
Una proposta all'avanguardia che trasforma l'aula in un laboratorio dell'anima, dove arte e gioco diventano le chiavi per educare i bambini allo stupore e all'ascolto dell'"Invisibile". Nato da un'intensa esperienza sul campo in una scuola primaria caratterizzata da un forte pluralismo religioso e culturale, questo volume propone una sfida educativa affascinante: parlare di spiritualità attraverso i sensi. Il libro si colloca a metà strada tra il saggio teorico e il manuale operativo, offrendo un percorso dove l'esperienza estetica diventa il ponte naturale verso l'apertura al mistero. I punti di forza del testo includono: La "metafisica dell'infanzia": ispirandosi al pensiero di Bruno Munari e Gustav Siewerth, l'opera riconosce nel bambino uno sguardo originario sul reale, un'intuizione del senso che l'educatore deve aiutare a custodire e fiorire. Struttura teoria-pratica: articolato in cinque capitoli tematici, il volume affianca a riflessioni filosofico-pedagogiche di alto profilo veri e propri laboratori pratici, arricchiti dalle immagini dei lavori creati dai bambini. Linguaggio universale: attraverso il gioco, l'arte e il simbolo, il percorso permette di far emergere le grandi domande del cuore in modo accessibile a tutti, superando le barriere linguistiche e confessionali. Un testo corale che vede la partecipazione di autorevoli esperti, riferimento d'eccellenza per chiunque voglia rinnovare l'approccio all'ora di religione o all'educazione dei sentimenti.
Un valido strumento di preghiera e riflessione per seguire gli incontri comunitari e mettersi in ascolto della Parola di Dio, attraverso il metodo della lectio divina. Lo scorso anno si è gettato uno sguardo sul vivo della missione, così come è narrata nell'ultima parte degli Atti degli Apostoli. Quest'anno si vuole riflettere, attraverso le lettere di Paolo ai Corinzi, sull'impegno della Chiesa di oggi ad essere «un popolo di discepoli-missionari». La prima lettera ai Corinzi (1 Cor1,1-9) apre con il saluto di Paolo, apostolo per volontà divina, alla comunità di Corinto, definita "Chiesa di Dio" e "santificata in Cristo". Paolo corregge le divisioni, esortando all'unità, alla comunione e alla testimonianza, temi centrali anche per chi vive l'impegno cristiano nel territorio. Un cammino in cinque tappe che, unendo ascolto, meditazione e preghiera, trasforma il testo biblico in uno specchio per il nostro tempo. Per riscoprire, oggi, le radici della nostra identità e il valore profondo di un cammino comune.
Uno strumento indispensabile per gli animatori dei Gruppi di Ascolto con le spiegazioni e il metodo per guidare gli incontri. Un testo utile anche ai partecipanti ai Gruppi, per approfondire i brani biblici dei singoli incontri. In linea con quanto stabilito dalla commissione dei Gruppi di Ascolto, per questo anno pastorale sarete chiamati ad accompagnare i gruppi nella lettura del Vangelo secondo Marco, per iniziare un percorso che, nei prossimi anni, ci aiuti a ripercorrere tutti e quattro i Vangeli. «Egli vi precede in Galilea» è il titolo di questo sussidio per voi animatori e richiama a ciò che accade dopo la risurrezione del Maestro, in una sorta di finale aperto e sospeso, che rimanda all'inizio del Vangelo, al ministero di Gesù proprio in Galilea. Il racconto assume così un andamento circolare, dove alla fine si è rimandati all'inizio per un continuo rileggere e ripercorrere alla luce dell'annuncio pasquale. Questa continua rilettura fa penetrare nel mistero dell'identità di Gesù e, insieme, nell'identità del discepolo, figlio e fratello, chiamato a essere apostolo "delle genti". Infatti, Marco ha scritto il suo Vangelo perché la sua Chiesa fosse una comunità autenticamente cristiana, fraterna e aperta a tutti. Questo è il frutto promettente che desideriamo anche per i nostri Gruppi di Ascolto. "Egli vi precede in Galilea, Là lo vedrete, come vi ho detto" (Mc 16,7b) si riferisce alla seconda parte del versetto 7 del capitolo 16 del Vangelo di Marco. Un angelo dice queste parole alle donne che sono andate alla tomba di Gesù. "Vi precede": Gesù risorto è già in cammino. Lui va avanti come una guida. "In Galilea": È il luogo dove tutto è iniziato. Lì Gesù ha chiamato i primi amici. La Galilea rappresenta anche il mondo di tutti i giorni. "Là lo vedrete": Significa che non bisogna restare fermi nella tristezza. Bisogna tornare alla vita normale e lì si potrà incontrare di nuovo Gesù.
Lo strumento indispensabile per seguire le riflessioni e partecipare ai Gruppi di Ascolto nelle case e come supporto alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio secondo il metodo della lectio divina. «Chi dite che io sia?» è il titolo di questo sussidio per i partecipanti e richiama un passaggio chiave dell'intero Vangelo secondo Marco, quando, a Cesarea di Filippo, Gesù interroga così i suoi discepoli. Tutto il Vangelo cerca di rispondere a questa domanda. Il racconto assume un andamento circolare, dove alla fine si è rimandati all'inizio per un continuo rileggere e ripercorrere alla luce dell'annuncio pasquale. Questa continua rilettura fa penetrare nel mistero dell'identità di Gesù e, insieme, nell'identità del discepolo, figlio e fratello, chiamato a essere apostolo "delle genti". Infatti, Marco ha scritto il suo Vangelo perché la sua Chiesa fosse una comunità autenticamente cristiana, fraterna e aperta a tutti. Questo è il frutto promettente che desideriamo anche per i nostri Gruppi di Ascolto.
Un atto politico con una visione sistemica e di grande coraggio per riconoscere i diritti negati dei caregiver nel momento in cui in Parlamento si dibatte su inclusione, disabilità e cura. Attraverso il racconto della propria storia, con una bambina con una malattia ultra rara e altri due figli, Fortunato e Maria denunciano il "silenzio" e l'immobilismo in cui società, politica, istituzioni - ma forse tutti noi - tengono ai margini le situazioni di grande fragilità, caricandone il peso sulle famiglie e lasciandole sole. Non è solo un libro sulla disabilità o sul ruolo dei caregiver: parte da un'esperienza concreta di cura e fragilità, ma la supera per affrontare una questione pubblica: il modo in cui la società guarda, organizza e delega la responsabilità verso la vulnerabilità. Il libro sostiene che il cambiamento culturale è possibile solo attraverso un coinvolgimento attivo e diffuso: non riguarda "qualcun altro", ma tutti. Non è scritto per generare compassione o per commuovere. È un atto politico, nel senso più nobile e urgente del termine. È la denuncia ferma di chi rifiuta la narrazione tossica dell'eroismo per reclamare, invece, lo status di cittadinanza. Prefazione di Carlo Giacobini. Postfazione di Lisa Noja.
Il primo vocabolario dell'anima per chi opera nel sociale: dove la tecnica si ferma, inizia la ricerca di un senso che trasforma il «fare» in autentica cura dell'umano. «Mai come in questo tempo uomini e donne avvertono che non è sufficiente "fare bene" ciò che sono chiamati a fare; desiderano comprendere il significato del loro agire, il contributo reale che offrono alla costruzione del bene comune, la visione dell'essere umano che sostiene le loro scelte. Quando il lavoro perde il suo orizzonte di senso diventa fatica muta, talvolta alienazione. Quando invece è riconosciuto come partecipazione a un'opera più grande, allora anche la fatica si trasfigura in responsabilità condivisa.» Parte da qui il percorso che questo volume intende tracciare affrontando il tema del lavoro sociale, con le sue complessità, specificità, fatiche, opportunità. In particolare, gli autori approfondiscono un tema raramente affrontato nella formazione professionale: il rapporto tra spiritualità e lavoro sociale, proponendosi di dare risposta, o meglio di "stare dentro" le domande di senso di chi lavora in ambito sanitario e di cura: come tenere insieme princìpi etici condivisi e pluralismo spirituale? Come custodire la dignità della persona senza imporre una visione confessionale? Domande sul senso del dolore, sul valore del limite, sulla fragilità delle relazioni.
La libertà di Francesco incontra la freschezza nelle vignette: un viaggio illustrato tra storia, poesia dantesca e preghiera per celebrare gli 800 anni del santo di Assisi, ripercorrendo gli episodi della vita e l’opera. In occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco e nell'anno del Giubileo francescano, Roberto Benotti firma un’opera originale che parla al cuore e agli occhi. Attraverso una serie di vignette dallo stile fresco e immediato, il libro ripercorre gli episodi più significativi della vita del Poverello, rendendo la sua testimonianza quanto mai attuale. Il volume si articola in tre momenti preziosi: La vita a fumetti: una narrazione per immagini che cattura lo spirito libero e rivoluzionario di Francesco, ideale per avvicinare anche i più giovani alla sua figura. Dante e Francesco: una sintesi illustrata e commentata dell'XI canto del Paradiso, dove la poesia del Sommo Poeta incontra il tratto di Benotti per raccontare le "nozze" con Madonna Povertà. La voce dello spirito: una raccolta delle preghiere più belle di san Francesco, per unire la riflessione visiva al raccoglimento interiore. Impreziosito dalla prefazione del custode di Terra Santa, Padre Ielpo, Francesco anima libera non è solo un omaggio storico, ma uno strumento per riscoprire una gioia e una libertà che sanno ancora parlare all'uomo contemporaneo.
La figura di un fedele laico esemplare: Una percorso segnato dalla passione per l'uomo, dal dramma del nazifascismo e da un'eredità cruciale per la Chiesa di oggi. Giuseppe Lazzati ha attraversato il Novecento, con tutti gli orrori e le speranze, le contraddizioni e le intuizioni che hanno caratterizzato il suo tempo. A quarant’anni dalla morte, molte sfide contemporanee non sono poi così diverse: un futuro di pace da immaginare, forze democratiche da costituire, l’emergenza educativa delle nuove generazioni e la capacità mai scontata di leggere i segni dei tempi. Da qui la necessità di una pubblicazione che, da una parte, presenti i tratti essenziali della biografia e della spiritualità di Lazzati e, dall’altra, ne riproponga l’estrema attualità del tratto umano e dell’esperienza cristiana mediante quattro "chiavi di lettura" della sua vita: la fede, l’educazione, la cultura, la politica. Ne emerge la figura di un cristiano con il sorriso, dedito tanto all’azione quanto alla contemplazione. È, questa, un’espressione di profezia della quale siamo riconoscenti al venerabile Giuseppe Lazzati.
Amare la politica propone un percorso. Si parte dall’individuazione dei "mali" che ammorbano la politica per provare, passo dopo passo, a ripercorrerne il senso, i (veri) protagonisti, gli "spazi", i possibili e grandi obiettivi che deve darsi, sia per diventare di nuovo una dimensione appassionante per molti, sia per ritrovare la propria anima a servizio del "noi". Senza trascurare aspetti particolari, e costitutivi, di una buona politica (dalla formazione all’attenzione prioritaria ai poveri e alle fragilità), giungendo a indicare nuovamente, con convinzione, il trinomio democrazia, cittadinanza, partecipazione. Sta qui - è la tesi che emerge dai diversi contributi raccolti nel libro - l’antidoto alle posizioni preconcette, ai populismi e alle loro forzature, alle falsità spacciate per verità incontrovertibili, alle bugie ammantate di buon senso, alla trasformazione della politica in tifoserie gridate sui palcoscenici reali e digitali.

