
Sono passati 800 anni dalla morte di san Francesco, eppure egli continua a essere attuale e attraente. Francesco non ha scritto nessuna autobiografia, ma ha lasciato degli scritti che permettono di conoscere come lui ha vissuto la sua vita, quale percezione ne abbia avuto, cosa ha maturato lentamente sino alla fine, quali certezze e quali dubbi l'hanno investito e attraversato. E a partire dai testi di Francesco che l'autore ci aiuta a riscoprire l'esperienza spirituale del Poverello, non come semplice esperienza religiosa, ma come vita da figlio di Dio, sul modello del Figlio, Cristo Gesù. Francesco è stato un cristiano vero, un figlio che ha accolto, custodito e testimoniato il dono della figliolanza. Per questo non è un alter Christus, ma semplicemente ipse Christus: un vero figlio di Dio, che vive in Cristo e di Cristo, e rivela al mondo il volto del Figlio. Il ricavato del volume sarà offerto dalla Diocesi di Caltagirone a favore dei bambini e dei ragazzi di Gaza per le mani del Patriarca Pizzaballa. Prefazione del card. Pierbattista Pizzaballa.
Chi era davvero san Francesco? Non un santo irraggiungibile, ma un uomo in cammino, trasformato dall'incontro con Cristo. Nato dalle meditazioni tenute a Papa Leone XIV e alla Curia romana nella Quaresima 2026, il testo intreccia esperienza spirituale e vita concreta, mostrando come desideri, fragilità, ferite e resistenze diventano il luogo in cui matura la vera libertà del cuore. Un libro per chi desidera lasciarsi interrogare da una testimonianza che, a ottocento anni di distanza, continua a indicare una via possibile per diventare, oggi, nuove creature.
Nella Basilica di Sant'Antonio a Padova c'è una cappella, meravigliosamente affrescata da Ubaldo Oppi (1889-1942), nella quale sono rappresentate dodici scene della vita di san Francesco. In occasione dell'ottavo centenario della morte del santo di Assisi un gruppo di francescani conventuali legati alla Basilica del Santo padovano prende in considerazione i dipinti uno per uno e li rilegge mettendo in dialogo ogni preciso momento della vita di san Francesco con il contesto odierno. Non un'analisi storico-artistica, ma un'attualizzazione del messaggio di Francesco, grazie alla capacità dell'opera d'arte di suscitare interrogativi per la nostra vita, sulla nostra fede, sul nostro modo di essere fratelli e sorelle. Ne nasce un meraviglioso canto a colori in cui la bellezza delle immagini e la profondità delle parole fanno rivivere l'autentica universalità del messaggio francescano.
Questo libro non è l'ennesima biografia dedicata a Francesco d'Assisi. E neppure un saggio di storia medievale. È piuttosto il tentativo di leggere la vita di un uomo straordinario con i criteri della leadership. Di chiedersi, cioè, non soltanto chi fosse Francesco, ma come è diventato la persona a cui - come direbbe il biografo - "tutto il mondo va dietro". Che cosa lo ha reso capace di attrarre, ispirare e guidare? Quali principi ha incarnato nella relazione con gli altri, nel prendere decisioni, nel gestire crisi e conflitti? L'autore, in queste pagine, non si rivolge solo a professionisti, educatori, genitori, animatori di comunità… chiunque, cioè, sia impegnato a curare la formazione degli altri, ma suggerisce anche percorsi di crescita personale. Francesco si presenta come una guida affidabile, una vera e propria bussola per orientarsi nel cammino della vita.
Francesco scrive il Cantico quando è ormai cieco. Eppure - lo dice lui stesso - vede. Vede più di prima. Da questo paradosso nasce un libro che non è solo un commento, ma un attraversamento: otto soste, otto porte, una per ogni creatura: sole, luna, vento, acqua, fuoco, terra, morte. E all'origine di tutto è Dio, l'Altissimo. L'Autore valorizza il testo per renderlo attuale; pagina dopo pagina ci introduce in un percorso di guarigione delle nostre ferite: la paura che ci blocca, il senso di impotenza davanti a ciò che non controlliamo, la fragilità di una fede che a volte fatica a stare in piedi. Leggere il Cantico significa infatti ripercorrere la propria storia e orientarla di nuovo - con gli occhi di Francesco - verso una libertà più vera e una gioia più grande.
Il Francesco di Dante non è una biografia o una agiografia. È l’elogio d’una esemplare povertà evangelica. Pochi, perciò, ma essenziali, i momenti della sua vita scelti dal poeta: la nascita ad Assisi-Oriente, lo scontro col padre e lo sposalizio con Madonna Povertà, i primi seguaci e la Regola, la missione presso il sultano, le stimmate, la morte.
Il Cantico, considerato nella sua unità di preghiera e poesia, è un’immagine fedele di Francesco, del suo cammino spirituale, del suo pensiero. In versi che accolgono il vivente, tutti i viventi, è messa in scena una teologia della luce. Il Cantico delle creature è la prima, mirabile, espressione di una teologia poetica. Con essa inizia la poesia italiana. I Fioretti, nel loro incantato affabulare, consegnano alla memoria popolare l’immagine di Francesco, le sue parole, il suo dialogo con gli animali, le sue visioni. Semplicità e grazia che interrogano il nostro mondo.
Dalla prima iconografia duecentesca fino alle interpretazioni contemporanee, la figura di Francesco d’Assisi attraversa la storia dell’arte come archetipo di povertà evangelica, fraternità universale e armonia con il creato. Questo volume ricostruisce, con rigore storico-critico e ampiezza documentaria, l’evoluzione dell’immagine francescana nelle arti figurative. Attraverso un percorso iconografico che include cicli affrescati, pale d’altare, miniature, sculture e opere moderne, il libro indaga come la rappresentazione del Santo abbia progressivamente assunto valenze teologiche, politiche e culturali, riflettendo le trasformazioni della sensibilità religiosa e del linguaggio artistico. Il titolo richiama il Cantico delle creature, collocando la riflessione nel cuore del messaggio francescano: un’estetica della lode e della relazione tra uomo, natura e trascendenza. Il volume si configura come strumento di studio e insieme come opera di alta divulgazione, capace di coniugare apparato scientifico e accessibilità.
Alla vigilia del cinquantesimo anniversario della Regola dell’Ordine Francescano Secolare (OFS), approvata da Paolo VI il 24 giugno 1978, e mentre tutta la famiglia francescana vive con gratitudine l’ottavo centenario del Transito di san Francesco, questo volume si offre come un contributo originale e significativo al cammino dei francescani secolari e, più in generale, di quanti desiderano lasciarsi interrogare dal Vangelo vissuto nello stile di Francesco d’Assisi.
La Regola dell’OFS non è semplicemente un testo normativo da conoscere o un documento da studiare. È una proposta di vita, una via concreta di sequela evangelica che continua a parlare all’uomo e alla donna di oggi. Per questo ogni generazione è chiamata a riscoprirne la ricchezza, a rileggerla alla luce delle sfide del proprio tempo e a tradurla in scelte quotidiane di fraternità, servizio e speranza.
Questo libro nasce nelle fraternità dell’Ordine Francescano Secolare dell’Emilia-Romagna: dalle domande dei formatori, dal desiderio dei Consigli di avere fra le mani uno strumento vivo. L’OFS Emilia-Romagna ha poi affidato a una francescana secolare il compito di rileggere la Regola OFS come forma di vita per l’oggi. L’équipe formativa regionale ha camminato accanto all’Autrice: i singoli articoli si aprono in una rilettura tematica, con schede operative. Un libro da leggere e, soprattutto, da usare e condividere insieme, passo dopo passo.
La ricchezza della regola OFS come proposta di vita laicale fondata sul vangelo, sulla fraternità e sulla cura concreta del creato e del prossimo. Dalla penitenza intesa come conversione gioiosa e continua, al valore del lavoro, della famiglia e dell'impegno sociale. Il testo affronta temi cruciali come la fedeltà, la minorità, la sobrietà e la missione nel mondo, intrecciando riflessioni teologiche, spunti storici e strumenti pratici per una formazione integrale. Non è un manuale teorico, ma un commento vivo e attuale alla regola OFS, scritto da laici per i laici. La prospettiva è familiare, vicina a chi sa che la vera conversione si misura tra bollette, relazioni umane, coraggio di scegliere la sobrietà e la cura del creato.
«È il santo al quale vogliamo piú bene, il piú vicino a noi: un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo. Un uomo che ha sconvolto - sconvolto! - la spiritualità di tutto il mondo fino a oggi, fino ai nostri giorni. Perché san Francesco ha cambiato i sentimenti umani. Non solo: ne ha inventati di nuovi. O meglio, ha tirato fuori sentimenti che avevamo dentro e non sapevamo di possedere. Francesco li ha portati alla luce e li ha fatti esplodere, come fuochi d'artificio». (Roberto Benigni) Un viaggio pieno di sorprese attraverso la breve e avventurosa vita del santo piú famoso della cristianità. Un libro appassionato e poetico che culmina nella lettura e nel commento del Cantico delle creature: un inno d'amore per il creato che ancora oggi, dopo ottocento anni, colpisce ed emoziona per la modernità del suo messaggio. Non un mistico ingenuo e visionario, ma un uomo vitale e combattivo, innamorato di Dio, degli uomini, della natura. Un «sovversivo» che decide di abbandonare ricchezze e privilegi per farsi ultimo tra gli ultimi, promettendo a chi lo segue una nuova felicità: una felicità inedita e scandalosa anche per la Chiesa, che a lungo censurò le testimonianze di chi lo aveva conosciuto. È questo il ritratto del frate di Assisi che emerge dalle pagine di Francesco. Il Cantico, un'opera che vibra tra racconto, poesia e preghiera. Un gesto d'amore verso la parola, la bellezza, la possibilità di credere ancora nella luce. Roberto Benigni narra la vita di Francesco con tenerezza, stupore, e con un'urgenza tutta contemporanea: tra slanci comici e momenti di intensa commozione, la sua voce sembra cercare nel passato una risposta al disincanto del presente.
Sin da quando fu composto, il Cantico delle creature di Francesco d’Assisi ha incantato per l’assoluta semplicità e il candore poetico, ma in realtà è un testo complesso e dalle mille risonanze teologiche e poetiche, come intende mostrare questo libro composto di tre capitoli dovuti a un teologo, un biblista e un critico letterario. Giuseppe Bonfrate rintraccia l’eco del Cantico nella poesia contemporanea di Mariangela Gualtieri e in quella del passato prossimo, da Borges a Whitman, sino a un altro Francesco, il Papa che per primo ha scelto il nome del Povero di Assisi, autore di un’enciclica intitolata appunto Laudato si’. Jean-Pierre Sonnet, unendo sensibilità poetica e sapienza biblica e teologica, mostra come la lode che scandisce il Cantico è quella che avvolge Dio, il canto di tutta la creazione ‘risvegliato’ da Francesco. Il Cantico è certo unico nella poesia del mondo, ma i suoi elementi, come i semi di tanti fiori, sono sparsi ovunque, e Piero Boitani li ritrova qui in un volo che risale dagli Inni omerici a Lucrezio, da Alain de Lille a Boezio, dalla poesia del Medioevo irlandese a Dante, per arrivare ai cantori moderni, come Rilke e Cardenal, fino a Marina Cvetaeva che scriveva: «Ti ringrazio, Signore, per l’Oceano e la Terra, / […]. Ti ringrazio per l’amore. / Ti ringrazio per ogni tempo».
"Mi sono resa conto, in questi anni, che raccontare di Francesco d'Assisi a coloro che incontro, soprattutto giovani, coppie e famiglie, come pure a sacerdoti e consacrati, mi riempie di gioia. Sperimento un entusiasmo e una forza che credo scaturiscano dalla sensazione di vivere un'amicizia straordinaria. Ho conosciuto Francesco poco dopo aver incontrato Cristo. E mi è sembrato così simile a Lui da non poterli più separare. Sono convinta che il segreto di questo piccolo fratello, originario di una città dove in molti ci sentiamo a casa, sia proprio qui. Il segreto di Francesco è Cristo. In Lui sperimenta la libertà, il perdono, la letizia, la fraternità, la pazienza e la dolcezza, la morte e la resurrezione. Francesco ci rapisce il cuore perché è come vorremmo essere: fratelli."

