
Il volume riflette in chiave filosofica sulla relazione come tratto costitutivo della persona e suo culmine espressivo. La persona, infatti, trova nella relazione il suo compimento e quest’ultima nasce dall’incontro dialogico tra persone diverse che cercano una convergenza, pur nella dinamica polare che le unicizza. Dopo essere stata troppo spesso ridotta a categorie solipsistiche e marginali che ne hanno oscurato la portata e le possibilità di espansione, la persona viene qui rivalutata a partire dalla sua struttura metafisica, ridefinendone la dignità che passa anche per un più alto grado di autoconsapevolezza. Attraverso un percorso che intreccia storia del pensiero e analisi antropologica, emergono le strutture metafisiche e il dispositivo etico, nonché la dimensione educativa che costruisce la persona come dinamismo strutturato verso l’altro, in vista di un costante autotrascendimento. Persona si nasce, eppure si diventa soprattutto nella misura in cui si rinvigorisce la sua componente relazionale, punto di partenza nonché motore teleologico del proprio accadimento.
Parlando nel corso di una udienza generale del 3 luglio 1968 (anno cruciale per i giovani dell’epoca) Paolo VI disse: «La mediocrità, l’infedeltà, l’intermittenza, l’incoerenza, l’ipocrisia dovrebbero essere tolte dalla figura, dalla tipologia del credente moderno. Una generazione pervasa di santità dovrebbe caratterizzare il nostro tempo. Non solo andremo alla ricerca del santo singolare ed eccezionale, ma dovremo creare e promuovere una santità di popolo, proprio come, fin dai primi albori del cristianesimo, voleva San Pietro, scrivendo le celebri parole: “Voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo redento; ... voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete Popolo di Dio”».
Dalla Postfazione del Card. Marcello Semeraro
Il volume presenta la figura misteriosa di Melchisedek, che nella Genesi compare dal nulla e nel nulla scompare, non prima di aver benedetto Abramo. Nel resto dell’Antico Testamento Melchisedek riaffiora solo nel Salmo 110. Destano dunque vivo interesse le riflessioni fiorite su questo personaggio in due ambiti letterari diversi, ma entrambi radicati nel contesto socio-religioso giudaico del II secolo a.C. - I secolo d.C.: la Lettera agli Ebrei, un’opera omiletica del Nuovo Testamento, e quattro manoscritti rinvenuti nelle grotte della comunità giudaica di Qumran. Su questa figura anticotestamentaria la Lettera agli Ebrei manifesta qualche dipendenza da tali manoscritti? Per rispondere a tale domanda, l’Autore conduce un’analisi comparativa dei testi. Così, su un versante, individua nel personaggio qumranico tre identità eterogenee: un uomo, un arcangelo e Dio stesso, denominato Malkîsedeq, cioè «Re di Giustizia». Sull’altro, evidenzia l’originalità della Lettera agli Ebrei, che proclama Cristo «sommo sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedek».
Il volume raccoglie gli Atti del secondo seminario del progetto Esperienza educativa salesiana che l'Università Pontificia Salesiana e la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium hanno avviato in preparazione alla ricorrenza dei 150 anni del celebre scritto di don Bosco sul Sistema Preventivo. Questa tappa del percorso si è concentrata sulla crescita dei giovani, sulla costruzione dell'identità e sulle sfide legate alla maturazione della coscienza personale.
Prendendo le mosse dallo sguardo di don Bosco sui giovani, il seminario ha elaborato la questione in ottica psico-pedagogica, filosofica e teologica, cercando di promuovere una prospettiva transdisciplinare e un fecondo dialogo di saperi. Quali sono i compiti di sviluppo delle diverse tappe della crescita? Come reinterpretare oggi l'antropologia sottesa alla visione di don Bosco? Quale domanda spirituale abita l’inquietudine dei giovani?
A queste domande cercano di rispondere i saggi del volume, attingendo alla tradizione salesiana e promuovendone l'attualizzazione. I contributi, frutto di solida ricerca accademica ma scritti con linguaggio ampiamente accessibile, costituiscono un ottimo strumento formativo per educatori, formatori e ricercatori interessati a ripensare il Sistema Preventivo per i giovani di oggi.
Le relazioni padre-figlia/tiglio in alcune Religioni del Libro Sacro. Percorsi e prospettive raccoglie e rielabora contributi del Convegno internazionale di studi svoltosi il 7 marzo 2025 presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium, offrendo a un pubblico più ampio una riflessione rigorosa e attuale su un tema complesso e ancora poco esplorato. In continuità con il precedente lavoro Madre.
Le relazioni madre figlia/figlio in alcune Religioni del Libro Sacro. Percorsi e prospettive, l' opera ne condivide impostazione metodologica e finalità, aprendo tuttavia a prospettive nuove e più audaci.
Se il legame madre-figlio appare spesso come un connubio quasi indissolubile, la figura paterna è stata a lungo interpretata attraverso stereotipi o marginalizzata nel dibattito scientifico. Questo volume colma tale lacuna, indagando il ruolo del padre nelle diverse tradizioni religiose e nei molteplici contesti socio-antropologici, culturali e spirituali.
Attraverso un dialogo interdisciplinare che coinvolge le scienze sociali, psicologiche, pedagogiche, economiche e comunicative, emerge l'immagine di una paternità intesa come relazione viva, da costruire con presenza, responsabilità e cura, all'interno di una società segnata da sfide inedite e nuove opportunità.
Un testo di riferimento per studiosi, educatori e per chiunque desideri comprendere più a fondo i significato e il valore delle relazioni paterne oggi.
Per molti cristiani, la Sindone è un’icona che raffigura la Passione di Cristo, il culmine del suo sacrificio d’amore per l’umanità. Le ferite visibili sul corpo dell’uomo della Sindone richiamano le sofferenze descritte nei Vangeli: la flagellazione, la coronazione di spine, la crocifissione, la trafittura del costato. In questo senso, la Sindone diventa un potente strumento di meditazione sulla Passione di Cristo, un invito a contemplare l’amore di Dio che si è fatto uomo e ha sofferto per noi. Tuttavia, la Sindone non è solo un’immagine di sofferenza ma si colloca al cuore del messaggio cristiano: la speranza nella Resurrezione. La Resurrezione di Cristo è la promessa che la morte non ha l’ultima parola, che la vita, alla fine, trionfa. San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, si chiede: «Dov’è, o morte, la tua vittoria?» (15,55). La Sindone, pur nel suo silenzio, in un mondo segnato dalla sofferenza, dalla malattia e dalla morte, sembra rispondere a questa domanda con un’eco di speranza.
Illustrare la storia del rapporto tra fede e ragione, insieme alle questioni storiche riguardanti la relazione tra teologia e filosofia, lungo l'intricato percorso della storia millenaria dell'apologetica cristiana, è l'obbiettivo principale di questo libro. Infatti, la storia del rapporto tra l'atto di fede e la facoltà della ragione trae la sua vitalità primaria e originaria dalla storia dell’apologetica cristiana. Entrambe rappresentano due aspetti dell'unica realtà. Una storia comune forgiata dagli sforzi ponderati, intelligenti, fiduciosi e responsabili di apologeti concreti che, nelle loro conquiste teologiche, hanno cercato di elaborare un'interpretazione che onori la fede cristiana e che sia in grado di discutere non solo sul come, ma anche sul perché delle cose.
Nella sua veste storica, l'apologetica cristiana rivela le linee maestre del cammino teologico proprio là dove homo est capax Dei, ratio est capax fidei, philosophia est capax theologiae, e viceversa. Si tratta delle linee maestre di una storia scandita da specifici paradigmi di pensiero che vengono accettati come evidenti durante i secoli, finché non si presenta la necessità del loro cambiamento. Ogni cambiamento paradigmatico nell'apologetica cristiana si spiega sulla base di un determinato contesto spirituale-intellettuale-culturale, che a sua volta è una delle chiavi di interpretazione del medesimo.
Papa Francesco, nel giro di due anni, si è riferito diverse volte all’eredità di Francesco di Sales, tra l’altro in Totum Amoris est (2022) e Dilexit Nos (2024), il che significa chiaramente che la proposta spirituale salesiana non è cosa del passato, ma ha an - cora oggi il suo significato. Quattro secoli dopo la sua morte, il santo savoiardo continua ad essere fonte di ispirazione. La sua eredità è capace di adattarsi alle esigenze del tempo e rimane dunque rilevante anche per il futuro. In occasione del 400° anniversario della morte di Francesco di Sales, nell’autunno del 2022, l’Università Pontificia Salesiana di Roma ha organizzato un convegno internazionale intitolato San Francesco di Sales: Posterità - Spiritualità - Pedagogia. L’evento, che si è svolto dal 18 al 20 novembre 2022, ha riunito studiosi e membri di diverse congregazioni ispirate al santo, con l’obiettivo di approfondire la sua vita, le sue opere e l’influenza del suo pensiero nella spiritualità e pedagogia cristiana. Il convegno ha analizzato l’eredità lasciata dal santo, evidenziando come i suoi insegnamenti continuino a ispirare numerose congregazioni e istituzioni religiose. I rappresentanti di queste famiglie religiose hanno condiviso come la spiritualità di San Francesco di Sales abbia influenzato i loro fondatori e continui a guidare le loro missioni. Inoltre, il convegno ha approfondito temi presenti negli scritti di San Francesco di Sales: la sua azione pedagogica, il contesto storico in cui ha operato e la sua visione teologica e spirituale. Un’importante occasione per riflettere sull’attualità del messaggio di San Francesco di Sales e sul suo contributo alla spiritualità e all’educazione contemporanea
I concetto di missione ha sempre messo a dura prova la teologia cristiana sia nella sua comprensione che nella prassi ecclesiale. Nonostante ciò, la Chiesa non esita a definirsi di natura missionaria e a indicare Dio come la Fonte principale della sua missione. In un mondo sempre più interconnesso e multiculturale, si sente la necessità di una rivisitazione teologica del concetto di missione e del missionario che, a causa delle vicissitudini storiche, non gode più deli stessi privilegi di una volta. Nella prospettiva di una Chiesa sinodale e e in Uscita, il presente volume indaga il senso della missione ecclesiale riflettendo tanto sui fondamenti teologici che sugli attuali contesti interculturali e interreligiosi che sfidano la Chiesa a un dialogo teologico aperto e e creativo. Samuel Komlanvi Amaglo, salesiano presbitero, è dottore in Missiologia e docente presso 'Università Pontificia Salesiana di Roma dov'è anche incaricato del corso di Formazione Permanente di Pastorale Missionaria. Dal 2019 è membro dell' Associazione Internazionale dei Missiologi Cattolici (IACM).
Il presente volume intende leggere con uno sguardo globale alcune realtà che potrebbero sembrare distanti tra di loro.
Dapprima giovani, alle prese con i cambiamenti culturali del tempo presente e con un futuro che si prospetta carico d'incertezze. Poi la catechesi, che a sessant'anni dal Concilio Vaticano I fatica a trovare una propria identità e e collocazine nell'insieme dell'azione evangelizzatrice della Chiesa.
Quest'ultima, infine, è chiamata ad esprimere la sua natura missionaria lungo i sentieri, inediti e tutti ancora da tracciare, della sinodalità, un processo ecclesiale riaperto da papa Francesco ed ancora in corso.
Il titolo del libro Giovani, catechesi e sinodalità missionaria.
Contesti, criteri, possibili percorsi riflette le considerazioni espresse, collocando all'interno dell'attuale processo sinodale la domanda su come immaginare, a partire dai giovani, dei nuovi percorsi di catechesi. A partire dai giovani: perché essi si mostrano più aperti alle novità, più sensibili al cambiamento, più disposti ad uscire dagli schemi precostituiti (dall'Introduzione).
Marcello Scarpa, salesiano presbitero, è dottore in Teologia con specializzazione in Catechetica. È professor straordinario presso l'Università Pontificia Salesiana dove insegna nel curriculum di Teologia pastorale. La sua area di ricerca è la Pastorale giovanile con particolare attenzione alla Catechesi dei giovani. Dal 2015 è membro del gruppo di redazione della Rivista Note di Pastorale Giovanile e socio dell'Aica (Associazione Italiana Catecheti).

