
Nonostante la vasta produzione storiografica sull’8 settembre, restano irrisolti nodi fondamentali: perché Roma non fu difesa? Perché, dopo l’annuncio dell’armistizio, Badoglio si rifiutò di dare l’ordine di attaccare i tedeschi? Con la desecretazione degli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta, gli studiosi hanno avuto accesso a migliaia di pagine di testimonianze e relazioni. L’analisi di questi documenti ha rivelato omissioni, falsificazioni e contraddizioni da parte dei protagonisti, impegnati a giustificarsi e a scaricare responsabilità. I vertici militari parlarono di resa inevitabile e adottarono, per giustificarsi, una sovrastima delle forze tedesche. Elena Aga Rossi ricostruisce quei giorni per restituire verità a uno dei passaggi più drammatici della storia italiana.
La guerra di Liberazione fu insieme guerra civile contro i fascisti e guerriglia contro l’occupante nazista. Costituì il punto d’approdo del distacco popolare dal fascismo e, al contempo, un’assunzione di responsabilità civile. Quell’ansia di riscatto e quella spinta al cambiamento costituirono la volontà fondativa della democrazia italiana. Su di essa si innestò e prese forma una Carta costituzionale dal valore programmatico, che disegnava la democrazia repubblicana per cui si era combattuto. Il libro indaga questa duplice dimensione: la conquista della libertà attraverso la partecipazione e l’impegno nella lotta, e la democrazia che si fa strada nella ricostruzione della vita civile locale e che si afferma nel potere costituente. La Costituzione emerge così come un corpo vivo, frutto originale di un intreccio indissolubile di memoria critica del passato, urgenze del presente e aspettative del futuro. Un prologo, un libro aperto sul futuro.
Dal referendum del 2 giugno 1946 alle elezioni del 27-28 marzo 1994 si snodano i quasi cinquant’anni della prima fase del «lungo dopoguerra italiano». Questo volume concentra l’attenzione sul ruolo delle istituzioni repubblicane e sul loro continuo intrecciarsi con le trasformazioni sociali, economiche e politiche del Paese. Le istituzioni in movimento, dunque, mai immobili: dal consolidarsi e poi incrinarsi del sistema politico al protagonismo mutevole dei partiti, dalle metamorfosi del modello di governo al progressivo ridimensionamento del Parlamento. Sullo sfondo, il peso decisivo del presidente della Repubblica, l’entrata in scena delle Regioni a statuto ordinario, la vitalità delle autonomie locali, il ruolo della Corte costituzionale, l’azione dei grandi corpi dello Stato, delle magistrature, dei sindacati e degli interessi organizzati, i primi passi dell’unità europea. Una riflessione che illumina le continuità e le fratture della democrazia italiana nella sua fase più delicata.
Sul tetto della sua casa ardeva un fuoco devastatore e al posto degli angeli volavano serpenti nel cielo scuro. Non vennero pastori ad adorarlo, ma gli abitanti di Babilonia. Il bambino non incarnava umiltà: nel suo corpo abitava la vana sapienza del mondo. Agli emissari del Gran Maestro, giunti a interrogarlo, parlò come un adulto... Prima che l'Europa fosse attraversata dal mito dei Templari, un altro ordine di monaci guerrieri aveva già alimentato per secoli le paure e le speranze collettive del continente: gli Ospitalieri di Rodi. Tutto ebbe inizio nel Trecento, con una lettera inviata dal loro Gran Maestro alle potenze europee per annunciare la nascita, a Babilonia, di un bambino misterioso: con ogni probabilità l'Anticristo, il nemico degli ultimi giorni. La notizia venne accolta con sgomento e curiosità, si propagò nello spazio e nel tempo, ritornando a più riprese, fino alla Rivoluzione francese. Ma chi era davvero quel bambino? Che cosa bisognava fare per fermarlo? Ed era poi una buona idea fermarlo? La storia di questa falsa notizia, capace di intercettare tanto i ritmi profondi dell'immaginario quanto quelli più convulsi delle congiunture politiche e religiose, rivela come miti e paure possano plasmare intere società e aiutarci a sapere di più sul loro conto.
Non una semplice biografia. Un'indagine su Francesco e le tensioni di un'epoca, su un nuovo modo di stare nel mondo, contraddicendolo. Lontano da agiografie consolatorie e facili sentimentalismi, questo libro restituisce la forza disarmante di un uomo che fu segno di contraddizione, capace di attraversare i conflitti e di disinnescarne le logiche. Un racconto in quattordici tappe, che invita a leggere la realtà a partire dallo sguardo di Francesco: la città medievale segnata da faide, il sogno cavalleresco e le sue delusioni, il denaro come potere e peccato, la penitenza radicale, la Chiesa tra splendore e crisi, la costruzione paziente d'una fraternità, la notte oscura dell'anima. Attorno a Francesco prendono vita mercanti e lebbrosi, recluse e pellegrini, profeti ed eretici, papi e sultani. Il ritratto finale rivela un uomo dai molti volti - penitente, obbediente, folle di Dio, mistico - che costruisce unità là dove c'è divisione e annuncia la pace dove regna il sospetto.
Quali erano i rapporti tra le popolazioni arabe e il mondo romano? Dall’età preromana, segnata dall’esperienza del regno dei Nabatei, attraverso l’età imperiale in cui fiorirono città multietniche ai confini del deserto come Palmira, fino all’epoca di Giustiniano e all’ascesa dei Jafnidi, il volume segue un lungo percorso di trasformazioni politiche e culturali. Al centro dell’analisi è un’area del Vicino Oriente a lungo considerata periferica, qui restituita nella sua funzione di spazio di mediazione e di scambio, inserito nelle dinamiche dell’impero romano. Grazie a un uso sistematico delle fonti letterarie, epigrafiche e archeologiche, il libro offre una rilettura complessiva dei rapporti tra Roma e le società arabe, contribuendo a ridefinire il quadro storico precedente all’avvento dell’Islam.
Si fa presto a dire "sta scritto nella Bibbia": ventitré secoli, distanze enormi, riscritture continue, testi scoperti o ritrovati. Come il Libro dei Libri è divenuto la fonte spirituale dell'Europa
Il libro dei libri è un libro di libri: tradotti, a volte travisati, ritrovati in modo rocambolesco, dottrinalmente esclusi o inclusi, uno specchio delle travagliate vicende religiose del continente. Considerati ispirati da Dio, scritti e letti da uomini, i testi biblici hanno bisogno, per essere compresi, di interpretazione: impegno senza fine che ha affinato metodi di analisi e di critica utilizzati anche in altri ambiti letterari e saperi. Attraverso i viaggi, spesso avventurosi, dei manoscritti e degli stampati – dal Vicino oriente all'Europa o all'interno del vecchio continente – sono ricostruite le tappe principali della storia e della diffusione dei testi sacri di ebrei e cristiani, tra la tarda antichità e l'età moderna: dagli originali ebraici e greci alle principali versioni, fino alle edizioni critiche contemporanee.
Giovanni Maria Vian già ordinario di Filologia patristica all'Università di Roma La Sapienza, redattore e autore dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, è direttore emerito dell'Osservatore Romano, che ha guidato dal 2007 al 2018, ed è editorialista del Domani. Con il Mulino ha pubblicato La donazione di Costantino (20102) e Andare per la Roma dei papi (2020). Tra i volumi più recenti: I libri di Dio (Carocci, 2020), L'ultimo papa (Marcianum Press, 2024), entrambi tradotti in francese e spagnolo, e La scommessa di Costantino (con Gian Guido Vecchi, Mondadori, 2025).
La storia siamo noi: siamo noi che scrivevamo le lettere e oggi digitiamo e-mail, chat, post, note sul telefono; che dettiamo messaggi e mandiamo vocali. Ma quand'è cominciata questa trasformazione del nostro rapporto con la lingua oltre che con le macchine? Com'è cambiato l'italiano dall'invio dei primi SMS al dialogo con le cosiddette intelligenze artificiali? Alfabit è la storia dell'incrocio fra la tradizione linguistica e la sua traduzione informatica. Ovvero dello stretto legame fra l'evoluzione dell'italiano e l'avvicendarsi dei nuovi media tecnologici. I nuovi codici di comunicazione hanno via via ridotto la distanza tra scritto e parlato, favorendo l'affermarsi di una diffusa informalità e di testi sempre più frammentari. L'esito è una lingua dettata dai tempi dell'interazione simultanea: rapida, effimera, immediata, improntata alla spontaneità. L'autore ricostruisce in presa diretta le diverse fasi di questa metamorfosi. Dall'italiano digitato degli SMS e delle e-mail all'e-taliano di chat e social network fino all'IA-taliano di ChatGPT e degli altri Large Language Models. Una storia straordinariamente attuale che, attraverso la lingua, ci aiuta a capire qualcosa in più del mondo in cui viviamo.
La questione della difesa dell'Europa è antica come il progetto d'integrazione europeo. Nel 1952 i sei paesi fondatori di quella che sarebbe divenuta l'Unione europea provarono a costruire un esercito comune con la Ced, la Comunità europea di difesa, che però non entrò mai in vigore per la riluttanza del Parlamento francese. Più di settant'anni dopo, l'aggressione della Russia all'Ucraina e, soprattutto, il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti hanno fatto emergere nuovamente l'esigenza di una difesa comune per assicurare la pace nel nostro continente. Ma come dovrebbe essere finanziato e organizzato un esercito europeo? Quali sono gli strumenti che l'Unione ha a disposizione per crearlo? E come si differenzia dal piano di riarmo presentato dalla Commissione europea? Un libro per fare chiarezza su un tema - quello della difesa europea - su cui siamo chiamati a confrontarci con sempre maggiore urgenza.
Economista di formazione, Raffaele Mattioli resse dal 1933 al 1972 la Banca Commerciale Italiana, da lui salvata al tempo della grande crisi e rilanciata verso una nuova espansione con criteri manageriali d'avanguardia. A partire da documenti, scritti e carteggi largamente inediti, Francesca Pino ne compone la biografia intellettuale, evidenziandone la grande capacità di stimolare lo sviluppo economico e civile dell'Italia, e di favorirne l'apertura internazionale. Il costante impegno sociale e culturale è il filo rosso che collega lo studente Raffaele Mattioli, attento a far propri gli insegnamenti di maestri come Attilio Cabiati, Luigi Einaudi e Benedetto Croce, al convinto antifascista e al promotore della vita economica e intellettuale attraverso un lavoro collettivo di maturazione e circolazione delle idee.

