
Padre Pio viveva di Eucarestia, nell’Eucarestia, per l’Eucarestia, l’Eucarestia era il suo tutto. Questo innamorato dell’Eucarestia è stato ben più che un contemplativo, è stato un mistico, anzi un estatico dell’Eucarestia. Mistico autentico ai livelli più alti, aveva raggiunto l’alta contemplazione infusa, intelletto, volontà e memoria erano in contatto con la divinità. L’altare era il nuovo Calvario, il luogo dove P. Pio si immolava. La prima pellegrina, in assoluto, che partiva dal cielo per assistere alla Messa di Padre Pio era proprio Maria.
Padre Pio, che, annientandosi, ha saputo attivare a sé per la salvezza dei fratelli l’Onnipotente e farlo operare nel suo ministero, è oggi modello, messaggio della forza dell’Eucarestia: con tutto se stesso chiama, invita ad andare, a vivere, a usufruire sempre dell’Eucarestia, che è rimedio assoluto, fondamentale, divino, per curare i mali gravissimi da cui siamo affetti.
Come mai Giovanni Paolo II sentì il bisogno di canonizzare Claudio La Colombière il 31 maggio del 1992, ben 310 anni dopo la sua morte? Una prima risposta è che egli, come superiore della comunità dei gesuiti di Paray-le-Monial, in Francia, ebbe un ruolo decisivo, nel certificare l’autenticità delle esperienze mistiche di S. Margherita Maria Alacoque relative alla devozione al S. Cuore, la cui importanza ed attualità hanno un valore permanente indiscutibile. La seconda risposta la troverete nel leggere questo libretto che è come una boccata di aria fresca e pura in un mondo che soffre di inquinamento, non solo nell’atmosfera fisica, ma anche e soprattutto a livello di valori e di qualità di vita interiore personale e sociale. Riflettere sull’oblio di sé può sembrare anacronistico oggi. La lettura di queste pagine probabilmente ci farà scoprire il contrario.
Il volume riproduce le relazioni del VII Convegno di Greccio del maggio 2009 e prendono in esame un tema di capitale importanza per il movimento francescano: il lavoro. Se è vero che fin dalle origini del loro ministero i Francescani hanno modellato la loro azione pastorale tenendo presente la decisiva indicazione di Francesco di Assisi di esercitare una professione debitamente appresa, non può essere taciuta la problematicità che tale prescrizione ha sempre suscitato sia in sede di riflessione, sia in campo operativo.
Nato nel 1811, Giuseppe Cafasso è passato alla storia soprattutto come "prete dei carcerati", per la sua opera di assistenza misericordiosa nelle prigioni, anche nelle ultime ore dei condannati a morte. A differenza degli altri grandi "santi sociali" che operarono in quegli anni a Torino - Giuseppe Benedetto Cottolengo, Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo - non fondò congregazioni religiose: la sua fondazione, non meno importante e feconda, fu la scuola di vita e di santità sacerdotale realizzata con il suo insegnamento e il suo esempio. Questo libretto illustrato ne delinea la biografia: una biografia prevalentemente interiore, di cui fatti e attività sono soltanto flebile eco.
Descrizione dell'opera
La figura di Pietro viene tratteggiata dall'autore seguendo il filo rosso degli 'episodi' che lo riguardano nei Vangeli e negli Atti degli apostoli, per approdare quindi alla Chiesa delle origini, alla tradizione patristica, la quale sfocia in modo concorde nell'attestazione del martirio nella Roma di Nerone, al culto, alla tradizione, all'immagine.
Tre grandi sezioni conducono il lettore dapprima attraverso le testimonianze letterarie su Pietro, poi nei luoghi di Roma ove più si è consolidato il ricordo della sua presenza, infine in un itinerario artistico, accompagnato da tavole e immagini a colori, che documenta la ricchezza interpretativa emersa dalle intuizioni di pittori e scultori.
Sommario
Presentazione (card. G.B. Re). Una premessa. I. Sinopia del primo Apostolo. 1. L'accidentato cammino del discepolo. Excursus 1: Pietro nei Sinottici. Excursus 2: Pietro e il Discepolo prediletto. Excursus 3: Il Racconto pasquale di Gv 21,1-25. Excursus 4: Gesù Cristo e Signore. 2. I Viaggi Missionarie il concilio di Gerusalemme. 3. Il martirio. Excursus 5: La Gran Bestia. Excursus 6: Le due lettere di Pietro. Excursus 7: «Pietro nella ricerca moderna». II. I luoghi della memoria del culto della Tradizione. 1. La tomba e il trofeo. Excursus 8: Il "Petros eni". 2. La Basilica. Excursus 9: Del primato di Pietro. 3. I luoghi della Tradizione. Excursus 10: Alle origini del ritratto e delle storie di Pietro nell'arte. Repertorio iconografico.
Note sull'autore
Eugenio Fontana (Vissone di Pian d'Artogne [BS] 1943) si è laureato in pedagogia all'Università Cattolica di Milano nel 1969. Ha insegnato filosofia e letteratura italiana al Liceo scientifico "Calini" e all'Istituto magistrale "Tovini" di Breno (BS). È stato preside dell'Istituto per geometri e ragionieri "Olivelli" di Darfo Boario Terme (BS). Giornalista pubblicista, collabora col Giornale di Brescia e con Bresciaoggi. Autore di numerosi saggi di carattere storico e artistico sulla Valle Camonica, ha altresì pubblicato Ritratto di Paolo. Presentazione del card. Giovanni Battista Re, Edizioni La Cittadina, Gianico (BS) 2008 e Il volto di Paolo. Incontri con Paolo sulla via dell'arte. Presentazione di Romano Penna, Edizioni La Cittadina, Gianico (BS) 2009.
Nonostante la vasta fama di santità che suor Margherita M. Alacoque aveva lasciato dopo la sua morte si arrivò alla sua beatificazione soltanto quasi due secoli dopo e dopo 230 anni alla canonizzazione. Le ragioni di questo enorme ritardo del processo vanno ricercate nell'accanita ostilità dei nemici della devozione al S. Cuore e di S. Margherita che fu accusata di essersi inventata tutto. L'importanza di questo documento sta nel fatto che, iscrivendo sr. Margherita M. Alacoque nell'albo dei santi, Benedetto XV mette fine alle infondate calunnie sul suo conto e, narrando la sua "meravigliosa storia", esalta la sua personalità e ce la propone come donna equilibrata ed eroica, di cui la Chiesa può giustamente gloriarsi. Insieme alla mirabile Santa Benedetto XV celebra anche la grande mistica, di cui accetta in pieno il messaggio: il culto al Cuore di Cristo, che ha come fondamento la Rilevazione pubblica (Bibbia e Tradizione Apostolica) e che porta l'inconfondibile impronta delle rivelazioni private fatte a S. Margherita M. Alacoque.
Una raccolta di scritti che ripercorre il percorso di S.E. Card. José Saraiva Martins in qualità di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La concezione di Santità nel corso della storia bi-millenaria della Chiesa Cattolica, partendo dalle citazioni dell'Antico Testamento fino al Magistero dei Pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Sono presi come esempio di vita spirituale e santità alcuni tra i più significativi personaggi della Chiesa: il Santo Curato d'Ars, Santa Bernadette di Lourdes, S. Gemma Galgani, Padre Pio, Madre Teresa. Un volume rivolto a tutti i fedeli.
Per descrivere frate Francesco, l'Autore si è fatto guidare dalle fonti del primo secolo in cui è stata fissata la memoria agiografica" del santo. " Molto si è scritto e si continua a scrivere attorno a San Francesco, perchè la memoria di lui ha avuto ed ha tuttora un carattere agiografico. Ricostruire i suoi viaggi e segnalare tempi e modalità di sosta è arduo e non è questo il compito prefissatosi dall'Autore. Il volume è dedicato ad un ambito geograficamente circoscritto: Assisi, La Valle Reatina, La Verna.
Una guida ai luoghi francescani della città di Milano. Con Cartina. Guida a luoghi tuttora esistenti e insediamenti non più esistenti ma di cui resta memoria. Il volume è corredato da alcuni apparati: una breve sezione che comprende luoghi non fondati da francescani ma con una storia divenuta in seguito francescana, o luoghi con dedizione francescana ma senza la presenza dell'Ordine; una proposta di itinerario alla scoperta delle più significative opere di iconografia francescana nei musei cittadini; una breve passeggiata toponomastica"; glossario storico delle famiglie francescane. "
Descrizione dell'opera
«San Francesco non era un sacerdote, ma possedeva in pienezza lo spirito sacerdotale, di dire qualcosa di vitale importanza a tutti i sacerdoti della Chiesa di Dio» (dalla Prefazione).
Il volume si propone di recuperare le linee essenziali dell'autentica spiritualità francescana di cui i sacerdoti del primo ordine sono invitati a nutrire la vita e l'esercizio del ministero. Dopo che, a partire dal concilio Vaticano II, le tre famiglie francescane si sono impegnate a sviluppare la dimensione laicale della loro vocazione, si apre la domanda se si sia fatto abbastanza per illuminare l'altra dimensione, quella sacerdotale.
L'autore offre quindi un contributo di riflessione perché i sacerdoti francescani di oggi e quelli di domani vivano ed esercitino il loro ministero presbiterale nutriti da una spiritualità che appartiene alla propria tradizione carismatica.
Sommario
Prefazione (mons. B.L. Papa). 1. Una vocazione da illuminare: due dimensioni dell'unica fraternità francescana. 2. «Miei signori, figli e fratelli»: Francesco d'Assisi e i sacerdoti. 3. Da francescani sacerdoti a sacerdoti francescani: i secoli della clericalizzazione. 4. Il Vaticano II e la sua ricezione: alla ricerca della grazia delle origini. 5. Ministri di Cristo fratello e servo: per un sacerdozio nutrito di francescanesimo. Bibliografia.
Note sull'autore
Francesco Neri (1959) è frate minore cappuccino nella Provincia di Puglia, ove ora è ministro provinciale, e docente stabile di teologia sistematica presso la sede di Bari della Facoltà Teologica Pugliese.
"San Francesco - nel suo Cantico di frate sole - intuisce che il segreto della vita si nasconde in Dio; e anche nello stupore, nell'accoglienza, nel servizio vicendevole".
"La devozione di san Francesco nei confronti dell'Eucaristia e dei sacerdoti è narrata in una delle sue Lettere più belle. In quel testo, qui riproposto e commentato, il Santo di Assisi fa emergere tutto il suo amore per il Corpo e il Sangue del Signore e per coloro che, con le loro mani, lo consacrano e lo donano agli altri".

