
Un lavoro di Teologia Spirituale sulla figura di San Filippo Neri che nasce dalla consapevolezza della grande attualità della sua testimonianza.
DESCRIZIONE
La Chiesa si trova sempre in stato di discernimento per leggere i segni dei tempi. Tra resistenze venate di nostalgia e spinte in avanti ancora incerte, la teologia cerca di dare il suo contributo perché i percorsi pastorali siano ancorati ad una visione di fede solida ed aperta alle novità dello Spirito. La teologia spirituale ha il compito di cercare nella Tradizione quelle tracce di percorso che dalla memoria viva del passato sono capaci di aprire veri orizzonti di speranza. San Filippo Neri, padre nello spirito, parla al nostro tempo assetato di relazioni vere, che mentre desidera libertà si ritrova bloccato, senza itinerari capaci di togliere la paura di girare a vuoto nel supermercato delle infinite proposte della postmodernità. Accogliere la sua testimonianza, cercarne il fondamento in una antropologia teologica positiva, lasciarsi portare dalla sua gioia può essere un tassello importante nel mo mosaico di una
visione realmente spirituale del presente.
AUTORE
Andrea Franceschini è presbitero della diocesi di Senigallia. Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano ha conseguito la Licenza in teologia dogmatica ed il Dottorato in teologia spirituale a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana. Dopo essere stato responsabile di Pastorale giovanile e vocazionale nella sua diocesi, ora è Parroco ed Assistente dell’Azione Cattolica diocesana. Attualmente insegna teologia pastorale presso L’Istituto Teologico Marchigiano. Questa è la sua prima pubblicazione.
La collana GESTIS VERBISQUE è il frutto della collaborazione editoriale di Cittadella Editrice con l’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona. Nella collana compariranno gli studi dei docenti dell’Istituto e gli Atti dei convegni.
Il rapporto sponsale Cristo-Chiesa costituisce per il Concilio Vaticano II (cf. SC 5) il legame sorgivo del dinamismo sacramentale. Il contributo del presente lavoro ci colloca nello sguardo a questo rapporto fondativo attraverso l'occhio sapiente di S. Agostino. Un lavoro che si rivela originale nell'indicare la simbologia sponsale non solo quale chiave di lettura privilegiata del rapporto Cristo-Chiesa, ma nel cogliere proprio in questo orizzonte simbolico la comprensione agostiniana del sacramentum, focalizzato nella significativa analisi dell'iniziazione cristiana.
Nel passato la missione voleva dire portare il Vangelo ai pagani. Ma l'Abissinia era terra cristiana fin dal IV secolo come Roma. San Giustino de Jacobis comprese che prima d'insegnare doveva imparare. Invece che imporre il rito latino, si fece insegnare a pregare nel rito gee'z. È venerato come il Padre di quelle genti. La sua missione fu, come il volo della fenice, un ritorno alle sorgenti perenni del Cristianesimo.
Il breve profilo biografico di S. Vincenzo ripercorre le tappe di una vita fuori dal comune facendone emergere elementi significativi e indicativi anche per il nostro cammino. L’esperienza umana e spirituale in S. Vincenzo si intrecciano insieme e si sviluppano a partire dagli avvenimenti, luogo di manifestazione di Dio. Nell’incontro con i poveri S. Vincenzo scopre la sua via. Reinventa uno stile di esistenza nell’esercizio della carità. Propone un modo cristiano di vivere che fa della carità la propria missione. Nella seconda parte dello studio l’autore si ferma sulla sorgente principale dell’azione di S. Vincenzo: l’eucaristia. Descrivendo la sua vita eucaristica veniamo accompagnati a scoprire la ricchezza della sua vita interiore e la ragione della fecondità delle sue realizzazioni.
Jean-Pierre Renouard Missionario della Provincia di Francia della Congregazione della Missione, è stato a lungo formatore nei seminari e animatore dei diversi gruppi laicali che fanno riferimento al carisma vincenziano. Ha svolto una intensa attività di predicazione di esercizi spirituali a preti, suore e laici. Per diversi anni è stato direttore del Centro Vincenziano del Berceau-de-Saint-Vincent-de-Paul nelle Lande, vicino a Dax, luogo natale di S. Vincenzo. Grande conoscitore della sua spiritualità si è dedicato a lavori di ricerca e di diffusione del suo pensiero. La sua bibliografia presenta titoli su quasi tutti gli aspetti del carisma vincenziano sulle varie riviste francesi e internazionali dei vari rami della Famiglia Vincenziana. In italiano è disponibile il suo saggio di più ampio respiro San Vincenzo de Paoli maestro di sapienza. Iniziazione allo spirito vincenziano, CLV-Edizioni Vincenziane, Roma 2012 (edizione originale francese del 2010).
Tra le diverse preghiere che san Francesco ha lasciato, spicca la sua Orazione sul "Padre nostro", una vera e propria preghiera nata meditando con amore le parole insegnate da Gesù. L'autore ne propone un commento facendosi aiutare dagli altri Scritti di san Francesco e dalle sue antiche biografie. La preghiera di Francesco diventa così proposta di un itinerario di vita cristiana per tutti coloro che si sentono provocati dalla vita e dalle parole di san Francesco.
Tra il 1219 e il 1220, da un capo all'altro di un Mediterraneo che ancora sembra unire più che dividere, tra Italia, Portogallo e Marocco, le vicende di alcuni uomini e donne stavano indelebilmente per sovrapporsi: il manipolo dei cosiddetti cinque protomartiri francescani (Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto), un canonico agostiniano portoghese di nome Fernando, destinato alla fama con il nome francescano di Antonio di Padova, e lo stesso san Francesco d'Assisi. Il libro racconta, approfondendone vari aspetti, di questa storia, attraverso il contributo di vari autori.
Saggio sulla relazione tra l’alimentazione quaresimale del santo calabrese san Francesco da Paola e il suo rapporto armonioso con la natura. San Francesco da Paola, meno conosciuto di Francesco d’Assisi, ha manifestato una notevole sensibilità ecologica: eremita calabrese del XV secolo, taumaturgo, riformatore della Chiesa, paciere tra le nazioni europee del tempo, fondatore di un ordine religioso ancora esistente: l’Ordine dei Minimi. Questo libretto presenta e attualizza in modo semplice e divulgativo il rapporto con la natura di questo straordinario eremita: la sua vita nelle grotte e nei boschi, la sua conoscenza delle erbe, il suo rapporto con il mare, la relazione tra la sua alimentazione di strettissimo magro – oggi diremmo “vegana” – e la sua mitezza con gli animali. Anche san Francesco da Paola, come i più grandi mistici, è arrivato all’amore universale verso tutte le creature.
Daniele DE ROSA è nato nel 1980 ad Arzignano (Vicenza). È presbitero della diocesi di Vicenza dal 2008. Ha conseguito il baccellierato in teologia presentando l’estetica teologica di H.U. von Balthasar. Dal 2017 è parroco dell’unità pastorale di Roncà. Ha al suo attivo le pubblicazioni: Chesterton. La sostanza della fede (2017), San Francesco di Paola. Il profeta dell’essenziale (2015), San Francesco di Paola. Mistico e riformatore del suo tempo (2013).
Per la prima volta si presenta anche in traduzione l'intero corpus dell'opera agiografica di Pier Damiani, che include la celebre vita di Romualdo, all'origine della tradizione eremitica camaldolese, già cara a personaggi come il Petrarca, quella di Odilone di Cluny, e quelle meno note di Mauro vescovo di Cesena e dell'eremita avellanita Domenico Loricato. Nella esemplarità di questi santi, tra loro molto diversi ma tutti cronologicamente relativamente vicini al loro agiografo, si rispecchiano sia i tratti del progetto di riforma ecclesiastica di cui Pier Damiani fu protagonista a pieno titolo, sia la dimensione più personale della sua tensione spirituale all'insegna di una severa ascesi solitaria, ma che mai ritrae lo sguardo su un mondo bisognoso di ritrovare l'assoluto di Dio per non soccombere al suo giudizio.
San Charbel continua ancora oggi a elargire enormi grazie a chi si rivolge a lui.
Con la coroncina, le novene e le preghiere contenute in questo libro, potrai chiedergli di intercedere presso Dio per ottenere la grazia della quale hai bisogno.
Con la preghiera costante e fiduciosa, potrai ottenere ogni miracolo, ma soprattutto la pace del cuore.
Come san Charbel ci ha insegnato, scoprirai che la preghiera è l’arma più potente che il Signore ha consegnato agli uomini.
“Il mondo non sarà più come prima!”. È lo slogan che aleggia e va diffondendosi nell’opinione pubblica. Non c’è dubbio che dietro lo slogan si nasconda un profondo desiderio di migliorarlo. Ma ciò non sarà automatico, se il mondo continuerà a soffrire per la mancanza di pensiero, come aveva profetizzato Paolo VI. Infatti la distinzione non è tra il prima virus e il dopo virus, ma tra l’epoca del cambiamento e il cambiamento d’epoca.
Presentazione di Eugenio Gaudio, Rettore della Sapienza
AUTORE
Mons. Lorenzo Leuzzi (Trani, 25 settembre 1955) è vescovo di Teramo-Atri. Per molti anni impegnato nella pastorale universitaria di Roma, ha avuto sempre a cuore il tema dell’educazione, con particolare attenzione al mondo giovanile e alle dinamiche culturali che contraddistinguono il nostro tempo di cambiamento d’epoca.
L’incontro di Francesco d’Assisi con il lupo di Gubbio narrato nei Fioretti – in cui Francesco ammansisce un lupo feroce che spaventava la città – è uno degli episodi più famosi della vita del Santo, sicuramente uno di quei momenti emblematici che hanno formato il nostro immaginario collettivo insieme alla predica agli uccelli. Oggi più che mai, questi due racconti toccano profondamente la nostra sensibilità, così attenta alle tematiche ecologiche. Non a caso san Francesco è un modello attualissimo per la sua speciale capacità nel ristabilire rapporti equilibrati e integrati tra l’uomo e la natura. Questa lettura, però, mette in luce solo un aspetto del significato metaforico della vicenda del lupo di Gubbio, il cui messaggio invece è essenzialmente politico: non si tratta, infatti, di avere pietà del lupo in quanto tale, ma in quanto escluso dalla città. A questo proposito, la storia solleva domande difficili e cruciali: come integrare il diverso e l’escluso all’interno dei rapporti cittadini? È possibile e giusto effettuare una tale operazione o l’unica soluzione a questo conflitto è la scelta oppositiva guidata dalla violenza? Con grande competenza e sensibilità, tenendo ben presente l’urgenza delle questioni legate all’integrazione che agitano il nostro tempo, Pietro Maranesi rilegge la parabola di Francesco e il lupo evidenziando la necessità di un ruolo nuovo, quello del mediatore politico, una figura capace di far superare al gruppo sociale le tensioni che normalmente nascono all’arrivo del “diverso”, e sia in grado non solo di gestire le paure, in modo che non sfocino nella violenza, ma addirittura di trasformare quella novità in opportunità di vita a vantaggio della comunità intera.
San Francesco non solo si è impegnato in prima persona a favore della pace e della riconciliazione, ma ha anche adottato atteggiamenti e strategie politiche che possono essere assolutamente valide ancora oggi per chiunque voglia impegnarsi a favore di una società inclusiva.
Pietro Maranesi, frate cappuccino, è rettore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi e docente di Teologia dogmatica e Francescanesimo all’Istituto teologico di Assisi. È autore di varie pubblicazioni tra le quali Facere Misericordiam (Porziuncola, 2007), Francesco di Assisi e i Frati Minori (Cittadella, 2012), La clausura di Chiara d’Assisi (Porziuncola, 2018), La verità di Nicodemo (Cittadella, 2019).
Il libro presenta una completa e precisa ricognizione sul pensiero estetico di Montini-Paolo VI (1897-1978): una riflessione sul ruolo dell’arte sacra contemporanea, le cui origini risalgono agli anni del suo sacerdozio, prendendo la forma di una “dottrina estetica” durante il suo episcopato milanese, per poi riassumersi in una “teologia della bellezza” negli anni del suo pontificato. Grazie ai saggi scientifici qui raccolti il lettore può ripercorrere la parabola di un momento significativo della biografia di Giovanni Battista Montini: la sua azione pastorale rivolta al mondo delle forme artistiche elaborate in funzione dello spazio sacro. Analizzando gli eventi e i testi che Montini-Paolo VI dedica alla riflessione sull’arte, sulla fenomenologia artistica in generale, sulla funzione religiosa dell’opera d’arte in un contesto che è prevalentemente quello specifico dell’arte “sacra”, dell’arte “liturgica”, si può notare che si tratta di una compiuta e significativa disamina – debitrice del pensiero filosofico, nello specifico “estetico”, in particolare della teorizzazione di Jacques Maritain.
Il volume è realizzato in collaborazione con la Fondazione Crocevia.
Si ringraziano per le immagini riprodotte nel libro: i fotografi Pepi Merisio, Luca Merisio e Alessandro Nanni; gli Archivi Farabola; la Fabbrica di San Pietro in Vaticano; il Governatorato S.C.V Direzione dei Musei; la Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei (GASC); la Fondazione di culto “Scuola Beato Angelico” di Milano; la Collezione Paolo VI – Concesio.

