
La non esistenza di Dio come circostanza di probabilità nulla, la Trinità di Dio come implicazione del suo amore, il male come eccezione del bene, il senso della vita come "piano inclinato" da risalire attraverso il "sacrificio offerto", il libero arbitrio come nostra facoltà di "architetti" chiamati a collaborare alla costruzione del Regno di Dio, la resurrezione come esperienza subitanea post mortem, l'inferno come "luogo" di sofferenza eterna comunque beneficiato della provvidenza divina, il purgatorio come misericordiosa "mano tesa" di Dio verso l'uomo, il paradiso come "luogo" di beatifica attuazione del materialismo cristiano". Con un approccio singolare, ma rispettoso, questo agile volume tratta delle verità della fede cattolica, per cercare di comprenderle meglio. Un valido aiuto per affrontare le questioni esistenziali della nostra vita.
L'antologia di pensieri e meditazioni di padre Theodossios Maria della Croce, contenuta in questo volume e illustrata con acquarelli evocatori, vuole esprimere il rapporto profondo tra la realtà visibile e il suo creatore. Vuole esortare a non stancarsi mai di ricercare la chiave del linguaggio dell'universo. Contro il nichilismo contemporaneo, l'autore afferma che ogni realtà custodisce un segreto. Per riscoprirlo è necessario tornare a quel primo atto creatore, a quel primo mattino del mondo in cui regnavano l'innocenza e la bellezza iniziali. Ciascuno di noi è chiamato a ritrovare e a riconquistare nella sua vita quel messaggio nascosto. Solo così si potrà superare la lacerazione interiore che, oggi più che mai, l'umanità conosce. Questo volume è un invito alla speranza, fondata sulla certezza che «quel che di più grande esiste nella creazione, è la possibilità di amare che l'uomo possiede, è l'amore che vive nell'uomo ed emana da lui».
Il pescatore di Galilea che divenne la roccia sulla quale fu fondata la Chiesa. Simone, un uomo impulsivo e fragile, affronta un cammino straordinario che farà di lui l'apostolo Pietro. Questo libro esplora la figura più umana e complessa del Vangelo. Attraverso un'accurata ricostruzione storica, l'autore ne racconta i dubbi, i tradimenti e lo straordinario riscatto, attingendo direttamente dalla lettura sincronica dei Vangeli, poi dalle Lettere di Pietro e dagli Atti degli Apostoli fino alle fonti dei grandi Padri della Chiesa. Un ritratto originale arricchito anche da alcune note sul Pietro letterario, cinematografico e artistico. Da umile pescatore a leader carismatico nella Roma imperiale. Una biografia avvincente che rivela la forza della fede capace di cambiare la storia.
Cosa significa che l'azione liturgica è un segno? Che rapporto ha con il rito? Qual è il loro fondamento nel diritto della Chiesa? Sono queste le principali domande affrontate nel corso del libro, dedicato all'azione rituale della Messa nella sua natura di segno efficace della fede. Attraverso una riflessione originale, il saggio propone un nuovo sguardo sulla divina liturgia, offerto anche per contribuire a sanare la "dolorosa ferita" sul sacramento dell'unità denunciata da Leone XIV.
La liturgia è un dono di Dio all'uomo. Porta sulla terra un riflesso di pace e di eternità, coinvolgendo tutti i nostri sensi: la vista, il tatto, il gusto, l'olfatto e l'udito. La musica sacra, quindi, dovrebbe immergerci nell'atmosfera del cielo. Eppure, non sempre è così. Quante volte infatti il suono della liturgia ci lascia con un senso di vuoto o di distrazione? Quante volte la musica durante la Messa ci sembra un semplice concerto o, peggio, kitsch? Geniale e rivoluzionario, questo nuovo libro del Cardinale Sarah, in un dialogo con Peter Carter, direttore del Catholic Sacred Music Project, ripercorre la ricca tradizione cattolica della musica sacra, dalla Chiesa delle origini fino al Concilio Vaticano II e oltre. Il Cardinale non usa mezzi termini nel criticare la confusione liturgica dei nostri tempi; e ritorna sempre al centro autentico della questione: non l'estetica, ma la persona di Cristo stesso, Dio incarnato. Queste pagine offrono una guida spirituale e pratica per un autentico rinnovamento liturgico, che i cristiani di tutto il mondo desiderano e attendono da tempo. Come la vera bellezza, ancora una volta le meditazioni del Cardinale Sarah puntano dritto all'anima e al cuore di ciascuno di noi.
Nel tentativo di conciliare la presenza del male nel mondo con la sua creazione a opera di un Dio che è amore, prendendo in considerazione dapprima il mondo fisico, poi i vegetali, gli animali e l'uomo, l'autore giunge a formulare una ipotesi sull'esistenza di Dio soffermandosi sulla sua caratteristica principale cioè l'amore. Considerando la natura del male fisico, e perciò esaminato il mondo fisico e le sue caratteristiche, poi, gli esseri viventi, vegetali e animali, mettendo in risalto che non hanno nel loro modo di agire alcuna libertà, ed infine l'essere umano e la sua duplice natura materiale e spirituale, l'autore afferma che le relazioni umane, che permettono alla persone di vivere in modo associato, frutto di scelte libere, si ispirano e traggono la loro linfa vitale da una tensione verso il bene che è una espressione della natura divina cioè l'amore.
A sessant'anni dalla chiusura del Vaticano II, Enrico Finotti propone una riflessione profonda che analizza l'evento conciliare da prospettive singolari e necessarie per coglierne l'autentico equilibrio. Attraverso l'esame del magistero di Giovanni XXIII e Paolo VI e della natura "pastorale" dell'assise, l'autore indaga il delicato passaggio dal rinnovamento del linguaggio alla custodia del dogma. Il testo non intende sminuire la portata del Concilio, ma analizzare criticamente quel processo che, talvolta distaccandosi dalle direttive autentiche della Chiesa, ha favorito derive secolaristiche e indisciplina. Con rigore teologico, Finotti invita a riscoprire la continuità del magistero perenne, proponendo un ritorno alla "sana dottrina" per superare le ambiguità del post-concilio. Un'opera essenziale per chi desidera comprendere il vero volto del Concilio e ritrovare il primato di Dio e del culto sacro nella vita cristiana.
Alla fine del IV secolo, Girolamo decise di tradurre l'Antico Testamento in latino dai manoscritti ebraici a lui disponibili, e non dal testo greco "tradizionale". Questo fatto provocò la reazione di Agostino, il quale riteneva che la traduzione greca della Settanta dovesse essere il punto di partenza per ogni traduzione, poiché godeva dell'autorità degli apostoli. Le due grandi figure dell'Occidente latino si confrontarono in un dibattito dialettico in cui si delineavano chiaramente i due principi in tensione che hanno determinato l'accoglienza del testo biblico fino ai nostri tempi: il valore del testo "originale" ('hebraica veritas') e l'autorità del testo recepito dalla Chiesa ('Septuaginta auctoritas'). Di fronte a questa "battaglia" si pongono alcune questioni molto attuali: è possibile parlare di un testo canonico dell'Antico Testamento? In quale lingua si trova quel testo? Su quale testo dovrebbero basarsi le nostre traduzioni liturgiche? Esiste un testo "originale" della Bibbia? Può una versione antica diventare superiore al testo che traduce? Qual è il valore della Settanta?
Questo non è un libro di teologia. Non è nemmeno un libro per chi preferisce le cose di Chiesa spiegate con toni elevati da sermone classico. Perché qui le cose vengono affrontate di petto, senza girarci troppo attorno, col linguaggio colloquiale che ci vuole per farsi capire da tutti, giovani in testa. Sono proprio dei giovani veri, in carne e ossa, ad aver affidato le loro domande a questo testo, pretendendo risposte senza filtri. Pertanto, non stupitevi se l'autrice è una donna, laica, che scrive sui social e non ha all'attivo una laurea in teologia. Però la voglia di capire le cose in cui dice di credere sì, ce l'ha come ogni adulto che si rispetti. Qui troverete spiegato, tra i tanti argomenti trattati, perché mai i sacerdoti non possono sposarsi; che ruolo ha avuto la Chiesa nell'inquisizione e nelle crociate; cosa saltava in testa ai santi che si autoflagellavano; per quale assurdo motivo bisogna chiamare Sua Santità un Papa pure quando si comporta da impostore. Il tutto suffragato da prove, documenti, citazioni evangeliche. Perché, nonostante il linguaggio informale, qui si parla di cose serie, senza fare sconti a nessuno.
L'uomo nuovo è l'uomo che plasma sé stesso e trasforma il mondo a misura dei suoi desideri. Il progresso e l'intelligenza artificiale sono gli strumenti che permetteranno all'umanità di compiere passi in avanti, in vari campi, inimmaginabili fino a qualche anno fa. Ma qual è il prezzo che occorre pagare per tutto questo? Fino a dove ci vogliamo spingere e cosa siamo disposti a fare in nome del progresso e della evoluzione tecnologica? L'uomo può dare senso alla sua esistenza perseguendo solo il benessere e il successo? Siamo di fronte ad un bivio epocale che sconvolgerà la nostra esistenza; una nuova rivoluzione industriale, che cambierà radicalmente la nostra società, si profila all'orizzonte. «Cos'è l'uomo perché te ne curi?» (Sal 8,4). Una domanda a cui occorre dare necessariamente una risposta per poter disegnare la vita che ci aspetta.

