
Questo lavoro è una piccola antologia dei documenti collettivi, con testi a stampa, che la Conferenza Episcopale Calabra ha prodotto in quest'ultimo secolo (1916-2016) relativamente alla necessità di purificare la pietà popolare e contro il fenomeno mafioso-ndranghetista, che costantemente cerca di infiltrarsi per ottenere consensi e riconoscimenti pubblici; una raccolta per averli a immediata disposizione. I Vescovi infatti, singolarmente, si sono pronunciati in altre occasioni su tali tematiche all'interno del loro lavoro di sollecitudine per i fedeli loro affidati.
Se la Chiesa in uscita missionaria costituisce una delle novità che maggiormente caratterizzano il servizio di Papa Francesco, la formula è il filo conduttore delle meditazioni che l’Autore offre ai presbiteri attraverso le diverse sue sfaccettature, intese tutte all’attuazione di un’autentica conversione pastorale e missionaria al fine di garantire e promuovere uno “stato permanente di missione” (EG 25).
"Magnum opus et arduum", l'avrebbe definita S. Agostino, una specie di Summa ritiana, dove è raccolto pazientemente, ma penso anche faticosamente, tutto quello che è stato detto e scritto sulla storia e sulla santità di Rita da Cascia. [...] Mentre prendevo visione della ricchezza dei temi di questa raccolta, mi sono chiesto anch'io più volte qual è il fondamento di tanta devozione, su quali documenti si può basare, quali ricerche dobbiamo ancora fare. Credo che questa raccolta segni un termine, oltre il quale non sia più possibile andare". (dalla Presentazione di S. Ecc. Mons. Giovanni Scanavino, OSA)
San Francesco di Paola (1416-1507) ha lasciato nel suo tempo un'impronta indelebile il cui riverbero si protrae ai nostri giorni, soprattutto per la carica umana che traspariva nelle sue azioni e nelle sue interazioni con la gente e con il mondo che lo circondava. Eremita per vocazione, affascinato dal Mistero ineffabile di Dio con cui coltivava intima familiarità nella preghiera e nella contemplazione, proprio in forza dlla sua esperienza di ascesi e di solitudine, accanto al dono dei miracoli palesava ai suoi contemporanei una spiccata personalità di uomo integerrimo, irreprensibile, puntiglioso nei principi e nelle virtù e sempre attento ai bisogni del prossimo. In occasione del Sesto Centenario della sua nascita, ci si propone di presentare gli aspetti più rilevanti della sua vita e della sua spiritualità.
L'esistenza umana è come una "navigazione" verso il Golfo eterno. Dio è, a un tempo, colui che ha creato il navigatore (l'uomo), colui che ha riempito il mare per far navigare (il tempo), colui che ha offerto il "legno" su cui solcarlo (la Croce di Cristo), colui che è lo stesso Porto a cui attraccare (il cuore del Padre).
Si tratta di un lavoro nel quale si intrecciano, fondendosi armonicamente, vicende biografiche, contesto storico e dimensione spirituale. Attraverso questo percorso nella vita di San Filippo Neri, viene messa in luce la sua "follia" d'amore per Dio, capace di infrangere le false certezze del mondo con gioia e letizia. Un santo tutto moderno, amato persino dal protestante Goethe, che indica la via della santità in modo permanentemente valido, proponendo lo stile fresco e originario delle prime comunità cristiane.
La misericordia rende il mondo meno freddo, lo tratta con pazienza e rende la Chiesa capace di scaldare il cuore. Oggi tutti siamo chiamati ad annunciare che Dio è misericordia. A proclamare che non il male ma il bene avrà l’ultima parola. La misericordia è un’arte. Dio è il vero Artista a cui bisogna rivolgersi per imparare ad amare. Certo, la misericordia ha bisogno della verità per non cadere nel soggettivismo, ma anche la verità ha bisogno di misericordia per non scivolare in una sterile autoreferenzialità: in principio vi è sempre la misericordia e l’amore infinito di Dio. Allora è possibile affermare che in Cristo “Misericordia e verità si incontreranno”.
L'educazione è la vera sfida dell'epoca contemporanea. Educare significa fare tutto il possibile affinché ogni cosa possa assumere in ciascuno di noi un senso, un significato, uno scopo. Senza questo "orizzonte", niente vale davvero la pena. L'educazione è quel cammino che ci porta a diventare noi stessi; ma come ogni cammino, ha bisogno di avere delle coordinate. L'educazione è pertanto una strategia attraverso la quale ridare senso a questo viaggio.
Sinodalità ha una fibra profetica forte, è una parola cara: è parola di itineranza (significa cammino); è parola d'amicizia (il suo nome è compagnia); è parola planetaria (non dice solo la chiesa, ma allude anche alla sterminata carovana umana che traversa la storia in vista dell'Oltre e dell'Altrove); è parola di fraternità e di sororità (rammenta che siamo nati allo stesso Fonte); è parola di speranza. Per queste ragioni il sogno di papa Francesco è che la chiesa diventi sinodale.
Anche tu fai parte di una generazione di donne e di uomini fatti per il Cielo. Ciò che ci accomuna è la chiamata a diventare Santi e Beati con i piedi per terra. Santi e beati non si nasce, lo si diventa giorno dopo giorno con tanta fatica e tanta voglia di farcela, valorizzando le personali qualità e i doni ricevuti, senza farsi condizionare dalle difficoltà e dai limiti che la vita ci impone ogni giorno, lasciando libero spazio alla bontà di Dio che ci ha voluti così come siamo.

