
Fede, speranza e carità sono tre virtù che oggi, in una società dominata dal vuoto e dal non senso, appaiono superate. Al contrario, l'Autore le presenta come tre vie per la libertà, per ritrovare Dio, sé stessi e gli altri. La fede non nasce dalla paura, ma in risposta all'amore di un Dio che mi ama più di quanto io ami me stesso. Ma la fede da sola non basta: nei momenti difficili può aprirsi alla speranza, che è aspettarsi da Dio ciò che non ci si può aspettare da nessun altro, perché solo lui è affidabile. E, allora, si può smettere di avere paura e si comincia ad amare; questa è la carità: amare sé stessi e gli altri come si è amati da colui che è Amore.
Restare umani o non esserlo più: questa è la grande sfida lanciata oggi dall'intelligenza artificiale, che prospetta la possibilità che l'essere umano sia sostituito da un umanoide. In realtà, l'intelligenza artificiale risponde alle domande grazie all'enorme somma di dati elaborati, ma non risponde al senso della vita, né distingue il bene dal male. Ecco allora quattro dimensioni fondamentali per diventare più umani e meno artificiali: la lentezza, per liberarsi dallo strapotere degli algoritmi e recuperare i ritmi naturali; la sobrietà, per riscoprire l'essenzialità della vita; la tenerezza, per dare priorità all'amore, indispensabile all'umanità; la partecipazione, per liberarsi dall'individualismo. Prefazione di Leonardo Becchetti.
È difficile affrontare il tema degli abusi e delle violenze sessuali nella Chiesa. Eppure è necessario. Per giustizia verso le vittime e per evitare che si ripetano. C'è già un patrimonio di conoscenze che può essere condiviso. Esso getta luce sulle cause strutturali grazie alle quali le violenze e gli abusi si realizzano: la gestione del potere, la sessualità, la formazione dei candidati al sacerdozio e dei battezzati, il rapporto con la giustizia e il perdono, la rilettura del passato. Sono temi cruciali per la vita del credente. Affrontarli porterà ad alcuni cambiamenti e a camminare più speditamente verso una vita ecclesiale trasparente, in uno stile più conforme al Vangelo.
L'Esposizione della predicazione apostolica è uno tra i più importanti scritti delle origini cristiane: si tratta dell'opera della piena maturità di Ireneo di Lione - è citato il trattato Contro le eresie: già redatto, dunque, quando fu composto questo testo -, e qui viene tentato, per la prima volta, il singolare esperimento di un catechismo per chi è già battezzato. L'Esposizione presenta una struttura attentamente progettata: dapprima la regula fidei, il Credo, e poi l'intera storia della salvezza - con le sue profezie. Al culmine di tutto Ireneo pone il fine provvidenziale di tutta questa vicenda: «Perché l'uomo fosse a immagine e somiglianza di Dio». Si tratta di un imponente lascito spirituale, una sorta di testamento ideale e religioso di uno tra i più influenti autori cristiani delle origini, rivolto non ai "teologi di professione", ma a tutti i battezzati, per ricordare a ciascuno la bellezza della fede professata in Cristo. Questa edizione è la prima di una versione del testo armeno, totalmente rivisto, pubblicata in italiano con testo a fronte in armeno.
Come correggere gli altri in modo costruttivo, conciliando amore ed esigenza, empatia e verità? In questo prezioso libro, José Tolentino Mendonça, uno dei più amati autori spirituali, partendo da episodi biblici, dalla tradizione cristiana bimillenaria e da esempi contemporanei, mostra che la correzione fraterna non è, nella sua essenza, principalmente una forma di censura, ma piuttosto un gesto di misericordia: un percorso paziente di ascolto, riconciliazione e crescita reciproca. Con la prosa poetica e lucida che lo caratterizza, l'Autore propone una riflessione luminosa sul perdono, la vulnerabilità e il potere trasformatore dell'Amore che non rinuncia a nessuno, non desiste mai. Questo libro è un invito a reimparare l'umanità nell'era delle «correzioni automatiche» - un appello alla tenerezza come forma di verità.
Questo libro è la storia di una preghiera antica, anzi antichissima - Cantico delle creature -, e del suo autore molto speciale: Francesco d'Assisi. In molti hanno pregato il suo Cantico e forse alcuni potrebbero anche averlo cantato. Il Cantico delle creature è stato scritto per essere canto di gioia per ogni creatura, per tutto ciò che esiste e che ogni giorno diventa un piccolo grande regalo da scoprire, proteggere e condividere: il sole, la terra, l'acqua, le stelle, il fuoco... L'Autrice con lo stile dell'intrattenimento educativo accompagna i giovani lettori a scoprire le origini di questo antico testo, prezioso anche per la letteratura, e tutte le creature in esso protagoniste. Creature riconosciute come parte viva di una grande opera affidate anche alla cura di ognuno. Età di lettura: da 7 anni.
Dopo aver creato il mondo, Dio si chiede: «A chi affiderò queste meraviglie?». Pensa così a due nuove creature e comincia un lungo lavoro, fatto di ragionamenti, tentativi, misure. Non del tutto convinto del risultato, consulta gli animali. E la nascita della creatura umana - nelle sue forme maschile e femminile - diventa occasione di festa: tutti sono invitati a cooperare, in un reciproco affidamento. Un racconto di pace e di riconciliazione del creato, che coglie l'ispirazione da antichi testi (assiri, medievali alchemici e da un midrash). La narrazione è arricchita da delicate illustrazioni e ridefinisce il rapporto tra l'umanità e il resto del mondo, a favore di un equilibrio naturale spesso negato da un umano prevaricante. Età di lettura: da 6 anni.
Il presente commentario completa il volume dedicato a Nm 1,1 - 10,10. Si inserisce nel contesto della ricerca esegetica contemporanea, traducendo il testo ebraico (Testo Masoretico), annotandolo e commentandolo nei particolari. Nella prima parte viene illustrato il contesto sociale dell’antico Israele, in cui prese forma il Libro. Nella seconda parte, la più cospicua, si entra nel vivo del commento del testo biblico, mostrandone le interazioni nel contesto socioculturale della letteratura postesilica di epoca achemenide, i rapporti con le altre parti del Primo e del Nuovo Testamento, nonché la sua unitarietà in prospettiva sincronica. Si coglie complessivamente come gli elenchi di nomi, i riferimenti geografici, i dettagli dei rituali e gli stessi numeri che diedero il nome a questo rotolo siano concepiti per raggiungere l’oggi di chi legge.
Qual è il senso della vita? Trasformarsi. Lo scopo di un seme è diventare grano, diventare rosa… Quindi il significato della nostra vita è portare in atto ciò che potremmo essere. Se nel cambiamento è sottesa l’idea che tutto diventi diverso, nella trasformazione ciascuno abita ogni cosa, dentro e fuori di sé, per scoprire piano piano chi è, con le luci e le ombre. Non c’è nulla di noi che debba essere gettato via, ma tutto trasformato, anche le crisi e gli imprevisti. Alcuni personaggi biblici hanno vissuto questa trasformazione, perché coloro che hanno fatto esperienza di Gesù nel Vangelo sono stati trasfigurati. L’invito è, allora, di vivere una spiritualità che impari a stare con quello che la vita dà in ogni istante.
Clara, che è una fanatica di social network, insieme alla sua amica del cuore Alice, si iscrive a un campus estivo. Ma al suo arrivo la aspettano brutte sorprese: la sua amica non si è presentata e i responsabili del campus ritirano ai ragazzi i loro device. Senza contare che ha scoperto di aver postato una frase nel social sbagliato scatenando così un putiferio. Per rimediare al guaio, i primi giorni il suo unico scopo è quello di scoprire il deposito di cellulari e tablet. Ma i diversi tentativi sono inutili. Nel frattempo, però, si lascia coinvolgere dalle attività proposte: fare il pane, navigare in canoa sul fiume e soprattutto conoscere nuovi amici tra cui Alex, verso il quale scatta più di una semplice simpatia. Età di lettura: da 10 anni.

