
A partire dal 2006 le Comunità pastorali, nate dall'intuizione dell'Arcivescovo Dionigi Tettemanzi, sono diventate una delle realizzazioni più evidenti della pastorale di insieme della Diocesi di Milano. Diffuse ormai su tutto il territorio, esse hanno richiamato un crescente attenzione come testimonia la sessione del Consiglio pastorale diocesano: queste pagine, a partire dai lavori dell'assemblea, desiderano offrire un ulteriore apporto alla riflessione, tanto più utile quanto più frutto del confronto e dell'ascolto reciproco tra laici, Vicari episcopali, Arcivescovo. Dopo aver pubblicato i testi fondamentali e alcune tracce di lavoro nel volume "La Comunità pastorale" la Commissione arcivescovile per la Pastorale di insieme e le nuove Figure di ministerialità mette a disposizione questo nuovo strumento, nel desiderio di favorire ogni ulteriore contributo.
Raccolta di Scritti teologici sulla Chiesa di Dio e degli uomini.. Questa raccolta è organizzata in tre sezioni: la Chiesa e lo Spirito della storia, la Comunione nella Chiesa e la Chiesa e la sua missione.
Contenuto
Un itinerario formativo per chi è impegnato nel dialogo pastorale e spirituale con le persone sul versante delle dinamiche personali che intercorrono tra il consigliere e il consultante. Vengono approfonditi i seguenti temi: il discernimento spirituale nella sua specificità e nel suo attuarsi entro il dialogo pastorale, la configurazione del destinatario nella tipologia delle varie strutture di personalità, le sue dinamiche vocazionali, il dialogo pastorale, come essere e come fare i consiglieri e come i consultanti. Ogni capitolo è corredato di esercizi per facilitare la formazione personale dell’accompagnatore spirituale.
Destinatari
Operatori pastorali. Sacerdoti, educatori vocazionali e spirituali.
Autore
Giuseppe Sovernigo psicologo e psicoterapeuta nei settori liturgico, pastorale, educativo e vocazionale. È docente di psicologia e celebrazione liturgica presso l’Istituto di liturgia pastorale di Santa Giustina in Padova e di psicologia e azione pastorale presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo: Rito e persona, simbolismo e celebrazione liturgica, aspetti psicologici, 1998; Senso di colpa, peccato e confessione 2001; Educare alla fede 2002; Poter amare, 2002; Il celebrante, fedele o presidente, e la partecipazione liturgica, 2003; Vivere la carità 2003; L’umano in confessione, 2004. È inoltre autore di itinerari per laboratori formativi: Amare con tutto il cuore, 5 volumi, 2004; Come relazionarsi, 5 volumi, 2005; Il cammino spirituale, 4 volumi, 2007; Con Pietro al seguito di Gesù, 2 volumi, 2009.
Descrizione dell'opera
Il volume, ormai un classico nel suo genere, si propone di trattare dell'incontro che, tra II e III secolo, il messaggio cristiano ha con l'ambiente ellenistico e degli aspetti che di quest'ultimo trattiene nell'elaborazione del proprio pensiero. La materia, di per sé immensa, è indagata attenendosi a quanto appare più significativo nel contatto col mondo greco, senza trascurare tuttavia la tradizione ecclesiale e l'eredità giudeo-cristiana.
L'interesse del saggio non sta soltanto nella ricchezza della documentazione, ma anche nell'interpretazione proposta, ancor oggi interessante per l'acume e la cultura con cui l'autore riesce a offrire il quadro delle problematiche d'insieme.
Sommario
Prefazione. I. La preparazione evangelica. 1. Il discorso missionario. 2. La sapienza delle nazioni. 3. Omero presso i Padri della Chiesa. 4. Platone nel platonismo medio cristiano. 5. Aristotele e l'apologetica cristiana. II. L'esposizione della fede. 1. La tradizione apostolica. 2. I dati catechetici. III. La dimostrazione evangelica. Introduzione. 1. Giustino e l'Antico Testamento. 2. L'esegesi di Ireneo e Melitone. 3. Clemente Alessandrino esegeta. 4. Ippolito e l'estensione della tipologia. 5. Il metodo esegetico di Origene. 6. Tipologia retorica in Metodio. IV. I problemi teologici. 1. Filosofia e teologia. 2. La trascendenza di Dio. 3. La persona del verbo. 4. Problemi d'antropologia. 5. La demonologia. V. La gnosi cristiana. Introduzione. 1. La gnosi in Clemente Alessandrino. 2. La gnosi in Origene. Conclusione. Bibliografia. Indice delle citazioni.
Note sull'autore
Jean Daniélou (1905-1974) fu tra i massimi esponenti della nouvelle théologie. Dopo gli studi di lettere e filosofia alla Sorbona, nel 1927 divenne professore associato di grammatica. Entrò poi nella Compagnia di Gesù nel 1929 e si dedicò all'insegnamento. Continuò quindi gli studi di teologia nella Facoltà cattolica di Lione. Fu ordinato presbitero nel 1938. Terminata la guerra, durante la quale fu arruolato nelle forze aeree, completò il suo dottorato in teologia nel 1942. Lo stesso anno divenne cappellano di un collegio femminile di Sèvres e fondò la collana Sources Chrétiennes in collaborazione con Henri de Lubac, favorendo così la riscoperta dei Padri della Chiesa. Nel 1944 ricevette la cattedra di storia antica del cristianesimo all'Institut catholique di Parigi, del quale sarebbe diventato il decano. Su richiesta di papa Giovanni XXIII prese parte al concilio Vaticano II a titolo di esperto. Nel 1969 fu eletto arcivescovo titolare di Taormina e consacrato vescovo a Parigi. Partecipò alla I Assemblea straordinaria del sinodo dei vescovi, celebrata in Vaticano dall'11 al 28 ottobre 1969. Fu eletto membro dell'Académie française nel 1972. Fu inoltre nominato cavaliere della Legione d'onore. Tra le sue opere le EDB hanno pubblicato: Le origini del cristianesimo latino. Storia delle dottrine cristiane prima di Nicea (1993), La teologia del giudeo-cristianesimo (1998).
978882631772 Il volume è stato pensato come uno strumento utile ai fini della comprensione del Pentateuco e dei Libri Storici della Bibbia ebraica. Esso nasce dall'insegnamento e mira a facilitare l'approfondimento dei testi e delle problematiche che si affrontano nei percorsi di formazione degli Istituti Superiori di Scienze Religiose e delle Facoltà Teologiche, non mancano studi seri e approfonditi su questi argomenti; più raro è, invece, disporre di un manuale che tratti in maniera accessibile e, allo stesso tempo, scientifica le principali questioni in rapporto alla ricerca sul Pentateuco e sui Libri Storici, e che comprenda al suo interno anche alcuni saggi di esegesi. L'intento del manuale è quello di porre ordine nell'ampio e intricato quadro degli studi biblici sulla Tôrâ e sui libri della tradizione storica, esponendo sia le principali acquisizioni e le questioni sulle quali è ancora aperto il dibattito, sia due «focalizzazioni» attorno ai temi della terra e della Legge, temi ritenuti fondamentali per una sintesi teologica dei testi. Due sezioni compongono il volume, nella prima si affrontano le questioni fondamentali quali: i problemi letterari e la paternità mosaica del Pentateuco con la storia relativa agli studi sulla sua formazione e compilazione. Anche in rapporto alle tradizioni del Deuteronomista e del Cronista si presenta lo status quaestionis e le attuali convinzioni degli autori. Nella seconda parte del manuale si collocano sette brani di esegesi. Infine, quattro excursus raggruppati nell'appendice (sulla storicità degli avvenimenti dell'esodo, sul genere letterario, sulle quattro fonti e sul metodo storico-critico) racchiudono argomenti importanti sui quali spesso, nella didattica, è stato necessario indugiare ai fini di una migliore comprensione delle questioni.
Sebastiano Pinto, è nato a San Vito dei Normanni (BR) ed è presbitero della diocesi di Brindisi-Ostuni. Ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, il Dottorato in Teologia con Specializzazione Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana e la Laurea in Sociologia presso l'Università degli Studi di Lecce. È docente di esegesi dell'Antico Testamento nella Facoltà Teologica Pugliese presso l'Istituto Teologico Pugliese (Molfetta) e l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Brindisi.
Il testo presenta un saggio di escatologia.
DESCRIZIONE
Da Castelgandolfo all’Arizona, e da qui fino ai limiti dell’universo, dentro i misteri delle origini e dell’evoluzione. Un affascinante viaggio di Riccardo Chiaberge in compagnia di due grandi scienziati: il cattolico George Coyne, gesuita e astronomo di papa Wojtyla, e il laico Arno Penzias, ebreo tedesco scampato ai Lager e premio Nobel della fisica. Quali sono le radici del secolare conflitto tra Chiesa e scienza? Può uno scienziato essere credente? È davvero chiuso il caso Galileo? E che argomenti hanno i nemici di Darwin? Sul filo conduttore di un appassionato scambio di idee, il libro racconta fatti, luoghi e personaggi simbolo alle frontiere tra ragione e religione. I compagni di viaggio di Chiaberge divergono su molte cose, ma almeno su un punto concordano: l’urgenza di un dialogo che superi fondamentalismo e ateismo dogmatico. Fede e scienza non sono incompatibili, devono rispettarsi a vicenda come due sfere autonome di pensiero, e la ricerca deve essere libera da condizionamenti ideologici e religiosi.
LA STAMPA
«Un piccolo libro che si presta a diversi usi, tutti utili».
Corriere della Sera
L'AUTORE
Riccardo Chiaberge dirige il supplemento domenicale del Sole 24 Ore. Tra i suoi libri, Ingegneri della vita (1988, con il premio Nobel Renato Dulbecco), Cervelli d'Italia (1966), L'algoritmo di Viterbi. Da profugo a re dei cellulari: la straordianria avventura di un italiano in America (2000) e Salvato dal nemico. 1944: una strage nazista nell'Italia divisa dall'odio (2004), gli ultimi due pubblicati da Longanesi.
DESCRIZIONE: Da qualche tempo nel mondo cristiano è vivamente avvertita l’aspirazione a una concentrazione essenziale dei contenuti oggettivi della fede, che renda più agevole e spontaneo al credente raccoglierli nell’unità della sua adesione soggettiva, del suo assenso a Cristo il quale, comunicandosi all’uomo, glieli ha rivelati. L’ambizione di creare una nuova formula sintetica delle credenze può tuttavia opportunamente cedere di fronte a una riscoperta e a un’interpretazione rinnovata, inserita nel nostro tempo e sintonizzata sulla nostra cultura, del compendio delle verità cristiane offerto, con l’autorevolezza della tradizione, dal Credo, dal Simbolo cosiddetto degli Apostoli, più originario e meno segnato da aspetti di controversia teologica del più ampio Credo niceno-costantinopolitano. L’autore di questa concisa riflessione, senza proporsi intenti “scientifici”, animato da passione apostolica, ha voluto esporre il Credo, in continuo riferimento principalmente alle fonti bibliche, per quelle persone, soprattutto laici, la cui cultura, magari ragguardevole in campo profano, risulta non adeguatamente informata in quello della fede cristiana, cosicché sperimentano una frattura, o almeno uno iato tra le due dimensioni della loro formazione. Elementi dottrinali, “catechetici” in senso preciso, doverosamente non sono trascurati, ma entrano in un discorso fluente, che cerca di sfuggire al minuto nozionismo e riconduce tutto alla centralità di Cristo, mostrando la continuità, attestata dal Credo, fra Scrittura e insegnamento ecclesiale. L’autore presenta, con discrezione, anche punti di vista, “opzioni” teologiche proprie.
COMMENTO: Una concisa riflessione in cui l'Autore, senza intenti "scientifici", animato da una passione apostolica, espone il Credo, con riferimento soprattutto alle fonti bibliche, anche per i non specialisti. Un libro per tutti.
GIULIO CITTADINI d.O. (Trento 1924) ha compiuto i suoi studi a Brescia nelle scuole pubbliche. Dopo la partecipazione alla Resistenza, è stato ordinato sacerdote nel 1950 presso l’Oratorio dei Padri della Pace di Brescia. Dottore in teologia a Venegono con una tesi su Armando Carlini, è stato docente di religione negli Istituti superiori e assistente per vari anni di FUCI e MEIC. È attivo in iniziative ecumeniche e sulla famiglia, e collabora con «Humanitas» e altre riviste. Presso la Morcelliana ha pubblicato: Elevato da terra (1987); Invitati a sperare (1996); La tenda e i paletti (Isaia 54,2) (2000); Sull’umiltà. Spunti di meditazione (2003) e Virtù quotidiane (2006).
La fine della seconda guerra mondiale ha introdotto una serie di cambiamenti che finiranno per obbligare la teologia a ripensare radicalmente il suo modello di missione. La fine del colonialismo, almeno sotto il profilo politico, ed il declino della egemonia occidentale imporranno l’urgenza di dare un volto “indigeno” alle chiese del sud del mondo. Il risultato sarà una missione mondiale segnata dal passaggio dalle missioni alle giovani chiese, e trascinerà con sé modificazioni tali da esigere il ripensamento di una diversa giustificazione della missione. La stessa comunione ecclesiale dovrà essere ripensata in termini di partenariato tra Chiese sorelle. L’urgenza di questa nuova riflessione investe sia il mondo cattolico che quello protestante e questo libro, con una analisi storica puntuale dei cambiamenti, mira a far risaltare il progressivo imporsi di un nuovo modello di missione.
Destinatari
Missionari religiosi e laici. Studiosi.
L’autore
Gianni Colzani, sacerdote della diocesi di Milano, ha conseguito il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica di Milano nel 1971. Attualmente è professore ordinario di Teologia della Missione nella Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana di Roma e invitato presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum. Già Assistente nazionale delle Equipes NotreDame e dell’Istituto delle Ausiliarie diocesane di Milano, si interessa di Antropologia teologica, Escatologia e Mariologia, temi su cui ha pubblicato molti contributi su dizionari e riviste.Vanta numerose pubblicazioni in ambito missiologico.
Mentre vive con ansia e forse con disillusione i drammatici fatti d'Ungheria del 1956, con L'umanità di Dio Karl Barth illustra e spiega la seconda "grande svolta" del suo pensiero passando dal Dio "totalmente Altro" al Dio che dice "sì" all'uomo, al Dio umano che in Gesù Cristo si fa egli stesso uomo.
"La sua libera affermazione dell'uomo, la sua libera partecipazione alla sua esistenza, il suo libero intervenire per lui, questa è l'umanità di Dio".
Un'umanità che riconosciamo nel Gesù testimoniato dai Vangeli, lieta novella della reale trasformazione del mondo in lui.
Così, ci dice Barth, se siamo veri testimoni della reale trasformazione del mondo in Gesù Cristo siamo persone che lottano: Dio ha voluto come partner un uomo libero, le cui azioni sono autentiche e valide.
Il volume comprende inoltre - in prima traduzione italiana - il saggio L'umanità di Cristo.
Paolo Miccoli ha insegnato per quasi quarant’anni nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana, dove ha anche diretto l’Istituto Superiore per lo Studio dell’Ateismo. Ha pubblicato per l’Urbaniana University Press: Storia della filosofia contemporanea (19922); Corso di estetica (1995); Homo loquens. Oralità e scrittura in occidente (1998); Storia della filosofia moderna (1999); Corpo dicibile. L’uomo tra esperienza e significato (2003); Umanesimo per il terzo millennio (2006); La voce di Clio (2008).
Descrizione
Dialettica, Storia, Morale-Religione, Estetica sono ‘stanze’ privilegiate della filosofia contemporanea. L’autore esplora l’ampio perimetro della modernità culturale percependone lo stato d’animo attraverso un serrato confronto con autorevoli interlocutori di vario orientamento filosofico (Giordano Bruno, Vico, Pascal, de Maistre, Hegel, Bergson, Nietzsche, Heidegger, Adorno, Blondel, Fabro, Del Noce, Capograssi, Pareyson, Sciacca e molti altri).
L’impegno della ricerca della verità che, da Agostino in poi, ha attraversato e inquietato la Neuzeit, si è infatti tradotto in una varia e coinvolgente fatica di chiarire l’essenziale in ogni epoca: l’identità della persona umana, il suo ruolo di signore del mondo e di attore della storia.
Un libro che, nel ricostruire o stabilire parentele tra profili storici, conferma, con lucidità e introspezione ermeneutica, l’inesauribile avventura della razionalità.

