
Una guida per catechisti e genitori, in cui trovare nuove modalità di approccio alla catechesi delle giovani generazioni. Un libro per provare a colmare il gap comunicativo tra giovani e fede ecclesiale.
È possibile scommettere in un amore per tutta la vita? Anche se le statistiche da anni ci parlano di aumento delle separazioni e calo delle unioni? Anche se validi combattenti del matrimonio cadono al nostro fianco dopo dure battaglie? Anche se è facile scoraggiarsi? Anche quando c'è la "crisi" dentro e fuori le mura di casa? La risposta è senza dubbio "sì" e il percorso è relativamente semplice. È fatto di conoscenza di se stessi e del partner, delle differenze che danno sale e pepe al rapporto; è fatto di scelta e di anima. E poi è fatto di alcune semplici evidenze che rilanciano la pienezza di una relazione che dà vita e diffonde amore. Equilibristi tra la novità e l'abitudine, tra la responsabilità e la passione, tra il dolore e la gioia che ogni incontro umano profondamente segna.
C'è una speranza per i matrimoni in difficoltà. La separazione non è necessariamente l'inizio della fine. L'autore di questo volume ritiene che l'ideale biblico di una coppia separata sia la riconciliazione, e offre indicazioni per compiere questo percorso con piccoli passi accessibili. Il dottor Chapman risponde a domande quali: è opportuno frequentare un'altra persona durante il periodo della separazione dal coniuge? Come ci si deve comportare con i figli? Un periodo di separazione dal coniuge può essere un gesto d'amore? Che cosa posso fare se il mio coniuge non vuole riconciliarsi con me? Alla fine di ogni capitolo si trovano domande utili per la riflessione, che possono aiutare il singolo individuo e la coppia a compiere un percorso di crescita.
La nascita di un figlio non conferisce automaticamente le competenze e la saggezza necessarie per l'arte di essere genitori. Quando si presentano problemi di comportamento a casa o a scuola, com'è possibile agire senza ricorrere ai mercanteggiamenti, senza urlare e senza picchiare il bambino? Questo libro propone metodi d'intervento efficaci, pratici e non violenti per correggere gli atteggiamenti inadatti e aiutare i figli ad acquisire sane abitudini di vita. Le diverse "strategie" sono presentate insieme a molti esempi concreti, in base alle fasce d'età.
L'ipotesi che guida la riflessione del volume è che l'attuale crisi morale ed educativa derivi, in larga misura, dal non essere ancora riusciti a trarre tutte le conseguenze del passaggio dalla prospettiva etica dell'epoca moderna, centrata sulla legge morale e sul dovere, a quella postmoderna, che punta piuttosto sulla realizzazione delle persone. Il problema degli educatori è che oggi si trovano davanti al tramonto del vecchio modello, senza essere capaci di valorizzare le risorse offerte dal nuovo. Questo libro vuole essere un contributo al superamento di questo vuoto.
Il sussidio, basato su 6 Lectio, cerca di dare una risposta alle stesse domande che si facevano i personaggi biblici, e che anche noi oggi ripetiamo davanti alle cose difficili della nostra vita. L'attenzione quindi è data alle nostre famiglie, chiamate, come ci dicono gli Orientamenti pastorali della Chiesa Italiana per il prossimo decennio, ad "educare alla fede, accompagnare la vita, aprirsi alla città". L'autore insiste sulla Lectio, "che ha una grande forza missionaria: fa aprire le case alla Parola, fa entrare la voce di Dio nelle nostre cucine, invita le famiglie vicine a unirsi per condividere con semplicità le stesse fatiche e gioire delle stesse gioie".
L’emergenza educativa in cui è immersa la nostra società sfida educatori ed educatrici a riscoprire l’arte dell’accompagnamento dei giovani e delle giovani come dimensione costitutiva e imprescindibile dell’educazione.
Collocandosi nell’orizzonte del “Sistema preventivo” di san Giovanni Bosco quale “incomparabile esempio di umanesimo pedagogico cristiano” e a partire da diversi approcci disciplinari, nel presente volume si descrive l’accompagnamento quale sorgiva esperienza di comunione, stile di rapporti alimentati e fecondati dall’affetto espresso in un clima di famiglia, impegno in un cammino di crescita verso la pienezza umana e cristiana.
Accompagnare alla sorgente i giovani e le giovani, compito difficile, ma anche esaltante perché interpella la libertà e il senso di responsabilità di ciascun educatore ed educatrice nei confronti delle generazioni di domani. Ci si augura che la presente pubblicazione possa essere un piccolo, ma significativo contributo per rianimare la speranza e rinnovare il coraggio a camminare insieme verso la Sorgente.
Il Tempo di Avvento è l'occasione per un'animazione ancora più intensa e curata delle settimane vissute in oratorio. Il Natale del Signore viene preparato rileggendo l'itinerario tracciato dalla liturgia della Parola delle domeniche di Avvento con proposte, attività, iniziative. Lo sfondo di questo percorso è il tema dell'anno oratoriano "Creando e ricreando" che si inserisce a pieno titolo nel cammino "verso Milano 2012". Le dieci catechesi preparatorie per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie iniziano dallo svelare "Il segreto di Nazareth" (cfr. prima catechesi). Proprio la scoperta di questo "segreto" diventa l'opportunità per educare i ragazzi - attraverso la preghiera e il gioco, il racconto e la creatività - ad assumere uno stile di vita che possa essere messo in pratica nelle loro famiglie, a imitazione della Sacra Famiglia di Nazareth.
Fuoriclasse non è il solito libretto di preghiere, ma un testo da usare nell'ambiente dove l'adolescente (da 14 a 19 anni) vive tutti i giorni: in classe, a scuola, in oratorio, in famiglia, al lavoro, magari insieme ai propri compagni, per incontrare persone che sono davvero uniche e molto speciali. Un testo che accompagna i ragazzi nel tempo di Avvento, per allenarsi a diventare anche loro persone "fuori dall'ordinario", capaci di riaccendere in loro la speranza. Il testo copre le sei settimane dell'Avvento ambrosiano, proponendo una rilettura della Parola di Dio, storie tratte dalla quotidianità dei testimoni del nostro tempo, canzoni e preghiere, per andare alla ricerca del vero segreto di una vita riuscita e felice.
In quarant'anni di vita, la Caritas, come organismo pastorale con prevalente funzione pedagogica, ha cercato di operare in senso educativo, affinché ogni gesto di carità, compiuto dal singolo e dalla comunità, avesse un'anima, uno stile, la capacità di trasmettere la bella notizia dell'amore gratuito di Dio per ogni persona, soprattutto per chi è in difficoltà. Pertanto, a fronte di qualsiasi situazione di sofferenza, più che il semplice 'cosa fare' comunemente diffuso, la cura della Caritas ha riguardato il come fare. Prendendo in considerazione l'attuale sfida educativa per la pastorale, il testo intende proporre quanto la Caritas ha maturato in quarant'anni di lavoro. Oggetto principale di attenzione del sussidio è infatti il metodo che la Caritas ha assunto: quello dell'ascoltare, osservare e discernere per educare/animare, e i relativi strumenti che ha attivato: il Centro di ascolto, l'Osservatorio delle povertà e delle risorse e il Laboratorio per la promozione delle Caritas parrocchiali. L'autore ne ripercorre la storia e ne approfondisce i fondamenti teologici e pastorali, l'identità, il ruolo e le funzioni, nel quadro della missione di educare alla carità. In appendice sono riportati gli eventi più significativi che hanno visto il coinvolgimento della Caritas e ne hanno scandito il cammino, sia in risposta ai bisogni emergenti, sia in un lavoro di approfondimento di valori riguardanti temi centrali come la carità, l'identità, il ruolo e le funzioni.
Le storie raccolte in questo quaderno fanno luce su vuoti affettivi, violenze nascoste, interventi approssimativi dei servizi, distribuzione dello Stato sociale che convergono nel far perdere speranza e dignità a tante persone e ricadono soprattutto sui bambini. Da qui la drammatica domanda: "Quanto vale la vita di un uomo?"
E tuttavia, come scrive nella loro presentazione il vescovo Mons. Staglianò, "al fondo, sotto le pieghe del dolore e dell'abbandono, nel libro si racconta la misericordia come attenzione a tanta umanità sofferente, già nel dare voce a chi non ha voce e nel farci conoscere sofferenze inaudite che diversamente resterebbero nel buio dell'indifferenza e di una lettura semplicistica della povertà; si racconta quindi la misericordia come appello alla coscienza di tutti perché recuperiamo nella relazione con l'altro, soprattutto se povero e sofferente, un'umanità vera; e questo al di là del risultato, semplicemente perché si ama e perché si ama con la cura di un familiare, per i credenti si ama il fratello in cui Cristo stesso ci visita."

