae la forza per assistere i poveri personalmente e con opere di carità. è appassionato di montagna. Alla vigilia della laurea muore per una poliomielite fulminante. È stato beatificato nel 1990 da papa Giovanni Paolo II e canonizzato il 7 settembre 2025 da papa Leone XIV. È considerato uno dei santi sociali torinesi. Il suo motto: "Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo che posso, visitando i poveri."
Nel dicembre 2024 il Corpo di Santa Lucia è tornato nella sua terra: la Sicilia. Un evento straordinario che ha unito quattro diocesi, da Nord a Sud, comunità e generazioni in un unico cammino di fede e di luce. Questo libro — con la Prefazione del Cardinale Marcello Semeraro e la Lettera di Papa Francesco alla Chiesa di Siracusa — raccoglie parole, testimonianze e riflessioni di vescovi, sacerdoti, rappresentanti delle Istituzioni e laici che hanno vissuto la peregrinatio delle insigni spoglie della martire siracusana, che da Venezia è arrivata a Siracusa e ha attraversato le città di Carlentini (Siracusa), Belpasso (Catania), Aci Catena (Catania) e infine Catania, dove ha incontrato Sant’Agata come un segno di grazia e di speranza. Dalle voci dei vescovi Francesco Lomanto, Francesco Moraglia, Luigi Renna, Antonino Raspanti emerge la forza di Lucia, giovane donna coerente e libera, che illumina ancora oggi il cammino dei credenti. Un invito a seguire le sue orme, per essere nel mondo testimoni credibili del Vangelo, costruttori di pace e portatori di luce. Prefazione di Marcello Semeraro.
A ottocento anni dalla composizione del Cantico delle Creature e dalla morte di san Francesco, questo libro propone una lettura etico-sociale dell’opera del santo di Assisi, ponendola in dialogo con le sfide contemporanee dell’ecologia integrale e, per quanto possibile, con i nuovi paradigmi tracciati dall’Intelligenza artificiale. Non un’analisi letteraria, ma un percorso di riflessione che parte dal linguaggio “gentile” del Cantico per interrogare la nostra realtà ferita: l’ambiente devastato, l’umanità smarrita, la morte rimossa. In un mondo che fatica a perdonare e a custodire, è ancora possibile lodare Dio per ogni creatura? Le parole del Poverello d’Assisi ci guidano verso un cammino di mitezza e speranza, di comunione e fraternità, riscoprendo nella nudità della terra il senso profondo della povertà e della pace. Il Cantico, proprio quando parla di morte, si fa inno alla vita e alla bellezza, offrendo una visione radicale e luminosa: la cura della casa comune come atto spirituale e politico, un impegno quotidiano che nasce dalla lode e si fa speranza attiva. È questo che traspare anche dalla versione in lingua napoletana del Cantico scritta dai detenuti ospiti del Centro di Pastorale carceraria dell’arcidiocesi di Napoli, riportata in appendice al volume. La loro versione è intensa come i colori che hanno scelto e utilizzato per i disegni in copertina, tinte d’anime non arrese al male ma tavolozza di sentimenti ricchi di vita.
Ripercorrendo l’opera di Agostino e considerando ciò che essa ha prodotto nel corso dei tempi, viene spontaneo affermare che raramente una vicenda intellettuale, spirituale e umana conserva così intatto lungo i secoli il suo rilievo, la sua fecondità di messaggio, la sua forza di richiamo. Nella storia del pensiero occidentale egli spicca per la centralità del suo ruolo come erede della civiltà antica e insieme come anticipatore dei nuovi orizzonti della civiltà cristiana. Nella storia della teologia e dell’esegesi l’opera di Agostino si innalza come una grande cattedrale gotica che, nella magia delle sue forme architettoniche e nella sua esuberante materialità di forme, manifesta in modo profondo e creativo l’idea di Dio come centro, bellezza e luce della vita dell’uomo. Nella storia della spiritualità e dell’esperienza religiosa la sua parola e la sua testimonianza restano fonte e modello per la vita della Chiesa e per l’elevazione personale di ogni credente.
Disarmare le parole è un compito suggestivo che rinvia al nucleo del pensare francescano, che contesta il primato dell'io con la sua inclinazione al predominio e alla violenza. All'origine sta la concezione dell'essere come dono, grazie a cui guardare ciò che esiste con occhio ammirato e grato.
Il diritto serve a disciplinare l'esistenza, non a fondarla: non siamo venuti al mondo perché ne avevamo diritto, ma perché siamo stati voluti.
Allora le parole sorgono disarmate, perché nascono dalla riconoscenza.
Contro la figura dell'esploratore della realtà che diventa padrone del mondo in forza di un sapere inteso come potere, il pensiero francescano riconosce come essenziale non la ragione armata, ma la volontà, volontà di libertà. Anche il sapere, allora, è visto non come potere, ma come servizio da rendere alla comunità.
Le Confessioni sono l’opera più celebre di sant’Agostino d’Ippona, scritta tra il 397 e il 400 d.C. Rappresentano il primo esempio di autobiografia spirituale nella storia della letteratura occidentale. Nel testo, Agostino racconta la sua giovinezza, il percorso di conversione al cristianesimo e la sua riflessione su Dio, il peccato, il tempo e la memoria. L’opera è divisa in 13 libri, in cui Agostino ha voluto porre davanti a Dio e a noi tutti il ricordo della sua anima e, con grande umiltà, rappresentare il suo vecchio e nuovo "io". Il libro è all’origine della vocazione religiosa di Papa Leone XIV. Il Papa, nel giorno della sua elezione sul solco di Pietro, ha detto con grande fierezza: "Sono un figlio di Sant’Agostino".
I momenti finali di una vita, di ogni vita, sono preziosi per comprenderne il significato. Ma nel caso di Francesco è come se i momenti finali, quelli del trapasso, siano stati preparati per diversi mesi, anzi anni.
Furono anni di sofferenze: Francesco era malato e divenne via via sempre più debole; eppure sono anche gli anni in cui il povero di Assisi realizzò grandi e importanti novità, a cominciare dalle sue lettere, per terminare con il Cantico di frate Sole.
In queste pagine si è cercato di seguire lo sviluppo degli avvenimenti degli ultimi anni di Francesco per provare a capire come tutta la sua vita, seppure in mezzo alla sofferenza, sia diventata un canto di lode al Signore. Solo così si potrà tentare di capire come Francesco abbia potuto arrivare a chiamare sorella anche la morte.
MARCO BARTOLI, Professore associato di Storia medievale presso la LUMSA di Roma, discepolo di Raoul Manselli, è specialista in storia degli ultimi secoli del medioevo occidentale, con un particolare interesse intorno a Chiara e a Francesco d’Assisi.
Con prefazione del Card. Matteo M. Zuppi
Maria Goretti, giovane originaria di Corinaldo, nelle Marche, si trasferì presto con la famiglia nelle Paludi Pontine, dove visse in estrema povertà. Fu uccisa non ancora dodicenne, vittima di un tentativo di violenza. L’attualità di questa piccola santa non è nel fatto di cronaca nera, simile a tanti altri del nostro tempo, ma nella preparazione vigile e operosa al sacrificio della vita. L’aspetto tipico della spiritualità di Marietta è la semplicità della fede. Alle grandi scelte non si arriva attraverso un atto solitario di eroismo, ma attraverso un cammino ordinario di piccoli gesti quotidiani, un cammino iniziato dentro una comunità, vissuto dentro una famiglia, assunto e concretizzato ogni giorno. Anche nel nostro tempo Marietta può diventare piccola pietra di volta nella costruzione della nostra fede.
È venerabile, è monsignore, e vescovo ma soprattutto è sacerdote don Tonino, che infatti si faceva chiamare così anche dopo la nomina episcopale. Lui incarna davvero la figura del "pastore con l’odore delle pecore": è sempre stato un pastore tra la gente, per la gente. Costruttore di pace, ha sentito forte l’impegno sociale e ha lottato contro ogni forma di ingiustizia; è stato un uomo capace di vivere il suo tempo seminando e vivendo la "buona notizia" del Vangelo e ancora oggi «non smette di aiutarci, gettando il seme della sua Parola, perché raggiunga la terra buona che è quella del nostro cuore» (Cardinale Matteo Maria Zuppi) e che ci chiama a saper riconoscere negli altri, soprattutto nei poveri e negli ultimi, il volto di Gesù.
Ventiquattresima figlia di un tintore senese, Caterina Benincasa emerge fin da bambina come una figura determinata e anticonformista. Resiste alle convenzioni, rifiuta il matrimonio e vive in povertà, dedicandosi agli ammalati. Veggente e taumaturga, viene spesso fraintesa e accusata di stregoneria. Ma la sua passione travolge persone di ogni ceto: viaggia instancabilmente tra città in conflitto, intervenendo per promuovere la pace spesso anche con autorità religiose. A soli trentatré anni, muore a Roma nel corso della sua ultima missione. Grazie a uno stile narrativo intenso, Ferri restituisce la forza spirituale e il fascino carismatico di una donna che ha fatto della fede e della giustizia il suo destino. Un libro che invita a riscoprire la potenza femminile nel cuore del Medioevo.
Giovane fratello redentorista, patrono delle mamme e dei bambini, ha vissuto una vita breve ma ardente, segnata da miracoli, umiltà, obbedienza e profonda comunione con Dio.
Scritto dal compianto padre Ciro Vitiello e con l’appassionata revisione e integrazione di padre Serafino Fiore, questo libro ripercorre la vita di san Gerardo e ci conduce nel cuore della sua spiritualità, che ancora oggi affascina e interpella.
Tra miracoli, gesti di straordinaria carità e colpi di scena, emerge il profilo di un santo capace di parlare al nostro tempo, invitandoci a credere che la santità è possibile, anche nella semplicità di ogni giorno.

