
L’opera, nata con intenti pastorali, è tesa a conoscere e a far conoscere, attraverso lo scandaglio dell’opera e le notizie biografiche, l’uomo Pirandello per scrutarne l’intimità del suo animo e per misurarne il portato spirituale e religioso. L’obiettivo della ricerca è proprio di «dedurre» dall’opera di Pirandello «il particolare modo» che ha avuto «di considerare il mondo e la vita». Scoprire, soprattutto, le inevitabili implicazioni religiose di questa sua particolare concezione del mondo e della vita alla luce della fede cristiana.
Il libricino presenta molto semplicemente la vita di Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, ed è illustrato – dallo stesso autore del testo – con i fatti salienti della sua vita. È un opuscolo popolare, adatto alla gente che non ha molto tempo da dedicare alla lettura ma che senz’altro è affascinata dalla vita e dal messaggio di uno dei più grandi uomini della storia recente.
Il 2011 è l’anno in cui si celebra il 150° dell’Unità d’Italia. È un’occasione per richiamare quella storia e per fare il punto sul presente, sull’Italia in cui viviamo. Da più parti viene rievocata la storia dell’unificazione, si mettono in evidenza vantaggi e contraddizioni; con il rischio di passare da una scontata adesione ad un atteggiamento problematico che arriva a mettere in dubbio l’unità stessa del Paese. Cosa hanno a che vedere i cattolici con questa storia? Qual è il contributo che hanno dato alla sua maturazione e soprattutto quale può essere oggi il ruolo che debbono giocare i credenti in una situazione nuova e difficile?
Queste brevi pagine parlano delle “cose ultime” (escatologia) e cercano di dare qualche risposta ai fondamentali interrogativi dell’uomo: “da dove vengo? chi sono? dove vado?”. Sullo sfondo di ogni risposta apparirà sempre la presenza di Dio. A un discepolo che chiese al maestro: “Perché parli sempre di Lui?”, questi rispose: “C’è forse un argomento più importante di questo?”. Nulla è più importante di ciò che è eterno. E Dio lo è. Al contrario, ciò che non è eterno è niente.
Oggi si prega poco. Un tempo le nostre mamme e le nostre nonne avevano in mano il Rosario. Oggi hanno il telecomando. Nessuno dice che la preghiera sia inutile. Nessuno la chiama una droga, qualcosa di inutile o sorpassato. Semplicemente è stata cancellata. La preghiera è un incontro. Non è un dire parole, o leggere libri, ma parlare con Dio, parlare di Dio e lasciare parlare Dio. Ma parlare vuol dire incontrare. E incontrare vuol dire trovare. E trovare vuol dire cercare.
Una presentazione agile della dottrina sulla Chiesa a partire dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione e dai documenti del Concilio Vaticano II. Uno dei registri che i Padri della Chiesa hanno utilizzato è quello della bellezza; d’altronde, già Paolo parlava della Chiesa come «sposa di Cristo, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata». A partire da qui si mostra come questa bellezza della Chiesa è stata compresa, come si manifesta, come la si può riconoscere, cosa bisogna fare perché mantenga la sua bellezza e non venga piuttosto sfigurata dal peccato.
La sfida più urgente della nostra civiltà – ricorda il card. Martini – è imparare a convivere come diversi condividendo lo stesso territorio geografico e sociale; imparare a convivere senza distruggerci, senza ghettizzarci, senza disprezzarci. Non lasciamoci ispirare dalla paura. I migranti non sono un pericolo, ma degli uomini con la nostra stessa dignità. Esigiamo senz’altro il rispetto delle nostre regole di convivenza, ma costruiamo insieme la città dell’uomo.
L’autore “racconta” la S. Messa guardandola con gli occhi della gente comune: della casalinga, dell’operaio in fabbrica (e forse in cassa integrazione), del giovane che non pratica perché la Chiesa lo ha deluso e del giovane che ogni giorno se ne nutre perché l’ha inserita nella sua “dieta” personale.
Il volume presenta il racconto della vita di Francesco d’Assisi attraverso 60 vignette umoristiche. Usare le vignette può sembrare irriverente, ma un po’ di umorismo non guasta proprio, anzi, ci aiuta a conoscere meglio il serafico Francesco.
Il volume può essere uno strumento validissimo per scoprire la storia del santo attraverso il sorriso.
Lo scopo del libro non è la illusoria ideologica asettica ricostruzione storica, ma è, nella sua parte teorica, quello di fornire una chiave di lettura e di orientamento per cercare di capire il perchè di queste sette e nuovi culti.

