
Un capriccio, una lite per un gioco, il rifiuto di condividere, una risata improvvisa o quella testarda ostinazione davanti a un piccolo ostacolo: gesti che agli occhi degli adulti possono sembrare banali, incomprensibili o persino "difficili", ma che raccontano molto più di quanto immaginiamo. Dietro ogni comportamento, infatti, c'è un bambino che sta imparando a conoscere sé stesso, a comprendere gli altri, a gestire le emozioni, a conquistare autonomia e a costruire, passo dopo passo, le proprie competenze cognitive, emotive e sociali. Con uno sguardo insieme scientifico, concreto e vicino alla quotidianità, questo libro invita genitori, nonni, educatori e studenti a fermarsi davanti ai piccoli episodi di ogni giorno e a guardarli con occhi nuovi. Perché osservare un bambino non significa soltanto vedere ciò che fa, ma imparare a cogliere ciò che, attraverso quel comportamento, sta cercando di comunicare. Ogni capitolo parte da una situazione riconoscibile e da un comportamento tipico dell'infanzia per accompagnare il lettore alla scoperta delle importanti conquiste evolutive che vi si nascondono. Le diverse dimensioni dello sviluppo — emotiva, cognitiva, relazionale e sociale — si intrecciano così in un percorso che trasforma l'osservazione in conoscenza e la conoscenza in una relazione più consapevole.
Stai creando il tuo capolavoro, a cui hai dedicato tempo e passione per realizzarlo al meglio, e improvvisamente qualcuno compare alle tue spalle e con rapidità lo straccia. Resti muto e attonito. Questa è l'immagine utilizzata per evocare con immediatezza l'esperienza del trauma: un evento negativo e devastante che compare in modo inaspettato. Maura Anfossi, che ha creato e coordina un Trauma Center psicologico, in questo volume analizza le esperienze traumatiche più incisive, i cosiddetti T grandi: gli incidenti stradali e quelli sul lavoro, le catastrofi in montagna, le morti in utero, i lutti neonatali, il suicidio, la violenza di genere, la diagnosi di tumore, gli interventi chirurgici invasivi, il lutto traumatico, il trauma generazionale e il trauma vicario degli operatori impegnati nell'assistenza. L'esperienza di buco nero che il trauma rappresenta si legge nelle storie raccontate, che portano l'autrice a dire che dal trauma si può uscire, individuando nella terapia EMDR una strada efficace per riemergere. Fortunatamente il dolore può essere rielaborato, il buco nero può lasciare spazio ai colori delle nostre risorse come il giallo oro dell'empatia, il rosso del coraggio di ritrovare l'energia vitale e il verde della consapevolezza, che ricuce tutte le parti di noi trasformando le cicatrici in ricami. Prefazione di Isabel Fernandez.
La sollecitazione dello sguardo e della voce umana «Volto e voce sono sacri». Il monito di Papa Leone XIV è il punto di partenza di questo volume: un viaggio coraggioso dentro le contraddizioni della rivoluzione digitale. Nell'era dell'ipertecnologia e dei mercati dei dati, rischiamo di vivere come pesci in un acquario artificiale. Sotto il peso dell'infocrazia e dell'ipnocrazia, la democrazia evapora, le relazioni si riducono a connessioni asincrone e l'intelligenza artificiale rischia di addormentare la nostra coscienza critica.
Ma questo libro non si limita a fotografare il declino. Nella seconda parte, gli autori tracciano percorsi concreti di resistenza e speranza.
Contro la fredda razionalità degli algoritmi, emerge il bisogno urgente di "discorsi inutili" liberi dalle logiche del profitto, capaci di ridare voce alla poesia, alla filosofia e alla politica. Attraverso una pedagogia critica dell'IA un giornalismo costruttivo fondato sulla responsabilità e una riscoperta del corpo come spazio primario di empatia, il testo lancia una sfida: non subire il digitale, ma abitarlo da cittadini attivi. Un manifesto lucido e appassionato per rimettere l'umano al centro del futuro.
Renato BUTERA
Salesiano, giornalista, è professore straordinario di Teoria e tecniche dell'informazione giornalistica presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell'Università Pontificia Salesiana. Insegna Giornalismo, Etica e Deontologia della Comunicazione, Storia del cinema, Linguaggi cinematografici.
Paola SPRINGHETTI
Giornalista e docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell'Università Pontificia Salesiana. Insegna Info web - giornalismo, Comunicazione istituzionale sociale e Informazione dei Diritti Umani.
L'autostima è la certezza interiore del proprio valore, la coscienza di essere un individuo unico, di essere una persona che ha dei punti di forza e dei limiti. L'autostima è legata alla percezione che si ha di sé. Per i genitori di un ragazzo dai 6 ai 12 anni questo significa essere presenti e vicini al figlio in maniera calorosa, sottolineare i suoi punti di forza, favorire l'espressione delle emozioni, incoraggiarlo a farsi degli amici e a regolare da solo i conflitti, aiutarlo ad accettare gli errori e far crescere in lui la motivazione. Questo libro aiuta i genitori ad accompagnare i figli verso l'adolescenza.
Che cosa ci impedisce di vivere i rapporti che vorremmo? Perché continuiamo a replicare gli schemi che ci fanno soffrire? Come l’amore può essere riparato e trasformato. Qual è il segreto dell’intimità emotiva? Come ricavare da un esame delle nostre prime esperienze gli elementi di cui abbiamo bisogno per vivere rapporti appaganti e duraturi con le persone che abbiamo accanto? Galit Atlas, psicoanalista di fama internazionale, ci invita a esplorare le esistenze private dei suoi pazienti (e la propria), offrendo a queste domande fondamentali risposte capaci di riorientare le nostre vite. Individuati sei archetipi infantili - il bambino spaventato, il bambino malinconico, il bambino che si vergogna, il bambino invisibile, il bambino che si sente in colpa e il bambino prescelto - mostra quali ripercussioni ha sulla vita dell’adulto ciascuna tipologia di ferita infantile. Intrecciando vicende appassionanti e drammatiche, illustra come il bambino interiore piloti la nostra vita amorosa, formando schemi che spesso reiteriamo a nostra insaputa. Sul filo del mistero, rivivrete una vicenda dopo l’altra con il fiato sospeso, mettendo a nudo radici, individuando paralleli ed enucleando intuizioni come nel corso di ciascuna seduta. Per i lettori di Oliver Sacks e Irvin Yalom, il nuovo libro dell’autrice di bestseller internazionali Galit Atlas, che collega il modo in cui amiamo al modo in cui siamo stati amati.
Quando un figlio adolescente cambia pelle, anche il genitore è chiamato a rinnovare il suo sguardo. Dietro porte chiuse, silenzi che graffiano e parole affilate, può celarsi una domanda d'amore che ha smarrito la sua voce. Stefano Rossi accompagna genitori e educatori nei coni d'ombra di questa età incandescente: non per spegnerla, ma per ascoltarla. E per scoprire che, proprio là dove il legame sembra incrinato, può nascere un nuovo modo di riconoscersi e ritrovarsi. L'adolescenza non arriva in punta di piedi: divampa come un incendio. Il figlio che fino a ieri cercava abbracci e parole, oggi chiude la porta, risponde male, esplode per nulla o si ritira in un silenzio preoccupante. Per molti genitori lo smarrimento è profondo: "Dove ho sbagliato?", "Perché mi tratta come un nemico?", "Da dove viene questa ostilità?". Ma l'ira degli adolescenti non è solo maleducazione, provocazione o mancanza di regole. È il linguaggio ruvido di un cambiamento necessario: per nascere a se stesso, ogni figlio deve affrontare la separazione, incrinare il muro genitoriale, cercare la propria voce. Oggi, però, questo passaggio avviene in un tempo più inquieto: la nostra società ha smarrito valori e futuro, e spinge i ragazzi a fare mostra di sé, performare, essere vincenti a ogni costo. Così alcuni adolescenti esplodono: attaccano, sfidano, trasgrediscono, trasformano la rabbia in una granata. Altri implodono: smettono di mangiare, di uscire, di andare a scuola, di credere in se stessi. Dietro l'ira di Achille si nasconde l'Urlo di Munch: la paura di non valere, non farcela, non trovare un posto nel mondo. La loro sofferenza, prima che psichiatrica, è emotiva ed esistenziale. E a volte li spinge verso sfide e conseguenze estreme. Stefano Rossi, che da oltre vent'anni lavora occhi negli occhi con adolescenti feriti e difficili, offre a genitori, insegnanti e educatori una chiave potente per gestire il fuoco dei ragazzi senza spegnerne la carica vitale. Attraverso tre lenti - biologica, psicologica ed esistenziale - ci guida dentro la mente e il cuore adolescente: la miccia corta del cervello in trasformazione, la fame di autonomia, il bisogno di segretezza, il timore del fallimento, le trappole dei social, la società del coltello. Un libro per distinguere la ribellione che fa crescere da quella che distrugge, per riconoscere il dolore nascosto dietro l'attacco e trovare parole, limiti e gesti capaci di disinnescare la guerra quotidiana.
Che cosa racconta davvero un comportamento antisociale infantile? Per Winnicott, dietro la trasgressione, la distruttività o la provocazione può nascondersi la traccia di una deprivazione: la perdita dell’ambiente capace di offrire sicurezza, continuità e cura. Attraverso il confronto con bambini e ragazzi accolti nelle comunità durante gli anni della Seconda guerra mondiale, Winnicott elabora una delle sue intuizioni più feconde e paradossali: la tendenza antisociale può essere vista come un segno di speranza, quella di trovare un ambiente che permetta di riprendere la crescita interrotta. Un libro ancora oggi attuale, che illumina il difficile incontro tra giovani in sofferenza e le istituzioni chiamate a educarli e accoglierli.
Il rapporto amoroso viene spesso romanticamente inteso come una fusione, una riduzione del due all’uno, una reciproca totale trasparenza. Ma questo, ci dicono Isabella Guanzini e Silvano Petrosino, non rende affatto giustizia alla vera essenza dell’intimità, che invece nasce dall’accogliere una presenza che è irriducibilmente indisponibile. L’altro deve restare altro, mai completamente posseduto. La logica del controllo è sorpassata dalla logica dell’amore, che con discrezione entra in contatto con il segreto dell’altro e il suo incantesimo. Si stabilisce così un felice intreccio di due misteri che si toccano e si cercano dandosi spazio e costruendo non un progetto di futuro pianificato e rassicurante, ma un aprirsi insieme all’avvenire, tempo dell’avvenimento che accade senza avvisare. Una riflessione a due voci sul rispetto reciproco e sull’amabilità del segreto dell’altro che custodiscono la perenne fecondità del rapporto autentico.
La lettura non è un'abilità naturale, ma una straordinaria conquista culturale capace di trasformare il nostro cervello e il nostro modo di stare al mondo. Mentre il numero di lettori cresce a livello globale, cambia il modo di leggere, ma tra carta e schermo le differenze cognitive non sono molto marcate. Attraverso le più recenti ricerche di neurolinguistica e salute pubblica, le autrici mostrano come leggere significhi promuovere comportamenti che potenziano le abilità cognitive e relazionali. Particolare rilievo assume la distinzione fra testi narrativi e informativi: i primi favoriscono il coinvolgimento emotivo e la simulazione mentale, i secondi l'analisi e la costruzione della conoscenza. Dall'infanzia all'età adulta, fino all'invecchiamento, la lettura migliora la qualità della vita. In questo percorso, le biblioteche divengono veri archivi della salute: spazi di inclusione e benessere per comprendere il mondo contemporaneo.
Qual è il significato umano e spirituale del desiderio? È un ostacolo da eliminare o elemento da approfondire? Si può vivere senza affetti? Cosa significa "valere"? E quali risvolti può comportare per la vita spirituale? Rabbia e aggressività sono nemici da fuggire o degli alleati indispensabili? Perché hanno un rapporto così notevole con la speranza e la depressione? Che fare quando arriva il momento della crisi? È solo smarrimento o un’offerta di possibilità nuove? Perché il deserto, luogo di desolazione e morte, stranamente, è anche il simbolo-principe della crisi e della maturità spirituale? Il senso dell’umorismo può essere un segno di salute mentale e spirituale? E quando l’amicizia può considerarsi un aiuto per la propria vita? Quanto incide la paura nelle nostre scelte e nella più generale rappresentazione della vita, della società e della relazione con Dio? L'opera giunta alla quinta edizione che si presenta con una nuova preziosa veste grafica e editoriale, cerca di dare una risposta a questi ed altri interrogativi con cui, bene o male, ognuno di noi è chiamato a fare i conti...
Un libro per ritrovare e mantenere il contatto e la consapevolezza, il miglior modo per preservare l'equilibrio mentale, emotivo e spirituale. Crescere non significa realizzarsi unicamente dal punto di vista esteriore, ma anche, e soprattutto, interiormente: da qui nasce questo diario di viaggio che propone riflessioni attraverso stimoli psicologici e spirituali, al fine di promuovere la ripresa e il recupero della crescita umana, compromessa per motivi diversi. Uno strumento attraverso il quale, nello scandire delle giornate e degli impegni, riuscire a ritagliarsi qualche momento di dialogo e riflessione, in compagnia di sé stessi. Gli stimoli, offerti come spunto di riflessione da cui partire, ricalcano i temi fondamentali della psicologia e della spiritualità, e sono raccolti, come le quattro stagioni, in quattro grandi argomenti, affrontati in chiave costruttiva. Il richiamo ai Vangeli, considerati anticipatori della moderna psicopedagogia e in dialogo armonico con essa, conduce al nucleo più profondo della salvezza della persona. La parte più preziosa di questo diario sarà però quella affidata al lettore: uno spazio personale in cui raccontarsi e riflettere su di sé. Attraverso alcune domande guida, sarà accompagnato in un confronto quotidiano con il proprio vissuto e con il cammino che sta compiendo. Soffermarsi per un mese intero su un singolo aspetto consentirà di andare oltre la superficie e di approfondire in modo autentico il rapporto con sé stessi. Se la superficie restituisce l'immagine del volto, l'ascolto interiore permette di accedere alla propria profondità.
Cosa vede una persona che ha vissuto un trauma infantile quando si guarda allo specchio? Spesso, un'immagine deformata, perturbante, che gli altri non riconoscono. Chi convive con le sue conseguenze riferisce che certe emozioni appaiono fuori scala e non si presentano in modo lineare. Lo specchio convesso è, allora, una metafora per raccontare come l'eredità involontaria del trauma continui a plasmare l'identità, il corpo, lo spazio e le relazioni, anche a distanza di anni. Questo libro nasce da una ricerca etnografica condotta tra persone sopravvissute ad abusi sessuali durante l'infanzia e l'adolescenza. Ne raccoglie le storie, i gesti quotidiani, i rituali di protezione, le architetture intime e invisibili che servono per convivere con i segni del trauma. Come società, siamo ancora reticenti a discutere apertamente il tabù dell'infanzia violata, salvo quando esplodono i casi di cronaca o le nefandezze dei grandi scandali. Un unico caso è un fulmine a ciel sereno e scuote le coscienze; una sequela di casi diventa il solito temporale, un brusio di fondo, e le cose vanno avanti per (quasi) tutti. Il libro è dedicato, anzitutto, a chi sperimenta in prima persona questo tipo di ardua elaborazione ed è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Poi, è rivolto anche a chi è vicino a queste persone: famigliari, partner e amici. Infine, è destinato a chi opera al loro fianco, in ruoli di formazione, sostegno e cura: come insegnanti, allenatori, catechisti e operatori sanitari.

