
Da sempre l'uomo sogna un cambiamento radicale: un Uomo Nuovo, libero dalle catene dell'egoismo, non schiavo del possesso, capace di vivere l'essenziale e di cercare ciò che vale davvero. Filosofi e pensatori hanno tentato di delinearne il volto, interrogandosi sul mister dell'esistenza sul conflitto interiore tra bene e male. Ma la Rivelazione cristiana conduce oltre ogni ideale umano: l'Uomo Nuovo non è un'utopia morale né un progetto filosofico. È una Persona viva: Gesù Cristo, Sapienza di Dio incarnata, il solo che possa restituire all'uomo la sua autentica grandezza.
La conversione non nasce dallo sforzo volontaristico, ma dalla Grazia, accolta con umiltà e invocata nella preghiera, come fece Salomone: una Sapienza "che viene dall'Alto" pura, pacifica, mite, piena di buoni frutti che si manifesta come amore gratuito, agape, capace di rigenerare il cuore e trasformare la fragilità in occasione di crescita.
Tra le domande più brucianti dell'uomo moderno e la promessa eterna del Vangelo, questo libro è un richiamo forte e misericordioso: rinascere dall'alto, lasciare morire l'uomo vecchio e scoprire la gioia nuova di chi ha incontrato l'Amato.
"Una sola volta e per sempre" è l'incontro di due realtà che si fondono in un'unica espressione d'amore, quell'intimo che solo Dio conosce, un cielo offerto che rende alla terra un sogno, nel divenire limpida fonte di attese che si avverano.
Una sola volta per essere luce tra le sue mani e ascoltare tra i passi più lontani, la sua voce nascere improvvisa, per far della Presenza un respiro, lungo sentieri appena svelati.
Al sorgere del nuovo giorno, la vita desiderata viene avvolta dal calore dello sguardo amato, e lascia dentro l'impronta viva del suo lieve e delicato passaggio.
Non più solo un mistero ma semplice verità di cui aver cura, in una storia di speranze affidate, in quella preghiera che apre i più vasti orizzonti, per far apparire tutto possibile, anche un miracolo.
Per sempre rimarrà la gioia di un nome pronunciato, quel tempo sospeso tra veglia e stupore, a far sentir sulla pelle l'anima, in quel posarsi con garbo sul cuore di chi ascolta, per far parte di quell'immenso.
Da un remoto borgo di montagna, sospeso tra dirupi e castagni secolari, prende vita il viaggio di Berto. Un'infanzia fatta di giochi tra rovi e fontane, di legami semplici e profondi, in una comunità dove la natura non è è solo sfondo, ma presenza viva: accompagna, educa, segna il ritmo dele stagioni delle esistenze. È li che nasce il suo sguardo sul mondo, tra meraviglia, povertà e improvise perdite. Con il tempo, Berto lascia Mezzecase e approda alla città: gli studi, gli amori, le inquietudini e e una vocazione artistica che prende forma nella pittura. Nel confronto con una realtà più ampia e mutevole, il suo cammino S1 fa ricerca: di senso, di identità, di verità. Nell' età matura, tra scelte e rinunce, comprende che nulla è stato inutile: ogni esperienza, ogni ferita, ogni incontro ha contribuito a renderlo ciò che è.
Un romanzo di formazione intenso e coinvolgente, che attraversa l'Italia dei piccoli paesi e quella delle nuove possibilità, intrecciando memoria, crescita, amore, arte e cambiamenti sociali in una storia profondamente umana. E come il profumo del glicine, i ricordi non svaniscono: restano, trasformano, accompagnano per tutta la vita.
Drago, serpente, Lucifero, Satana: immagini antiche che attraversano miti, Bibbia, iconografia cristiana e psicologia del profondo, fino a toccare il nostro vissuto più concreto di male, ferite interiori e lotta spirituale. In In questo libro, don Marcello Stanzione e padre Pietro Magliozzi guidano il lettore in un ampio viaggio simbolico e teologico sul "drago" come figura del Maligno e, insieme, come immagine del lato oscuro che ogni vomo porta dentro di sé.
Dalla figura del serpente biblico al drago apocalittico, dalle raffigurazioni di san Giorgio a san Michele, la prima parte ricostruisce la "biografia" religiosa e culturale del drago-serpente. La seconda parte traduce queste intuizioni in un vero cammino di liberazione: discernimento del male del Maligno, lettura dell'Apocalisse, itinerari di purificazione integrale e di guarigione interiore orientati alla somiglianza con Cristo.
Nasce così un testo radicato nella Scrittura e nella Tradizione, aperto però al contributo della psicologia, sensibile alle ferite dell' uomo di oggi. Combattere e vincere il drago non è solo un tema leggendario, ma un programma di vita: riconoscere le proprie ombre, smascherare le seduzioni del falso bene e lasciarsi trasformare dalla grazia, fino a ritrovare in Cristo la propria vera identità di figli.
Sul Calvario un ladrone chiede un regalo...Perché l'ospite di quel convento non parla? E un angelo perde la fede dove può ritrovarla? E vero che l'equinometro fa parlare i cavalli? E chi è Orbizzello?
Non un libro su san Francesco ma su tutte le le sue creature.
L'Autore presenta in questi racconti, con vivida fantasia, la Fede in ogni sua espressione.
Quella fede che il nostro amato san Francesco sente nel suo cure per tutte le creature, anche le più umili. Ricorrono 800 anni dalla sua scomparsa ma nessuno li sente, il suo messaggio attuale importante ed è rivolto a tutti. Questi racconti ci avvicinano ad un dialogo intimo, luminoso e forte, fatto di gioia, di speranza e di fede, nelle piccole vicende umane, che possono essere anche strane e sorprendenti. Un libro che racconta ciò che san Francesco ha insegnato: l'amore per tutte le creature del pianeta... e non solo.
Roma, 1541. Tra le colossali e spettrali rovine delle Terme di Diocleziano, una luce improvvisa squarcia i buio dei secoli. Il sacerdote siciliano Antonio Lo Duca riceve un mandato che scotta: erigere un tempio dove il sangue dei martiri incontra la gloria dei Sette Principi Celesti.
L'avvocato e angelologo Carmine Alvino scava nelle pieghe di una vicenda umana e spirituale senza precedenti. Un'indagine serrata che svela miracoli taciuti e verità scomode: perché, a differenza di Gaudi o Bartolo Longo, Lo Duca fu negato l'onore degli altari?
Mentre il mondo dimenticava, il "Servo di Dio" combatteva una guerra invisibile contro la censura ecclesiastica per difendere il culto dei Sette Assistenti al Trono.
Una riscoperta necessaria per chiunque cerchi il volto nascosto del sacro, tra antiche profezie e un silenzio durato troppo a lungo.
Gli angeli, i messaggeri di Dio, sono presenze misteriose che attraversano la storia delle religioni e l'immaginario spirituale dell'umanità. In questo volume, don Marcello Stanzione accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta degli spiriti celesti nelle grand religioni monoteiste Ebraismo, Cristianesimo e Islam senza trascurare le radici più antiche e il contesto culturale da cui nasce l'angelologia, l'autore mostra come l'idea di creature spirituali che mediano tra Dio e l'uomo sia un dato quasi universale.
Con linguaggio chiaro, ampia documentazione biblica, patristica, rabbinica e islamica, e una sensibilità pienamente cattolica, don Marcello Stanzione restituisce agli angeli loro posto autentico: non frutto di superstizione o di moda "New Age", ma presenza viva nella storia della salvezza, testimoni della trascendenza di Dio e segni della sua vicinanza all'uomo. Un libro per chi desidera approfondire la fede, per chi ama confrontare le religioni e per chi, semplicemente, intuisce che il mondo visibile non esaurisce il mistero del reale.
Luisa Piccarreta (1865-1947) è una delle grandi mistiche del Novecento. La sua vita semplice e nascosta, vissuta nella preghiera, nella sofferenza e nell'offerta totale a Dio, custodisce un messaggio straordinario: vivere nella Divina Volontà. Questo libro accompagna il lettore alla scoperta della sua vita e dei suoi scritti, con una sintesi chiara dei temi principali del Libro di Cielo: il ritorno all'ordine primiero della creazione, il valore della sofferenza offerta in unione a Cristo, l'armonia con la creazione, il ruolo della Madonna come modello del Fiat e l'annuncio del Regno della Divina Volontà. Non mancano, anzi sono riportati integralmente, i passaggi più intensi e profetici, in cui Luisa riceve rivelazioni su guerre, purificazioni e castighi, sempre presentati come richiami alla conversione e come motivazione della sua offerta totale come anima vittima. Questi estratti permettono al lettore di entrare direttamente nelle rivelazioni ricevute da Luisa, comprendendo la profondità della sua missione e il ruolo delle sue sofferenze nell'opera di misericordia divina.
Tassello dopo tassello, verità dopo verità, il libro di Anna Maria Turi, giornalista investigativa, ricostruisce per intero la vita del fisico Ettore Majorana, scoperchiando eventi celati e soprattutto le grandi svolte esistenziali trascurate finora dall’analisi storica e dalla mancata applicazione dei metodi dell’inchiesta. La ricostruzione si conclude con l’ultima fase della vita dello “scomparso”, che è spirato là dove da sempre aveva desiderato trovarsi: l’eremo del saio e del silenzio. Il libro fornisce ampia documentazione fotografica anche della sepoltura dove Ettore oggi riposa in pace. La sua vita è stata complessa e travagliata. Il “genio” speciale, il “cittadino di due mondi” che stava “coi piedi per terra e la testa alta verso il cielo”, è stato oggetto di stupore, ma anche di incomprensione, invidia e inganno nel suo vagare da una terra all’altra, da un continente all’altro. Presso i fisici era circolata la voce della sua presenza in Argentina. Ma “quelli del Nobel” costruttori di bombe atomiche non fecero nulla, anzi, si cucirono la bocca: Majorana doveva restare nel limbo delle vite sospese, solo un’icona, una reliquia da non rivivificare. A suo discapito, l’aver affermato che la scienza del suo tempo si era messa su una strada sbagliata. Quest’inchiesta, tuttavia, se alza il velo sul colpevole silenzio di alcuni, riconosce i meriti di quanti, con raccolte di documenti e, in qualche caso, con viaggi transoceanici sono andati di persona nel “Nuovo mondo” a cercare notizie dello “scomparso”. Il libro vuole anche essere di utilità. Termina infatti col vibrante appello rivolto a quei volenterosi disposti a cercare le ultime carte di Ettore Majorana là dove egli ha concluso i suoi giorni – e non ha potuto non mantenere la vecchia abitudine di scrivere formule sui pacchetti di sigarette e sui tovaglioli del ristorante. Infatti nella ricca biblioteca del monastero egli forse non fumò, ma la carta non gli mancava.

