
Un testo che riflette sull'esperienza di povertà, vulnerabilità, miseria e fragilità vissuta da san Francesco. Nessuno più di lui ne ha afferrato il senso e l'ha vissuta come via di libertà, di realizzazione e di «perfetta letizia». Solo le nostre fragilità possono aiutarci a entrare nel nostro abisso e trovare in esso la via della vita. È questo, in sintesi, il grande messaggio che si coglie nei testi più conosciuti ed emblematici prodotti da Francesco di Assisi. Perciò l'autore ci propone una lettura di diversi passaggi delle "Ammonizioni", del racconto autobiografico della conversione fatto all'inizio del "Testamento", della "Lettera a un ministro" e della parabola della "Perfetta letizia".
San Giovanni Eudes (1601-1680), sacerdote francese nato in Normandia, fondò la Congregazione di Gesù e Maria per la formazione dei sacerdoti e quella delle monache di Nostra Signora della Carità al servizio delle donne ai margini della società, accanto a una società di laici. Diede grande impulso alla devozione verso i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, espressione della misericordia di Dio. Fu proclamato beato nel 1909 e santo nel 1925.
Il testo, tradotto dal francese, è divulgativo ed è composto da due parti.
Una parte biografica, che presenta il santo come ‘discepolo missionario’, spinto dal desiderio di trasmettere a tutti la ricchezza di una vita cristiana autentica.
Una parte spirituale, che evidenzia i temi del suo insegnamento pastorale, sorprendentemente vicino al Vaticano II: ad esempio la centralità del battesimo, l’appello alla santità, il ruolo dei laici nella Chiesa.
Testi scelti di san Pier Giuliano Eymard in cui propone una spiritualità eucaristica per quei fedeli laici che sentono forte l'esigenza di fare dell'Eucaristia il centro e la forza plasmatrice della loro vita. Una spiritualità adatta e alla portata di tutti, il cui fondamento è l'amore di Dio per noi, rivelato in Gesù Cristo, celebrato e accolto nella celebrazione eucaristica, contemplato e adorato nella preghiera di adorazione. Testi che, in un linguaggio accessibile, conservano tutta la loro carica ispirativa.
Nell’innumerevole schiera dei santi di tutti i tempi, colpisce la presenza di giovani e giovanissimi che, impostando la vita come dono, con l’aiuto della grazia divina hanno fatto fiorire un giardino di virtù nei pochi anni della loro esistenza terrena. Non è un ideale impossibile, ma un compito semplice, oltre che una chiamata universale: a tutti è richiesto infatti di accogliere la chiamata di Dio, il solo che può realmente realizzare la nostra vita.
Cosa possono dire a un giovane di oggi nomi apparentemente lontani nel tempo come Tarcisio, Luigi Gonzaga, Imelda Lambertini, Domenico Savio, Gemma Galgani o Maria Goretti? I loro nomi si inseriscono in una lunga schiera di giovani che giunge fino ai giorni nostri con Piergiorgio Frassati e Chiara Luce Badano, a dimostrare che la santità non conosce limiti di età.
Nell’inevitabile differenza di tempi e contesti, culturali e geografici, i santi giovani mostrano che seguire Cristo lascia una scia di luce che irradia a distanza di secoli. Hanno vissuto pochi anni secondo il mondo, ma sono vivi e attivi più che mai nell’eternità, come fari che illuminano la strada a ogni giovane che si confronta con le grandi domande della vita
Attraverso le loro biografie possiamo scoprire una luce che illumina quel vuoto di senso tipico del nostro tempo. È la luce di Cristo, il grande amore che ha reso questi ragazzi delle fiaccole accese nella notte, che ora risplendono in una catena di amicizia che travalica i secoli e li lega a tanti loro coetanei, i quali proprio adesso vivono la fase, spesso difficile, delle grandi decisioni dell’esistenza.
Dall'autorevole penna di Stefano Campanella, uno dei maggiori studiosi della vita e del pensiero di Padre Pio e delle testimonianze su di lui, un libro che - a cinquant'anni dalla morte del Frate di Pietrelcina - affronta i grandi misteri legati ai giorni della sua dipartita: la precognizione che egli ebbe della propria morte; la misteriosa presenza di colei che egli aveva ribattezzato "Iacopa" al suo capezzale; la scomparsa delle stimmate... e altro ancora: come per esempio, una lucida e attenta analisi della famosa "profezia- riguardante il Pontificato di Karol Wojtyla. L'autore ci conduce, attraverso la rilettura delle testimonianze (alcune delle quali ancora inedite e riportate in appendice al volume) in un'indagine per nulla fine a se stessa e in nessun modo "miracolistica-, alle soglie dell'esperienza straordinaria che ha reso Padre Pio un testimone unico di Cristo, anche nella propria carne. Il lettore troverà, infine, un capitolo che offre un nuovo spunto di interpretazione nei riguardi del complesso rapporto che il santo Cappuccino ebbe con il tema della morte: da un lato desiderata per "essere con Dio", mentre dall'altro egli si sentiva chiamato a restare nel mondo come testimone di quello stesso amore donato sulla croce per gli uomini.
Non tutto è stato scritto della vita e delle rivelazioni di questa grande santa, voluta e cresciuta da Gesù e dalla Vergine Maria per donare alle generazioni presenti e future quella spiritualità e quella speranza di salvezza che oggi il mondo ha volutamente dimenticato.
Come Gesù le disse, gli ammonimenti sono anche per i governanti futuri, per i Papi e le generazioni future. Sono richiami, dove l’elenco delle cose negative risalta per chi governa la Chiesa e le nazioni, ma anche per i semplici fedeli. Per i primi le responsabilità sono enormi e Gesù chiede a chi ha il potere temporale, ecclesiastico e civile tutta una serie di provvedimenti atti i primi alla salvezza dell’anima per il popolo di Dio, i secondi per una giustizia sociale per non imporre pesi gravosi al popolo.
Vincenzo Speziale è nato nel 1950 a Serradifalco (CL). Dopo il diploma di ragioneria, è entrato all’Accademia Militare di Modena e, in seguito all’incontro illuminante con un sacerdote che gli ha fatto conoscere Fatima, ha iniziato una nuova vita spirituale, collaborando con Radio Maria sotto la direzione di don Mario Galbiati. Da allora ha cominciato anche a scrivere, pubblicando diverse opere su santi e beati. Di tanto in tanto tiene conferenze su Fatima.
Figura chiave del cristianesimo nascente, Pietro è il primo ad aver visto Gesù risorto: un evento che fonda la sua autorità e fa di lui una delle «colonne» della comunità di Gerusalemme. Personaggio dai forti contrasti, unisce alla determinazione e alla responsabilità del capo la fragilità dell’uomo, che nel momento della difficoltà non esita a rinnegare il Maestro. Il suo martirio, avvenuto probabilmente a Roma sotto Nerone, lo ha indissolubilmente collegato a quella città, stabilendo - non senza dolorose fratture - il primato romano nella compagine delle chiese cristiane.
Claudio Gianotto Insegna Storia del cristianesimo e Storia delle origini cristiane nell’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni «Ebrei credenti in Gesù» (Edizioni Paoline, 2012); per il Mulino, «I vangeli apocrifi» (2009) e «Giacomo, fratello di Gesù» (2013).
Un grande teologo presenta la profonda esperienza spirituale di una giovane mistica Carmelitana, Elisabetta della Trinità (Digione, 1880-1906). Il saggio è stato concepito come una specie di raffronto con il messaggio di Teresa di Lisieux, morta pochi anni prima. L'autore «lascia parlare i pensieri stessi di Elisabetta, accostati l'uno all'altro in un mosaico di testi comparativi, per poi semplicemente - quasi stando al di fuori - allargare il respiro sul terreno teologico» (dalla Premessa).
In che cosa consiste il problema che molti teologi cattolici, anche fedeli al Magistero, continuano a manifestare? Se una questione rimane attuale in un così grande spazio di tempo, non può essere trascurata e vale la pena di prenderla sul serio. Recentemente il Papa emerito Benedetto XVI, nella sua intervista con Peter Seewald, ha schiettamente rivelato la sua personale difficoltà ed anche il modo in cui fu poi da lui superata. Alla domanda del giornalista di come giudicò l’enciclica, egli rispose: «Nella mia situazione, nel contesto del pensiero teologico di allora, l’Humanae vitae era un testo difficile. Era chiaro che ciò che diceva era valido nella sostanza, ma il modo in cui veniva argomentato per noi, allora, anche per me, non era soddisfacente. Io cercavo un approccio antropologico più ampio. E in effetti papa Giovanni Paolo II ha poi integrato il taglio giusnaturalistico dell’enciclica con una visione personalistica» (Benedetto XVI, Ultime conversazioni). Ecco dunque un’indicazione autorevole e feconda di ricerca: la risposta a tante difficoltà può essere trovata nella visione personalistica di Karol Wojtyła / papa Giovanni Paolo II, che offre un approccio antropologico più vasto. Il libro sarà di aiuto a tutti quelli che vorranno comprendere più a fondo l’etica della vita matrimoniale e imparare a guardare in modo più adeguato la persona umana.
Dopo i primi due volumi dedicati alla sua infanzia, alla giovinezza, ai primi ministeri sacerdotali e all'apostolato educativo e sociale di Leonardo Murialdo, pubblicati nel 2011 e 2015, questo testo conclude la trilogia, concentrandosi sulle attività legate alla nascita e allo sviluppo della Congregazione di San Giuseppe, da lui fondata. La vita terrena del Murialdo si è chiusa a Torino il 30 marzo 1900 e la Chiesa ne ha riconosciuto la santità con la beatificazione, il 3 novembre 1963, e con la canonizzazione, il 3 maggio 1970. La sua memoria liturgica si celebra il 18 maggio.
La figura di san Francesco continua a interrogare l'uomo contemporaneo così come scandalizzò quello medievale. La grazia, la misericordia e la santità della sua figura parlano al cattolico, interessano il laico e sono una sfida per l'ateo. La sua rinuncia al mondo fu così radicale da rappresentare un modello per ogni futura rinuncia. Le sue scelte di essere povero tra i poveri, ultimo tra gli ultimi, in comunione intima con la natura indussero sospetti nelle gerarchie ecclesiastiche e mostrarono il volto evangelico di una Chiesa spesso severa e troppo incline al mondo. A lui si richiama continuamente papa Francesco, che ha scelto di chiamarsi così proprio in suo onore, volendo continuare l'opera del poverello di Assisi. Raccontare Francesco vuol dire sognare oggi una società migliore, solidale e aperta ai più deboli. E soprattutto sognarla nel segno della pace.
«Spero che risulti abbastanza chiaro che il centro focale di tutto non è Francesco d'Assisi, ma colui che ha riempito la sua vita e di cui egli è stato un'icona vivente, Gesù Cristo. Non saprei, diversamente, come farmi perdonare da Francesco l'aver osato aggiungere un ennesimo titolo all'immensa bibliografia su di lui». Così l'autore riassume il senso di questo ebook, che raccoglie un saggio su Francesco d'Assisi come genio religioso (inedito in lingua italiana) e diversi scritti più brevi su aspetti particolari della santità del poverello, che coprono un arco di più di quattro decenni: dall'VIII centenario della nascita del Santo, nel 1982, fino all'ascesa al soglio pontificio del cardinal Bergoglio che, per primo nella storia, ha scelto di chiamarsi con il nome del Poverello d'Assisi.

