
Generalmente le antiche divisioni dei manoscritti biblici vengono trascurate nell’esegesi moderna. La critica delle delimitazioni analizza i vari segni di divisione ed interpreta i capitoli o sezioni (divisioni maggiori) e i paragrafi e sottoparagrafi (divisioni minori) che scaturiscono dal rapporto segni-testo con l’obiettivo di recuperare le visioni ermeneutiche degli scribi. Un principio metodologico fondamentale della critica delle delimitazioni è considerare la pagina del manoscritto in modo integrale - testo e segni di divisione - per cogliere, a partire dai casi esemplari, i criteri interpretativi che hanno guidato il copista. La presente ricerca applica la critica delle delimitazioni ai LXX e al Nuovo Testamento del Codice Vaticano (il cosiddetto Codice B), che è uno dei più antichi, importanti e completi manoscritti greci della Bibbia, risalente al IV secolo d.C., ed è conservato nella Biblioteca Vaticana almeno a partire dal XV secolo. Con immagini a colori.
Uno studio approfondito per comprendere l’ultima grande controversia cristologica, sulla quale si sono confrontati i teologi e i Padri della Chiesa a partire dall’inizio del VII secolo fino ai primi anni dell’VIII: Gesù Cristo aveva due energie e due volontà, una in quanto uomo e una in quanto Dio, oppure ne aveva una sola? Attraverso la storia di questa controversia, vengono illustrati i protagonisti delle due fazioni avverse: da una parte i monoenergiti e i monoteliti, all’altra i dienergiti e i diteliti. I protagonisti più famosi dei due schieramenti di questa disputa teologica furono da una parte Sergio di Costantinopoli, Ciro di Pharan e Pirro di Costantinopoli, dall’altra Sofronio di Gerusalemme, Massimo il Confessore, papa Martino I e papa Agatone. Nel volume si trova anche tutta una serie di testi per lo più inediti e mai tradotti finora in italiano, molto utili per comporre un quadro esauriente di questo aspetto della storia della riflessione cristiana.
In un’epoca di crisi strutturale che da tempo investe l’Occidente, il volume intende offrire approfondimenti molteplici sulla questione del potere quale elemento decisivo di tale crisi: ne esplora i vari ambiti in cui si manifesta o si cela e le modalità con cui si forma e accresce. Quale risposta nonviolenta può essere attuata da parte dei singoli
e delle comunità? La scelta della nonviolenza attiva, là dove autenticamente vissuta e praticata, è in grado essa stessa di
esercitare un grande potere trasformativo, personale e collettivo. Essa pone al centro la partecipazione e la responsabilità che contrastano le concentrazioni di potere, contro ogni sistema oppressivo e contro la preparazione e l’attuazione di qualsiasi guerra. Il testo è stato pensato quale laboratorio di idee e di pratiche, e si connota per essere un work in progress aperto. Auspichiamo che possa essere
utilizzato quale strumento per dibattiti e lavori di gruppo, in modo tale che la riflessione continui e sia generativa di impegno condiviso.
Il volume affronta uno dei drammi più attuali della vita spirituale, il contrasto tra apparenza e verità, attraverso le figure di Bucharev e Rasputin. L’archimandrita Teodoro Bucharev è stato uno dei più importanti teologi russi dell’Ottocento; Grigorij Rasputin è stato un religioso e mistico, consigliere privato dei Romanov e figura molto influente su Nicola II di Russia nei primi anni del Novecento. Seguendo i percorsi di questi due personaggi, vengono presentati due modi opposti di vivere il monachesimo e, più in profondità, la stessa esistenza cristiana. Da una parte, il monachesimo interiore, nascosto e autentico; dall’altra, una religiosità esteriore, carismatica ma priva di vera trasformazione del cuore. Sullo sfondo, la tradizione del monachesimo russo e i suoi elementi fondamentali aiutano a comprendere il contesto storico e spirituale. Il libro invita il lettore a riscoprire il discernimento e a scegliere la verità davanti a Dio, oltre ogni maschera.
Nell’anno 1938 uno dei più grandi teologi del XX secolo, Hans Urs von Balthasar, allora trentetreenne, pubblicava quest’opera che intitolava "Spirito e fuoco". Dalla sterminata opera letteraria di Origene aveva tratto un’antologia ragionata divisa per temi, così da poter cogliere nella sua completezza il pensiero del grande scrittore del III secolo. Nel 1952 von Balthasar ne pubblica una seconda edizione ampliata che tiene conto di alcune opere di Origene che al momento della prima edizione erano ancora sconosciute. Nella collana Studia Ephemeridis Augustinianum viene ora proposta una nuova edizione italiana: la traduzione è stata interamente rifatta da Elisa Zocchi e si basa questa volta sulla seconda edizione tedesca, senza operare alcun taglio. Impreziosisce la pubblicazione un’ampia introduzione di Marco Rizzi, uno dei massimi esperti attuali di Origene.
Questo volume esprime la speranza che la sapienza essenziale e umanissima di san Benedetto possa suggerire risposte alle odierne domande inevase, vie di risoluzione alle contraddizioni irriducibili e alle crisi in cui l’umanità del nostro tempo si dibatte. Le prospettive problematiche della cultura occidentale del XXI secolo sembrerebbero precludere ogni dialogo con la cultura benedettina per l’assoluta mancanza di un linguaggio e di valori comuni. Eppure, la stessa marginalità del monachesimo favorisce una vicinanza umana, un umile e partecipe ascolto che, accogliendo la sofferenza e il disagio dei nostri fratelli nel mondo, li può condurre a leggere nel proprio cuore per riscoprirne la causa e far emergere il bisogno, forse inconscio, di trovare un senso all’esistenza. Una lettura in chiave attuale della Regola di san Benedetto può forse ancora aprire cammini di luce e di speranza.
In questa raccolta di scritti cistercensi il curatore ripercorre i passi fatti dalla Chiesa, lungo tutta la sua storia, per arrivare alla definizione del dogma dell’assunzione e alla comprensione della portata ecclesiologica che questo mistero racchiude. A partire dalle testimonianze apocrife, passando per i Padri, il Medioevo e le tradizioni liturgiche, fino ai pronunciamenti dei papi dell’ultimo secolo e alla sintesi del Concilio Vaticano Il, si è accompagnati a conoscere Bernardo di Chiaravalle, Amedeo di Losanna, Guerrico d’Igny, Aelredo di Rievaulx, Isacco della Stella e Gertrude di Helfta. Questo libro ha il merito di introdurci alla ricchezza di fede che emerge dalle loro parole. Essi scrivono all’incirca ottocento anni prima della proclamazione del dogma, contribuendo a custodire e fecondare quel terreno buono del sensus fidei del popolo di Dio, da cui poi quel dogma trarrà origine. Lo fanno con la naturalezza di chi è abituato a muoversi ogni giorno tra i tesori della Scrittura e della liturgia e, pur senza spingersi nell’indagine del come possa essere avvenuta l’assunzione della Vergine, non manca loro abbondante materia di contemplazione.
I capitoli 10–15 del libro della Sapienza si situano al centro dello scritto e costituiscono come un grande intermezzo nello sviluppo totale del libro, tra l’elogio proprio della Sapienza (1–9), e le antitesi finali del libro (16–19). Il presente volume cerca di spiegare i motivi che hanno portato l’autore a svolgere queste riflessioni, a partire dal capitolo 10 sulla Sapienza che guida la storia dell’umanità e del popolo di Israele fino al passaggio del Mar Rosso, poi proseguendo con una digressione sulla moderazione divina nel castigare nei capitoli 11–12 e, infine, con un’altra digressione sul tema dell’idolatria nei capitoli 13–15. Ne emerge una grande coerenza e coesione dei temi e del loro svolgimento nel contesto generale di tutto il libro di Sapienza che è una rilettura dei grandi temi biblici, in particolare quelli riguardanti il Dio creatore e Signore della storia, lui «Signore, amante della vita» (Sap 11,26) come ha pienamente rivelato in Gesù Cristo.
Questo volume si inserisce all'interno dell'attuale dibattito ecclesiologico, affrontando alcune tematiche cruciali nella presente stagione ecclesiale. Oltre a voler offrire un contributo e una presa di parola su di esse, gli autori intendono proporre, insieme ai contenuti, alcuni criteri essenziali per sviluppare e affrontare diversi temi scelti di ecclesiologia, quali l'identità ecclesiale, la centralità dell'eucaristia, la successione apostolica, la questione della sinodalità e il tema cruciale della riforma nella Chiesa. Queste tematiche, che animano le odierne discussioni ecclesiali, possono trovare un intrinseco legame dinamico tra loro? E questa la domanda che anima la presente ricerca e alla quale gli autori intendono rispondere, rintracciando come emerge dal sottotitolo una possibile plausibile via ecclesio-logica.
Riccardo Bollati è Capo Ufficio Dottrinale del Dicastero per Dottrina della Fede e insegna Dottrina Sociale della Chiesa presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma.
Alesandro Clemenzia, professore ordinario di Ecclesiologia ed Escatologia, è preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale (Firenze), docente invitato presso la Facoltà Teologica San Isidoro di Siviglia, docente incaricato di Ecclesiologia e Mariologia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma e direttore della rivista Fidei Communio.
Nicola Salato è professore ordinario di Ecclesiologia e Mariologia press la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale sez. San Luigi (Napoli), dove dirige il settore di specializzazione in Teologia dogmatica (indirizzo ecclesiologico) e docente invitato presso la sez. San Tommaso della medesima Facoltà.
Il presente volume, nato da un incontro di teologi legati da un'autentica passione per la Chiesa, da una profonda amicizia tra di loro da un vivo desiderio di ricerca seria e rigorosa, intende sondare, sulla base di quanto viene affermato nel documento finale della seconda sessione del Sinodo dei vescovi (2024), se il termine communio sia ancora in grado di esprimere la peculiare natura della Chiesa, all' interno di una riflessione con altre discipline teologiche, quali la cristologia, la trinitaria, l'antropologia, la sacramentaria, la morale e la teologia fondamentale. Con i suoi contributi, esso vuole recuperare il concetto di "comunione", mostrando i suoi fondamenti, presentando la sua declinazione teologica in alcune figure di rilievo e sviluppando diverse prospettive teologiche.

