
«Una grande prova della poesia di oggi. Qualcosa di vasto, di preciso e di radicale ci arriva nella voce di Susan Stewart, una delle migliori della poesia contemporanea degli Stati Uniti. C'è una vitalità suprema, colta nelle vibrazioni profonde e minime dell'esistente, nella memoria e nelle sue cavità , e nello sguardo che non si sottrae alle ferite della storia. La rete dei suggerimenti che le vengono dall'arte e dalla filosofia e la misteriosa, mobilissima rete del vivente trovano nella voce della poesia una sempre nuova corrispondenza. A ridare, con inquietudine e forza, il senso stupito di una presenza umana nel tempo e nel mondo» (pp. 200).
Davide Rondoni
Poeta e critico, Susan Stewart è nata nel 1952 in Pennsylvania. In poesia ha pubblicato Yellow Stars and Ice (1981), The Hive (1987), The Forest (1995) e Columbarium (2003) per il quale ha avuto il National Book Critics Circle Award. E' autore di svariati libri di critica letteraria e d'arte, tra cui il recente Poetry and the Fate of the Senses (2002) per il quale le sono stati assegnati il Christian Gauss Award e il Truman Capote Award per la critica letteraria, rispettivamente nel 2003 e nel 2004... Ha inoltre tradotto l'Andromaca di Euripide con Wesley Smith e con Brunella Antomarini poesie e prose scelte del pittore di Scuola Romana Scipione. Susan Stewart è Annan Professor di inglese alla Princeton University dove insegna storia della poesia, estetica e filosofia della letteratura. Dal 2005 è Chancellor dell'Academy of American Poets e membro dell'American Academy of Arts and Sciences.
Questo libro di Massimo Venuti colma una grave lacuna negli studi italiani sulla Riforma protestante, solitamente interessati ai Riformatori tedeschi e svizzeri e meno attenti al pensiero teologico anglosassone. E' invece qui proposta l'opera dei teologi inglesi del Seicento, inseriti nelle complesse vicende storiche, politiche ed ecclesiastiche del loro tempo. Ne risulta l'affresco intenso di un'epoca e di una teologia «militante»: una ricerca, dunque, che definisce temi religiosi vitali, come quello della giustificazione, dell'elezione, dal particolare punto di vista della dottrina protestante inglese, impregnata di calvinismo e di rigore puritano. Da questo complesso intreccio di religione e di politica, di teologia e di storia, si formano i princìpi che disegneranno le società moderne, in un rapporto dialettico di laicità e di spirito religioso.
«Il libro di Venuti» scrive il filosofo Vittorio Mathieu nella Prefazione, «benché parli di autori per lo più sconosciuti anche alle persone di media cultura, è utile per capire la nostra situazione d'oggi. E anche, in particolare, la differenza di mentalità tra l'Inghilterra e l'America, che accettava i cattolici. Nonché l'arcaicità di certi atteggiamenti mentali, come il rigore "scientifico" (in realtà scientista) del raffinato Massachusetts, dove (a quanto mi è stato detto) nell'atrio del celebre Institute è incisa la frase: Eritis sicut dei, scientes» (pp. 312).
In queste pagine, rivolte al grande pubblico, sono raccolte 24 risposte di san Josemaría Escrivá sulla natura, i fini e le peculiarità dell'Opus Dei, da lui fondata il 2 ottobre 1928. I testi presentati sono tratti da una selezione delle interviste rilasciate, tra il 1966 e il 1968, a giornalisti di diverse testate internazionali. I lettori coglieranno subito due note rilevanti nelle parole di san Josemaría Escrivá: il senso soprannaturale e un'umanissima cordialità. E ci piace sottolineare una delle idee centrali di questi colloqui con il fondatore dell'Opus Dei: il suo amore per la libertà, che si esprimeva sia con la tenacia di chi difende gli ideali in cui crede, sia con un'inesauribile capacità di comprensione e di dialogo.
«Voglio una vita manipolata»: Vasco Rossi non lo ha mai detto, ma nella sua celebre canzone reclamava una libertà intesa come autodeterminazione individualista, «che se ne frega di tutto». E' questa in sintesi l'idea, oggi tanto più radicata, che ognuno sia l'artefice della propria fortuna e che la felicità e la libertà non siano una conquista, un cammino, una storia, come intese in passato, ma una soddisfazione immediata di un desiderio istintivo da raggiungere a ogni costo, per quanto momentaneo, scentrato, pretestuoso o perfino dispotico possa essere. Una tale concezione è frutto, spiega questo libro, del disconoscimento della legge naturale. Senza il riconoscimento nella realtà e nella stessa vita personale di un qualcosa che è dato, l'uomo contemporaneo non serve più l'ordine del mondo ma lo riplasma, manipolando la vita e la realtà , come dimostrano le modalità in auge della fecondazione artificiale, dell'aborto, dell'eutanasia e della promozione/consumo degli stupefacenti.
Come scrive il direttore di Avvenire Dino Boffo nella prefazione, queste «pagine gettano una luce impietosa su una serie di fenomeni degenerativi nel rapporto fra tecnica e vita; scaturiscono però da un positivo intento provocatorio, di messa in allerta delle coscienze. Ma anche da una pretesa in più; quella di condurre un'analisi di ampio respiro circa le cause di tale dissesto etico». Il risultato? Non è dimostrato che l'uomo si dia da solo la felicità ; più agevolmente, come recitava la canzone, può darsi «una vita piena di guai» (pp. 184)
Francesco Agnoli, collaboratore de Il Foglio e di Avvenire. Tra i suoi libri: Storia dell'aborto nel mondo e La fecondazione artificiale; Conoscere il Novecento; Controriforme. Antidoti al pensiero scientista e nichilista (scritto con A. Morresi).
Figlio di un barbaro e di madre romana, Flavio Stilicone è, come il padre, ufficiale della guardia imperiale dell'imperatore Teodosio; salirà nella gerarchia di corte fino a sposarne la figlia, Serena, e a divenire tutore dei due figli dell'imperatore destinati a succedergli. Le sorti dell'impero però vacillano e i barbari, che già da tempo premevano ai confini, ora ne minacciano il cuore. Stilicone, ultimo vero difensore della civiltà romana, coltiva il sogno di una sua rivitalizzazione, quasi l'eternizzazione di quella «magistra latinitas» che ne aveva fatto per secoli il centro propulsore del mondo, attraverso la trasfusione del sangue fresco della fiorente «barbaritas». Ma è tardi: il gigante che muore vuol trascinarlo con sé nella fine. Il Senato tesse la sua congiura, insinua nell'imperatore il veleno del dubbio che Stilicone abbia tradito... E' la fine di un uomo, di un sogno, di un impero. Il sacco di Roma è alle porte.
Concludendo la saga avviata da Magrଠin Prima della notte, questo romanzo non soltanto ricostruisce scrupolosamente un periodo storico cruciale, ma vi infonde il soffio della narrazione. Personaggi che ebbero vita reale, e furono protagonisti, tornano a vivere in queste pagine grazie a uno straordinario lavoro di documentata fantasia.
Neurologo (per molti anni era stato primario di un grande ospedale milanese), Rosario Magrଠ(1924-2005) ha pubblicato diverse opere di narrativa: La statua d'oro (Mondadori 1984), Scherza coi santi (Massimo 1984), Malamela (Massimo 1985), Il sale in bocca (Mondadori 1990), Indagine sulla morte di uno schiavo (Mondadori 1991), L'imperatore (Mondadori 1993). Le edizioni Ares ospitano in questa collana, oltre a Prima della notte (2001), primo libro del romanzo dedicato alla figura di Stilicone che si conclude in questo Finis e vincitore assoluto del Premio Lunigiana 2003, anche Il medico delle Isole (2002) e Il medico dell'imperatore (2004), ispirati alla vita di Claudio Galeno (pp. 176).
L'«apologetica cristiana» è la «difesa delle buone ragioni della fede». Essa si muove nel rispetto della rivelazione di Dio sul senso della vita umana e del grande disegno della creazione, riconoscendo il primato della fede a seguito di un percorso logico e raziocinante fondato nei lumi dell'intelletto. L'esigenza di un'apologetica oggi si alimenta nella necessità di una risposta trascendente alle istanze meramente orizzontali del razionalismo ateo, figlio diretto dell'Illuminismo, con e dopo il quale, come bene spiega il teologo Piero Cantoni nel suo invito alla lettura, si è voluto dapprima emancipare la ragione dalla fede per poi ergerla a sua implacabile accusatrice.
Questo libro, scritto da due auotri cattolici di origine statunitense, organizza una valida difesa secondo il metodo indicato. In stile asciutto e con linguaggio chiaro, procedendo per domande, obiezioni e risposte sempre sintetiche, si affrontano gli argomenti fondamentali della rivelazione quali l'esistenza e la natura di Dio; il perché e il come della creazione e dell'evoluzione; il problema del Male e della vita dopo la morte; la storicità di Gesù e della Bibbia, in un contesto che affronta la questione della divinità e della risurrezione di Cristo, che è la radice stessa della fede (pp. 184).
Peter Kreeft è professore di Filosofia nel Boston College ed è autore di molteplici opere dedicate al tema della fede cristiana. Ronald K. Tacelli, sacerdote nell'Ordine dei Gesuiti, è professore associato di Filosofia nel Boston College.
Il 13 ottobre 1998 Giovanni Terzi venne arrestato con l'accusa di corruzione, per fatti risalenti al 1994-1997 quand'era assessore all'Urbanistica al Comune di Bresso. Il 1° febbraio 2006, a oltre sette anni dall'arresto, la Cassazione ha definitivamente confermato l'assoluzione «perché il fatto non sussiste».
In queste pagine, scritte con immediatezza diaristica, rivivono i 75 giorni di carcerazione preventiva patiti da un innocente, vittima della malagiustizia. «Terzi», afferma Vittorio Feltri nella Prefazione, «non descrive le sue prigioni, ma le mie e le tue. Questo libro è una finestra aperta sulla vita di un uomo vero. I sentimenti sono a volte fragranti come il pane, altre amari come le lacrime, ma sono tutti veri. Questo libro ci migliora. Giovanni Terzi ci aiuta a tirar fuori il meglio di noi».
E Massimo Ferlini, nella Postfazione, aggiunge: «A me non basta che, alla fine, Giovanni abbia trovato una sentenza che lo assolve. C'è un'ingiustizia pagata da lui, da suo figlio, dalla sua famiglia che aspetta una risposta. Cittadino in attesa di giudizio. Quanti diritti ha già perso per questo?».
Un libro per giocare stando insieme; un modo per comunicare e interagire sul filo di narrazioni in cui la fanno da padrone il mondo di Alice e quello di Peter Pan, di Pinocchio e della favolistica popolare italiana, dal Basile a Italo Calvino.
Franco Palmieri ha scritto di narrativa e saggistica. Ricordiamo Pecore nere (Rizzoli), Eclisse di Roma (Bonavita), premio del Comune di Roma 1975, I satiri al Caffè e Loana e il professore (Edizioni Ares). Dirige a Roma il Bibliomuseo di giochi La Memoria giocosa (pp. 176).
Alla luce dei risultati più significativi e certi del grande dibattito culturale degli ultimi decenni, l'autore approfondisce le più scottanti e meno note questioni del Risorgimento: dalle insorgenze alle sètte, dal ruolo delle potenze straniere ai metodi «poco leciti» dei protagonisti dell'unificazione, dalla repressione della rivolta meridionale fino ad esaminare le conseguenze di tutto ciò nella tragica storia del XX secolo.
Come ormai tanti storici hanno dimostrato, gli artefici del movimento unitario hanno voluto creare lo Stato nazionale non sulla base della tradizionale società italiana come realmente si presentava in quei giorni, ma sul tentativo forzato e utopico di creare una nuova «nazione» italiana («fare gli italiani»). In tal maniera, esso si è evoluto conducendo una dura guerra contro la religione nazionale degli italiani e contro le loro secolari strutture regionali e locali, ottenendo l'unificazione geopolitica, ma non l'unità degli italiani. Il Risorgimento fu insomma molto più che un semplice processo unitario: fu la «Rivoluzione Italiana».
Ne esce un quadro di ricostruzione storico e storiografico unico sinora per completezza di visione, prezioso per la necessaria revisione dei libri di testo, passo fondamentale per una riscoperta della profonda ma veritiera consapevolezza della identità civile e morale del nostro popolo (pp. 280).
La storia della Chiesa assume importanza crescente per la vita del cristiano. E' la storia del radicamento dell'unico messaggio salvifico all'interno di una umanità che conosce ricorrenti crisi, nonché drammatici mutamenti prodotti da annunci mondani, veri e propri vangeli terreni che rifiutano il Vangelo di Cristo vagheggiando una impossibile autoredenzione umana. Alla conoscenza di questa storia è volta la narrazione di Alberto Torresani, che ripercorre il cammino bimillenario della Chiesa strutturandolo in sei epoche: dalla comunità delle origini alla nuova evangelizzazione del mondo, passando per l'età dei Padri, i secoli della cristianità medievale, la cattività avignonese e le rotture scismatiche, i conflitti con i regimi borghesi e le loro ideologie secolarizzatrici. Avvalendosi delle acquisizioni più mature della critica storica, l'autore racconta i fatti nella loro grandezza o miseria umana, dissipa una serie di equivoci ed errori più o meno intenzionali intorno ad avvenimenti o protagonisti, né nasconde limiti e mediocrità di pastori e istituti, ma soprattutto è capace di restituirci l'identità cristiana nel tempo, la tensione escatologica al di là della storia profana. La presente terza edizione è stata interamente rivista e aggiornata dall'autore che ha dedicato un nuovo completissimo capitolo alla vita, all'opera e al pensiero di di Karol Woytila / Giovanni Paolo II e di Joseph Ratzinger / Benedetto XVI (pp. 776).

