
I sette misteri gaudiosi nella Vita della Vergine Maria e di San Francesco d'Assisi. Una forma di preghiera semplice, capace di introdurre ad un intenso rapporto con Dio.
Il Tau era il simbolo più caro per Francesco d'Assisi. Il segno rivelatore di una convinzione spirituale profonda: che solo nella croce di Cristo è la salvezza di ogni uomo.
La continua esortazione alla preghiera e alla meditazione personale è il miracolo autentico che perdura. Perché Padre Pio da Pietrelcina è ancora vivo tra i viventi, è un santo e un protettore, è un maestro ed è un amico. Come faro nell'oscurità, luce che rischiara la notte della vita, indica la strada al pellegrino e al figlio spirituale. I suoi insegnamenti sono all'origine del percorso di Mario Santonastaso, che dal racconto dell'esperienza personale ci accompagna fino al cantico e alla preghiera. In quel lembo di terra sospeso tra cielo e mare, il convento del Gargano li custodisce ancora: sono ciò che si rivela davanti alla fede dei semplici. Come considera mons. Giancarlo Setti nella sua introduzione al volume, il sangue di Padre Pio non è conservato nelle reliquie, in quelle povere pezze di stoffa rimaste. "Il suo sangue è tutto ciò che ci ha lasciato, tutto ciò che ha offerto, ad imitazione di Colui che, versando il suo per primo, ha redento il mondo".
Un'indagine storico-critica sul complesso rapporto tra Francesco e l'islam e sulle ricadute della proposta francescana per l'oggi della nostra storia - a partire dalla profezia dello "Spirito di Assisi" per il dialogo tra le religioni e per la pace.
Cosa era la Congregazione del Sant’Uffizio, quali i poteri, le procedure, le funzioni? Perché, nel 1931, ordinò a padre Pio da Pietrelcina di celebrare in privato e di non confessare? Chi furono i responsabili di quella decisione? Quale ruolo giocò realmente il francescano Agostino Gemelli, che secondo un’opinione assai diffusa sarebbe stato allora il principale nemico di padre Pio? Quali furono le fasi di tutta la vicenda? Quale il vero atteggiamento di Pio XI? E gli stimmatizzati? Ve n’erano altri? Furono indagati dalla Suprema Congregazione? Cosa avvenne loro? Quale legame hanno con la storia di padre Pio san Giuseppe da Copertino, Giovanni Semeria, Ernesto Buonaiuti, il cardinale Raffaello Rossi e Benito Mussolini? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui il volume, con abbondante documentazione inedita, permette di dare risposta divenendo un appassionante viaggio nella storia di un processo a carico di uno stimmatizzato, un’indagine sulla vita italiana e della curia romana durante il pontificato di Pio XI.
Francesco Castelli ha conseguito il dottorato in Storia e Beni Culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana. Direttore dell’archivio storico diocesano di Taranto, è docente di storia della Chiesa moderna e contemporanea e membro di redazione di riviste scientifiche. Autore del volume Padre Pio sotto inchiesta. L’«autobiografia» segreta (Milano 2008, con prefazione di Vittorio Messori), di recente ha pubblicato su «L’Osservatore Romano » la supplica inedita con la quale il confessore di Cavour, fra’ Giacomo da Poirino, chiedeva, pentito, la riabilitazione a Leone XIII.
Si tratta di una raccolta ragionata di testi di Paolo VI sull’Epifania, tema cardine del calendario liturgico cristiano. La figura di Paolo VI, noto soprattutto come un Papa di grande spessore culturale, emerge in queste pagine come quella di un vero maestro spirituale, appassionato di Cristo e testimone della gioia del vangelo.
Omelie molto significative, capaci di mostrare la reale natura dell’Epifania: uno dei più importanti passaggi liturgici del tema del dialogo Chiesa-mondo.
Il tema rende il volume indicato ad un pubblico quanto mai ampio ed eterogeneo. Per chi desidera approfondire la conoscenza di un grande Papa, ma anche per chi cerca testi per la riflessione e la meditazione personale.
Nell’epoca delle masse, «chi decide gli eventi storici non sono gli statisti, i diplomatici e i generali, bensì i martiri». Rievocando questa affermazione di Sören Kierkegaard, Carl Schmitt aggiunge al suo postulato decisionista un’interessante suggestione: al sovrano che decide sullo stato d’eccezione fa da sfondo il martire. La particolare relazione tra potere e patire, oggetto del presente volume, scopre la centralità della vittima reale nella fondazione politica e simbolica, chiamando in causa la teoria sacrificale di matrice girardiana secondo cui all’origine di tutte le culture umane vi è un linciaggio spontaneo, che il mito arcaico riprende e il sacrificio cristiano rivela nella figura di Gesù Cristo e dei primi santi della devozione cristiana. I martiri, scrive Girard, «moltiplicano le rivelazioni della violenza fondatrice».
Nelle dinamiche sacrali che alimentano gli ordini politico-culturali, il martirio recupera, riassume e riscatta il «sacro arcaico» presente sullo sfondo del potere legittimato da Dio, dalla ragione, dal popolo. Il ruolo fondativo del martirio, così inteso, trova conferma su più livelli ermeneutici: architetture, narrazioni, immagini, tra Oriente e Occidente.
La presentazione in lingua italiana dei molteplici scritti ildegardiani si sta ultimamente intensificando, sollecitata dal crescente interesse verso la figura della mistica renana che anche l’attuale Pontefice Benedetto XVI ha ritenuto opportuno citare in numerose sue catechesi.
Mancava finora l’opera che qui proponiamo, senza dubbio il culmine poetico della spiritualità di Ildegarda, nonché la sintesi del suo pensiero teologico e dottrinale.
La bibliografia kolbiana è particolarmente ricca di scritti di livello teologico molto alto. Ciò che desta particolare sorpresa e gioia è la notevole quantità di testi che, in tutte le lingue, studiano la figura, l'opera e la spiritualità di S. Massimiliano. Tuttavia, a nostro parere, è necessario produrre ancora un'opera che tratti, in modo specifico, la spiritualità del martire polacco secondo i canoni della teologia spirituale contemporanea e che tenga conto dell'innumerevole produzione realizzata negli ultimi anni: questa è la finalità del volume (Dall'Introduzione).
Raffaele Di Muro è sacerdote dei frati minori conventuali. Attualmente è padre spirituale del Collegio Internazionale Seraphicum, docente di Teologia Spirituale e Spiritualità Francescana alla Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura. Ricopre, inoltre, gli incarichi di direttore della Cattedra Kolbiana e di Assistente Internazionale della Milizia dell'Immacolata.
Pochi anni dopo il terribile Sacco del 1527, giunse in una Roma ancora ferita, un angelico, sorridente vagabondo. Filippo Neri doveva attraversare quasi per intero il grande secolo del Rinascimento romano e della Riforma cattolica. Quando morì, nel 1595, era divenuto Padre Filippo, il sacerdote più noto e amato della città, tanto vicino al popolo quanto legato alle grandi famiglie e alla “intelligenza” dell’epoca.
Amico di Ignazio di Loyola, Carlo Borromeo, Camillo de Lellis, Felice di Cantalice..., mistico «tra i più misteriosi» (G. De Luca) e padre di tutta una città, Filippo lasciò una traccia inconfondibile della sua spiritualità, e rimane una delle figure più originali della santità cattolica.
In questa biografia, dietro la figura del santo, viene alla ribalta tutta la città: chiese, piazze, strade e un’umanità pittoresca, come un intero presepe che si rimetta in moto.
Destinatari
Per tutti.
Autrice
Rita Delcroix, fiorentina di nascita, ha studiato e vive a Roma, dove ha ripercorso tutti gli itinerari di san Filippo per radicarne la biografia nei luoghi della città. Il Santo dell’allegria ha vinto il premio Elba 1990 alla prima edizione, cui ne sono seguite altre due. Nel 1996 Rita Delcroix ha pubblicato Giuliano dei Medici, premio Lunigiana 1997.
Punti forti
Una figura conosciuta e amata. Il volume tratteggia non solo la figura del Santo, ma anche della Roma del suo tempo. Un libro dalla lunga e fortunata storia editoriale, approdato – in una versione riveduta e corretta – alla San Paolo dopo tre edizioni della Newton & Compton.
Amico di santi, vescovi, cardinali e papi; scrittore, fondatore di asili, case per anziani e disabili, opere parrocchiali, congregazioni religiose – le Figlie di Santa Maria della Provvidenza e i Servi della Carità – nonché costruttore di chiese, beatificato da Paolo VI , don Guanella verrà proclamato santo da Benedetto XVI il 23 ottobre 2011.
Nessuno, all’inizio del suo apostolato, gli credeva.Tutti pensavano che fosse un sacerdote dalla «testa calda», con il quale bisognava usare le molle.Un po’ troppo intransigente, molto polemico, poco tollerante, incontenibile.
Sceglieva di elevare la condizione delle persone andando nelle periferie urbane, nei paesi sperduti tra le montagne, nei sobborghi di grandi città come Roma, Milano e perfino Chicago. Scopo ultimo della sua missione era quello di elevare ogni persona «a una grandezza celestiale».
Destinatari
Per quanti sono interessati a conoscere la figura di don Guanella.
Autori
Cristina siccardi, laureata in lettere moderne con indirizzo storico, ha collaborato con La Stampa, La Gazzetta del Piemonte, Il Nostro Tempo, La Voce del Popolo, L’Osservatore Romano, Avvenire e con emittenti radiofoniche e televisive. Specializzata in biografie, con le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Pier Giorgio Frassati. Modello per i cristiani del Duemila (2002); Santa Rita da Cascia e il suo tempo (2004); Fratel Silvestro. La vite di Dio (2006);Sposi per davvero. La vita di Rosetta e Giovanni Gheddo (2008); Santa Teresa. Tutto iniziò nella mia terra (2010).
Michela Carrozzino è direttrice del Centro Ricerca dell’Istituto Figlie di Santa Maria della Provvidenza, presidente dell’Associazione Mediterraneo senza handicap e del Comitato Scientifico Associazione Oasi Federico. Collabora con università italiane ed estere in ambito storico-pedagogico e con organismi a vario livello per lo sviluppo delle politiche di inclusione sociale delle persone disabili. La vita di don Luigi Guanella, per conoscere la sua straordinaria figura a pochi mesi dalla beatificazione che avverrà il 23 ottobre 2011.
L'opera studia la Meditazione materna di Maria in Cristo negli insegnamenti di Giovanni Paolo II. Il Papa valorizza l'unicità della mediazione mariana nell'opera redentrice di Cristo; unicità che scaturisce dall'essere madre del Redentore. Dimostrare tale singolarità costituisce lo scopo di questo lavoro. Parallelamente al pensiero mariano di papa Wojtyla, l'opera si sviluppa in maniera metodica, secondo una prospettiva biblica, storico-salvifica, antropologica ed ecclesiale, introducendo la discussione sul ruolo di Maria nel piano salvifico di Dio e negli eventi della Redenzione, quale Madre e Socia di Cristo, dall'Annunciazione sino alla sua Assunzione in Cielo. Nella conclusione viene pure affrontata la questione ecumenica, nei suoi aspetti teologici ed ecclesiali. Il testo contiene una vasta bibliografia per facilitare un approfondimento dei temi mariani.

