
Che cosa racconta davvero un comportamento antisociale infantile? Per Winnicott, dietro la trasgressione, la distruttività o la provocazione può nascondersi la traccia di una deprivazione: la perdita dell’ambiente capace di offrire sicurezza, continuità e cura. Attraverso il confronto con bambini e ragazzi accolti nelle comunità durante gli anni della Seconda guerra mondiale, Winnicott elabora una delle sue intuizioni più feconde e paradossali: la tendenza antisociale può essere vista come un segno di speranza, quella di trovare un ambiente che permetta di riprendere la crescita interrotta. Un libro ancora oggi attuale, che illumina il difficile incontro tra giovani in sofferenza e le istituzioni chiamate a educarli e accoglierli.
Il rapporto amoroso viene spesso romanticamente inteso come una fusione, una riduzione del due all’uno, una reciproca totale trasparenza. Ma questo, ci dicono Isabella Guanzini e Silvano Petrosino, non rende affatto giustizia alla vera essenza dell’intimità, che invece nasce dall’accogliere una presenza che è irriducibilmente indisponibile. L’altro deve restare altro, mai completamente posseduto. La logica del controllo è sorpassata dalla logica dell’amore, che con discrezione entra in contatto con il segreto dell’altro e il suo incantesimo. Si stabilisce così un felice intreccio di due misteri che si toccano e si cercano dandosi spazio e costruendo non un progetto di futuro pianificato e rassicurante, ma un aprirsi insieme all’avvenire, tempo dell’avvenimento che accade senza avvisare. Una riflessione a due voci sul rispetto reciproco e sull’amabilità del segreto dell’altro che custodiscono la perenne fecondità del rapporto autentico.
La lettura non è un'abilità naturale, ma una straordinaria conquista culturale capace di trasformare il nostro cervello e il nostro modo di stare al mondo. Mentre il numero di lettori cresce a livello globale, cambia il modo di leggere, ma tra carta e schermo le differenze cognitive non sono molto marcate. Attraverso le più recenti ricerche di neurolinguistica e salute pubblica, le autrici mostrano come leggere significhi promuovere comportamenti che potenziano le abilità cognitive e relazionali. Particolare rilievo assume la distinzione fra testi narrativi e informativi: i primi favoriscono il coinvolgimento emotivo e la simulazione mentale, i secondi l'analisi e la costruzione della conoscenza. Dall'infanzia all'età adulta, fino all'invecchiamento, la lettura migliora la qualità della vita. In questo percorso, le biblioteche divengono veri archivi della salute: spazi di inclusione e benessere per comprendere il mondo contemporaneo.
Qual è il significato umano e spirituale del desiderio? È un ostacolo da eliminare o elemento da approfondire? Si può vivere senza affetti? Cosa significa "valere"? E quali risvolti può comportare per la vita spirituale? Rabbia e aggressività sono nemici da fuggire o degli alleati indispensabili? Perché hanno un rapporto così notevole con la speranza e la depressione? Che fare quando arriva il momento della crisi? È solo smarrimento o un’offerta di possibilità nuove? Perché il deserto, luogo di desolazione e morte, stranamente, è anche il simbolo-principe della crisi e della maturità spirituale? Il senso dell’umorismo può essere un segno di salute mentale e spirituale? E quando l’amicizia può considerarsi un aiuto per la propria vita? Quanto incide la paura nelle nostre scelte e nella più generale rappresentazione della vita, della società e della relazione con Dio? L'opera giunta alla quinta edizione che si presenta con una nuova preziosa veste grafica e editoriale, cerca di dare una risposta a questi ed altri interrogativi con cui, bene o male, ognuno di noi è chiamato a fare i conti...
Un libro per ritrovare e mantenere il contatto e la consapevolezza, il miglior modo per preservare l'equilibrio mentale, emotivo e spirituale. Crescere non significa realizzarsi unicamente dal punto di vista esteriore, ma anche, e soprattutto, interiormente: da qui nasce questo diario di viaggio che propone riflessioni attraverso stimoli psicologici e spirituali, al fine di promuovere la ripresa e il recupero della crescita umana, compromessa per motivi diversi. Uno strumento attraverso il quale, nello scandire delle giornate e degli impegni, riuscire a ritagliarsi qualche momento di dialogo e riflessione, in compagnia di sé stessi. Gli stimoli, offerti come spunto di riflessione da cui partire, ricalcano i temi fondamentali della psicologia e della spiritualità, e sono raccolti, come le quattro stagioni, in quattro grandi argomenti, affrontati in chiave costruttiva. Il richiamo ai Vangeli, considerati anticipatori della moderna psicopedagogia e in dialogo armonico con essa, conduce al nucleo più profondo della salvezza della persona. La parte più preziosa di questo diario sarà però quella affidata al lettore: uno spazio personale in cui raccontarsi e riflettere su di sé. Attraverso alcune domande guida, sarà accompagnato in un confronto quotidiano con il proprio vissuto e con il cammino che sta compiendo. Soffermarsi per un mese intero su un singolo aspetto consentirà di andare oltre la superficie e di approfondire in modo autentico il rapporto con sé stessi. Se la superficie restituisce l'immagine del volto, l'ascolto interiore permette di accedere alla propria profondità.
Cosa vede una persona che ha vissuto un trauma infantile quando si guarda allo specchio? Spesso, un'immagine deformata, perturbante, che gli altri non riconoscono. Chi convive con le sue conseguenze riferisce che certe emozioni appaiono fuori scala e non si presentano in modo lineare. Lo specchio convesso è, allora, una metafora per raccontare come l'eredità involontaria del trauma continui a plasmare l'identità, il corpo, lo spazio e le relazioni, anche a distanza di anni. Questo libro nasce da una ricerca etnografica condotta tra persone sopravvissute ad abusi sessuali durante l'infanzia e l'adolescenza. Ne raccoglie le storie, i gesti quotidiani, i rituali di protezione, le architetture intime e invisibili che servono per convivere con i segni del trauma. Come società, siamo ancora reticenti a discutere apertamente il tabù dell'infanzia violata, salvo quando esplodono i casi di cronaca o le nefandezze dei grandi scandali. Un unico caso è un fulmine a ciel sereno e scuote le coscienze; una sequela di casi diventa il solito temporale, un brusio di fondo, e le cose vanno avanti per (quasi) tutti. Il libro è dedicato, anzitutto, a chi sperimenta in prima persona questo tipo di ardua elaborazione ed è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Poi, è rivolto anche a chi è vicino a queste persone: famigliari, partner e amici. Infine, è destinato a chi opera al loro fianco, in ruoli di formazione, sostegno e cura: come insegnanti, allenatori, catechisti e operatori sanitari.
La mindfulness viene spesso intesa, da chi non la conosce o la pratica meccanicamente, come un esercizio senza scopo e senza relazione. In realtà la mindfulness è intrinsecamente relazionale, con noi stessi, con gli altri e, in senso trascendente, con i valori che vogliamo realizzare in queste relazioni. Lambiase e Cantelmi guidano il lettore a utilizzare la mindfulness per entrare meglio in relazione con noi stessi e con gli altri in modo autentico, non giudicante e orientato alla realizzazione dei valori in cui crediamo. La mindfulness permette infatti di eliminare il filtro di giudizi preconfezionati, riuscendo così a essere gentili, compassionevoli, altruisti, pazienti e generosi; migliorando noi stessi e il mondo che ci circonda.
In questo libro intenso e provocatorio, l'autrice accompagna madri e padri in un viaggio profondo dentro sé stessi, là dove nascono le radici invisibili del loro modo di educare. Attraverso un'analisi lucida e senza sconti, viene esplorato come la maturità emotiva, la capacità di ascolto e il vissuto personale possano influenzare — spesso inconsapevolmente — la crescita dei figli. Quante volte, senza accorgercene, chiediamo ai nostri bambini di colmare vuoti che non appartengono a loro? Quante volte comportamenti apparentemente innocui nascondono il bisogno dell'adulto di trattenere, invece che accompagnare? Al centro di questa riflessione emerge il delicato e spesso frainteso concetto di "seduzione" in ambito genitoriale: non come provocazione, ma come dinamica sottile che rischia di mettere i bisogni dell'adulto davanti a quelli del bambino. Un invito potente a invertire la prospettiva: rimettere il bambino al centro, con i suoi desideri autentici, e riscoprire il ruolo del genitore come guida capace di "tendere verso la vita". In queste pagine è nascosto un prezioso e rivoluzionario repertorio di gesti affettuosi, per riscoprire il valore delle coccole come fondamento di una relazione sicura, rispettosa e profondamente nutriente. Un libro che non offre risposte facili, ma apre domande necessarie. E che può cambiare, nel profondo, il modo di essere genitori. Prefazione di Roberta Giommi.
Bastano qualche foglio di carta e delle matite colorate per catturare l'attenzione di un bambino. A volte, per la disperazione di genitori e educatori, non serve neppure il foglio: qualunque superficie è adatta. Che sia mezzo di intrattenimento o di involontario vandalismo, il disegno dei bambini è però soprattutto espressione della loro personalità, del loro mondo interiore, delle problematiche che spesso non sanno esprimere a parole. Esperta psicopedagogista, Evi Crotti ci guida in un'agile panoramica dei significati nascosti in una selezione di disegni realizzati da bimbi e bimbe che ha incontrato in prima persona. Partendo dagli scarabocchi per finire con i disegni più strutturati, nessun dettaglio viene trascurato. Dopo aver chiuso il libro, non potremo fare a meno di guardare con occhi diversi le immagini disegnate dai piccoli e di entrare nel mondo nascosto che hanno deciso di mostrarci. Prefazione di Simone Bruno.
Non siamo più capaci di riposarci nei momenti vuoti: in una sala d'attesa, in treno, prima di dormire. Riempiano ogni pausa e ogni silenzio con parole, rumori e contenuti digitali. Anche nei weekend o in vacanza sentiamo sempre il bisogno di "fare- qualcosa. Abbiamo perso l'abitudine a star fermi, senza obiettivi, semplicemente presenti. Ed è per questo che la cifra della post-modernità sembra essere la spossatezza. Da questo innegabile presupposto Anna Maria Foli parte per riscoprire l'ozio come pratica quotidiana di rigenerazione. Attraverso un affascinante percorso storico e filosofico l'autrice mostra come il vero riposo non sia semplice inattività, ma una scelta indispensabile per ritemprare corpo, mente e spirito. Non più noia o inerzia, dunque, ma un territorio fertile in cui maturano creatività, equilibrio e libertà interiore. Un libro di forte richiamo trasversale, che suggerisce pratiche concrete e rituali accessibili a tutti: dalla camminata lenta all'arteterapia, dalla meditazione alla lettura, dal digital detox al knitting (lavorare a maglia), dal birdwatching (osservazione degli uccelli) allo sleeptourism (turismo del sonno), per finire con corroboranti immersioni nei "luoghi del silenzio" e nelle oasi naturalistiche. Riposare — oggi — è più che mai un'arte.
Leggendo questo testo mi sono ricordata di quanto sia bello il compito di genitore, naturale quanto complesso, impegnativo quanto decisivo, e del fatto che talvolta tendiamo a scegliere di leggere un libro sulla genitorialità per cercare conferme e rispecchiamenti, quando invece è il discorso inaspettato, quello che ci mette in discussione, a rinnovarci e spronarci fare meglio.
questo libro è uno dei buoni modi per informarci e cercare di intuire quale strada abbiamo preso fino a ora e quale abbiamo l'opportunita di intraprendere d'ora in poi.
Alle origini della follia esplora la complessità dei disturbi schizofrenici, unendo l’esperienza clinica pluriennale dell’autore ad approfondimenti psicoterapeutici e psichiatrici. Il volume integra le teorie classiche - dalle intuizioni di Bleuler alle ricerche di Sullivan, Wynne e Singer - con una mappa articolata dei paradigmi di sviluppo della schizofrenia. Analizza inoltre la distinzione tra schizofrenie di tipo 1 e di tipo 2, includendo le forme miste. Particolare attenzione è dedicata al vissuto soggettivo del paziente, al livello di maturità affettiva raggiunto prima della crisi e alle dinamiche familiari e comunicative che ne influenzano il decorso. In questa prospettiva l’autore mette in discussione un pregiudizio ancora troppo diffuso - anche tra gli addetti ai lavori - relativo all’incurabilità della schizofrenia: sulla base dell’esperienza clinica e della ricerca, questo disturbo può in realtà essere compreso, trattato e soprattutto prevenuto. Per questo motivo il libro si propone come riferimento essenziale per psichiatri, psicoterapeuti e studiosi interessati alla diagnosi, al decorso e all’esperienza interna dei disturbi schizofrenici.

