
Questo libro non è l'ennesima biografia dedicata a Francesco d'Assisi. E neppure un saggio di storia medievale. È piuttosto il tentativo di leggere la vita di un uomo straordinario con i criteri della leadership. Di chiedersi, cioè, non soltanto chi fosse Francesco, ma come è diventato la persona a cui - come direbbe il biografo - "tutto il mondo va dietro". Che cosa lo ha reso capace di attrarre, ispirare e guidare? Quali principi ha incarnato nella relazione con gli altri, nel prendere decisioni, nel gestire crisi e conflitti? L'autore, in queste pagine, non si rivolge solo a professionisti, educatori, genitori, animatori di comunità… chiunque, cioè, sia impegnato a curare la formazione degli altri, ma suggerisce anche percorsi di crescita personale. Francesco si presenta come una guida affidabile, una vera e propria bussola per orientarsi nel cammino della vita.
Fra Giuseppe da Spello (1714-1779) dedicò l'intera esistenza allo studio della medicina, della botanica farmaceutica e delle piante officinali. Da buon francescano, mise la sua competenza al servizio dei confratelli, dei poveri e di chiunque bussasse alla porta del convento in cerca di aiuto. Preparava unguenti, pomate e sciroppi capaci di alleviare i mali del corpo. Frutto di una lunga esperienza è il suo straordinario Erbario che raccoglie 411 esemplari di piante officinali essiccate: un vero prontuario, per tramandare le varie conoscenze alle generazioni successive. Questo volume ripercorre la storia delle Spezierie francescane e riporta, per la prima volta in forma organica, le ricette e i preparati di fra Giuseppe, che ancora oggi si presentano come un valido supporto alla medicina tradizionale. Un affascinante viaggio nel tempo tra fede, scienza e antichi saperi.
Francesco scrive il Cantico quando è ormai cieco. Eppure - lo dice lui stesso - vede. Vede più di prima. Da questo paradosso nasce un libro che non è solo un commento, ma un attraversamento: otto soste, otto porte, una per ogni creatura: sole, luna, vento, acqua, fuoco, terra, morte. E all'origine di tutto è Dio, l'Altissimo. L'Autore valorizza il testo per renderlo attuale; pagina dopo pagina ci introduce in un percorso di guarigione delle nostre ferite: la paura che ci blocca, il senso di impotenza davanti a ciò che non controlliamo, la fragilità di una fede che a volte fatica a stare in piedi. Leggere il Cantico significa infatti ripercorrere la propria storia e orientarla di nuovo - con gli occhi di Francesco - verso una libertà più vera e una gioia più grande.
Qual è la via più efficace per reimpostare il delicato rapporto tra ragione e fede? Nel giocare la partita del confronto culturale con la modernità, la Chiesa ha sempre avuto a disposizione due squadre: la "titolare" e la "riserva". Per lungo tempo è scesa in campo di preferenza la "prima squadra", che ha fatto uso dello schema aristotelico-tomista e si è avvalsa della geniale regia dell'Aquinate; essa ha posto la verità a fondamento dell'Essere e ha considerato la ragione quale strumento capace di raggiungerla. Che sia giunto il momento di schierare la "squadra di riserva", quella di indirizzo francescano? Sorto nella Chiesa grazie al genio di Francesco d'Assisi, sviluppato lungo i secoli da molti dei suoi figli e portato alla ribalta da papa Francesco, il "pensare francescano" mostra la sua attualità e suscita un crescente interesse perché non enfatizza il peccato originale ed è più propenso ad ascoltare le esigenze del cuore e a mantenere la ragione aperta alla luce della fede.
Pietro Maranesi, tra i più apprezzati studiosi di Francesco di Assisi, ha concentrato nella collana "Io, frate Francesco" la sua ventennale ricerca sugli scritti del Santo: si tratta di un percorso in cinque volumi dove l’Autore, attraverso un approccio storico-critico, ne fa emergere l’umanità, la novità del rapporto con Dio e la bellezza della vita fraterna. In questo terzo volume Maranesi ha raccolto saggi e articoli - già pubblicati in varie riviste e oggi non facilmente reperibili - riuniti intorno al tema dell'eredità spirituale che il Santo di Assisi ha lasciato ai suoi frati. Il metodo con cui viene affrontato l’argomento e le conclusioni proposte dall’Autore fanno di questo lavoro un contributo tra i più importanti e innovativi nell’ambito degli studi francescani.
Le storie raccontate in queste pagine sono legate dall’esperienza della morte. Non intesa solo in senso letterale, ma nelle variegate sfumature dell’animo umano: la scomparsa di un figlio, il tradimento del coniuge, la diagnosi di una malattia degenerativa… situazioni difficili che talvolta fanno scivolare verso la chiusura in sé stessi, il rancore, la disperazione. Don Salvatore Bucolo e Adelaide Barbagallo, in un dialogo a due voci tra Sacra Scrittura e testimonianze di vita vissuta, ci presentano il racconto di chi, davanti a varie prove e sofferenze, non ha considerato gli eventi come una maledizione o una sfortuna, ma l’occasione per sperimentare la forza della risurrezione. Cristiani credibili che - sull’esempio delle grandi figure bibliche - sono diventati un segno di speranza per tutti. Ed è questo il messaggio che ci lasciano in eredità: solo i morti risorgono.
La morte di Francesco d'Assisi: su questo tema, nel corso dei secoli, numerosi autori hanno svolto ricerche approfondite, per comprendere in che modo il Santo si preparò e visse un passaggio così delicato. Più rare sono invece le indagini su come altri si posero di fronte a tale avvenimento, in particolare coloro - e non erano pochi - che volevano impossessarsi di quel corpo considerato già una reliquia preziosa.Felice Accrocca, attraverso una rigorosa ricerca storica e con un linguaggio divulgativo, si propone di farci conoscere quali sottili trame si vennero tessendo intorno a Francesco nei suoi ultimi giorni di vita, quando il suo esile, debole corpo finì per diventare "un corpo conteso".
L'invocazione del Nome (nota anche come "preghiera del cuore") ha conosciuto ampio sviluppo, soprattutto nella tradizione orientale della Chiesa; anche in occidente, seppur in modo non organico, ha vantato uno sviluppo, grazie al culto e alla devozione dei fedeli. Ma cosa significa "pregare il Nome di Gesù"? Quali frutti può portare nella vita del credente? L'Autore di queste pagine, sempre sostenuto dalla Scrittura e dai testi dei Padri della Chiesa, propone un percorso di conoscenza, approfondimento e pratica concreta di una forma di preghiera che da secoli alimenta la fede di innumerevoli cristiani. L'intimità con Cristo e la pace interiore che si sperimentano sono tra i frutti più belli dell'invocazione del Nome.
Per affrontare le tensioni coniugali è necessario conoscersi, accettare i limiti dell'altro e imparare a trasformare gli ostacoli in opportunità. Le difficoltà di intesa non sono indice di mancanza d'amore, anzi: possono essere, di fatto, un segnale "salutare" nella misura in cui fanno emergere un malessere o la necessità di una revisione di vita. Scopo del presente volume è aiutare gli sposi ad apprendere, anche grazie all'esercizio della tenerezza, a "litigare bene", per ricavare benefici dai conflitti e trasformarli in occasioni di crescita. L'Autore propone strumenti pratici ed esercizi da svolgere in coppia non solo per un check-up della situazione, ma per superare positivamente gli stalli inevitabili in ogni cammino matrimoniale.

