
Crescere è un atto di coraggio. Ogni età è importante, con i suoi rischi, ma anche con le sue straordinarie potenzialità. Nella formazione di un ragazzo ogni anno può essere decisivo, soprattutto nella misura in cui un adulto è capace di essere presente. Perché, pur senza sostituirsi agli sforzi che un giovane deve saper affrontare, adulto è chi sa testimoniare una vita buona accompagnando, incoraggiando, ricominciando sempre. Anche se i giovani a volte ci guardano come fossimo estranei, siamo noi la loro "prima scuola". E per educare dobbiamo "esserci" e non delegare. Non possiamo abbandonarli in balìa di se stessi. La nostra cura per l'educazione sarà il prezioso e insostituibile tesoro che lasceremo loro in eredità.
"Tore my shirt to stop you bleedin'... Na na na". La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori "disastrosi" di Giulia, i Costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. Un'ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.
Con l’Osservatorio Permanente Educazione Civica, Diritti, Sostenibilità "In memoria del prof. Franco Anelli", l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Associazione Robert F. Kennedy Foundation of Italy Onlus hanno posto al centro della riflessione, e di possibili itinerari di ricerca futura, il monitoraggio dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado (come da legge 20 agosto 2019, n. 92). Questa pubblicazione presenta la prima indagine quantitativa condotta a livello nazionale per osservare la situazione attuale in relazione all’organizzazione, alla metodologia didattica, alle tematiche dei diritti umani, alla partecipazione degli studenti, al coinvolgimento delle famiglie e del territorio e ai processi di formazione del personale docente. L’indagine ha coinvolto più di 4000 docenti, dalla scuola dell’infanzia a quella primaria e secondaria, di primo e secondo grado, distribuiti negli Istituti scolastici di tutto il territorio nazionale. L’analisi dei dati restituisce agli insegnanti, ai dirigenti e all’amministrazione scolastica elementi concreti di conoscenza non solo sull’attuazione dell’insegnamento dell’educazione civica, ma anche sui processi attraverso cui i valori costituzionali e democratici ispirano e orientano la vita e il curricolo della scuola. Si offre così uno strumento per le scuole che desiderano avviare processi di valutazione del ruolo dell’educazione civica nella propria realtà e mettere a fuoco orientamenti e scelte coerenti. Si delineano inoltre le ipotesi di ricerca che l’Osservatorio intende intraprendere nel prossimo futuro, mettendo in sinergia la scuola, le università, il tessuto sociale e civile per la promozione della cittadinanza attiva. Prefazione di Elena Beccalli e Stefano Lucchini.
In un mondo sempre più caotico e iperstimolante, il silenzio rappresenta una dimensione sconosciuta, spesso respinta, ma profondamente necessaria. Una bella sfida, soprattutto per i bimbi.
percorso proposto, dal taglio pratico, è frutto di anni di sperimentazione e si basa su un'idea chiave: arrivare al silenzio con l'aiuto della musica, grazie a un ascolto di tipo contemplativo che coinvolge corpo e mente.
Elena Soprano è autrice per ragazzi, adulti e musicoterapeuta. Si occupa di critica di letteratura per l'infanzia e e conduce laboratori lettura e percorsi di di ascolto musicale. Nella vita diurna è una maestra.
Lo sviluppo umano integrale è un processo complesso, fondato su relazioni che si costruiscono nei diversi contesti in cui la persona vive e agisce. Per il magistero cattolico, esso riguarda ogni persona e tutta la persona, considerata come unità armonica di corpo, mente e spirito. Tuttavia, esistono reali minacce a tale sviluppo: tra queste, l’abuso mina l’integrità della persona e produce conseguenze disabilitanti sul corpo, sulla mente e sullo spirito. Senza un adeguato supporto, la vittima si vede privata delle opportunità necessarie per sviluppare le capacità fondamentali descritte da Martha Nussbaum nel suo Capabilities approach, e che le permetterebbero di fiorire. La prospettiva del Safeguarding implica la responsabilità di tutti nel costruire relazioni, spazi e processi sicuri. Il volume mostra come questa pratica rappresenti un ponte e un’opportunità di dialogo tra l’idea di sviluppo umano integrale e il modello delle capacità, offrendo una visione che integra etica, antropologia e cura della persona.
Nel tempo in cui la violenza diventa quotidianità e la speranza sembra affievolirsi, il Dott. Aceti affronta con lucidità il nodo della crisi educativa contemporanea. In tre tappe essenziali analizza la deriva sociale in cui siamo immersi, smonta le risposte illusorie che oscillano tra nostalgia e tecnocrazia e indica nell’educazione al vero, al buono e al bello la via per ricostruire una società più umana. Educare non è trasmettere nozioni, ma generare sguardi: un’arte che trasforma chi la esercita e chi la riceve.
Il volume raccoglie gli Atti del secondo seminario del progetto Esperienza educativa salesiana che l'Università Pontificia Salesiana e la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium hanno avviato in preparazione alla ricorrenza dei 150 anni del celebre scritto di don Bosco sul Sistema Preventivo. Questa tappa del percorso si è concentrata sulla crescita dei giovani, sulla costruzione dell'identità e sulle sfide legate alla maturazione della coscienza personale.
Prendendo le mosse dallo sguardo di don Bosco sui giovani, il seminario ha elaborato la questione in ottica psico-pedagogica, filosofica e teologica, cercando di promuovere una prospettiva transdisciplinare e un fecondo dialogo di saperi. Quali sono i compiti di sviluppo delle diverse tappe della crescita? Come reinterpretare oggi l'antropologia sottesa alla visione di don Bosco? Quale domanda spirituale abita l’inquietudine dei giovani?
A queste domande cercano di rispondere i saggi del volume, attingendo alla tradizione salesiana e promuovendone l'attualizzazione. I contributi, frutto di solida ricerca accademica ma scritti con linguaggio ampiamente accessibile, costituiscono un ottimo strumento formativo per educatori, formatori e ricercatori interessati a ripensare il Sistema Preventivo per i giovani di oggi.
La narrazione è protagonista fondamentale nello sviluppo dei bambini fin dai primi anni di vita. Gli effetti benefici che porta nella crescita del bambino sono innumerevoli. È un grande ponte, una forma di mediazione che è anche un linguaggio per mezzo del quale riusciamo ad accorciare le distanze. E oggi, di quel ponte di parole per passare da una riva all’altra, da un mondo all’altro, c’è grande bisogno. Farci comprendere dai nostri figli e alunni e capirli, creare un collegamento chiaro e immediato, utilizzare consapevolmente le narrazioni, aumenta la qualità della relazione fra adulti e bambini e offre molteplici risorse per creare significati e costruire esperienze di valore. In questo libro, corredato di storie e prospettive pratiche di invenzione e narrazione, Elisa Mazzoli racconta esperienze concrete e fornisce consigli e strategie per sintonizzarsi con la modalità narrativa e sperimentarsi come "genitori storiatori" e "insegnanti narranti", attenti a una comunicazione con l’infanzia semplice ma non semplificata, rispettosa e chiara, attraverso il linguaggio spontaneo e potente della narrazione.
Lo smartphone è ormai un regalo quasi scontato alla prima Comunione. Pochi però si chiedono se sia una buona idea mettere nelle mani di un bambino uno strumento così delicato. Scegliere l’età giusta per dare a un ragazzo un cellulare è una decisione importante, perché spalanca le porte di un nuovo mondo, ricco e complesso, destinato a occupare una parte importante della vita di chi lo utilizza. Con questa guida l’autrice invita ogni genitore, insegnante, educatore a valutare attentamente i motivi per cui varrebbe la pena aspettare a regalare uno smartphone. Non per demonizzare uno strumento dalle straordinarie potenzialità, ma per usarlo al meglio.
Tra memoria, profezia e giustizia sociale si gioca la nostra fedeltà al presente. La memoria custodisce le radici e impedisce di smarrirci, la profezia denuncia le ombre e apre strade nuove, la giustizia sociale traduce tutto in scelte concrete. Tre vie che si intrecciano in un unico principio, semplice e radicale: Ne perdantur - che nessuno vada perduto. Questo libro non è un saggio astratto, ma un cammino militante: attraversa la voce dei profeti, le intuizioni pedagogiche di San Leonardo Murialdo, l’eredità di Joseph Cardijn e della GiOC (Gioventù Operaia Cristiana), i sogni di giovani che chiedono futuro, i testi del magistero di Papa Francesco e le sfide di una Chiesa che vuole ancora "abitare il mondo" con umanità. È un’opera che raccoglie esperienze educative, riflessioni sulla governance, narrazioni di comunità e pratiche di giustizia sociale, per dire che la fedeltà al Vangelo oggi passa attraverso la scelta di non perdere nessuno. Ogni pagina è un invito a custodire la memoria, a vivere la profezia e a trasformare la giustizia sociale in responsabilità condivisa. Un manifesto educativo e pastorale che chiede di sporcarci le mani nella storia, con lo sguardo alto e il cuore saldo. Questo libro è per formatori, educatori, operatori pastorali, militanti, comunità: per tutti coloro che non vogliono rinunciare al sogno di una società più giusta e di una Chiesa che cammina con i poveri e i giovani. Ne perdantur: la promessa che ci tiene insieme, il principio che ci spinge avanti.
Viviamo un tempo nel quale sembra essersi persa l'importanza di uno sguardo sui bambini attento ai loro bisogni e alla loro crescita. Si è normalmente impegnati a osservare eventi che li rendano unici nel loro essere e quindi capaci di rifornire narcisisticamente l'adulto che sta accanto: tale modo di guardare il bambino non permette chiaramente di coglierlo nel pieno della sua soggettività. Questo volume è dedicato alla comunicazione e alla relazione con il bambino per genitori, educatori e altre figure che cercano un contatto empatico con i più piccoli per intercettarne bisogni, desideri, emozioni. Un testo che propone un approccio pratico, senza trascurare tuttavia una rigorosa prospettiva scientifica, per offrire una visione integrata del bambino mettendo in comunicazione i vari aspetti della sua persona e i diversi ambienti nei quali vive. Che posto hanno le emozioni? Come posso gestire le sue crisi? Le regole sono importanti? Sta diventando grande, che fare? Domande fondamentali e urgenti per tanti genitori che, consapevoli di non poter essere perfetti e di avere a che fare con il mestiere più difficile, possono trovare in questo testo una bussola: ogni capitolo si apre con il racconto di una situazione che fa emergere il punto di vista della famiglia, del pediatra e della scuola, a cui segue un commento volto a mettere in luce i significati sottesi alle dinamiche descritte così da delineare le modalità di ascolto e relazione tra adulto e bambino.
Viviamo un tempo nel quale sembra essersi persa l’importanza di uno sguardo sui bambini attento ai loro bisogni e alla loro crescita. Si è normalmente impegnati a osservare eventi che li rendano unici nel loro essere e quindi capaci di rifornire narcisisticamente l’adulto che sta accanto: tale modo di guardare il bambino non permette chiaramente di coglierlo nel pieno della sua soggettività. Questo volume è dedicato alla comunicazione e alla relazione con il bambino per genitori, educatori e altre figure che cercano un contatto empatico con i più piccoli per intercettarne bisogni, desideri, emozioni. Un testo che propone un approccio pratico, senza trascurare tuttavia una rigorosa prospettiva scientifica, per offrire una visione integrata del bambino mettendo in comunicazione i vari aspetti della sua persona e i diversi ambienti nei quali vive. Che posto hanno le emozioni? Come posso gestire le sue crisi? Le regole sono importanti? Sta diventando grande, che fare? Domande fondamentali e urgenti per tanti genitori che, consapevoli di non poter essere perfetti e di avere a che fare con il "mestiere" più difficile, possono trovare in questo testo una bussola: ogni capitolo si apre con il racconto di una situazione che fa emergere il punto di vista della famiglia, del pediatra e della scuola, a cui segue un commento volto a mettere in luce i significati sottesi alle dinamiche descritte così da delineare le modalità di ascolto e relazione tra adulto e bambino.

