
Questo libro nasce dall'esperienza personale di genitori che hanno scelto di vivere in pienezza il giorno del battesimo dei loro figli. Aspettando quel momento, si aprono per mamma e papà le grandi domande dell'esistenza e si può trovare il tempo per verificare la propria interiorità o rinnovare la propria storia. Il testo intreccia perciò considerazioni liturgiche, storiche e bibliche con l'attualità concreta di genitori che condividono le medesime preoccupazioni, esigenze, ambizioni di tutti: lasciare ai figli un mondo migliore del proprio, trasmettere loro il senso della vita. Esso è dunque rivolto a tutti i genitori desiderosi di partecipare pienamente alla ri-nascita nel battesimo dei loro figli, ma anche ai catechisti come base per gli incontri di preparazione al battesimo. Alla domanda: «Che cosa chiedete alla Chiesa di Dio per vostro figlio?», potrete rispondere: «Il battesimo», ma anche: «La vita eterna». Spalancate le porte della vita. Perché ne vale la pena. Non resterete delusi.
Il libro racconta la storia di Edo, un bambino di 8 anni, che sta affrontando la separazione dei genitori, e descrive le difficoltà del protagonista ad accettarla. Fa emergere le domande, le paure e i vari stati d’animo del bambino, per vivere con maggior consapevolezza questo momento delicato della sua vita. Al termine di ogni argomento sono proposte alcune attività, per permettere al piccolo lettore di esprimere i suoi pensieri, di conoscere le emozioni che prova e di comunicare con i genitori. Il libro risponde ai bisogni di ogni figlio di sentirsi amato e rispettato, di sapere che i suoi genitori continueranno a prendersi cura di lui e di poter mantenere con entrambi un buon rapporto affettivo, anche se non vivranno più insieme.
La relazione d'amore è come un viaggio. Inizia con l'innamoramento che ci catapulta in un mondo meraviglioso in cui ci sentiamo profondamente interconnessi, anima e corpo, con la persona amata. Prosegue con un inspiegabile affievolirsi dell'innamoramento e l'avvio di una fase di incomprensioni e di lotte dolorosissime che ci porta ad un punto limite in cui siamo di fronte a tre possibilità: separarsi, restare in questo "equilibrio squilibrato" oppure fare un salto di qualità, cioè, smettere di discutere, iniziare a dialogare e imparare finalmente a comprendersi e sostenersi reciprocamente nei propri bisogni e desideri. Perché ho scelto proprio te è un libro da leggere insieme al proprio partner; racconta delle ragioni per cui lo si sceglie e delle ragioni per cui successivamente lo si vorrebbe lasciare o tenere per sempre. È un libro per tutte le coppie: quelle che si sono appena formate, quelle che sono in crisi, quelle che hanno vissuto per così tanto tempo insieme da dimenticarsi il piacere di questa abitudine. Grazie agli esercizi proposti alla fine di ogni capitolo, è possibile vivere in prima persona i temi descritti e impadronirsi degli strumenti necessari per cambiare le cose che non vanno.
Questo libro raccoglie oltre quaranta domande che i bambini pongono negli incontri di catechismo. Sono domande di argomento religioso che riflettono e ricalcano le loro esperienze di vita quotidiana: Chi fa i giorni e quando saranno finiti? Qual è il mestiere di Dio? Perché Gesù si è fatto uccidere? Al nonno in cielo ricresceranno i capelli? Gesù andava al McDonald? Perché mamma e papà mi mandano alla messa, ma non vengono mai con me?... Per ogni domanda, l'autrice offre suggerimenti su come affrontare l'argomento con i bambini, per poter rispondere in maniera educativamente efficace.
Il volume raccoglie le lettere scritte dal vescovo di Cittanova-Aemona, nei suoi primi tre anni di ordinazione episcopale. L'autore indirizza i suoi scritti ai giovani, convinto che possano rappresentare un vero e proprio vademecum per accompagnare il loro cammino giubilare in occasione dell'Anno della Misericordia.
Don Paolo ha la capacità di porgere con semplicità (ed anche con un buon senso dell'humor) alcuni concetti fondamentali del nostro "credo", unendo la profondità alla chiarezza, la teologia alla concretezza. E suscitando il desiderio non solo di conoscere meglio Gesù Cristo, ma di diventarGli amico, di gustare la gioia di essere amati da Lui, con tutti i nostri limiti e le nostre fragilità. Credendo in questo Amico, abbiamo Vita nel suo Nome. Ed il suo Nome - Gesù - ci dice che Dio ci ha salvati, ci salva. In un tempo in cui abbiamo ascoltato, letto e scritto che "tutto andrà bene", questo libro che avete tra le mani ci ricorda, con un sorriso fraterno, che "tutto è già andato bene", da quando Dio si è fatto uomo e Cristo è morto e risorto per noi.
Nato dall'esperienza pastorale in parrocchia, questo libretto illustrato a colori propone un cammino di conversione che parte dalle difficoltà incontrate dai ragazzi nell'accostarsi alla Confessione.
La confessione consiste nel riconciliarsi. Non si tratta di una semplice riconciliazione con la propria coscienza,ma di una riconciliazione con Dio, che abbiamo tradito, che abbiamo abbandonato per scegliere un altro signore, un altro pastore. Cos'è la confessione? Perché mai dobbiamo confessarci? Quali obblighi questo implica e dove può condurci? Formulando queste domande il compianto metropolita Anthony Bloom voleva rendere sempre più consapevoli i fedeli del gregge a lui affidato della gravità e della serietà del grande sacramento della misericordia di Dio. Riconciliarsi è abbandonare l'atteggiamento di chi si accontenta della condizione in cui si trova e compiere lo sforzo di cambiare per ritornare a Dio, ricomponendo l'unità dentro di sé e ritrovando la pace con il proprio prossimo, assumendo le proprie responsabilità e rinnegando il male. In questo fascicolo pubblichiamo la traduzione di due meditazioni tenute dal metropolita Anthony Bloom ai suoi parrocchiani il 30 dicembre 1989, in occasione della veglia di preparazione alla confessione in vista del Natale ortodosso. Il metropolita Anthony Bloom (1914-2003) è stato esarca per l'Europa occidentale del Patriarcato ortodosso di Mosca.
Papa Francesco, il 6 settembre 2015, ha lanciato un appello alle parrocchie d'Europa chiedendo di accogliere una famiglia di profughi. La Chiesa italiana, già attiva da anni nell'ospitalità del forestiero, ha elaborato un apposito Vademecum per offrire indicazioni agili e aggiornate alle realtà ecclesiali che intendessero impegnarsi in questo ambito. Questo sussidio ripropone i punti salienti del Vademecum CEI accompagnandoli con testimonianze di parrocchie e famiglie accoglienti, con informazioni, interviste e brevi approfondimenti. Il tema è sviluppato in chiave divulgativa, con l'intento di rispondere alle più frequenti domande in materia. Dalla lettura emerge quanto l'accoglienza di profughi in famiglia o in parrocchia sia fattibile, non richieda capacità o risorse straordinarie e rappresenti una grande benedizione per chi la pratica.
Nella prima chiusura del suo Vangelo, è Giovanni stesso a ricordare ai suoi lettori il senso di ciò che ha scritto: si tratta di un viaggio dentro la fede e in vista della fede in Gesù. Lo scopo è portare a credere in lui e ricevere in questo modo la sua vita. Tra le modalità originali del suo modo di raccontare, Giovanni ama descrivere gli incontri tra Gesù e alcuni personaggi che in modo più o meno prolungato si intrecciano col suo cammino. Attraverso di essi il lettore-discepolo si può identificare, riconoscendo le proprie paure, i propri dubbi, le proprie resistenze al suo essaggio, ma anche l'incredibile forza della propria fede. Ecco allora la scelta della lectio di quest'anno: incrociare alcuni personaggi che incontrano Gesù come figure viventi della fede, per entrare nel suo mistero e provocarci a prendere una decisione, proprio come è accaduto loro.
«La formazione del clero non riguarda solo il clero. È irrinunciabile un fraterno camminare insieme con tutto il popolo di Dio per condividere "il pensiero di Cristo"» scrive l'arcivescovo Mario Delpini. In questo Quaderno si mettono in luce le occasioni di formazione offerte a tutte le componenti del popolo di Dio nella Diocesi di Milano, le possibilità di confronto, di formazione personale e comunitaria, secondo quanto indicato nella proposta pastorale dell'Arcivescovo, che invita la comunità intera a «offrire indicazioni, aiuti, discernimento, accompagnamento perché sia benedetto il Dio della vita, perché sia benedetta la vita». E continua Delpini nella sua Prefazione: «Queste parole di benedizione dobbiamo comprendere e imparare, lasciandoci provocare dalle domande e dalle tragedie del nostro tempo, dai pensieri che ci aprono orizzonti impensati, dalle provocazioni che ci mettono a disagio, dai luoghi comuni che sfidano l'invito al confronto con l'ostinazione a non pensare, a rifiutare il confronto».
L’immagine che l’uomo rivela di avere di Dio ha rappresentato per lungo tempo oggetto d’interesse particolare per lo studio della psicologia, in quanto studio della condotta umana e, quindi, anche dell’atteggiamento religioso.
L’intento di questo libro è, partendo dall’analisi critica delle indagini condotte in Italia sull’immagine di Dio nel preadolescente, poter rendere ragione della complessità, da una parte, e della funzionalità, dall’altra, di uno studio dello sviluppo dell’immagine di Dio in età evolutiva, considerandone la relazione con altri costrutti significativi quali la maturità psicologica, l’autostima, la qualità delle relazioni parentali e significative, e ciò a partire dai contributi di autori diversi e di approcci complementari.
Tale contributo riteniamo possa costituire una positiva base di lavoro per sostenere ulteriori studi e ricerche nell’ambito della relazione con la divinità e più diffusamente rilanciare la riflessione psicologica sulla religione, facilitando la comprensione di fenomeni sociali e culturali troppo spesso trascurati e confinati come «privatismi e devozionalismi», o quali manifestazioni di una presunta immaturità della persona, finendo col non considerare o non sfruttare appieno le potenzialità e la forza di promozione umana racchiuse in una esperienza religiosa autenticamente vissuta

