
Colloqui con i genitori raccoglie alcune delle conversazioni radiofoniche che Winnicott tenne per la bbc nell’arco di oltre vent’anni. Rivolti originariamente a un pubblico di genitori, soprattutto di madri, questi testi conservano intatta la forza di una voce capace di parlare della crescita dei bambini senza trasformare l’esperienza viva della cura in prescrizione o dottrina. A partire da situazioni quotidiane - l’allattamento, il gioco, il dire di "no", la gelosia, il senso di colpa, le difficoltà dell’adozione -, Winnicott illumina ciò che prende forma nella relazione tra il bambino e chi si occupa di lui. Il suo intento non è insegnare ai genitori che cosa devono fare, ma aiutarli a riconoscere il valore di ciò che già sentono e fanno, rafforzando in loro la capacità di offrire un ambiente sufficientemente buono. Ne emerge un libro ancora oggi sorprendentemente attuale: non un manuale di educazione, ma un invito a osservare con attenzione ciò che accade nelle relazioni più ordinarie e decisive da cui prende forma la vita psichica di ciascun individuo.
L'autostima è la certezza interiore del proprio valore, la coscienza di essere un individuo unico, di essere una persona che ha dei punti di forza e dei limiti. I bambini si formano un'immagine di sé osservando i genitori ed ascoltandoli. Ma è soprattutto vedendo e sentendo l'orgoglio o la delusione dei genitori nei loro confronti che si costruiscono questa immagine. Questo libro vuole essere uno strumento pratico per i genitori, un promemoria, in un certo senso. Vuole aiutarvi a testimoniare il vostro desiderio di seguire giorno per giorno non solo i progressi fisici di vostro figlio, ma anche i progressi psicologici che compie nello sviluppo di un'identità positiva.
Cosa provano davvero i giovani d'oggi? In un mondo dove le generazioni sembrano parlare lingue diverse, coltivare spazi di incontro tra giovani e adulti è oggi la sfida educativa più grande. Questo libro esplora le nuove traiettorie di crescita, unendo il rigore della ricerca sociologica ed educativa alla forza delle testimonianze dirette, e propone una lettura pedagogica volta ad evidenziare l'importanza della cura educativa e a fornire agli adulti gli strumenti per riscoprire l'ascolto e agire sulla prevenzione «prima che accada». Perché il futuro dei giovani si scrive oggi, nell'attenzione che sappiamo dare ai loro bisogni prima che diventino silenzi.
Attraverso il dialogo tra teologia, filosofia e pratica educativa, il volume parla anche a chi opera nel campo culturale e pastorale, offrendo spunti per una riflessione critica e al tempo stesso concreta sul rapporto tra verità, senso e formazione umana. È una lettura preziosa per chi crede che educare significhi non solo istruire, ma accompagnare ogni persona nella costruzione consapevole della propria identità e del proprio futuro.
Un libro per adulti che educano e si lasciano educare, tra psicologia, spiritualità e vita quotidiana, per abitare la relazione con più consapevolezza. Con uno stile chiaro e accessibile, arricchito da esempi concreti, il libro accompagna il lettore in una riflessione autentica sulla figura dell'adulto oggi: genitore, insegnante, educatore, animatore. Al centro del percorso c'è la relazione educativa, intesa non come tecnica, ma come postura interiore che si costruisce nel tempo, a partire dalla propria storia personale, dalle ferite riconosciute e dalla capacità di ascolto. La prima parte offre chiavi di lettura psicologiche e relazionali, ispirate all'Analisi Transazionale, per comprendere meglio ciò che accade negli scambi quotidiani e nei momenti di fatica educativa. La seconda parte amplia lo sguardo integrando la dimensione spirituale e pastorale, attraverso riflessioni, racconti e immagini che aiutano a tenere insieme concretezza e profondità. Ne emerge un percorso di consapevolezza rivolto ad adulti che accettano la propria imperfezione e desiderano migliorarsi, per accompagnare la crescita degli altri con realismo, responsabilità e speranza.
Crescere è un atto di coraggio. Ogni età è importante, con i suoi rischi, ma anche con le sue straordinarie potenzialità. Nella formazione di un ragazzo ogni anno può essere decisivo, soprattutto nella misura in cui un adulto è capace di essere presente. Perché, pur senza sostituirsi agli sforzi che un giovane deve saper affrontare, adulto è chi sa testimoniare una vita buona accompagnando, incoraggiando, ricominciando sempre. Anche se i giovani a volte ci guardano come fossimo estranei, siamo noi la loro "prima scuola". E per educare dobbiamo "esserci" e non delegare. Non possiamo abbandonarli in balìa di se stessi. La nostra cura per l'educazione sarà il prezioso e insostituibile tesoro che lasceremo loro in eredità.
Che cosa cercano davvero i ragazzi di oggi? In un tempo segnato da solitudine, distrazione e fragilità crescente, la scuola si trova al centro di una sfida decisiva: educare non solo alla conoscenza, ma al significato della vita. Questo libro raccoglie anni di esperienza educativa vissuta in prima linea tra i banchi. Attraverso episodi concreti, dialoghi e riflessioni nate dal rapporto quotidiano con gli studenti, l’autore mette in luce le domande più urgenti che abitano il mondo giovanile: il bisogno di essere riconosciuti, la paura di restare soli, la ricerca di una felicità che non sia fragile e provvisoria. Più che un semplice diario scolastico, queste pagine offrono un contributo al dibattito educativo contemporaneo, mostrando che il cuore dell’educazione non è una tecnica o un metodo, ma la presenza di adulti capaci di guardare i ragazzi con verità e responsabilità. Un testo rivolto a insegnanti, educatori e genitori che desiderano comprendere meglio le sfide educative del nostro tempo e affrontarle con uno sguardo nuovo.
"Tore my shirt to stop you bleedin'... Na na na". La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori "disastrosi" di Giulia, i Costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. Un'ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.
Con l’Osservatorio Permanente Educazione Civica, Diritti, Sostenibilità "In memoria del prof. Franco Anelli", l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Associazione Robert F. Kennedy Foundation of Italy Onlus hanno posto al centro della riflessione, e di possibili itinerari di ricerca futura, il monitoraggio dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado (come da legge 20 agosto 2019, n. 92). Questa pubblicazione presenta la prima indagine quantitativa condotta a livello nazionale per osservare la situazione attuale in relazione all’organizzazione, alla metodologia didattica, alle tematiche dei diritti umani, alla partecipazione degli studenti, al coinvolgimento delle famiglie e del territorio e ai processi di formazione del personale docente. L’indagine ha coinvolto più di 4000 docenti, dalla scuola dell’infanzia a quella primaria e secondaria, di primo e secondo grado, distribuiti negli Istituti scolastici di tutto il territorio nazionale. L’analisi dei dati restituisce agli insegnanti, ai dirigenti e all’amministrazione scolastica elementi concreti di conoscenza non solo sull’attuazione dell’insegnamento dell’educazione civica, ma anche sui processi attraverso cui i valori costituzionali e democratici ispirano e orientano la vita e il curricolo della scuola. Si offre così uno strumento per le scuole che desiderano avviare processi di valutazione del ruolo dell’educazione civica nella propria realtà e mettere a fuoco orientamenti e scelte coerenti. Si delineano inoltre le ipotesi di ricerca che l’Osservatorio intende intraprendere nel prossimo futuro, mettendo in sinergia la scuola, le università, il tessuto sociale e civile per la promozione della cittadinanza attiva. Prefazione di Elena Beccalli e Stefano Lucchini.
In un mondo sempre più caotico e iperstimolante, il silenzio rappresenta una dimensione sconosciuta, spesso respinta, ma profondamente necessaria. Una bella sfida, soprattutto per i bimbi.
percorso proposto, dal taglio pratico, è frutto di anni di sperimentazione e si basa su un'idea chiave: arrivare al silenzio con l'aiuto della musica, grazie a un ascolto di tipo contemplativo che coinvolge corpo e mente.
Elena Soprano è autrice per ragazzi, adulti e musicoterapeuta. Si occupa di critica di letteratura per l'infanzia e e conduce laboratori lettura e percorsi di di ascolto musicale. Nella vita diurna è una maestra.
Lo sviluppo umano integrale è un processo complesso, fondato su relazioni che si costruiscono nei diversi contesti in cui la persona vive e agisce. Per il magistero cattolico, esso riguarda ogni persona e tutta la persona, considerata come unità armonica di corpo, mente e spirito. Tuttavia, esistono reali minacce a tale sviluppo: tra queste, l’abuso mina l’integrità della persona e produce conseguenze disabilitanti sul corpo, sulla mente e sullo spirito. Senza un adeguato supporto, la vittima si vede privata delle opportunità necessarie per sviluppare le capacità fondamentali descritte da Martha Nussbaum nel suo Capabilities approach, e che le permetterebbero di fiorire. La prospettiva del Safeguarding implica la responsabilità di tutti nel costruire relazioni, spazi e processi sicuri. Il volume mostra come questa pratica rappresenti un ponte e un’opportunità di dialogo tra l’idea di sviluppo umano integrale e il modello delle capacità, offrendo una visione che integra etica, antropologia e cura della persona.
Nel tempo in cui la violenza diventa quotidianità e la speranza sembra affievolirsi, il Dott. Aceti affronta con lucidità il nodo della crisi educativa contemporanea. In tre tappe essenziali analizza la deriva sociale in cui siamo immersi, smonta le risposte illusorie che oscillano tra nostalgia e tecnocrazia e indica nell’educazione al vero, al buono e al bello la via per ricostruire una società più umana. Educare non è trasmettere nozioni, ma generare sguardi: un’arte che trasforma chi la esercita e chi la riceve.

