
Il pensiero di Jousse, in questo secondo libro edito da LEF, parte da una semplice considerazione: di solito abbiamo l’idea che la scuola autentica consista nello stare tra quattro mura, davanti ai libri. Abbiamo fatto cioè totale “astrazione” della “Scuola delle cose” e non vediamo altro che la Scuola dei Libri. Invece, scrive Jousse, dobbiamo ricordare che è la scuola delle cose che orienta verso il Senso della Vita e verso il Senso del Linguaggio e che essa è parte integrante nella nostra espe- rienza pratica. Fondamentale a questo scopo è quindi il contatto con la terra perchè di essa ci nutriamo, da essa apprendiamo e contemporaneamente la modelliamo con la nostra intelligenza per ottenerne i frutti utili alla nostra sussistenza. Il lavoro della terra riacquista, nelle parole di Jousse, la sua nobiltà, tanto da rivalutare la figura del contadino elevandola a maestro. Maestro per i ragazzi, insegnante per gli insegnanti, che dalla sua mimica, dalla sua azione possono comprendere come appassionare i ragazzi. E’ qui la grande forza della pedagogia contadina che Jousse rivendica con decisione in queste pagine.
Questo diario è stato scritto nel 1946 da un adolescente, apprendista di un artigiano bronzista, con bottega a Firenze in via dei Serragli. Dalle parole spontanee, non prive di errori ortografici, che rendono la lettura più istintiva e sincera, nasce un racconto sublime sul valore del lavoro artigiano e del rapporto tra apprendista e maestro, per cui ogni più piccolo gesto, perfino uno sguardo, assumono il senso di una lezione di vita. L’autore, rileggendo il suo diario a distanza di tempo, ritrova il senso profondo del lavoro manuale per se stesso e per la città intera. Con questo testo la LEF rinnova l’attualità di una sua pubblicazione, di fronte al disastro di una scuola italiana che alleva solo impiegati per posti di lavoro seduti davanti a un computer.
“Il bambino e l’uomo, nel bambino le premesse dell’uomo: la fedeltà al lavoro, la costanza, il riprovare ogni giorno, premio, il piccolissimo premio della caramella, la severità asciutta e attenta di chi gli insegna, una mamma alle spalle che corregge calligrafia e vita. È una storia di piccole cose, di un quotidiano monotono direbbero, purtroppo, molti ragazzi d’oggi impazienti, ma è stato proprio quel seguito di giorni e d’anni che ha dato al bambino lo spazio e la saggezza necessarie per diventare uomo”. (Fioretta Mazzei).
Frutto di una profonda devozione verso gli scritti di San Paolo, questa traduzione di Giuseppe Sandri offre al lettore una chiave di lettura neutra, ripulita da ogni interpretazione e aderente il più possibile al messaggio originale. Il commento, spoglio di elementi eruditi, presenta, in un continuo appassionato annotare, le bellezze del Regno di Dio e offre digressioni riguardanti la Chiesa, i Sacramenti, la gerarchia, l’unità, il privilegio del dono della fede cristiana, la responsabilità di corrispondere liberamente alla chiamata, i doni d’amore, la necessità di lasciarsi trasformare sul modello della “morte e risurrezione” di Gesù, concetto fondamentale assai ricorrente nella teologia di Paolo. In queste traduzioni, Sandri ha voluto donare il senso della sua ricerca di Dio, e della sua scelta di servirLo facendosi povero tra poveri. Da questo il suo valore profondo, che spinge a una riflessione più intima sul senso della vocazione, che come lo fu di San Paolo, lo è per tutti, quotidianamente ognuno a suo modo.
Una trattazione teologica sull'eucarestia fra le pareti domestiche nelle varie epoche della storia della Chiesa.
Simbolo di stenti e di fame, la cicerchia è il legume povero delle cucine contadine, che veniva portato in tavola quando non c'era altro di cui sfamarsi. Un libro alla riscoperta di questo legume.
In questo volume l'autore ripercorre la Toscana dei santuari e dei luoghi di culto meta di pellegrinaggi, e li propone al lettore sotto forma di pratiche schede, che ne illustrano singolarmente le origini e la storia.
In questo volume l'autore ripercorre la Toscana dei santuari e dei luoghi di culto meta di pellegrinaggi, e li propone al lettore sotto forma di pratiche schede, che ne illustrano singolarmente le origini e la storia.
Il testo illustra il metodo di coltivazione del grano degli antichi egizi che producevano raccolti abbondanti su piccole superfici.
Proteggere le piante dalle malattie e dai parassiti in modo naturale e senza alcun impatto ambientale è possibile. Come? Con altre piante. Albina Carletto ci insegna cosa sono, come si preparano e come si usano i preparati vegetali, usati in agricoltura biologica per combattere parassiti, acari e afidi, con efficacia e rispetto per l'ambiente. Spiegando la differenza tra infusi, decotti e macerati, l'autrice offre una carrellata delle piante più comuni, ne illustra per ognuna la funzione e il periodo dell'anno in cui è più efficace la loro azione e fornisce pratiche ricette per ottenere ottimi risultati. Completano questa pratica guida i disegni, realizzati dalla stessa autrice, delle piante trattare. Un valido aiuto per chi, in primavera, prepara i propri giardini e i propri orti a offrire il massimo dei risultati ma in modo coscienzioso e pulito.

