
Contenuto
Un'opera di facile consultazione e completa come informazione. Permette la conoscenza delle origini del movimento francescano e l'efficace partecipazione alla sua realtà attuale.Le Fonti francescane comprendono scritti e biografie di Francesco e Chiara, oltre a ricche testimonianze spirituali, cronachistiche e documentarie dei secoli XIII e XIV. Edite dal Movimento Francescano, le Fonti, fin dalla prima edizione del 1977, sono state un grande evento editoriale, sia per la vastissima diffusione, sia soprattutto per la formazione interna delle famiglie francescane e per la vasta influenza esercitata in ambito ecclesiale, storico e culturale. La novità maggiore di questa nuova edizione è costituita da una quinta sezione con i Testi normativi dell'ordine dei fratelli e sorelle della penitenza. Altre novità riguardano il rifacimento e la ridistribuzione delle introduzioni che condensano i risultati essenziali di ricerca conseguiti negli ultimi decenni. Infine è dato maggior spazio agli Scritti di Francesco e Chiara, ritenuti la chiave indispensabile per entrare nel loro mondo spirituale, data l'importanza crescente che essi stanno assumendo negli studi e nell'uso personale e comunitario.
Destinatari
Le Famiglie francescane e quanti vogliono avere informazioni aggiornate, complete ed esaustive circa la storia e il carisma francescano.
Autore
A cura del Movimento francescano.
Il volume presenta, in forma completa, il fitto e ricco magistero di Giovanni Paolo II sull'Azione Cattolica, attraverso i tanti momenti di incontro avuti con l'associazione durante il suo lungo pontificato. Più che un insieme di tessere che, accostate tra loro, restituiscono un'immagine compiuta, come in un mosaico, i discorsi, le omelie, le lettere, i messaggi raccolti nel volume seguono il ritmo di un cammino che, anziché appesantirsi con il tempo, si fa più sciolto nel crescendo di dialoghi e di insegnamenti. Un cammino iniziato nel dicembre del 1978 con una "udienza memorabile", che fu "doppiata" tra Piazza San Pietro e l'Aula Paolo VI per la risposta inaspettata dell'associazione all'incontro con il giovane Papa, e culminato con il "testamento accorato" regalato da Giovanni Paolo II all'Azione Cattolica nel settembre del 2004 a Loreto, nella sua ultima uscita da Roma, quando fissò un'immagine rimasta indelebile come l'eredità più preziosa: "Il dono più grande che potete fare alla Chiesa e al mondo è la santità".
In questo libretto vengono riportati due discorsi tenuti nel 1959 dall'allora cardinale Giovanni Battista Montini, Arcivescovo di Milano, divenuto papa col nome di Paolo VI. Sono due discorsi che ricordano il centenario della battaglia di Magenta e il centenario della liberazione di Milano dagli austriaci.
La figura di Francesco di Assisi ha acquisito nel '900 europeo e in particolare italiano un ruolo di grande rilievo non solo religioso ma anche sociale e perfino politico. L'indagine è stata affrontata su tre ambiti culturali: quello letterario da parte di Sandra Migliore, quello artistico-iconografico per un intervento di Rosa Giorgi e infine quello cinematografico dal regista Tagliabue.
La storia evolutiva dell'identità dei frati minori ha nella storia redazionale dei suoi testi giuridici iniziali una fonte di risolutiva importanza. L'intuizione religiosa legata alla persona di Francesco d'Assisi ha dovuto passare diversi stadi di riscrittura al fine di giungere ad una istituzione dell'esperienza del gruppo dei frati condivisa da tutti. Dalla prima breve e semplice regola presentata ad Innocenzo III nel 1209 si passa alla Regola non bollata dalla Chiesa nel 1221 fino a giungere al testo definitivo del 1223 (prima parte del presente volume). Il travaglio redazionale avrà un ulteriore sviluppo con il Testamento scritto da Francesco a ridosso della sua morte con il quale il Santo si pone in diretto dialogo con la Regola (seconda parte del volume). Nel volume si cerca di riascoltare questi processi redazionali per ricostruire la tensione vitale esistita fin dall'inizio tra intuizione e istituzione dell'identità spirituale rivelata da Dio a Francesco.
Già in vista del terzo Festival Francescano (2011) ecco apparire gli Atti del secondo (2010): sarebbe davvero un peccato perdere tanta ricchezza, limitandone la gioiosa fruizione a soli tre giorni. Come nel Testamento di san Francesco, il ricordo non ha semplice scopo storico e archivistico, ma diventa stimolo e riproposizione per un cammino che si è avviato e che pare voglia continuare negli anni - anzi, proprio ogni anno - migliorando progressivamente: ad ogni Festival corrisponderà un libro che farà da scalino su cui poggiare per quello successivo. Questo secondo volume porta il titolo del secondo Festival: "Fratelli è possibile?"
Nicola, vescovo di Myra (Turchia), è un santo universale: la storiografia della sua vita, corredata di episodi storici, miracoli e leggende, l'ha fatto entrare nell'olimpo della mitologia. L'autore di questo libro, invece, si accosta al Santo col cuore, spulciando quanto di meglio si può attingere dalle numerose biografie.
Andrea, originario di Betsàida in Galilea, è fratello di Simon Pietro e, come lui, pescatore. Inizialmente discepolo di Giovanni Battista, insieme a Giovanni figlio di Zebedeo, si pone alla sequela di Gesù e diviene uno dei dodici apostoli. Secondo un'antica tradizione, Andrea muore martire a Patrasso, crocifisso come il suo Maestro e Signore. La seconda parte del libretto pone l'attenzione sulle reliquie del Santo e sul suo culto.
Poco o nulla si conosce dell'infanzia di Marco. Forse l'evangelista s'identifica con il misterioso giovinetto testimone della cattura di Gesù nel Getsemani, episodio narrato esclusivamente da Marco. Molto probabilmente è l'apostolo Pietro a catechizzarlo e a battezzarlo. Marco inizia la sua attività di evangelizzatore accompagnando inizialmente Barnaba e Paolo. Intorno agli anni 62-63 Marco, divenuto ormai esperto predicatore e molto stimato da Paolo, è a Roma insieme a Pietro. Secondo gli antichi storici Marco scrive il suo Vangelo dopo la morte di Pietro. Marco muore martire presumibilmente il 25 aprile del 68 ad Alessandria d'Egitto. La seconda parte del libretto pone l'attenzione sulle reliquie del Santo e sul suo culto.
Incarnò l'intelligenza della predicazione, l'esemplarità della vita, la modernità della carità. Coed. Elledici -Velar.
Il santo trafitto dalle frecce è sempre Sebastiano? E la santa che tiene in mano i propri occhi è inequivocabilmente Lucia? Chi è il santo che porta sul braccio a mo' di mantello la propria pelle? E quello che uccide il drago è Giorgio o forse Michele? Se chiunque è in grado di riconoscere san Pietro per le chiavi che porta in mano, o santa Caterina grazie alla ruota del martirio con la quale viene sempre raffigurata, più arduo può risultare identificare sant'Egidio, che si accompagna a un cervo, santa Barbara rinchiusa in una torre o san Biagio con il pettine da cardatore con il quale fu martirizzato. Ogni santo è illustrato da una o più immagini a colori e accompagnato da una "carta d'identità" che ne racconta la storio, ne descrive l'aspetto esteriore, ne evidenzia i simboli collegati e ne illustra la diffusione dell'immagine attraverso i secoli.
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno di Terni. Gli interventi sono relativi al tema del martirio nella cultura del Medioevo (Heullant-Donat); alla tradizione agiografica francescana dei protomartiri (Bertazzo); al collegamento tra protomartiri e S. Antonio (Rigon); il tema del martirio nei sermoni antoniani (Melone) e nella liturgia (Barbagallo); un ampio capitolo riguarda l’iconografia dei protomartiri francescani (Cassio). Le conclusioni sono di Franco Cardini.

