
San Giovanni Damasceno (VII-VIII sec. d.C.) , attingendo dal pensiero cristologico orientale, affermava che «la carne di Cristo era strumento della divinità». Il giovane Tommaso d'Aquino, commentando le Sentenze di Pietro Lombardo, ripropone questo pensiero per indicare da dove il merito di Cristo attingesse la capacità di irradiazione universale della Salvezza. Nella maturità, nella esposizione della Summa Theologiae, Tommaso scopre per la "carne", per l'umanità di Cristo, il ruolo di causa efficiente "strumentale" della divinità, la quale viene riaffermata causa efficiente "principale" della Salvezza. Questa evoluzione propone un messaggio di estremo interesse. Il presente studio segue il cammino del teologo Tommaso nel suo sviluppo, evidenziando come il suo sforzo di bene-dire di Dio è vita, ricerca della verità, preghiera, contemplazione e anche insegnamento.
L'utilizzazione della logica, nell'ambito della Letteratura cristiana antica, trova una diffusa e fondamentale presenza non solo nella produzione di opere filosofiche ma anche di quelle a sfondo apologetico, esegetico, morale o di quelle a carattere prevalentemente antropologico o teologico-filosofico. Il presente volume, nei quattro rapidi capitoli che lo compongono, enuclea gli elementi di fondo che caratterizzano l'applicazione della logica in due autori del tardo-antico: Gaio Mario Vittorino e Agostino d'Ippona. Delle loro opere, qui trattate, ne viene fuori un quadro significativamente modificato, rispetto a quello tradizionalmente delineato dal vaglio critico della ricerca specializzata.
Un libro su san Giuseppe? Le dimensioni, il tono delle parole, l'animo di don Mario che le ha coltivate e deposte sul foglio con punta di pennello sottile, il confronto con la nostra condizione (uomini e donne, padri e madri, figli e figlie, sposi, malati, in pericolo, in attesa e ricerca, intimoriti e in fuga...) ne fanno un prezioso compagno di viaggio, un prontuario dell'anima, una casella di posta tra il cielo e la terra. Sia benedetto questo piccolo libro. Questo piccolo libro è un dono grande. Ho l'impressione che ci venga proprio da lui, il custode. In una attualità che è colma di orrori per i mille volti delle vittime di violenza (specialmente in famiglia), unisco anche la mia alle preghiere qui raccolte.
San Benedetto Giuseppe Labre era un clochard, giunto dalla Francia nella Roma settecentesca perché innamorato dei pellegrinaggi e dei luoghi sacri. Voleva vivere di sola contemplazione, ma ben presto comprese che il suo monastero era la strada e la sua contemplazione il vivere quotidiano. Nel suo zaino c’erano solo tre cose: il Breviario, l’Imitazione di Cristo e il Rosario. Morì come tutti i clochard, ma lasciò nei romani un segno così profondo che la sua fama di santità si diffuse immediatamente e dopo circa un secolo era già santo. È sepolto nella Chiesa di S. Maria ai Monti.
Note sull'autore
Pier Angelo Piai è un ex-insegnante e scrittore friulano. Da diversi anni si occupa della ricerca sul senso della vita terrena dal punto di vista filosofico, antropologico e teologico e della fenomenologia ad essa correlata. Scrive per alcuni quotidiani e settimanali italiani e cura il blog www.mondocrea.it.
Mettendosi alla sequela di Cristo, si cammina anche lungo la via della Croce. Avendo sperimentato sulla propria carne tanta sofferenza, ben si avverte come le parole di Giovanni Paolo II sentano tutto il peso del dolore umano. All'uomo che soffre, però, Cristo rivela il senso del suo soffrire, e la risposta piena e definitiva viene dalla sua passione e dalla sua morte. Egli dà la propria vita, amando "sino alla fine", "al di là dell'ultimo respiro, al di là della morte". Quella sua morte non è in realtà la fine di tutto, ma l'inizio di una vita nuova.
Francesco d'Assisi appartiene alla categoria degli uomini "dolci e ostinati".
Egli sa che "nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma l'Altissimo stesso mi rivelò...".
La sua Regola di vita l'ha ricevuta da Dio, gli è stata ispirata nella forma evangelica di povertà, minorità e fraternità. Mai metterà in dubbio quest'origine divina.
Il Testamento medesimo di S. Francesco è una dichiarazione solenne di tutto ciò che ha ricevuto dal Signore e ha vissuto con fedeltà fino alla fine. Contemporaneamente è un comando rivolto ai suoi frati perché mettano in pratica quelle sue parole con semplicità e purezza per tutto il tempo della loro vita.
La Regola di Vita di Francesco d'Assisi fa parte del grande patrimonio della spiritualità cristiana, portatrice di un'umanità nuova ricreata dal Vangelo di Gesù Cristo.
"Fratelli, ecco la nostra vita e regola, ed ecco la vita e la regola di tutti quelli che vorranno unirsi alla nostra compagnia. Andare dunque e fate quanto avete udito".
"E da quell'ora vissero con lui secondo la forma del santo Vangelo, come il Signore aveva indicato loro".
(Leggenda dei tre compagni)
Un detenuto americano, condannato a un lungo periodo di prigione, scopre meditando sulla regola di San Benedetto, scritta quasi 1500 anni fa’, una via di conversione capace di portargli quella libertà interiore che spesso non si trova nemmeno fra le persone libere. Il libro contiene per tutti (credenti e no), una illustrazione molto speciale della regola benedettina che non è possibile trovare altrove.
James Bishop nasce in un convento vicino a Los Angeles, in California. Cresce cattolico, durante l’adolescenza entra in contatto anche con altre religioni e si concentra sulla meditazione. Lavora per oltre dieci anni in una software house. Bishop fu condannato e imprigionato per gravi reati e fu reintrodotto alla meditazione attraverso la Comunità mondiale per la meditazione cristiana . Si è poi rivolto alla Regola di San Benedetto e ha trovato in essa un modello di vita che gli hanno dato equilibrio e stabilità e lo ha aiutato a curare i suoi disturbi emotivi.
Ama scrivere delle sue esperienze con la meditazione, la sinestesia e la musica, e attualmente sta lavorando a una biografia. Ora è un uomo libero, sia fisicamente che spiritualmente.
Questo libro è rivolto a tutti coloro che sono imprigionati nel mondo moderno - non solo detenuti in carcere ma tutti coloro che combattono con difficoltà personali, emotive e psicologiche.
Non c'è dubbio che Tommaso d'Aquino rappresenti uno dei pensatori più importanti e influenti dell'intera storia del pensiero occidentale, e non solo della tradizione cattolica. Tuttavia la grande fioritura di studi nel Novecento ha in generale privilegiato solo alcuni aspetti del suo pensiero, costruendo un'immagine piuttosto statica e dogmatica del maestro domenicano. Questo profilo cerca invece di restituire a Tommaso la sua dimensione storica, proponendo sia una ricostruzione complessiva, in ordine cronologico, della struttura e delle circostanze di composizione delle sue opere che la presentazione e discussione dei temi filosofici più significativi presenti in ciascuna di esse, anche in rapporto alle fonti con cui lo stesso Tommaso non ha mai smesso di dialogare nel corso della sua carriera - da Aristotele alla tradizione neoplatonica, da Agostino e Boezio ad Avicenna e Averroè.
Dopo gli ultimi avvenimenti sismici, che hanno colpito il Centro Italia, si edita questo libro in onore a Sant’Emidio, vescovo e martire, protettore dai terremoti.
Si compone di 128 pagine a colore, con elegante veste grafica e copertina rifinita con bandelle.
All’interno, oltre alle preghiere, troviamo la storia di San’Emidio e la Santa messa con la Benedizione papale nella Solennità del Santo.
La riflessione che Martini propone è un vero e proprio viaggio verso l’interiorità, un cammino tutt’altro che facile. Da un lato c’è quel che noi diciamo di noi stessi; dall’altro quello che gli altri capiscono e dicono di noi; su un versante ancora più impervio, infine, c’è tutto quello che né noi né gli altri sappiamo di noi stessi. La sfida di andare a fondo nell’esplorazione di questi tre fronti non deve trovarci impreparati. Occorre anzi affrontarla con coraggio. Del resto, ogni esplorazione dell’interiorità è una porta di accesso alla chiamata che Dio ci rivolge, ed è al contempo «l’altra faccia della nostra conoscenza di Dio». Dio ci chiama «per dirci il nostro nome, la nostra identità in un incontro personale, irripetibile, singolarissimo, che trasforma la nostra esistenza in maniera assolutamente insperata e imprevedibile». In questo, anche in questo, la via di Pietro è il simbolo di ogni cammino dell’umanità verso il Regno, di ogni pellegrinaggio verso la casa del Padre.
La vicenda di Maria Maddalena ci è stata tramandata in maniera confusa, spesso ingannevole, a causa della sovrapposizione delle molteplici figure femminili che popolano le pagine del testo biblico e che la donna di Magdala ha catalizzato su di sé. Dopo quasi duemila anni viene ancora considerata dai più come la prostituta pentita che lava e asciuga i piedi di Gesù con le proprie lacrime e i propri capelli. Ma non è così. In epoca contemporanea l'interpretazione della Maddalena come la sposa segreta di Gesù Cristo ha avuto molta fortuna, ma Maria Maddalena è molto più di questo, basti pensare a come lo stesso papa Francesco le abbia attribuito il titolo di "apostola degli apostoli". In questo libro Natale Benazzi scioglie gli equivoci, i nodi di una trama confusa e ingarbugliata, smascherando i falsi storici e restituendo, invece, un'immagine inedita della donna che fu la prima a incontrare Gesù risorto.

