
Da arcivescovo prima e da pontefice poi, Montini ha sempre avuto una predilizione particolare per la festa del Natale ed era solito dire che "la teologia del presepio è la più alta, la più chiara, la più consolante antropologia". Questo volume raccoglie omelie, discorsi, radiomessaggi, utili per la preghiera ma anche per la riflessione, perché tracciano un profilo efficace e attuale del cristiano che si confronta con il mondo contemporaneo e della necessità di costruire una "civiltà cristiana" per mezzo della carità.
Quarantacinque anni fa fu promulgato da parte di Papa Paolo VI il Decreto conciliare Unitatis che mise in evidenza alcuni punti fermi, oltre i quali nessun interlocutore cattolico è autorizzato a procedere: unità/unicità della Chiesa, governata dai successori degli Apostoli con a capo il successore di Pietro; integrità dottrinale, accompagnata da carità ed umiltà. Il Decreto avverte: “Niente è più alieno dall’ecumenismo, quanto quel falso irenismo che nuoce alla purezza della dottrina cattolica e ne oscura il senso genuino e preciso”. La realtà dei fatti susseguenti fu però una reticenza pratica, se non anche formale, dei suddetti principî, la politica del consenso prima di tutto e soprattutto, i ripetuti cedimenti. La conseguenza è che oggi il buon popolo di Dio non ha più riferimenti sicuri, tutti (o quasi) naufragati nel “mare magnum” dell’indifferentismo largamente diffuso e nel non meno diffuso relativismo. Già da cardinale, l’aveva constatato anche l’attuale Pontefice Benedetto XVI, secondo il quale s’è instaurato nella cultura in genere, e particolarmente nell’ambito religioso-teologico, l’impero d’un paralizzante relativismo. In questo volume − del massimo specialista cattolico sull’ecumenismo − si scopre che l’impedimento ad un corretto ecumenismo si chiama confessionalismo: non la confessione o professione della fede cristiana, ma quel complesso strutturale e d’apparato in base al quale si parla di chiesa luterana, riformata, anglicana, ortodossa, cattolica. Il cappio che si stringe alla strozza d’ogni denominazione cristiana, anche di quella cattolica e forse più di questa che delle altre, è proprio l’apparato: una struttura complessa, dove alle verità della fede s’abbinano, e talvolta su di esse prevalgono, elementi della polis, non dell’Evangelo.
Brunero Gherardini (Prato, 1925), sacerdote (1948), laureato in teologia (1952) con specializzazione in Germania (1954-55), già cattedratico della Pontificia Università Lateranense e decano della Facoltà Teologica, canonico della Basilica di S. Pietro in Vaticano dal 1994, Direttore responsabile della Rivista Internazionale “Divinitas” dal 2000, per un trentennio consultore della Congregazione per le Cause dei Santi, ha scritto oltre 80 volumi e varie centinaia d’articoli. Centro della sua ricerca, la Chiesa. Collateralmente ma in funzione complementare, ha approfondito la figura e l’opera di Lutero, la Riforma, l’ecumenismo, la Mariologia e la teologia spirituale. È una delle voci italiane più note anche all’estero. Con Fede & Cultura ha pubblicato "Quale accordo fra Cristo e Beliar?"
Descrizione dell'opera
Fondata nel 1969, dopo che il Vaticano II aveva esortato la teologia morale a un profondo rinnovamento per essere in grado di rispondere alle grandi domande degli uomini e delle donne del nostro tempo, la Rivista di Teologia Morale (RTM) si è fatta carico di percorrere il cammino segnato dal concilio, non rinunciando mai a raccogliere le sfide del presente. L'autore, direttore e fondatore di RTM, ripropone, raccolti su base tematica e con una nuova introduzione, i suoi interventi ai Forum della rivista lungo questi quarant'anni: ne emerge uno spaccato davvero interessante, con numerosi aspetti di singolare attualità e obiettivi ancora da perseguire.
Il volume affronta dapprima le problematiche che sono state al centro del periodo postconciliare (sezione I): l'identità della morale cristiana; la questione antropologica, che è alla base della questione etica; la domanda morale che si manifesta, al di là delle apparenze, primariamente come domanda di senso; il rapporto tra fede e ragione nell'elaborazione del discorso morale e, quindi, il rapporto tra morale cristiana e morale laica nelle società occidentali. Nella prospettiva e applicazione di una morale intesa come risposta alla domanda di senso, ripensa (sezione II) matrimonio e famiglia, la proposta morale cristiana in positivo; la condizione di quanti hanno fallito la promessa e di coloro che prendono le distanze dal matrimonio. Le due sezioni successive ricostruiscono il rapporto tra scienza e morale in riferimento all'invadenza della tecnica in ogni ambito della vita; inoltre, la correlazione tra morale e diritto in riferimento alla dissociazione del diritto dalla morale; infine la forte de-privatizzazione della morale cristiana e l'integrazione della dimensione sociale e storica. La pertinenza pubblica del Vangelo, e dei valori morali universali che vi sono connessi, pone l'ineludibile questione morale in economia, politica, ecologia, nella scienza e nella tecnica.
Sommario
Introduzione: Un cammino di quarant'anni (1969-2009). I. La teologia morale del periodo postconciliare: morale di fede e di ragione; la risposta alla domanda morale oggi. II. Matrimonio e famiglia: il senso del matrimonio; situazioni irregolari. III. Vita, bioetica, biodiritto: questioni generali e particolari: aborto; eutanasia; fecondazione artificiale. IV. Teologia morale nel sociale: le nuove frontiere: società plurale; Europa; mondializzazione/globalizzazione; morale sociale specifica: politica; economia; ecologia; scienza/tecnica; pace e guerra; magistero sociale pontificio; magistero dei vescovi italiani. Indici.
Note sull'autore
Luigi Lorenzetti (1931), sacerdote dehoniano, è laureato in teologia, con specializzazione in teologia morale, alla Pontificia Università Angelicum di Roma; è stato presidente dell'Associazione teologica italiana per lo studio della morale (Atism); insegna teologia morale allo Studio teologico S. Antonio di Bologna, affiliato alla Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna, e all'Istituto superiore di scienze religiose di Trento; ha fondato e dirige la Rivista di Teologia Morale. Tra le sue pubblicazioni: La morale. Risposta alle domande più provocatorie (San Paolo, Cinisello Balsamo 1998), tradotto in altre lingue; con F. Marzano ed A. Quaglio, Economia/Finanza (Cittadella, Assisi 2000); ha collaborato a Dizionari di teologia. Presso le EDB: Tullo Goffi: dare un'anima alla morale. Le testimonianze, le pubblicazioni, la teologia (2000); ha curato ed è autore di contributi in opere collettive: Messaggio cristiano ed economia (1974); Trattato di Etica Teologica, 3 voll. (21992); La famiglia prima e dopo (21994); Teologia e bioetica laica (1994); Dizionario di teologia della pace (1997).
L'intento di questo lavoro è offrire un piccolo segno di speranza, una compagnia, come espressione del ministero della consolazione.
Come vanno considerati i divorziati risposati nella Chiesa? È possibile ipotizzare per loro un nuovo inizio? L'attuale disciplina della Chiesa cattolica afferma che essi restano membra vive della comunità, ma non consente che accedano all'Eucaristia. Rifacendosi alla prassi del primo millennio, tuttora in vigore nella Chiesa ortodossa, l'Autore auspica l'introduzione di un sistema penitenziale che renda possibile la loro piena riconciliazione. DALL'INDICE - L'ideale della monogamia e la possibilità di un fallimento. - Il primo millennio: Monogamia e riammissione all'Eucaristia di chi vive in un secondo matrimonio. - Possibilità di un nuovo inizio: una soluzione evangelica, pastorale, ecumenica. GIOVANNI CERETI, presbitero genovese, ha esercitato il proprio ministero pastorale a Genova, a Bouar (Repubblica Centroafricana) e a Roma. Dottore in Giurisprudenza e in Teologia, ha tenuto corsi di Teologia ecumenica e di dialogo interreligioso in diversi Istituti e Facoltà ecclesiastiche.
Lo studio della rivelazione in ambito cattolico è stato storicamente segnato da una forte impronta dottrinale. Il lato esistenziale della fede è divenuto un patrimonio condiviso solo in tempi recenti. In un'epoca storica in cui la cornice fondamentale dell'annuncio sembra sfuocata e di difficile traduzione nei linguaggi dell'uomo del nostro tempo, questo volume si prefigge di segnalare alcuni possibili percorsi ermeneutici per cogliere l'attualità e il fascino del mistero cristiano. CONTRIBUTI Andrea Andreozzi, Gino Fattorini, Franco Gori, Pietro Maranesi, Francesco Giacchetta, Mario Florio, Emilio Rocchi, Osvaldo Riccobelli, Antonio Napolioni, Enrico Brancozzi. ENRICO BRANCOZZI è presbitero della diocesi di Fermo. Dopo aver conseguito la Licenza in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana e il Dottorato presso l'Hochschule «Sankt Georgen» di Francoforte sul Meno, dal 2004 è docente di Teologia Dogmatica presso l'Istituto Teologico Marchigiano.
Nessuno tra i poeti ed i pensatori ha trovato la risposta adeguata alla domanda “Che cos’è l’amore?”….Volete imprigionare la luce? Vi sfuggirà tra le dita. Questa considerazione di Evdokimov raggiunge una convinzione che appartiene all’esperienza umana elementare: niente è, in un certo senso, più immediato per l’uomo del riconoscere l’amore, quando ne è sorpreso. L’Autore intende descrivere il fenomeno amoroso parlando di mistero nuziale. Con questa espressione si vuole indicare, da una parte, l’inscindibile intreccio di differenza sessuale, amore e fecondità e, dall’altra, le diverse forme dell’amore che vanno dal rapporto uomo-donna a quello tra le Persone della Trinità.
A cura di Marco Vannini
Opera di un anonimo Cavaliere teutonico di Francoforte, che riassume in forma più semplice l’alta lezione spirituale di Eckhart, fu stampata e diffusa da Lutero con il titolo Teologia tedesca, e come tale godette grande fortuna nei secoli XVI e XVII, fornendo alimento essenziale alla mistica, non solo germanica (basti pensare a San Giovanni della Croce). Definita “opera immortale” da Schopenhauer, che paragonò il suo autore a Platone e a Buddha, essa indica la via per giungere alla beatitudine in questa vita, sì che il mondo divenga per noi un paradiso. La vita è il distacco, la rinuncia alla volontà propria, in modo che il nostro occhio divenga l’occhio stesso di Dio.
Marco Vannini ha curato l’edizione italiana di molti importanti mistici: Eckhart, Taulero, Franck, Silesius, Czepko, Margherita Porete, Gerson, Fénelon. Tra i lavori più recenti: Storia della mistica occidentale (Mondadori 1999), La mistica delle grandi religioni (Mondadori 2004), La morte dell’anima. Dalla mistica alla psicologia (Le Lettere 2004), Mistica e filosofia (Le lettere 2007), La religione della ragione (Bruno Mondadori 2007).
Questo libro mette a tema il rinnovamento dell'insegnamento della Teologia Morale alla luce del Concilio Vaticano II e delle encicliche Veritatis splendor e Deus Caritas est.
La storia della ricerca moderna sulla vita di Gesú è stato il tentativo, di tempo in tempo rinnovato, di ridisegnarne l'immagine tradizionale per portare alla luce ciò che essa cela: l'uomo del proprio tempo, un personaggio marginale vissuto nella Palestina del primo secolo che osò credere in un rivolgimento prossimo dell'esistenza del proprio popolo ad opera di Dio stesso, ma che pagò con la vita il suo sogno. Su quell'evento, decisivo per la civiltà occidentale, storici, sociologi, teologi ed artisti oggi s'interrogano di nuovo, affollandosi intorno a una questione che quante piú risposte ragionevoli riceve, tanto piú sembra sottrarsi ad una comprensione effettiva

