
La mediazione, ormai riconosciuta e resa obbligatoria in contesti legali, rappresenta una "rivoluzione antropologica" capace di cambiare il destino dei nostri conflitti e delle relazioni quotidiane. Il volume di Maria Martello ne offre esempi concreti, da quelli familiari a quelli professionali, con testimonianze dirette di applicazione riuscita, dimostrando che si può fare. Si pone quindi come strumento formativo per operatori del diritto, manager aziendali, scolastici, per chi lavora nel campo dell’associazionismo e del volontariato, ma anche come manuale di autoformazione per chi desidera capire e migliorare sé stesso. Il fine ultimo è quello di restituire alle persone comuni il fascino di diventare artigiani di pace, mutuando le tecniche dei mediatori professionali. Non è, dunque, un libro semplicemente da leggere, ma un viaggio che possiamo fare muovendoci a diverse velocità e in luoghi spesso sconosciuti, per aprire porte da troppo tempo chiuse.
Editoriale Sezione monografica Alessia Bartolini, Nuove generazioni familiari e nuove alleanze educative: ripensare la relazione scuola-famiglia nella società plurale Luca Refrigeri - Noemi Russo - Lucia Mentore, Coltivare partecipazione e corresponsabilitá la comunicazione per l’interazione scuola-famiglia Elisabetta Musi, L’eclissi della partecipazione delle famiglie alla vita della scuola: una deriva dell’efficientismo formativo Livia Cadei- Chiara Sita, Oltre la delega e il conflitto: pratiche dialogiche e riflessive per rinnovare la partecipazione scuola-famiglia Christian Distefano, La consulenza pedagogica: il professionista dell’educazione come ponte tra scuola e famiglia per la promozione del benessere comunitario Paolo Barabanti, Genitori e Prove INVALSI: il ruolo della scuola. Dall’informazione al coinvolgimento verso la corresponsabilità Chiara Bellotti, La relazione tra scuola e famiglia: risorse e ostacoli da superare in prospettiva interculturale Teresa Grange - Chiara Annovazzi, Fiducia e responsabilità nell’alleanza educativa scuola-famiglia riflessioni pedagogiche a partire da una ricerca-formazione Alessandra Gigli - Chiara Borelli, Il timore di non "essere abbastanza": dati di ricerca sulle difficoltà dei genitori contemporanei e riflessioni pedagogiche sulle prospettive di alleanza educativa e sostegno alla genitorialità Andrea Lupi, Oltre la deferenza. Ripensare il coinvolgimento familiare nei servizi educativi per l’infanzia nei contesti di segregazione scolastica Pascal Perillo - Melania Talotti, Scelte e relazioni familiari. Una lettura del rapporto scuola-famiglia attraverso la voce degli studenti e delle studentesse universitari/e Giuseppe Piazzolla, Con i nostri occhi: narrazione e corresponsabilità nei servizi 0-6 tra Montessori e Metodologia Pedagogia dei Genitori Daniela Maccario - Annamaria Garibaldi, Il laboratorio Voglio fare i compiti al Rondò dei Talenti. Alleanze educative tra università, scuola, famiglie e territorio per aiutare ad imparare: una ricerca-sviluppo partecipata Federica Cappiello, La "lettera settimanale" di classe: una pratica narrativa per costruire ponti educativi tra scuola e famiglia Chiara Dalledonne Vandini, Tra casa e scuola: il momento del pasto raccontato da genitori ed insegnanti. Risultati preliminari del progetto ON FOODS Valeria Dellavedova - Adriana Sirito, Familia, infancia y adolescencia en un mundo hiperconectado Vito Balzano, Fragility and Educational Alliance: Rethinking the School-Family Relationship through a Social Pedagogy Lens Federico Zamengo - Daniel Mastrosimone - Paola Menotto - Nicolo Valenzano, Genitori e insegnanti: coltivare fiducia attraverso l’impegno civico Maria Vinciguerra - Anna Gagliano, Le diverse generazioni nella partnership scuola-famiglia: una narrative review Rosita Deluigi, Educational alliances and plural perspectives in early childhood education: decolonising school-family relationships towards active community contexts Recensione Paola Zini, "Altrove. Riflessioni pedagogiche sull’esperienza del viaggio" di Dalila Raccagni
Suor Ana de Cristo, monaca clarissa, nel 1620 lasciò Toledo e si imbarcò alla volta delle Indie. La sua era una missione reputata quasi impossibile: lasciare la clausura in cui aveva vissuto fino a quel momento e raggiungere le Filippine per fondare il primo monastero di Manila. Insieme a lei, in questo viaggio straordinario, altre otto missionarie e la guida spirituale Jerónima de la Fuente, mistica carismatica, figura autorevole e visionaria, vera coprotagonista di questa avventura tutta al femminile. Un lungo viaggio attraverso tre continenti e due oceani, che possiamo oggi ripercorrere sulla base di una cronaca d’epoca scritta dalla stessa Ana, donna dalla vocazione contrastata, che passa improvvisamente e in tarda età dalla vita nelle quattro mura del convento a esplorare un mondo dai confini ancora ignoti. Un racconto di viaggio e di formazione tutto al femminile, ma anche un affresco storico che restituisce il mondo della prima età moderna, attraversato da guerre di religione, spedizioni coloniali e ansie di salvezza spirituale. Un passato che è ancora in grado di interrogarci grazie a una figura femminile potente, dimenticata dalla storia, ma capace di parlare al cuore del lettore contemporaneo.
In un'epoca in cui tutto sembra relativo, Silvana De Mari raccoglie e difende l'evidenza più elementare: il buonsenso. Con il tono tagliente e provocatorio che la contraddistingue, l'autrice affronta questioni scottanti come il gender, la pandemia, la moda, la libertà, l'identità e la verità, sfidando i dogmi del politicamente corretto e della cultura dominante. Questo "dizionario" non offre definizioni accademiche, ma affondi critici su parole e concetti divenuti ambigui, manipolati e stravolti. Un libro destinato a chi non ha paura di pensare con la propria testa e vuole rileggere la realtà senza i filtri ideologici imposti dai media e dal pensiero unico: oggi l'unico vero atto rivoluzionario è difendere ciò che una volta era ovvio.
Mentre l’Europa accelera il riarmo e la NATO progetta una nuova espansione, non è più possibile rimandare una riflessione critica sul ruolo dell’Alleanza Atlantica. In questo saggio best seller in Germania, Sevim Dağdelen - tra le voci più autorevoli della sinistra europea - smaschera la retorica ufficiale che presenta la NATO come un’alleanza di democrazie e ne mostra la reale essenza: un’organizzazione politico- militare che opera sistematicamente al di fuori del diritto internazionale, promuovendo guerre di aggressione per interessi opportunistici e pulsioni egemoniche. Dalla ritirata dall’Afghanistan alla guerra per procura in Ucraina, fino al progressivo logoramento dei rapporti con la Russia, l’Alleanza sembra aver contribuito più alla destabilizzazione dell’equilibrio globale che alla difesa collettiva. A quasi ottant’anni dalla sua fondazione - sostiene l’autrice - è tempo di superare l’orizzonte atlantico e ripensare la sicurezza in chiave cooperativa e multilaterale, basandola sulla pace e sulla capacità di affrontare le crisi sistemiche, a partire da quella climatica.
Le tecnologie vendute come "intelligenza artificiale" sono spesso presentate come una magia capace di risolvere ogni problema. Emily M. Bender e Alex Hanna, due delle voci più influenti nel dibattito sull'IA, spiegano perché non è così. In questo saggio illuminante smontano l'esaltazione mediatica alimentata dalle Big Tech: l'IA di oggi è fatta di sistemi statistici su larga scala, che producono linguaggio e immagini senza comprenderli - non un'intelligenza pensante ma «pappagalli stocastici», secondo la definizione resa popolare da Bender per descrivere rischi e limiti dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come ChatGPT e Gemini. Le autrici ripercorrono le radici del tecno-ottimismo contemporaneo, spiegano con chiarezza che cos'è l'IA e come funzionano davvero questi sistemi. Ne sfatano i falsi miti (neutralità delle macchine, automazione "inevitabile") e mettono in luce le insidie del loro impiego in ambiti chiave - lavoro, sanità, giustizia, istruzione, scienza, arte e giornalismo. Dietro la retorica dell'innovazione emergono dati raccolti senza consenso, lavoro nascosto e sottopagato, un impatto ambientale crescente e un marketing che propone illusioni come possibilità concrete. Bender e Hanna sollevano domande chiave: l'IA ci renderà più competenti o più dipendenti? Creerà una società più equa o più diseguale? Chi ne risponde quando un algoritmo sbaglia? Una riflessione lucida, brillante e accessibile sulle sfide poste dall'intelligenza artificiale: per riportare il dibattito sulle questioni essenziali - diritti, trasparenza, responsabilità -, scegliere consapevolmente quali tecnologie adottare e costruire un futuro in cui l'innovazione torni al servizio delle persone.
In un Paese come il nostro nel quale il partito più forte è quello degli astenuti (quasi diciassette milioni alle ultime elezioni politiche) e la durata media di un governo è di quattordici mesi (sessantotto governi in ottant'anni di repubblica) chi veramente tiene in mano le leve del potere e scrive le regole a cui tutti gli altri devono sottostare? A questa domanda tanto affascinante quanto pericolosa - per il modo in cui solletica gli istinti antipolitici nascosti anche nel più sincero democratico - Alfonso Celotto risponde con limpidezza in queste pagine. E può farlo perché alla conoscenza dei meccanismi istituzionali e legislativi ha dedicato tutta la sua vita di studioso, ma anche perché qui sceglie di raccontarci in presa diretta la sua stessa esperienza nel cuore della nostra repubblica: quella di un ragazzo di provincia arrivato a Roma per studiare, che presto si trova a lavorare nelle stanze dei ministeri dove le promesse elettorali si trasformano in leggi, gli accordi segreti aggiungono parole magiche ai decreti, le decisioni più difficili vengono prese o eluse, dove lo spirito della democrazia diventa realtà. Da Prodi a Berlusconi, da Renzi a Meloni, volti e stili di governo diversi scorrono sotto i nostri occhi eppure una certezza prende forma: il potere si gestisce con pochi gesti, e quei gesti sono nelle mani di pochi dei quali spesso non conosciamo i nomi né i volti perché sono i tessitori invisibili della trama della storia. È a loro, alla loro preparazione e onestà, che è affidata la guida della grande macchina dello Stato. Alfonso Celotto ci racconta segreti, bugie e speranze nascoste nelle stanze dei ministri che hanno fatto la nostra storia recente e al tempo stesso scrive una appassionata, caustica, sorniona meditazione sull'immutabile essenza del potere politico.
Come vivere da cristiani nell’era digitale? Suona così la domanda da cui prende avvio Giovanni Ancona in questa sua rassegna sintetica delle dinamiche, delle opportunità e delle sfide poste dalla cultura digitale. A fronte delle nuove questioni etiche e antropologiche che quotidianamente vengono sollevate da più parti intorno alla tecnologia e al futuro degli esseri umani, quest’opera vuole far prendere coscienza della rivoluzione in atto per delineare in maniera rinnovata e critica, ma con un approccio positivo, il nostro vivere umano e cristiano. Dall’infosfera all’intelligenza artificiale fino al post- e al trans-umanesimo, il libro offre una riflessione teologica che sottolinea i compiti etici ed educativi che queste realtà impongono, ipotizzando infine un modo concreto con cui affrontare questo cambiamento culturale, per abitarlo da cristiani in modo critico.
Tempi d’attesa infiniti, liste chiuse: quando la sanità pubblica non riesce a rispondere ai bisogni delle persone, allora si è costretti a ricorrere al privato. E chi non può permetterselo? Semplice: non si cura, rinuncia ai controlli, non fa prevenzione. Dietro ai numeri legati alla sanità, ci sono loro: le persone, con le loro storie autentiche, le paure e i dolori reali. In questo libro sono raccolte voci spesso inascoltate, quelle dei più fragili. Bambini che non hanno accesso alle terapie di riabilitazione, malati abbandonati su una barella del Pronto Soccorso, anziani dimenticati. A volte anche medici che lottano per fare bene il loro lavoro. Non ci sono colori, prospettive, speranze. Un'inchiesta che racconta come i "Ladri di salute" rubano i sogni, strappano pezzi di vita. Prefazione di Mario Giordano.
«Una volta, scherzando, l'avvocato Agnelli mi chiese: "Ma quanti sono gli italiani del ceto medio?". Io gli risposi: "Guardi sono tutti, tranne lei e qualche disperato"»: è l'incipit ironico e veritiero con cui Giuseppe De Rita avvia le sue conversazioni con Mirko Grasso sulla realtà italiana che ha indagato, interpretato e conosciuto come nessun altro. Queste pagine hanno il sapore di un mosaico della nostra identità, una mappa attraverso cui ripercorrere i tratti di continuità e discontinuità del Paese, riconoscere il cambiamento, prima, e i fattori di ripiegamento della società italiana, dopo. De Rita ci spiega il complesso fenomeno nella dimensione contemporanea e prospetta sempre possibili vie d'uscita, ancora non disposto a rassegnarsi a quel che sembra un inevitabile declino.
Romanziera, memorialista, filosofa, insegnante, incarnazione del mito della Rive Gauche oltre che icona di stile, Simone de Beauvoir è conosciuta soprattutto come autrice del Secondo sesso, scandaloso successo che nel 1949 denunciò la condizione di subalternità della donna. Principio di emancipazione per molte, il suo saggio è anche il punto di arrivo di una riflessione sul problema dell'Altro elaborata fin da giovanissima, nei romanzi prima ancora che nei saggi, e in dialogo con la filosofia del tempo (Sartre incluso), con il cattolicesimo (pur formalmente rigettato) e con il modernismo letterario. Il volume fa riscoprire la prima Beauvoir, pensatrice a tutti gli e etti politica, e illumina alcuni aspetti della sua opera finora trascurati, quali l'ideale di reciprocità e la sensibilità verso le contraddizioni femminili, suggerendo così ragioni inedite per cui vale ancora la pena leggere i suoi lavori.

