
«Noi, orfani di voi per poco tempo» (1 Ts 2,17): è così che Paolo, con un'espressione insolita e toccante, descrive la lontananza forzata dalla comunità di Tessalonica. È da questa «presenza in assenza» che nasce, verso il 50 d.C., il testo più antico del Nuovo Testamento. Questo commentario restituisce alla Prima lettera ai Tessalonicesi tutta la sua ricchezza teologica e letteraria: dalle dinamiche delle chiese domestiche di Tessalonica alla celebre sezione escatologica sull'incontro con il Risorto (4,13-5,11), fino ai temi dell'elezione, della santificazione e dell'amore fraterno, che disegnano un autentico percorso di fede attraverso l'intera lettera. Il commento segue passo dopo passo l'argomentazione paolina, in dialogo con la ricerca esegetica internazionale più recente. Rigore storico-critico, attenzione ai dati archeologici ed epigrafici e sensibilità retorica si intrecciano per restituire il dialogo vivo tra l'Apostolo e una comunità provata dalle difficoltà, ma sorretta dall'opera della fede, dalla fatica dell'amore e dalla perseveranza della speranza. Curato da Leonardo Giuliano, il volume raccoglie l'ultimo lavoro di Antonio Pitta (1959-2024), tra i maggiori studiosi italiani di Paolo, autore di una vasta produzione esegetica sulle lettere paoline, maturata in oltre trent'anni di ricerca.
Che esistano azioni da non compiere mai, quasi nessuno lo nega. Il disaccordo comincia subito dopo: quali sono e come si riconoscono? Attorno all'intrinsece malum - gli atti cattivi "in sé e per sé", a prescindere da intenzioni e circostanze - passa una delle fratture più aspre della morale cattolica postconciliare. Aristide Fumagalli rifiuta l'alternativa fra conservatori e progressisti. Ricostruisce la genesi della dottrina - decalogo, Patristica, Scolastica, manualistica moderna, Veritatis splendor, Amoris laetitia - e ne individua il punto di cedimento: aver isolato l'oggetto dell'atto dal fine e dalle circostanze, riducendo l'agire morale a fisicità senza soggetto. Vi innesta una teoria simbolica dell'azione, dove l'oggetto nasce dall'interazione fra intenzione e circostanze. La verifica avviene su cinque casi - contraccezione, masturbazione, atti omosessuali, aborto, eutanasia - con esiti diseguali: non la liquidazione della dottrina, ma la sua riformulazione, oltre a un criterio praticabile per il discernimento.
Cosa resta di una generazione, quando smette di trasmettere conoscenze o valori? Si perde il legame simbolico che consente di abitare il mondo in modo sensato. È questa la tesi centrale di Catherine Chalier, che in quest'opera interroga le radici filosofiche e bibliche della crisi educativa delle società contemporanee - senza nostalgia per il passato, ma anche senza facili soluzioni per il futuro. In un dialogo costante con la sapienza greca e la profezia ebraica - da Platone a Levinas, da Aristotele a Rosenzweig - l'autrice distingue tre modalità fondamentali del trasmettere: raccontare; spiegare e dimostrare; ascoltare e testimoniare. Ciascuna ha la propria logica e i propri rischi. E ciascuna è oggi minacciata dalla riduzione dell'educazione a trasferimento di mere informazioni tecniche. Sullo sfondo si delinea la questione del digitale: questa è un'epoca in cui il flusso costante di stimoli ha sostituito "il calore della parola fatta di carne e di spirito" - il che suona come un richiamo alla nostra responsabilità. Un'opera che propone una riappropriazione critica della tradizione come risorsa viva e come atto d'amore verso chi viene dopo.
Un oggetto, un'immagine, un gesto: il simbolo tiene insieme ciò che si tocca e ciò che resta invisibile, è il ponte fra realtà concreta e dimensione spirituale. Alfabeto dell'anima percorre questo ponte una voce alla volta. Dalla A di "acqua" alla V di "vino", in ordine alfabetico, Anselm Grün interpreta i simboli della natura (alberi e fiori), della vita quotidiana (casa e candela), della numerologia e della tradizione biblica e liturgica (altare, croce, pane e incenso). Attingendo alla psicologia del profondo di C.G. Jung, li legge come chiavi d'accesso all'inconscio collettivo e alla saggezza dell'anima, intrecciando filosofia greca, miti antichi e fede cristiana, fino a rendere il mondo "trasparente" verso il divino. Ne nasce così, un simbolo per volta, una piccola via di guarigione e di libertà interiore. Perché i simboli concentrano il nostro sguardo sull'essenziale, su ciò che conta davvero.
Che cosa significa "pensare Dio altrimenti"? Non costruire un'alternativa al cristianesimo, ma portarlo fino in fondo: oltre l'immagine di un Dio-Ente supremo separato dal mondo, verso una comprensione del divino come principio vivente e relazionale che tutto fonda e tutto attraversa. È questa la proposta del monismo relativo, il paradigma al cuore di questo saggio. In sei densi capitoli Paolo Gamberini propone un sistema nuovo e davvero innovativo, una rilettura della fede cristiana nei suoi principi fondamentali: l'incarnazione, la Trinità e l'identità stessa di Dio, alla luce di una teologia che integra scienza, filosofia e spiritualità non-duale. Il risultato non è un'astrazione speculativa: è un percorso a cui il lettore è invitato «non come spettatore passivo, ma come viandante che, passo dopo passo, oltrepassa i confini della dualità». Un'opera destinata a fare scuola e a intercettare l'interesse di tutti coloro che ancora si interrogano ma non si riconoscono più in nessuna delle risposte date finora (compresa quella cristiana) in chiave teistica.
Il libro dei salmi Esegesi
«Ho invidiato i prepotenti» (Sal 73,3) (pag. 4)
Donatella Scaiola
«Fino a quando, Signore?».
Il grido dei Sal 79-80 (pag. 9)
Tiziano Lorenzin
«Cresce lungo il cammino il suo vigore» (Sal 84,8) (pag. 14)
Ombretta Pettigiani
il Sal85: il ritorno di Dio e dell’uomo nel gioco dell’amore (pag. 19)
Alessandro Coniglio
Il silenzio di Dio e la crisi della promessa. I Sal 88 e 89 (pag. 24)
Marco Pavan
Approfondimenti
Riprese neotestamentarie
«Aprirò la mia bocca con parabole» (Mt 13,35) (pag. 29)
Mirko Montaguti
Questioni
I Salmi e la storia di Israele (pag. 34)
Stefano Mazzoni
I salmi nella liturgia crisrtiana
I salmi nel ritmo della liturgia delle ore (pag. 39)
Pietro Angelo Muroni
Rubriche Bibbia e scuola
Oltre la superficie delle cose (pag. 44)
Gian Paolo Bortone
Lettura ebraica dei Salmi
Il Divino fonte inesauribile di bontà (pag. 48)
Furio Aharon Biagini
Versi per Dio
L’unico Dio possibile (pag. 51)
Ardea Montebelli
Apostolato biblico
Buone pratiche: altri cammini con la parola di Dio (pag. 54)
Alessandra Bellofiore
Vetrina biblica
Recensioni (pag. 56)
Arte
E io dove mi metto? La salita di Gesù al Calvario
di Hieronymus Bosch (pag. 59)
Marcello Panzanini
Inserto staccabile Dalla supplicazione alla lode
«Ricorderò le tue meraviglie di un tempo» (Sal 77,12)
Laura Bernardi
Strumento di lavoro per la comunicazione di fede, il suo intento non è di sostituirsi ai responsabili delle comunità cristiane, ma di offrire loro un qualificato contributo per animare in modo sempre più adeguato e incisivo le assemblee liturgiche.

