
Elisabetta I è la regina più amata della storia. Fu lei a saper capire il suo popolo come nessun altro; fu grazie a lei che l’Inghilterra si affermò come potenza mondiale; fu intorno a lei che i suoi sudditi si strinsero come un solo uomo nel momento del pericolo. Tutto ciò è romantico e commovente... peccato che sia profondamente falso. Il regime elisabettiano fu, di fatto, un sistema totalitario tra i più amari della storia. Sotto Elisabetta il popolo si vide perseguitato, impoverito, oppresso come mai prima.
Esiste una realtà carceraria fatta di percorsi di reinserimento efficaci, di persone che si spendono a fianco di chi è in cerca di riscatto, di detenuti che provano con impegno a ricostruire la loro vita. Sono storie che spesso restano sconosciute. In queste pagine Marco Erba fa parlare in presa diretta detenuti e operatori di un carcere, per dare voce a chi non ha voce, lasciando ciascuno libero di esprimere la propria verità. In questo microcosmo di esistenze che si intrecciano, il lettore incontrerà persone colpevoli di reati anche gravi, agenti della polizia penitenziaria, educatori e non solo. Le loro sono vicende che commuovono, che irritano, che indignano, ma che devono essere ascoltate. Perché la giustizia non è solo una pena da scontare, è anche un futuro da ritrovare. Perché nessun essere umano, per quanto terribili siano le sue azioni, nasce cattivo.
Nel 1630 il principe Mikolaj Sapieha, senatore della Repubblica di Polonia, è piegato da una misteriosa paralisi che ne indebolisce il corpo e lo spirito. Giunto a Roma in cerca di aiuto, guarisce dopo aver pregato davanti a un’icona della Madonna nella cappella privata del papa Urbano VIII. Matura allora un’idea folle: portare con sé Colei che gli ha restituito la vita. Con la complicità di un sacrista, trafuga l’immagine e la conduce a Kodeń dove, accolta come una Regina, si conferma miracolosa. Quando il furto viene scoperto, Sapieha però è scomunicato, la famiglia e la carriera ne subiscono le conseguenze, mentre il sacrestano corrotto è duramente punito. Tornato penitente a Roma, ottiene il perdono del Papa, che decide di donare l’icona a Kodeń. È questa "la colpa benedetta": un sacrilegio che, grazie al pentimento e alla misericordia divina, si trasforma in grazia.
Questa non è una storia come le altre. La particolarità sta nella vicenda di due sposi e della loro famiglia per tutta la vita aperti ai bisognosi che hanno bussato alla loro porta. Trasferiti dal veneto in Brianza alla fine degli anni Cinquanta, Mario e Angela (conosciuta da tutti come Gina) Zarpellon, precorrendo i tempi dei servizi sociali, hanno ospitato decine di persone in difficoltà con un amore sconfinato. Quando le forze sono venute meno, pur continuando fino alla fine a trasmettere a chiunque incontrassero atti di affetto e gratuità, hanno consegnato la propria casa alla Fondazione Maddalena Grassi che, pur occupandosi in altro modo di altri bisognosi, eredita la dedizione e la cura che un po’ sono anche loro. Prefazione di Alessandro Pirola. Postfazione di mons. Patrizio Garascia.
Una giovane italiana fugge verso l’Ungheria. Non è una spia, non cerca lavoro. Desidera solo raggiungere l’uomo che ama. Sette famiglie si ritrovano in una casa ai margini della Grande Pianura Ungherese: insieme, attendono la deportazione, tra sconforto e illusioni. Un medico ebreo, sul treno che lo porta alla camera a gas, non vuole arrendersi a un destino già scritto. Tre storie, apparentemente slegate, si snodano tra 1939 e 1944 in un’Europa straziata dalla guerra e dalle persecuzioni.
L’agenda è strutturata sul calendario liturgico romano: quello che la rende speciale è l’indicazione delle date significative della vita di san Josemaría Escrivá e della storia dell’Opus Dei. Il formato piccolo fa di questa agenda uno strumento prezioso e insieme pratico, un notes per gli appunti della vita quotidiana, un riferimento per le festività e gli eventi della vita della Chiesa, una memoria per le preghiere ordinarie e liturgiche. Elenco dei principali contenuti: calendario liturgico romano da Avvento 2026 alla conclusione del periodo di Natale 2027; date dell’anno liturgico nel rito ambrosiano; preghiere quotidiane; preparazione alla confessione e alla Santa Messa; Santo Rosario e Via Crucis; I fondamentali della vita cristiana.
L’intero cammino dell’anno liturgico è accompagnato da questa raccolta delle omelie domenicali che don Isidoro Meschi pronunciò tra il novembre 1989 e il novembre 1990 nelle parrocchie di San Giovanni Battista e di San Giuseppe a Busto Arsizio. Queste pagine rappresentano il prezioso lascito spirituale di uno dei più amati sacerdoti della diocesi ambrosiana. Ne emerge una predicazione viva e profondamente evangelica, capace di coniugare rigore biblico, sensibilità pastorale e attenzione ai problemi concreti della vita. In aggiunta alle omelie anche alcune lettere di don Isidoro ai preti novelli e i suoi Dialoghi per il tempo di Quaresima. Prefazione di Claudio Livetti. Presentazione di Carlo Radaelli.
Mamma Orsa ha molto da insegnare al suo cucciolo: come pescare o trovare l’albero migliore per grattarsi la schiena. Ma ci sono alcune cose che il cucciolo dovrà scoprire da solo e sono le più importanti… Età di lettura: da 4 anni.
La Campagna italiana di Russia non fu storia di ritorni. Dei 229.000 italiani inviati sul fronte orientale, solo poco più della metà rivide l’Italia. Per coloro che tornarono, la "lunga marcia" non era finita: l’armistizio dell’8 settembre fu solo l’illusione della fine, della pace. Memori del recente vissuto, i reduci della steppa continuarono a camminare: se la guerra al fronte russo era stata una questione di sopravvivenza, quella italiana poneva una questione di coscienza. Tra resistenza, cobelligeranza, prigionia e fedeltà al Duce, la primavera del ritorno era ancora lontana.
Pier Paolo Pasolini (1922-1975) è stato una delle grandi figure artistiche e intellettuali del Novecento: poeta, narratore, regista, pittore, ha attraversato linguaggi diversi con una creatività inesauribile. La sua presenza nel dibattito culturale e politico italiano fu altrettanto intensa e spesso scomoda, refrattaria agli schieramenti e alle appartenenze precostituite. Ma c'è un prima e un dopo in Pasolini? Quanto del poeta corsaro degli ultimi anni era già presente nel giovane che scopriva il mondo attraverso il friulano, la poesia, la pittura? È alla luce genuina della «fontana di rùstic amòur» che Monica Fabbri ritorna, per condurci alle origini di una vocazione e mostrarci il poeta folgorante delle liriche friulane, senza dimenticare il narratore, il saggista e l'autore dei primi film. Questa prospettiva restituisce nuova luce alla statura dell'artista e dell'uomo, rintracciando nell'alba della sua poesia i tratti di una libertà intellettuale che accompagnerà Pasolini per tutta la vita e che rende difficile ricondurlo a qualsiasi definizione di comodo. Chi vuole conoscere più a fondo Pier Paolo Pasolini senza pregiudizi troverà in queste pagine non una biografia, ma un viaggio di conoscenza e di avvicinamento.

