
«Ciascuno cresce solo se sognato», scriveva Danilo Dolci. Eppure oggi in Italia a troppi bambini e bambine e a troppi adolescenti manca di essere sognati, e loro stessi sognano poco, sognano da soli, a volte non sognano più. La povertà educativa – la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare, coltivare talenti e aspirazioni – è uno dei volti più duri della disuguaglianza, una minaccia concreta per la tenuta democratica del paese. Promosso da Caritas Italiana, questo volume riunisce voci autorevoli della ricerca, delle istituzioni e del terzo settore per definire, misurare e soprattutto provare a contrastare il fenomeno. Dai dati alle politiche, dalle esperienze dei territori alle storie di alleanze e riconciliazioni, emerge una convinzione: nessuno educa da solo. È la comunità educante – famiglie, scuole, parrocchie, quartieri – il terreno in cui il seme del cambiamento può germinare. Un libro per chi crede che restituire ai ragazzi e alle ragazze il diritto di sognare sia responsabilità di tutti e che ogni comunità possa farsi luogo di speranza.
Che cosa significa crescere oggi, in un tempo segnato da incertezza, crisi e trasformazioni profonde? E quali risorse permettono alle nuove generazioni di continuare a guardare al futuro con fiducia? Il volume esplora il mondo emotivo e valoriale delle Generazioni Zeta e Alpha, mettendo al centro la speranza: non un ingenuo ottimismo, ma la capacità di immaginare obiettivi, riconoscere strade possibili e sentirsi in grado di percorrerle. Attraverso i risultati di una ricerca condotta su un campione rappresentativo italiano di 815 adolescenti e approfondita con focus group, si indaga il rapporto tra speranza, valori, fondamenti morali, ricerca di significato, empatia, rabbia e paura di fallire. Ne emerge un ritratto articolato, lontano dagli stereotipi che descrivono ragazze e ragazzi come persone disorientate, individualiste o prive di riferimenti. Le nuove generazioni mostrano una forte sensibilità verso la cura, la giustizia e la reciprocità, ma anche la fatica di trasformare desideri e aspirazioni in progetti concreti. La speranza appare più solida quando riguarda il futuro personale, mentre diventa fragile di fronte alle grandi questioni collettive e alle trasformazioni del mondo. Il libro offre dati, interpretazioni e prospettive educative rivolte a insegnanti, genitori, professionisti e, in generale, al mondo adulto chiamato ad accompagnare l’adolescenza. Perché sostenere la speranza non significa invitare semplicemente a "pensare positivo", ma costruire contesti, relazioni e opportunità capaci di rendere il futuro realmente pensabile e accessibile.
«Le parole non sono innocenti: capire come ‘genere' si è trasformato in spauracchio globale significa capire molto di più del mondo in cui viviamo.» Da termine grammaticale neutro è diventato un concetto filosofico, sociologico e politico tra i più discussi del nostro tempo. Come si è arrivati fin qui? Vera Gheno ripercorre la storia di questa parola - attraverso dizionari, trattati scientifici, documenti vaticani e dichiarazioni politiche - per mostrare come il suo significato si sia trasformato nel corso dei decenni, e perché oggi faccia così paura a molti. Dall'antropologa Margaret Mead alla filosofa Judith Butler, dallo psichiatra Robert Stoller alle conferenze ONU degli anni Novanta, fino alle offensive retoriche dei movimenti anti-gender e alle politiche di Trump, Meloni e Orbán: "Genere" ricostruisce con rigore e chiarezza il percorso che ha trasformato una categoria analitica in uno spauracchio globale. Pagina dopo pagina, capiremo che non è del gender che dobbiamo avere paura, ma di chi usa questo termine come una minaccia.
Cosa accade quando l'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati prende for ma nelle case delle persone comuni?
Il progetto Rifugio Diffuso nasce nel 2008 da un'iniziativa della Città di Torino che diventa così il primo comune in Italia a sperimentare un progetto di accoglienza in famiglia rivolto a rifugiati e richiedenti asilo. Il progetto offre ai beneficiari vitto, alloggio, percorsi di sostegno e accompagnamento attraverso la collaborazione di associazioni, organizzazioni di volontariato, singoli cittadini e nuclei familiari. Nel 2015 il progetto viene portato all'interno del sistema di accoglienza nazionale, coinvolgendo negli anni successivi oltre duecento rifugiati e più di sessanta nuclei ospitanti. Nel 2025, le modifiche al manuale di rendicontazione del sistema nazionale sembrerebbero chiudere di fatto la stagione di Rifugio Diffuso, aprendo una fase di incertezza, che rende ancora più significativo riflettere sul portato di questa esperienza.
Le pagine di questo libro ricostruiscono la storia del progetto e raccontano alcune esperienze di accoglienza, dando voce alle famiglie che hanno ospitato e ai rifugiati che sono stati accolti. Emergono così le piccole vittorie di un'inclusione costruita sulle relazioni e sul vivere insieme quotidiano, condividendo lo spazio della casa, ma anche le fatiche dell'incontro e delle condizioni strutturali e istituzionali che modellano la condizione dei rifugiati in Italia.
Magda Bolzoni, sociologa, lavora presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino. Si interessa di migrazioni, migrazioni forzate e diritto d'asilo e le sue ricerche affrontano temi di stratificazione socio-spaziale, disuguaglianze e trasformazioni urbane.
Davide Donatiello, sociologo, lavora presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino. Ha svolto attività di ricerca su integrazione socio-economica degli immigrati, iniziative di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, sfruttamento della manodopera straniera nelle filiere agroalimentari, accesso ai servizi socio-sanitari di persone con background migratorio.
Il primo vocabolario dell'anima per chi opera nel sociale: dove la tecnica si ferma, inizia la ricerca di un senso che trasforma il «fare» in autentica cura dell'umano. «Mai come in questo tempo uomini e donne avvertono che non è sufficiente "fare bene" ciò che sono chiamati a fare; desiderano comprendere il significato del loro agire, il contributo reale che offrono alla costruzione del bene comune, la visione dell'essere umano che sostiene le loro scelte. Quando il lavoro perde il suo orizzonte di senso diventa fatica muta, talvolta alienazione. Quando invece è riconosciuto come partecipazione a un'opera più grande, allora anche la fatica si trasfigura in responsabilità condivisa.» Parte da qui il percorso che questo volume intende tracciare affrontando il tema del lavoro sociale, con le sue complessità, specificità, fatiche, opportunità. In particolare, gli autori approfondiscono un tema raramente affrontato nella formazione professionale: il rapporto tra spiritualità e lavoro sociale, proponendosi di dare risposta, o meglio di "stare dentro" le domande di senso di chi lavora in ambito sanitario e di cura: come tenere insieme princìpi etici condivisi e pluralismo spirituale? Come custodire la dignità della persona senza imporre una visione confessionale? Domande sul senso del dolore, sul valore del limite, sulla fragilità delle relazioni.
A seguito della crisi internazionale, certificata dalla "terza guerra mondiale a pezzi", e del fallimento del mondo multilaterale, ci si trova di fronte a un ordine mondiale che sembra costruirsi senza Dio. Il libro cerca di indagare quali risposte a questo nuovo ordine possano venire dalla dottrina sociale della Chiesa. E in che modo essa possa "adattarsi" ai nuovi diritti, alle nuove guerre, alle nuove richieste di pace.
Nel 2025 i giovani hanno fatto sentire la propria voce in ogni parte del mondo. Dalle piazze del Nord Africa ai campus europei, dai movimenti per il clima alle richieste di pace e di giustizia sociale, la Generazione Z si è mostrata consapevole delle sfide globali, ma anche pronta a non rassegnarsi di fronte a difficoltà quotidiane come l'accesso alla casa, la stabilità lavorativa, la qualità dei servizi di welfare. L'edizione 2026 del Rapporto analizza il modo in cui i giovani affrontano questo complesso scenario, cercando di capire cosa frena e cosa favorisce il loro ruolo attivo nei percorsi di vita e nel contesto sociale ed economico. Attraverso una lettura comparata, il volume fotografa con rigore e sensibilità i mutamenti che attraversano le nuove generazioni, mettendo in luce i principali nodi critici e le risorse emergenti. Tra i temi approfonditi, la mobilità internazionale e le nuove forme di cittadinanza globale; le disuguaglianze economiche, territoriali e di salute; le relazioni affettive e i nuovi modi di costruire legami di fiducia; l'impatto delle fake news e dei nuovi media digitali sulla formazione delle opinioni e dei comportamenti civici; le esperienze di partecipazione al Giubileo.
«Una volta, scherzando, l'avvocato Agnelli mi chiese: "Ma quanti sono gli italiani del ceto medio?". Io gli risposi: "Guardi sono tutti, tranne lei e qualche disperato"»: è l'incipit ironico e veritiero con cui Giuseppe De Rita avvia le sue conversazioni con Mirko Grasso sulla realtà italiana che ha indagato, interpretato e conosciuto come nessun altro. Queste pagine hanno il sapore di un mosaico della nostra identità, una mappa attraverso cui ripercorrere i tratti di continuità e discontinuità del Paese, riconoscere il cambiamento, prima, e i fattori di ripiegamento della società italiana, dopo. De Rita ci spiega il complesso fenomeno nella dimensione contemporanea e prospetta sempre possibili vie d'uscita, ancora non disposto a rassegnarsi a quel che sembra un inevitabile declino.
Quando una comunità vive un tempo di grande cambiamento, come sta accadendo oggi alla maggioranza di esse, ciò che è veramente decisivo è la lettura del rapporto tra il passato, il presente e il futuro. Il re Ezechia, di cui parla il Libro dei Re, fece una riforma religiosa e civile fondamentale per il suo popolo. Tra le sue azioni decisive ci fu la conservazione dell’arca dell’alleanza voluta da Mosè e la distruzione del bastone di bronzo, a forma di serpente, che pure era di Mosè, il "fondatore". Ezechia dovette gestire l’eredità del passato, discernendo tra la parte buona da custodire (l’arca) e quella da dimenticare (il serpente), dopo avergli reso la dovuta gratitudine. Così è per le comunità, anche quelle di oggi le quali, per avere ancora futuro, devono operare scelte simili a quelle di quel Re giusto. Il libro continua la riflessione di Bruni sulle comunità spirituali e ideali - articolata lungo tre assi: il carisma, le persone, le strutture - andando a individuare le sfide cruciali da affrontare perché la promessa di ieri si possa compiere, incarnandosi in strutture che favoriscano la fioritura del carisma e delle sue persone.
A partire dalla fine dell'Ottocento si intensifica in Francia il dibattito sul rapporto tra religione e laicità e si moltiplicano i tentativi di dialogo tra credenti e non credenti su questioni di interesse comune. In questo clima si colloca, a pochi mesi dall'inizio della Prima Guerra Mondiale, l'ultima conferenza di Émile Durkheim, testamento spirituale di un intellettuale che per decenni si è misurato con una dimensione della società dalla quale si sentiva distante eppure profondamente attratto. La religione è tanto universale e costante nella storia dell'umanità da non poter essere soltanto un'illusione. Ben più che un sistema di idee, è un sistema di forze che l'individuo sente in sé per far fronte alle prove e alle difficoltà della vita. Non esiste allora un'interpretazione esclusivamente razionale del sentimento religioso: l'unico modo per comprenderlo davvero è sentirlo così come lo sente il credente.
La cosiddetta «generazione-Z» si trova oggi al centro di un intenso dibattito teso a comprenderne gli atteggiamenti, i comportamenti, le opinioni. Chi sono davvero i giovani di questa generazione? Quali speranze li animano e quali inquietudini li attraversano? Il libro si propone di rispondere a questi interrogativi concentrandosi su un segmento molto caratterizzato: gli studenti universitari. Basato sui risultati di un'ampia e rigorosa ricerca empirica condotta in tre grandi atenei del Nord Italia, il volume ricostruisce le rappresentazioni delle minoranze - etniche, religiose, sessuali, immigrate - elaborate dagli studenti. Ne emerge un quadro spesso inatteso che contribuisce a illuminare parte del modo in cui i giovani adulti italiani guardano al presente e al futuro della società.
Le società avanzate di oggi si presentano a prima vista come complesse e poco comprensibili. Corrono sempre più veloci, tra schermi, social media e una realtà sempre più dematerializzata. Molte le etichette proposte per definirle, ma finora nessuna si è rivelata pienamente soddisfacente. Quel che appare, però, evidente a tutti è che viviamo in una ‘società sovreccitata’. I media digitali producono una successione accelerata di ‘choc’ informativi che impattano su una struttura sociale composta da individui resi più vulnerabili dall’ideologia neoliberista che ne ha polverizzato le strutture portanti. Attraverso 10 concetti chiave - dal ‘capitalismo estetico’ all’‘iperconsumo’, dall’‘iperdivismo’ al ‘corpo-flusso’ e al ‘biocapitalismo’ - l’autore si chiede se le caratteristiche del mondo attuale siano radicalmente nuove rispetto a quelle della modernità tradizionale e non piuttosto il risultato di una loro intensificazione.

