
Il mondo floreale gode fin dall'antichità di una grande considerazione che va oltre la semplice erboristeria, o la farmacopea tradizionale. Si ha notizia di ricette con i fiori nella cucina dell'antica Roma come nei manoscritti medioevali, nella cucina tradizionale del Medio o Lontano Oriente Importanti soprattutto nel mondo rurale, oggi i fiori vengono riscoperti anche nelle nostre cucine. Questa raccolta di ricette da preparare con i fiori è una piccola selezione relativa a quelli più comuni che si possono trovare facilmente, per preparazioni dolci e salate. Per un più semplice utilizzo, sono state indicate, nella prima parte della raccolta, le ricette per fiore con l'aggiunta di una piccola nota sulle caratteristiche più salienti in merito alle proprietà curative della tradizione. Nella parte finale sono state date indicazioni più generali che riguardano le modalità di utilizzo di vari fiori raggruppandole per preparazioni.
Interamente dedicato a Edward Goldsmith, fondatore dell'Ecologist e figura primaria nel panorama ecologista mondiale, deceduto lo scorso agosto, il volume contiene una raccolta di riflessioni uscite scritte nei giorni successivi alla sua morte dai collaboratori più stretti e dagli amici più intimi, come Vandana Shiva, Jerry Mander, Alain De Benoist, Paul Craig Roberts, Peter Bunyard ecc.
Prima edizione mondiale delle memorabili lezioni che Marcel Jousse ha tenuto alla Sorbona negli anni ‘30 e che hanno ispirato le tendenze più avanzate e critiche sulla pedagogia, compresa la radicale visione contenuta nei libri di Ivan Illich “Descolarizzare la società” e “Nella vigna del testo”. Jousse conferma qui con dimostrazioni scientifiche che il bambino prima ancora di imparare a parlare ha in sé la conoscenza dell’universo e la parola non è altro che una forma di riecheggiare i ritmi dell’universo che trova in sé e intorno a sé.
Marcel Jousse (1886-1961), ordinato gesuita nel 1910, si specializza con grandi maestri del calibro di Rousselot (fonetica), Janet et Dumas (patologia), Mauss (etnologia).
Nel 1925 esce la sua tesi di dottorato in psicologia linguistica "Le style oral rythmique et mnémotechnique chez les verbo-moteurs", la cui eco fu eccezionale (da Bremond a Valéry, da Bergson a Blondel). Jousse espone le proprie scoperte sullo stile orale e la memorizzazione davanti ad uditori calorosi all’Istituto Biblico di Roma (1927), all’anfiteatro della Sorbona (1931-1957), alla Scuola di antropologia, dove venne creata per lui la cattedra di linguistica (1932-1950), all’École des Hautes Études (1933-1945).
Tuttavia, a partire dal 1929, Jousse si scontra con le reticenze di esegeti esclusivamente formati ai metodi della filosofia greco-latina. Occorrerà attendere la “rivoluzione” del ’68 per veder rinascere l’interesse intorno alla figura di questo pioniere dell’antropologia. Grazie soprattutto all’opera della sua più fedele collaboratrice, Gabrielle Baron, usciranno per l’editore Gallimard i suoi testi inediti.
Per Jousse l’uomo è gesto e memoria sin dal seno materno, e bisogna riscoprire, tramite il linguaggio di rabbi Yeshua, la continuità della tradizione giudaico-cristiana. I metodi joussiani, oltre a rinnovare la catechesi, rivelano una certa affinità con le analisi etniche di Leroi-Gourhan (Il gesto e la parola, 1965) e letterarie di W.J. Ong (La presenza della parola, 1971).
In questo piccolo libro l'autore spiega cosa vuol dire restaurare la purezza dell'anima senza intaccare il libero arbitrio.
Tre testi di La Pira che formano la sintesi del suo messaggio di traduzione in Italia e a Firenze delle proposte economiche di Keynes.
È il primo manuale completo che esce in lingua italiana sulla coltivazione con la nuova tecnica del cippato di ramaglie fresche che gli inventori canadesi hanno chiamato del BRF (Bois Rameal Fragmenté). Si tratta dell’ultimo metodo scoperto per rendere il terreno agrario il più simile possibile a quello del bosco, che continua ad arricchirsi di humus ogni anno con la caduta delle foglie e delle materie organiche. Stendendo sul terreno un leggero strato di cippato si forma sul suolo, e nella parte superficiale, una grande riserva di materie prime, sufficiente per circa 4 anni. Una variegata e abbondante popolazione di funghi ed altri esseri viventi invaderà il campo per prepararne il nutrimento. Le piante a questo punto possono scegliere in ogni momento il cibo più adatto a seconda della fame o dell’aggressione a cui sono sottoposte. Anche con questa tecnica, come con l’agricoltura naturale, si smette di arare la terra e ci si limita nelle prime fasi al massimo a pettinarla, per poi abolire del tutto anche quest’ultima lavorazione. Nutrire il terreno per arricchire le piante è la filosofia di fondo che ispira questo come gli altri metodi agricoli più rispettosi della natura.
"Si è detto che Alessandro Manzoni non è stato solo grande scrittore, poeta, e letterato, ma anche teologo, filosofo, economista, storico, filologo e giurista, ed io vorrei aggiungere anche canonista. La sua padronanza di queste scienze, è mostrata nelle opere cosiddette “minori”, con riflessioni e note appropriate anche originali. Ma è soprattutto nei Promessi sposi, attraverso la trama, direi l’orditura, del romanzo che essa appare in tutta la estensione. Il romanzo, infatti, con la narrazione delle circostanze che accompagnano le vicende dei protagonisti presenta, nel rispetto della verità e della competenza e con episodi esemplari, delle cognizioni e delle nozioni scientifiche. In una storia religiosa, come quella dei Promessi sposi, che si svolge anche all’interno dell’istituzione ecclesiastica, non potevano non mancare numerosi richiami al diritto canonico..."
Questa edizione della Divina Commedia (a cura di Nino Giordano, Felice Errera e Fabrizio Maestrini), è una traduzione parola per parola, verso per verso dell’opera dantesca, pensata appositamente per gli studenti e l’adozione nelle scuole di istruzione secondaria. Il testo è completato da note esplicative che aiutano il lettore a contestualizzare e giustificare le scelte stilistiche, sintattiche ma anche contenutistiche dell’opera.

