
L'opera nasce dall'interesse dell'autore per le Chiese di lingua siriaca, sorto durante la sua prolungata esperienza in Terra Santa. Tale interesse si è ulteriormente sviluppato prima con la partecipazione alla Commissione della Diocesi di Milano per il dialogo ecumenico e interreligioso, e successivamente con l'insegnamento di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Urbaniana, caratterizzata da una significativa presenza di studenti provenienti dalle Chiese Orientali. L'occasione accademica decisiva per approdare alla presente opera è stata offerta dall'incarico ricevuto dall'autore di redigere uno status quaestionis della ricerca sulla versione siriaca della Peshitta dell'Antico Testamento per il primo incontro tra l'Associazione Biblica Italiana e l'Associazione Biblica Spagnola, tenutosi a Roma, presso la Facoltà Teologica Marianum (Roma, 2-3 marzo 2018). La presente opera include anche alcune integrazioni riguardanti la versione siriaca Siro-Esaplare e una sezione finale dedicata all'ermeneutica della Peshitta dell'Antico Testamento nelle antiche Chiese di lingua siriaca.
La letteratura rabbinica ha riscritto le donne della Bibbia secondo la propria visione del mondo. Quando e perché alle donne bibliche è stata data voce? E quando invece sono state messe a tacere? Quindici contributi esplorano i meccanismi con cui l'ebraismo classico ha negoziato il ruolo delle donne tra norma e racconto, tra memoria e oblio.
Ci sono sere in cui il silenzio della cameretta diventa uno spazio magico, dove le parole creano ponti. Quando un adulto e un bambino leggono insieme queste storie, la saggezza dei piccoli incontra l'esperienza dei grandi: ci si guarda negli occhi, si riflette insieme e si impara ad ascoltare il mondo con il cuore. Età di lettura: da 4 anni.
Un inedito di due grandi maestri della spiritualità: Giuseppe Dossetti e Umberto Neri. Una grande riflessione che incoraggia, in profondità e in dialogo con il racconto biblico, ad un risveglio interiore e a una responsabilità personale e collettiva. In particolare, è posta grande attenzione sulla parabola del padre misericordioso del Vangelo di Luca. Nel commento e nella meditazione dei due Maestri, emerge una figura di cristianesimo molto legata alla sequela di Gesù di Nazareth la cui via mostra una possibilità per l’esistenza umana che non rifiutando la solidarietà - il con-essere - e la dedizione può dirsi beata e nella gioia.
Sulla scia della lettera di papa Francesco sul valore della letteratura nella formazione dell'uomo, il volume si propone di contribuire alla valorizzazione della «potenza spirituale della letteratura» in quanto via gnoseologica verso la verità. Il testo letterario (sia in poesia che in prosa) possiede la privilegiata facoltà di superare i confini della realtà sensibile e approdare alla soglia del mistero. Il testo è costituito da quattro sezioni: I fondamenti (esposizione di una base teoretica e metodologica del dialogo intercorrente tra letteratura e teologia e aperto al confronto tra fede e modernità); Riscritture bibliche (raccolta di saggi su autori classici riletti secondo un percorso scritturistico); Spigolature letterarie (approfondimenti sulla profondità ontologica delle opere di scrittori contemporanei); Letteratura, Cristianesimo e incroci disciplinari (saggi sul complementare incontro tra tematiche religiose e altre scienze in direzione di una reciproca integrazione spirituale e cristiana).
Il processo, per sua stessa natura, si fonda sull'accertamento della verità della vicenda portata alla cognizione del giudice, elemento questo propedeutico al rendere giustizia. Nell'Ordinamento romano "attribuire a ciascuno il suo" (il suum cuique tribuere) costituiva fondamento della interpretazione della legge (ius dicere) e, chiaramente, importava che prima si stabilisse il suum per poi tribuere quanto era stato rilevato di spettanza di una delle parti. La questione della verità, poi, per la delicatezza delle posizioni in gioco, assume una particolare coloritura nel processo penale che vede sul tavolo la libertà della persona, da una parte, l'offesa al singolo e alla società, dall'altra. In talsenso, la questione delle posizioni nel processo viene da ultimo in rilievo nel pubblico dibattito, specie in relazione alla c.d. "separazione delle carriere" in magistratura, che viene presentata da alcuni quale presidio di giustizia, dall'altra come lesione delle prerogative costituzionali della magistratura. L'Osservatorio giuridico dell'Arcidiocesi di Siracusa, su questa tematica, ha voluto favorire un dialogo fra i protagonisti della giustizia che, partendo dalla chiarificazione della tensione veritativa del processo, consenta un focus sulla posizione dei singoli attori del medesimo.
Un libro per scoprire attraverso brani biblici e semplici riflessioni, come tutti possiamo diventare in questo mondo, un riflesso dell'infinita misericordia di Dio padre. Età di lettura: da 7 anni.
Croce, pesce, colomba, ulivo, pane, vino... perché vengono usati nell'arte e nella liturgia e che cosa rappresentano? I simboli della religione cristiana sono davvero tanti. Scopri l'origine e il significato, attraverso delle spiegazioni chiare e immediate. Età di lettura: da 7 ann
Un libro per conoscere uno ad uno i Dieci Comandamenti e la loro importanza per la nostra vita. Scoprirai che, parlando di Dio e del prossimo ci indicano la via per essere felici, un cammino fatto di amore, rispetto, condivisione e pace. Età di lettura: da 6 anni.
Cosa si intende per "preghiera delle donne nell'Antico Testamento"? Il titolo può risultare improprio, in quanto i testi che la Bibbia riporta, tranne forse qualche eccezione, sono stati scritti quasi sicuramente da uomini. Intendiamo quindi le preghiere pronunciate da personaggi femminili e di cui la Bibbia riporta il contenuto. Non siamo sicuri che siano state composte e pronunciate da coloro a cui vengono attribuite e tuttavia, per il fatto che sono state messe in bocca a delle donne, può avere un senso studiarle come un insieme autonomo, anche se in un costante raffronto con quelle attribuite a personaggi maschili, ben più numerose. Le preghiere pronunciate da personaggi femminili rivelano, infatti, anche implicitamente, la percezione che il mondo biblico aveva della capacità delle donne di inserirsi nel tessuto del racconto sacro e di relazionarsi con la storia e con Dio. Non possono non rivelare quindi qualcosa sulle donne e sul loro contributo specifico alla storia della salvezza.

