
José Gregorio Hernández, medico e uomo di fede, ha dedicato la vita ai malati e ai poveri del suo Venezuela. Il 19 ottobre sarà canonizzato da Papa Leone XIV, diventando il primo santo del Paese. Morì il 29 giugno 1919 in un incidente, il giorno dopo aver detto: «Offro la mia vita per la pace nel mondo». In quelle stesse ore veniva resa pubblica l’avvenuta firma del Trattato di Versailles, che pose fine alla Prima guerra mondiale, mentre la notizia della sua morte sortì un duraturo effetto di distensione nel Venezuela di Juan Vicente Gómez. Amava la cultura, la musica, la pittura. Tentò due volte la via religiosa, ma restò laico per motivi di salute. «È un modello di santità impegnata nella difesa della vita, come un buon samaritano, senza escludere nessuno», lo definì Papa Francesco, che ne ha voluto la canonizzazione dall’ultimo letto d’ospedale.
24 marzo del 1944, Seconda guerra mondiale, in un paesino della Polonia, Markowa, viene uccisa una intera famiglia: padre, madre, sei bambini e un piccolo ancora nel grembo della mamma. Nove persone soppresse in pochi minuti, "colpevoli", secondo i nazisti tedeschi, di avere dato ospitalità a otto ebrei, che vengono massacrati con loro. È la storia della famiglia Ulma, giusti tra le nazioni e beati per la Chiesa. Sono stati riconosciuti tutti "martiri", compresi i bambini e - per la prima volta nella storia - anche il nascituro. Un gesto, il loro, compiuto per amore, come quello del Buon Samaritano del Vangelo.
24 marzo del 1944, Seconda guerra mondiale, in un paesino della Polonia, Markowa, viene uccisa una intera famiglia: padre, madre, sei bambini e un piccolo ancora nel grembo della mamma. Nove persone soppresse in pochi minuti, “colpevoli”, secondo i nazisti tedeschi, di avere dato ospitalità a otto ebrei, che vengono massacrati con loro. È la storia della famiglia Ulma, giusti tra le nazioni e beati per la Chiesa. Sono stati riconosciuti tutti “martiri”, compresi i bambini e, per la prima volta nella storia, anche il nascituro. Un gesto, il loro, compiuto per amore, come quello del Buon Samaritano del Vangelo.
Con questo libro, Manuela Tulli ci invita a riflettere su un aspetto fondamentale dell'esperienza umana. L'uomo è sempre alla ricerca del «senso della vita». Le gioie e i dolori, le speranza e le delusioni, la vita di tutti i giorni e i progetti per il domani possono trovare nuova luce se si crede di essere parte di un disegno più grande. Il senso della vita da sempre interroga l'uomo, perché non c'è scoperta scientifica né progresso sufficiente che possono colmare il senso di infinito presente nell'intimo di ogni persona. La ricerca della libertà si conquista con la verità che Cristo offre. Lui è l'uomo nuovo che permette di scoprire chi siamo e verso dove siamo destinati.

