
La mindfulness viene spesso intesa, da chi non la conosce o la pratica meccanicamente, come un esercizio senza scopo e senza relazione. In realtà la mindfulness è intrinsecamente relazionale, con noi stessi, con gli altri e, in senso trascendente, con i valori che vogliamo realizzare in queste relazioni. Lambiase e Cantelmi guidano il lettore a utilizzare la mindfulness per entrare meglio in relazione con noi stessi e con gli altri in modo autentico, non giudicante e orientato alla realizzazione dei valori in cui crediamo. La mindfulness permette infatti di eliminare il filtro di giudizi preconfezionati, riuscendo così a essere gentili, compassionevoli, altruisti, pazienti e generosi; migliorando noi stessi e il mondo che ci circonda.
In questo libro intenso e provocatorio, l'autrice accompagna madri e padri in un viaggio profondo dentro sé stessi, là dove nascono le radici invisibili del loro modo di educare. Attraverso un'analisi lucida e senza sconti, viene esplorato come la maturità emotiva, la capacità di ascolto e il vissuto personale possano influenzare — spesso inconsapevolmente — la crescita dei figli. Quante volte, senza accorgercene, chiediamo ai nostri bambini di colmare vuoti che non appartengono a loro? Quante volte comportamenti apparentemente innocui nascondono il bisogno dell'adulto di trattenere, invece che accompagnare? Al centro di questa riflessione emerge il delicato e spesso frainteso concetto di "seduzione" in ambito genitoriale: non come provocazione, ma come dinamica sottile che rischia di mettere i bisogni dell'adulto davanti a quelli del bambino. Un invito potente a invertire la prospettiva: rimettere il bambino al centro, con i suoi desideri autentici, e riscoprire il ruolo del genitore come guida capace di "tendere verso la vita". In queste pagine è nascosto un prezioso e rivoluzionario repertorio di gesti affettuosi, per riscoprire il valore delle coccole come fondamento di una relazione sicura, rispettosa e profondamente nutriente. Un libro che non offre risposte facili, ma apre domande necessarie. E che può cambiare, nel profondo, il modo di essere genitori. Prefazione di Roberta Giommi.
Bastano qualche foglio di carta e delle matite colorate per catturare l'attenzione di un bambino. A volte, per la disperazione di genitori e educatori, non serve neppure il foglio: qualunque superficie è adatta. Che sia mezzo di intrattenimento o di involontario vandalismo, il disegno dei bambini è però soprattutto espressione della loro personalità, del loro mondo interiore, delle problematiche che spesso non sanno esprimere a parole. Esperta psicopedagogista, Evi Crotti ci guida in un'agile panoramica dei significati nascosti in una selezione di disegni realizzati da bimbi e bimbe che ha incontrato in prima persona. Partendo dagli scarabocchi per finire con i disegni più strutturati, nessun dettaglio viene trascurato. Dopo aver chiuso il libro, non potremo fare a meno di guardare con occhi diversi le immagini disegnate dai piccoli e di entrare nel mondo nascosto che hanno deciso di mostrarci. Prefazione di Simone Bruno.
Non siamo più capaci di riposarci nei momenti vuoti: in una sala d'attesa, in treno, prima di dormire. Riempiano ogni pausa e ogni silenzio con parole, rumori e contenuti digitali. Anche nei weekend o in vacanza sentiamo sempre il bisogno di "fare- qualcosa. Abbiamo perso l'abitudine a star fermi, senza obiettivi, semplicemente presenti. Ed è per questo che la cifra della post-modernità sembra essere la spossatezza. Da questo innegabile presupposto Anna Maria Foli parte per riscoprire l'ozio come pratica quotidiana di rigenerazione. Attraverso un affascinante percorso storico e filosofico l'autrice mostra come il vero riposo non sia semplice inattività, ma una scelta indispensabile per ritemprare corpo, mente e spirito. Non più noia o inerzia, dunque, ma un territorio fertile in cui maturano creatività, equilibrio e libertà interiore. Un libro di forte richiamo trasversale, che suggerisce pratiche concrete e rituali accessibili a tutti: dalla camminata lenta all'arteterapia, dalla meditazione alla lettura, dal digital detox al knitting (lavorare a maglia), dal birdwatching (osservazione degli uccelli) allo sleeptourism (turismo del sonno), per finire con corroboranti immersioni nei "luoghi del silenzio" e nelle oasi naturalistiche. Riposare — oggi — è più che mai un'arte.
Leggendo questo testo mi sono ricordata di quanto sia bello il compito di genitore, naturale quanto complesso, impegnativo quanto decisivo, e del fatto che talvolta tendiamo a scegliere di leggere un libro sulla genitorialità per cercare conferme e rispecchiamenti, quando invece è il discorso inaspettato, quello che ci mette in discussione, a rinnovarci e spronarci fare meglio.
questo libro è uno dei buoni modi per informarci e cercare di intuire quale strada abbiamo preso fino a ora e quale abbiamo l'opportunita di intraprendere d'ora in poi.
Alle origini della follia esplora la complessità dei disturbi schizofrenici, unendo l’esperienza clinica pluriennale dell’autore ad approfondimenti psicoterapeutici e psichiatrici. Il volume integra le teorie classiche - dalle intuizioni di Bleuler alle ricerche di Sullivan, Wynne e Singer - con una mappa articolata dei paradigmi di sviluppo della schizofrenia. Analizza inoltre la distinzione tra schizofrenie di tipo 1 e di tipo 2, includendo le forme miste. Particolare attenzione è dedicata al vissuto soggettivo del paziente, al livello di maturità affettiva raggiunto prima della crisi e alle dinamiche familiari e comunicative che ne influenzano il decorso. In questa prospettiva l’autore mette in discussione un pregiudizio ancora troppo diffuso - anche tra gli addetti ai lavori - relativo all’incurabilità della schizofrenia: sulla base dell’esperienza clinica e della ricerca, questo disturbo può in realtà essere compreso, trattato e soprattutto prevenuto. Per questo motivo il libro si propone come riferimento essenziale per psichiatri, psicoterapeuti e studiosi interessati alla diagnosi, al decorso e all’esperienza interna dei disturbi schizofrenici.
Stiamo vivendo un’epoca profondamente segnata da un’atmosfera di tristezza e dalla sensazione di non essere riconosciuti da nessuno. Alle radiazioni di questa malinconia si alimentano le "passioni pericolose", come le chiama il filosofo Guillaume Le Blanc - pigrizia, codardia, menzogna, invidia, gelosia, paura, odio, risentimento - sentimenti negativi replicati compulsivamente in risposta all’insoddisfazione per una vita che non desideriamo e con la quale non riusciamo a fare pace. Queste tonalità emotive non vanno attribuite alla sola responsabilità del singolo, ma sono anche l’esito degli insostenibili paradigmi dell’odierna società neo-liberista, che si insinuano nei desideri individuali rimodellandoli in profondità. Come uscire dall’irretimento nelle passioni tossiche che ci consumano, rendendoci degli eterni scontenti? Non bastano i tradizionali rimedi della psicologia o dell’etica, prospettive attente all’individuo ma non ai meccanismi sociali che generano e incoraggiano queste modalità nocive del nostro sentire. Il piccolo trattato di Le Blanc sulle forme contemporanee dei ‘vizi’ ci aiuta a nominarli e comprenderli attraverso un’originale e lucida analisi della loro dimensione sociale e politica. È il primo indispensabile passo per intraprendere un percorso che dia spazio al desiderio di vivere in altro modo, riconciliati con noi stessi e con gli altri.
La via dell’enneagramma: psicologia e spiritualità, qui in una nuova edizione ampliata, può essere considerata per molti aspetti un’opera magistrale. Con un linguaggio semplice e chiaro, Franco Fabbro delinea le più importanti vicende storiche dell’enneagramma e introduce le principali strutture di personalità, correlandole ai nove caratteri (enneatipi) e ai ventisette sottotipi della personalità, descritti per la prima volta in maniera esaustiva. L’analisi non trascura la descrizione delle teorie e dei lavori scientifici condotti sul simbolo dell’enneagramma, il quale viene inserito nel contesto delle terapie spirituali delle principali tradizioni religiose. Quest’opera rappresenta un unicum nel panorama degli studi sull’enneagramma e una lettura per clinici, filosofi e per tutte le persone interessate alla dimensione spirituale e alla conoscenza di sé.
Questo libro è nato dall’incontro tra Enneagramma e Omeopatia. Due strumenti diversi, uno simbolico-psicologico e l’altro medico-energetico, che partono da una stessa intuizione: ognuno di noi reagisce alla vita secondo una modalità che si esprime nel corpo, nelle emozioni e nel modo di stare in relazione. L’essere umano non è la sua patologia, né la sua struttura caratteriale, ma un processo vivente di adattamento, compensazione e possibile evoluzione. L’Enneagramma aiuta a capire come una persona sviluppi strategie specifiche per affrontare la realtà. Ogni "tipo psicologico" è l’espressione di una ferita originaria, di una strategia di sopravvivenza costruita molto presto, spesso in risposta alla qualità del legame con i genitori. Allo stesso modo, ogni rimedio omeopatico descrive un atteggiamento fondamentale di fronte alla vita, che coinvolge insieme il corpo, le emozioni e la sensibilità profonda. Il sintomo fisico o comportamentale non è un errore da eliminare, ma un segnale che indica dove l’energia si è irrigidita o ha perso fluidità. In definitiva, Enneagramma e Omeopatia, nel loro dialogo, ci ricordano una verità semplice e radicale: guarire non significa diventare perfetti, ma tornare vivi. E ogni essere umano, qualunque sia il suo tipo, il suo sintomo o la sua storia, porta già in sé il seme della propria trasformazione. Un libro rivolto sia a chi lavora nella relazione d’aiuto, sia a chi è in cammino verso una maggiore consapevolezza di sé.
Sulla natura umana è un’opera unica - pubblicata postuma - a cui Winnicott si è dedicato lungo tutto l’arco della vita. Nel tentativo di sistematizzare il suo pensiero sulla natura umana e sullo sviluppo, fa emergere alcune delle intuizioni più feconde della psicoanalisi contemporanea: il ruolo costitutivo dell’ambiente, la natura psicosomatica dell’esperienza, l’idea di un neonato attivo e creativo fin dall’inizio, il carattere intrinsecamente costruttivo della vita psichica. L’autore descrive lo sviluppo come un processo "normalmente doloroso e segnato da conflitti", ma al tempo stesso esprime una profonda fiducia nella sua evoluzione positiva quando avviene nella continuità di una relazione. La forma stratificata e in parte incompiuta del libro non è un limite, ma l’espressione stessa del pensiero di Winnicott, che affida al lettore il compito di proseguire e sviluppare le sue ipotesi. Questa edizione rivista e aggiornata restituisce la complessità originaria delle pagine dell’autore, rendendo il loro contenuto ancora attuale.
L’opera rappresenta un unicum nel panorama degli studi grafologici in quanto si configura come il primo volume dedicato allo studio della grafologia comparata. Non si tratta solo di una semplice ricostruzione storica della disciplina né di una rassegna delle teorie dei più importanti pionieri ma anche di un dialogo strutturato tra le principali scuole europee che, pur nelle loro differenze linguistiche, culturali e metodologiche rivelano una comune propensione verso la comprensione del carattere dell’individuo attraverso l’interpretazione del gesto grafico. "Lineamenti di grafologia comparata" si pone, dunque, lo scopo di mostrare ai lettori come quelle che a prima vista sembrano divergenze tra i diversi approcci siano, in realtà, preziosi punti di contatto: diversità che non dividono ma si completano; prospettive che non si escludono ma si integrano in un’ottica di arricchimento reciproco.
Il volume in ricordo di Vittorio Cigoli raccoglie i contributi di colleghi e allievi di diverse generazioni, italiani e stranieri, che hanno lavorato con lui su temi e in ambiti che riguardano la psicologia clinica e la psicologia sociale, le pratiche di ricerca e quelle dell’intervento, la formazione e l’insegnamento. A partire dal pensiero teorico e applicativo di Vittorio Cigoli, gli Autori evidenziano diversi aspetti peculiari del fare psicologia, riconducibili però a un medesimo modo di sentire e vedere la scienza psicologica nella sua complessità e sempre in ricerca di verità. Il libro si articola in tre parti, precedute da una bibliografia ragionata delle pubblicazioni di Vittorio Cigoli e da una selezione delle sue parole, raccolte come frammenti di un’eredità che continua a interrogare e a generare. La prima parte del volume è dedicata ai fondamenti epistemologici del Modello Relazionale-Simbolico a cui Cigoli ha rivolto grande parte dei suoi studi e delle sue ricerche: l’origine psicodinamica, il dialogo con altri paradigmi teorici contemporanei, l’importanza del livello simbolico nelle relazioni, la funzione dei rituali e delle feste nell’esperienza umana, il ruolo dell’immagine per accedere alla relazione, lo sguardo relazionale delle dinamiche comunitarie e l’intreccio indissolubile tra ricerca e clinica. La seconda parte tratta alcuni temi che hanno attraversato tutto il lavoro di Cigoli: la continuità e la trasformazione dei legami familiari a fronte di eventi come la separazione e il divorzio, l’affido e l’adozione, la malattia. I contributi evidenziano inoltre gli apporti del suo pensiero clinico alla terapia e alla mediazione familiare, nonché le opportunità del lavoro in ambito sociale e comunitario. La terza parte, infine, restituisce il dialogo profondo con i colleghi italiani e internazionali che Vittorio Cigoli ha coltivato con generosità e curiosità intellettuale. Contributi di: Monica Accordini, Caterina Arcidiacono, Filippo Aschieri, Marta Bonadonna, Donatella Bramanti, Scott W. Browning, Giulio Costa, Antonello D’Elia, Federica Facchin, Paola Farinacci, Stephen E. Finn, Chiara Fusar Poli, Marialuisa Gennari, Caterina Gozzoli, Ondina Greco, Raffaella Iafrate, Davide Margola, Elena Marta, Costanza Marzotto, Aldo Mattucci, Sara Molgora, Marina Mombelli, Matteo Moscatelli, Corrado Pontalti, Camillo Regalia, Rosa Rosnati, Emanuela Saita, Eugenia Scabini, Giancarlo Tamanza, Carles Pérez Testor, Luciano Tonellato, Marcellino Vetere.

