
Cosa provano davvero i giovani d'oggi? In un mondo dove le generazioni sembrano parlare lingue diverse, coltivare spazi di incontro tra giovani e adulti è oggi la sfida educativa più grande. Questo libro esplora le nuove traiettorie di crescita, unendo il rigore della ricerca sociologica ed educativa alla forza delle testimonianze dirette, e propone una lettura pedagogica volta ad evidenziare l'importanza della cura educativa e a fornire agli adulti gli strumenti per riscoprire l'ascolto e agire sulla prevenzione «prima che accada». Perché il futuro dei giovani si scrive oggi, nell'attenzione che sappiamo dare ai loro bisogni prima che diventino silenzi.
Per chi in ogni epoca abbia aspirato ad una posizione di potere Ercole ha simboleggiato l'eroe coraggioso che supera ostacoli immani per diffondere e proteggere l'ordine e la civiltà senza oltrepassarne le «colonne»: il mito, suo e delle sue imprese, si è trasmesso, forte e continuo nel tempo, da una cultura all'altra. All'interno del cosmo costituito dal bacino mediterraneo déi e miti hanno viaggiato, sulla scia del culto riservato loro e secondo le diverse tradizioni orali, e si sono talvolta trasfigurati. È così che Ercole presenta una singolare comunanza di aspetti con l'Eracle greco, celebre per le sue Fatiche, e con il Melqart fenicio, mentori dell'antichità intera. Rintracciando un itinerario tra i più suggestivi, il volume ripercorre le tappe che l'eroe/dio fenicio compirà da Tiro, toccando Cartagine, per giungere alle «porte della sera», alle mitiche Colonne termine del mondo. Mercante ed esploratore, poi colonizzatore e portatore di civiltà, Eracle/Melqart giungerà in Spagna, a Cadice. Di qui, compiendo l'intero periplo del Mare d'Occidente, passerà ai Pirenei e le Alpi, fino all'Italia, all'Aventino e a Crotone. Sui suoi passi si spingerà Annibale, compiendo nel segno di un simbolo condiviso da tutta la cultura antica, il sanguinoso pellegrinaggio della guerra con Roma.
La politica non è solo l'attività dei politici di professione: è anche e soprattutto ciò che gli uomini e le donne hanno fatto, fanno e faranno per organizzare le loro vite nella «polis» ovvero nel sistema politico nazionale e internazionale. Perciò nella politica c'è del bello; un bello che riguarda la discussione continua su regole, istituzioni, idee e ideologie come pure sui comportamenti e sui protagonisti. Un dialogo in divenire seguito da soluzioni sempre diverse a sfide e problemi; un bello sempre mutevole che qui l'autore mostra in modo suggestivo, sistematico ma non pedante, spaziando fra tematiche come il liberalismo, l'italianità, il corporativismo, l'etica e molto altro. Sguardi, analisi critiche e idee di un decano della scienza politica.
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione.
Instabile nei governi, resistente nella storia: il racconto di una Repubblica che ha imparato a cambiare e rinascere. La storia della Repubblica italiana è un lungo e difficile cammino verso il radicamento della democrazia. Un percorso non lineare, segnato da conflitti, tensioni e tentativi di destabilizzazione, ma anche sorretto da una straordinaria vitalità politica e civile che ha saputo difendere e consolidare le istituzioni nate dal 1946. In questo senso il libro individua i fili rossi che ne hanno segnato l'evoluzione e riconosce nei decenni repubblicani i frutti duraturi di un processo democratico che, pur tra contraddizioni e distorsioni, ha resistito agli estremismi e si è rigenerato nel tempo. Tuttavia, fin dai primi anni, la politica italiana si è confrontata con una fragilità strutturale: l'instabilità dei governi. Come ricordava Calamandrei in Assemblea costituente, l'assetto multipartitico del Paese rendeva inevitabile la logica delle coalizioni, con tutti i limiti e le tensioni che ne derivano. A ottant'anni dalla Costituzione, questo nodo del sistema resta aperto e attuale, interrogando ancora oggi il futuro della nostra democrazia.
È sul confine tra filosofia e scienza che si combatte una delle battaglie più importanti della nostra epoca: scoprire cosa vedono le macchine quando guardano il mondo. Dopo il successo della trilogia in cui ha svelato come sono nate le macchine pensanti, Nello Cristianini ci conduce oggi dentro le prime enigmatiche mappe delle intelligenze artificiali. Le macchine più intelligenti che abbiamo mai costruito non sono state programmate. Sono state coltivate. E oggi nessuno - nemmeno chi le ha create - sa davvero cosa accada al loro interno. Mentre milioni di persone, ogni giorno, chiedono loro consiglio, una comunità di ricercatori è impegnata in una sfida urgente: decifrare i pensieri di una mente che nessuno ha scritto. Esplorando i circuiti delle reti neurali, questi scienziati hanno trovato mappe geografiche, concetti astratti e regole scacchistiche mai insegnate. Hanno scoperto persino un principio di astuzia e la strana sensazione di essere osservati. Siamo di fronte a un territorio che si espande più in fretta della nostra capacità di mapparlo, affidiamo decisioni cruciali a intelligenze di cui sappiamo misurare il comportamento ma non spiegare i meccanismi. Nello Cristianini ci guida in una scalata tra i livelli di astrazione delle IA per rispondere alla domanda che definirà il prossimo futuro: come si legge una mente che ha una forma diversa dalla nostra?
Siamo così geniali da aver inventato l'intelligenza artificiale, così limitati da aver bisogno del suo aiuto in ogni circostanza e così sciocchi da non riuscire a decidere se era la cosa giusta da fare? L'intelligenza artificiale ci è amica o ci sfrutta? Invece di chiedersi se il mondo sarà rovinato o tratto in salvo dall'innovazione tecnologica, il libro esamina, con l'aiuto della storia e di molti esempi concreti, la nascita, la crescita e la realtà presente della tecnologia come un nuovo potere: il potere digitale. Il potere digitale è diffuso, pervasivo, persuasivo e ha natura poliedrica. È il potere esercitato dalle grandi piattaforme tecnologiche nella sfera economica, sociale e politica, ma è anche un modo nuovo di esercitare il potere pubblico, influenza il modo in cui gli individui interagiscono singolarmente e collettivamente ed è strumento di competizione fra blocchi geopolitici. Il potere digitale è concentrato in mani private, ma i suoi benefici e i suoi rischi sono così rilevanti da richiedere necessariamente scelte collettive a tutela di diritti e valori ai quali non vogliamo rinunciare.
Persona: «Professore, posso chiederle una cosa al volo?» Linguista: «Certo, mi dica...» Persona: «Ma si deve dire è piovuto o ha piovuto?» Linguista: «Si può dire in tutti e due i modi.» Persona: «Ah.» Parole che cambiano d'uso e di significato, oscillazioni e incertezze nella grammatica, trappole dell'ineleganza e della ripetizione coatta. Derive che restringono l'uso della scrittura accurata, e mettono in pericolo la parola di buona qualità. Il braccio di ferro tra l'inglese e il nostro italiano, sempre più dominato dalla lingua globale ma anche capace di avvalersene a proprio vantaggio. Le responsabilità reali della lingua per gli atteggiamenti di discriminazione sessista o razzista, e quelle meno reali che le vengono a torto attribuite. L'inadeguatezza del mezzo scritto se si vuole dialogare davvero, e i danni concreti che le chat fanno alla comunicazione. Tutti questi fenomeni caratterizzano il momento della storia che stiamo vivendo. Forse mai prima di oggi la lingua è stata un terreno così fitto di incertezze. Lombardi Vallauri le prende in considerazione una per una, analizzandole con la perizia del linguista di professione e al tempo stesso suggerendo soluzioni realistiche da adottare nel nostro quotidiano.
Per ripensare la forma del mondo. Un dialogo filosofico su disordine globale e ordini possibili. La politica contemporanea vive della tensione irriducibile tra la potenza della tecnica, volta a omologare il globo ai propri protocolli astratti e la resistenza dei grandi spazi politici, impegnati a difendere il proprio residuo potere sovrano. In questo scontro, in cui tutti gli imperi, compreso quello americano, sembrano perdere il controllo del proprio destino, il Kaos diventa la forma stessa del mondo. Anche la geopolitica, che mira a organizzare realisticamente i rapporti internazionali, lo assume come condizione di partenza, mai del tutto superabile, da cui però può nascere un ordine possibile. Ma quale? La politica riuscirà a fronteggiare le potenze congiunte della tecnica e dell'economia, che insidiano la sua stessa presenza? I due saggi che compongono questo libro interrogano tali questioni nella loro genealogia profonda e nel loro sviluppo epocale, mettendo allo scoperto le irresolubili aporie che ne discendono.
Nel 2025 i giovani hanno fatto sentire la propria voce in ogni parte del mondo. Dalle piazze del Nord Africa ai campus europei, dai movimenti per il clima alle richieste di pace e di giustizia sociale, la Generazione Z si è mostrata consapevole delle sfide globali, ma anche pronta a non rassegnarsi di fronte a difficoltà quotidiane come l'accesso alla casa, la stabilità lavorativa, la qualità dei servizi di welfare. L'edizione 2026 del Rapporto analizza il modo in cui i giovani affrontano questo complesso scenario, cercando di capire cosa frena e cosa favorisce il loro ruolo attivo nei percorsi di vita e nel contesto sociale ed economico. Attraverso una lettura comparata, il volume fotografa con rigore e sensibilità i mutamenti che attraversano le nuove generazioni, mettendo in luce i principali nodi critici e le risorse emergenti. Tra i temi approfonditi, la mobilità internazionale e le nuove forme di cittadinanza globale; le disuguaglianze economiche, territoriali e di salute; le relazioni affettive e i nuovi modi di costruire legami di fiducia; l'impatto delle fake news e dei nuovi media digitali sulla formazione delle opinioni e dei comportamenti civici; le esperienze di partecipazione al Giubileo.

