
Don Bosco ha avuto una relazione personale molto profonda con Pio IX ed era convinto che un’unità d’Italia fosse una confederazione dei vari stati con la presenza dello Stato pontificio e del Papa. Dopo il 1848 ha dovuto affrontare la nuova situazione nel governo del Regno di Sardegna fino alla fine degli anni cinquanta con la conquista della Lombardia. Da una parte è da tener presente che don Bosco non si metteva mai contro i governi, seguendo il Vangelo, e pure per poter sviluppare la sua attività. Per questo la sua Storia d’Italia dopo il 1859 non si sviluppa più ma viene riassunta in un sommario cronologico e l’aggiunta di varie biografie. Abbiamo trattato altrove come don Bosco si è comportato con il Governo a riguardo delle scuole e come è riuscito a mantenerle aperte. Interessante come don Bosco abbia voluto presentate Pio IX nel 1871 dopo Porta Pia con l’opuscolo Fatti ameni della vita di Pio IX, presentandocelo effettivamente quale un santo. L’apertura alla situazione reale quale è avvenuta nel cosiddetto "Risorgimento" comporta una ricostruzione della storia finora insegnata secondo la manipolazione dei conquistatori per riedificare gli avvenimenti come sono accaduti.
Il Pensiero cristiano ha una proposta precisa: risalire (quoad nos) al Padre da cui (quoad se) tutto discende. Ecco la proposta nella grande Forma di Occidente [tomo I: Agostino, Ildegarda, Bonaventura, Tommaso, Dante]: una sinfonia metafisica, stretta intorno alla Via, il Verbo Incarnato, riconduce all’Atto stesso dell’essere, il Padre donde la Generazione del Figlio (in cui è innestata la partecipazione degli enti) e con il Figlio la Processione dello Spirito co-amato. Ecco la proposta nella grande Forma di Oriente [tomo II: Cappadoci, Dionigi, Massimo, Damasceno... Italogrecità, Florenskij, Evdokimov]: lo Spirito nel creato concreto illustra Gesù teandrico, Volto del Padre, dal quale il Figlio è generato e lo Spirito - Ermeneuta divino - procede. Le Tradizioni occidentale ed orientale sono colte in dialogo con grandi teologi contemporanei (Balthasar, Ratzinger) in rapporto anche a nodi speculativi odierni, dall’antropologia alla liturgia [t. III].
Il Pensiero cristiano ha una proposta precisa: risalire (quoad nos) al Padre da cui (quoad se) tutto discende. Ecco la proposta nella grande Forma di Occidente [tomo I: Agostino, Ildegarda, Bonaventura, Tommaso, Dante]: una sinfonia metafisica, stretta intorno alla Via, il Verbo Incarnato, riconduce all’Atto stesso dell’essere, il Padre donde la Generazione del Figlio (in cui è innestata la partecipazione degli enti) e con il Figlio la Processione dello Spirito co-amato. Ecco la proposta nella grande Forma di Oriente [tomo II: Cappadoci, Dionigi, Massimo, Damasceno... Italogrecità, Florenskij, Evdokimov]: lo Spirito nel creato concreto illustra Gesù teandrico, Volto del Padre, dal quale il Figlio è generato e lo Spirito - Ermeneuta divino - procede. Le Tradizioni occidentale ed orientale sono colte in dialogo con grandi teologi contemporanei (Balthasar, Ratzinger) in rapporto anche a nodi speculativi odierni, dall’antropologia alla liturgia [t. III].
Questo volume introduce il lettore ad alcune tra le più significative espressioni della mistica francescana. A partire dall’esperienza spirituale di Francesco d’Assisi, ne presenta i tratti essenziali attraverso la testimonianza di figure eminenti quali Chiara d’Assisi, Bonaventura da Bagnoregio, Giuseppe da Copertino, Massimiliano Kolbe e Pio da Pietrelcina. L’esperienza mistica di questi santi offre preziose prospettive sull’unione con Dio e continua a illuminare il cammino della Chiesa e dell’umanità. Pur nella sua sintesi, il volume coniuga rigore e profondità, invitando il lettore ad approfondire il mistero della mistica alla luce della ricca tradizione francescana.
Nei primi giorni del pontificato, Papa Leone XIV presenta la scelta del suo nome come risposta alle sfide del progresso digitale e come invito a rinnovare la bioetica alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Il libro propone un cammino interiore ispirato a Sant’Agostino, orientato alla ricerca della verità e all’incontro con Dio nel cuore dell’uomo. Attraverso una riflessione teologica e antropologica, l’opera mostra come la dignità umana derivi dall’essere creati a immagine della Trinità. Ne scaturisce un’etica cristiana fondata sull’amore, capace di illuminare le sfide della tecnologia e della società contemporanea. Al centro vi è l’inclusione come espressione concreta della carità evangelica: accogliere ogni persona riconoscendone la dignità e il volto di Dio. Un invito a vivere la fede in ogni ambito dell’esistenza e a intraprendere un autentico esodo interiore verso una vita pienamente umana e aperta agli altri.
Il Cristianesimo è un’eredità del passato o una bussola per orientarsi in un mondo che cambia? E l’uomo postmoderno, frammentato e disilluso ma ancora in cerca di senso, è davvero così lontano dal Vangelo? Questo libro nasce da queste domande decisive. Attraverso un’analisi della postmodernità e della situazione attuale della Chiesa, mette in luce le sfide culturali, antropologiche e spirituali del nostro tempo: la crisi delle certezze, il bisogno di identità, la solitudine e il desiderio di trascendenza che riaffiora anche dove sembra spento. Il Cristianesimo non viene presentato come un residuo del passato, ma come una proposta capace di parlare all’uomo di oggi e di dialogare con la cultura contemporanea, intercettando le domande più profonde dell’esperienza umana. Da questa lettura nasce anche una proposta concreta per la vita della Chiesa: uno stile, una presenza, una visione realistica della missione oggi. Un testo per chi opera nella Chiesa e per chiunque si chieda se la fede possa ancora dire qualcosa di vero e decisivo all’uomo contemporaneo.
Il cinichilismo è un termine inventato per indicare un atteggiamento diffuso nella società contemporanea in cui la perdita dei valori (nichilismo) si combina con un adattamento pragmatico e disincantato a questa perdita (cinismo). Si può dire che il cinichilismo è la situazione in cui si sa che molti valori tradizionali (verità, giustizia, ideali) sono stati svuotati o messi in dubbio, ma invece di reagire o cercare nuovi fondamenti, ci si adatta consapevolmente e cinicamente, continuando a vivere puntando solo a ciò che funziona. Questo atteggiamento si traduce in una postura culturale e politica sempre più diffusa e pericolosa che attraversa l’intera piramide sociale: dai vertici del potere politico ed economico al mondo tecnologico, fino alle giovani generazioni che crescono in un contesto privo di riferimenti stabili. Il libro propone un percorso di analisi attraverso alcuni dei nodi più critici del nostro tempo mostrando come molte dimensioni della nostra epoca sembrino essere state progressivamente contaminate da questo "morbo" culturale, le cui conseguenze sono stata intuite e denunciate da una delle voci più autorevoli e illuminate del nostro tempo, Papa Francesco.
Leggere questo diario è come aprire un grande portone, prendere posto nell’intimità di una casa speciale, quella di Santa Marta e sedere lì con il desiderio di restare, di restare ancora accanto a Lui, accanto a Papa Francesco, il vicario di Cristo. Frate Marius da missionario della misericordia quale è, con la grande carità di cui è capace, ci suggerisce e indica un segno nuovo o forse inedito della Misericordia che è l’amicizia vissuta in Gesù Cristo. Lo fa semplicemente raccontando il suo rapporto con il Santo Padre Francesco, donandoci tutti i momenti più significativi di un incontro che ha cambiato la sua vita ed anche la mia. (Francesca Stilla, Prefazione)
L'APS "Laboratorio Don Bosco Oggi:
Educazione-Cultura-Pastorale" presenta le relazioni tenute nell'Istituto Salesiano "Redentore" di Bari durante le Giornate di Studio svoltesi il 16 settembre e 16 dicembre 2023. Il volume si caratterizza come contributo per le scuole di formazione sociale e per le comunità e i gruppi interessati allo studio della Dottrina sociale della Chiesa.
Contributi di Giuseppe Acocella, Nicola Colaianni, Angelo Giuseppe Dibisceglia, Vito Antonio Leuzzi, Rosanna Mastroserio, Loredana Perla,
Francesco Preite, Vincenzo Robles,
Giuseppe Ruppi.
Nelle parole di Leone XIV, pronunciate domenica 18 maggio 2025, troviamo un incoraggiamento nel intraprendere e nel proseguire nel “viaggio dello spirito” verso il Regno senza fine, quando precisa la condizione essenziale per percorrerlo: «… vorrei che fosse il nostro primo grande desiderio: una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato. In questo nostro tempo, vediamo ancora troppa discordia, troppe ferite causate dall’odio, dalla violenza, dai pregiudizi, dalla paura del diverso, da un paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri. E noi vogliamo essere, dentro questa pasta, un piccolo lievito di unità, di comunione, di fraternità…».
Il “Regno del Signore” si costruisce nel quotidiano dove le parole unità, comunione e fratellanza si uniscono alle espressioni degli Evangelisti Regno di Dio e Regno dei Cieli, e insieme offrono un richiamo per implorare «il dono dell’unità e della pace… per vivere senza fine con Cristo nel regno dei cieli»: così implora ancora la Chiesa nella sua liturgia, e così il lettore può muoversi nel proprio itinerario spirituale guidato e sorretto anche dal contenuto di queste pagine, mentre rimane affascinato dall’immagine in copertina del Maestro che offre il “discorso della montagna”, la Magna Charta dei discepoli del Re dell’Universo!
Don Jean Basile MAVUNGU KHOTO è sacerdote e già Vicario generale della diocesi di Boma in CongoRD, attualmente in missione pastorale nella diocesi di Montepulciano in Italia. Dottore in teologia della Pontificia Università Gregoriana, Docente di Sacra Scrittura a Kinshasa (USAKIN) e a Mayidi, è autore di vari libri e articoli. Il fondamento biblico della dottina sociale della Chiesa è il suo campo di ricerca.

