
Giovanni Falcone non era un eroe, ma un uomo vero, retto, sorridente, coraggioso e prudente. Spesso sfiancato dalla responsabilità e dall'incomprensione, disposto però a offrire sempre tutto di sé, per un ideale. A venticinque anni dalla strage di Capaci, la sorella Maria con Monica Mondo rilegge l'album dei ricordi: l'infanzia con i fratelli, la famiglia e gli insegnamenti, la Palermo in cui sono cresciuti, gli incontri e le amicizie, le gioie e i dolori. Il ricordo non appartiene solo al passato, è lo strumento per capire il presente, per trasformare il timore in ricerca di giustizia, per non ridurre un uomo al ruolo di sola icona, piuttosto per ribadirne legami, affetti, ideali e passioni. Il corpo fa l'uomo mortale, le idee lo consegnano alla storia. Gli ideali di Giovanni Falcone restano, bandiera delle quotidiane lotte per lo stato di diritto.
La leadership non è una tecnica. È un viaggio. E ogni viaggio comincia con una storia capace di cambiare chi la ascolta. In questo libro, il lettore entra in un percorso unico. Le parabole evangeliche — le più potenti narrazioni mai raccontate — diventano una bussola per orientare le decisioni, gestire i conflitti, assumersi le responsabilità e affrontare le sfide del lavoro. Ogni capitolo un passo. Ogni parabola una chiave. Ogni tappa una competenza che si svela. Se cerchi un libro che non si limiti a spiegare la leadership, ma ti accompagni a diventare più consapevole, centrato e coraggioso, allora questo è l'invito a metterti in cammino. Un viaggio che inizia da dentro e arriva dove vuoi condurre gli altri.
"Carlo Acutis è un invito. Un invito rivolto a tutti, specialmente ai giovani, a non sciupare la vita, ma a farne piuttosto un capolavoro". (dalla prefazione di monsignor Anthony Figueiredo)
"Francesco continua a insegnarci che l'amore, quando è vissuto fino in fondo, diventa la forma più credibile di ogni parola". (Dalla prefazione di padre Enzo Fortunato)
"Chiara, ancora oggi per noi, sorella e madre dei folli di Dio, roveto ardente che illumina". (dalla prefazione di Paolo Curtaz)
"La vicinanza a Santa Rita, la ‘Santa degli impossibili', possa accendere nei vostri cuori la stessa serena fiducia nell'Altissimo che guidò i suoi passi". (dalla prefazione di padre Juraj Pigula)
Quando la Storia irrompe con la violenza della guerra, non chiede il permesso: travolge vite, spezza sogni, costringe a scegliere. Adam è un medico, un uomo innamorato, un marito in attesa di diventare padre. Crede nel futuro, nella cura, nella possibilità di aggiustare il mondo un corpo alla volta. Ma nel settembre del 1939 la Polonia viene schiacciata dall'invasione nazista e ogni certezza crolla. Dalla disfatta dell'esercito alla ferocia dell'occupazione, dalla perdita più lacerante alla nascita di una speranza disperata, Adam è costretto a varcare un confine invisibile: quello che separa l'uomo che era dall'uomo che deve diventare. Nel cuore di una foresta, insieme a ragazzi poco più che ventenni, prende forma una scelta radicale: non arrendersi. Resistere. Combattere. I ragazzi di Montecassino è un romanzo struggente sulla nascita della coscienza, sul prezzo dell'amore e sull'urgenza della responsabilità. È la storia di giovani vite comuni travolte dall'orrore, ma capaci di rispondere al male con una fedeltà incrollabile per la dignità umana. Un racconto corale dove amicizia, sacrificio e dolore si intrecciano fino a diventare destino, e dove anche nel buio più fitto una scintilla di luce continua a brillare.
L'autostima è la certezza interiore del proprio valore, la coscienza di essere un individuo unico, di essere una persona che ha dei punti di forza e dei limiti. I bambini si formano un'immagine di sé osservando i genitori ed ascoltandoli. Ma è soprattutto vedendo e sentendo l'orgoglio o la delusione dei genitori nei loro confronti che si costruiscono questa immagine. Questo libro vuole essere uno strumento pratico per i genitori, un promemoria, in un certo senso. Vuole aiutarvi a testimoniare il vostro desiderio di seguire giorno per giorno non solo i progressi fisici di vostro figlio, ma anche i progressi psicologici che compie nello sviluppo di un'identità positiva.
«Com'è possibile, dal punto di vista della comunione, che uomini e donne battezzati in Cristo, per il fatto di essere ciò che sono, senza una scelta a priori da parte loro, siano respinti ed esclusi dal cammino comunitario?». A partire da tale interrogativo, don Cristóbal Rodríguez Hernández affronta, con rigore teologico e sensibilità pastorale, le più importanti questioni che ruotano attorno alla presenza, effettiva e auspicata, dei credenti LGBT nella Chiesa. Si tratta innanzitutto, ci dice l'autore, di riconoscere la fondatezza della loro esperienza spirituale e da qui costruire un percorso di inclusione all'interno del tracciato del magistero della Chiesa. Il riferimento costante è l'esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Laetitia, mentre dalla tradizione spirituale ignaziana don Cristóbal prende in prestito il modo di intendere il discernimento e l'accompagnamento, per una prospettiva che non può non far riflettere, per una Chiesa del futuro salda nei principi, ma dialogica.
Antonio è un uomo riservato, colto e gentile. Ha trascorso una vita di studi e coltivato poche amicizie: persone con cui condividere i propri interessi e qualche riflessione sul senso della vita, illuminata soprattutto dalle battute argute e luminose di un amico sacerdote. Non è mai stato un uomo devoto, ha conservato sempre una riserva di sobrietà intorno alla fede e alla vita spirituale. Un mattino Antonio comincia un viaggio, da una cittadina della Brianza fino a Roma. Questa volta non si muove per motivi di studio: è sulle tracce di un'antica confraternita, dedita all'accompagnamento dei condannati a morte nelle ultime ore del loro percorso terreno. Ma ha preso questa iniziativa per un motivo del tutto personale. Perché Antonio vuole saperne di più di questa attività di consolazione e sostegno a persone che avevano di fronte un unico, terribile destino? Che cosa lo attende a Roma? Il lettore segue il protagonista nella sua ricerca, che, si scopre, diventa per lui della massima urgenza e della massima importanza.

