
Con il presente testo si desidera offrire a sacerdoti, operatori della pastorale, laici che si appassiono alla diffusione del Vangelo anche mediante i nuovi media, alcune proposte concrete pensate ad hoc e calibrate su cio? che serve ed e? utile: dall’articolo, all’editoriale, al commento; il lavoro di redazione di un Settimanale Diocesano; come nasce, si costruisce e si pensa un video per la pastorale da mettere anche su Youtube; come si realizza un sito parrocchiale e diocesano; lo strumento della Newsletter diocesana, tra parrocchie, ecc. È un testo, il presente, che nasce dalla passione, dall’intelligenza e dal discernimento operato sul campo da laici e operatori della pastorale che svolgono il non facile compito di pensare, prima ancora di agire. CAPITOLI - Come si scrive un articolo o un commento - Progettare e realizzare un sito web - Un video su Youtube per la pastorale - La redazione di un settimanale diocesano - Stile e contenuti di una Newsletter - L'ufficio Comunicazioni Sociali
Lo scritto del teologo abruzzese, Michele Giulio Masciarelli, è una brillante riflessione teologica, esistenziale e pastoarle sul prete, visto nel suo ancoraggio misterico e nella sua esposizione alla storia. L'icona dell'asino è gestina con finezza allusiva, seza scadere mai nel paragone banale, che risulterebbe, a quel punto, maldestro e offensivo. Ne vine fuori una figura di prete forte e tenera, di buonsenso, legata in modo indissolubile a Cristo e dedita al servizio, umile e serio, a alla causa del regno.
Un prete non deve temere chi uccide il corpo, ma gli assassini di anime. A Don Puglisi, prete di frontiera, non per motivi politici, ma perché testimone di Cristo tolsero la vita. Ma lui l’aveva già offerta per la sua gente, che voleva formare alla verità che sola rende liberi.
Un testo di catechesi.
Il volume di natura squisitamente giuridica si contraddistingue nello stesso tempo per le sue peculiari note di carattere socio-religioso che lo rendono originale e ne ampliano la sfera d’interesse estendendola a fruitori non specificamente edotti nella scienza canonistica.
La funzione di insegnare della Chiesa, argomento basilare del testo, è infatti al centro di problematiche sempre attuali che coinvolgono sinergicamente ambiti diversi e talora anche non propriamente ecclesiali o strettamente cattolici, come nel caso delle istituzioni pubbliche e della società civile genericamente intesa.
Questo commentario sulle finalità del Libro III del Codice di Diritto Canonico vuole diventare in tal modo non solo un ausilio tecnico che agevoli l’approccio degli studiosi al testo normativo, ma aspira altresì a comunicare il bisogno di quell’esigenza interiore che dovrebbe essere da tutti avvertita come imprescindibile, ovvero la necessità di non distaccarsi mai dalle linee guida del Magistero della Chiesa, in primo luogo dal supremo Magistero petrino reso sempre vivo e vivificante nella Persona del Romano Pontefice.
La prefazione del Cardinale Dario Castrillón Hoyos conferisce ulteriore autorevolezza ai contenuti che il libro propone.
D. Bruno Lima, Rettore della Chiesa della SS.ma Annunziata in L’Aquila, è Docente stabile straordinario di Diritto Canonico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Aquila - Pontificia Università Lateranense. Autore di numerose pubblicazioni giuridiche canonistiche e internazionalistiche.
Presiede il Premio Internazionale “Giuseppe Sciacca” - www.premiosciacca.it - conferito nel 2005 a S.S. Benedetto XVI, l’istituzione benefica banco dei tutori “Giuseppe Sciacca” e l’I.S.G.E.S.I. - Istituto di Studi Giuridici Economici e Sociali Internazionali.
Raccolta di preghiere vincenziane.
Questo volume raccoglie in sei saggi alcune testimonianze storiche e artistiche sulle attività di San Giacinto Odrowaz nei principali luoghi della sua missione.
Un prete che in una stagione di devota passività fu un segno di contraddizione, ma anche una testimonianza grondante sofferenza. Come ha scritto Bernanos: «Si riforma la Chiesa solo soffrendo per essa».
Compito delle sentinelle è di avvistare il pericolo. Negli anni dei totalitarismi il beato Monza intuì l’avanzare di un paganesimo che annegava le coscienze. Non si limitò a suonare l’allarme, ma lavorò per preparare un futuro nella carità.
La pubblicazione degli Atti del Convegno organizzato dal Rotary e tenutosi a L’Aquila in occasione della Perdonanza 2008, avviene dopo due date incise ormai per sempre nella storia dell’Aquila: il tragico sisma del 6 aprile 2009 e il grande incontro internazionale del G8 (8-10 luglio 2009). Che c’entra tutto questo con il messaggio di s. Pietro Celestino? Il legame, invece c’è, e sembra abbastanza profondo. La tragedia del terremoto rischia di ingenerare in molti un senso di frustrazione, una spiacevole impressione che ormai la nostra amata città sia destinata ad un lungo declino. Ecco di fronte a questo rischio terribile, tornare a parlare dell’umile eremita del Morrone divenuto papa, significa riaprire le pagine di una antica storia di civiltà, di fede, di spiritualità, di affascinanti realizzazioni artistiche. Tornare a parlare di Celestino significa riprendere coscienza che la nostra storia di aquilani e di abruzzesi non si è fermata. Si, ha avuto una tragica pausa. Ma per ricominciare ora un cammino nuovo.
Contributi di: Walter Capezzali, Luigi Mezzadri, Paola Poli, Francesco Zimei
Paola Poli, archivista dell’Archivio dell’Arcidiocesi dell’Aquila, si è diplomata presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica e ha conseguito il Master Post Lauream della Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 2000 è direttrice dell’Archivio Arcidiocesano e, dal 2006, della presente sezione di studi, Collectanea Archivi Ecclesiae Aquilanae, confluita nella collana dell’Istituto di Scienze Religiose Fedelmente.

