
"Nella storia della Chiesa cattolica, i veri rinnovatori - spiega il Papa sono i santi. Sono loro i veri riformatori, quelli che cambiano, quelli che trasformano, che sviluppano e risuscitano il cammino spirituale". Ma allora quali sono i santi cari a papa Francesco? Alcuni li conosciamo: sant'Agostino, san Francesco, don Bosco, don Orione, don Cafasso. Non dimenticando Madre Teresa di Calcutta. Altri ci sono meno noti (o sconosciuti), perché appartengono alla storia della Chiesa latinoamericana di cui Jorge Mario Bergoglio è figlio. Ecco allora la figura di Pietro Favre, compagno di sant'Ignazio; di Bartolomé de Las Casas, domenicano difensore degli indios; di padre Roque Gonzales, missionario gesuita del Seicento e di padre Pietro Claver, apostolo degli schiavi africani. Per arrivare ai grandi santi sociali, come padre Alberto Hurtado, e ai martiri per la giustizia (Rutilio Grande e Carlos de Dios Murias). Esempi di vita spesa per il Vangelo e a servizio dell'uomo. Testimoni la cui esperienza ci aiuta a comprendere meglio il dono che lo Spirito Santo ha fatto alla Chiesa con l'elezione di papa Francesco.
Una testimonianza dell'Arcivescovo Piero Marini che per diciotto anni è stato accanto a Giovanni Paolo II come Maestro delle Cerimonie Liturgiche Pontificie. "Ricordo quegli occhi e quello sguardo che mi accompagneranno per il resto della mia vita. Porterò con me la sensazione di bene e affetto della sua mano stretta alla mia. Erano le sue mani, quelle che sono state imposte sul mio capo nel '98, quando il papa ha voluto ordinarmi vescovo. E quegli occhi che vedo ancora, quelle braccia distese quando mi dava l'abbraccio di pace. Sono segni di gioia e sofferenza nel suo ricordo".
La Chiesa ha un storia millenaria, ma sono bastati cinque minuti per rivoluzionarla. Con un discorso dimesso, ma efficace; una croce di ferro pendente sul petto, sulla quale è inciso il Buon Pastore con la pecora sulle spalle e una colomba in cima, papa Francesco si è presentato come un debole che ha bisogno della forza della preghiera, della benedizione di Dio... proprio come noi. In queste pagine semplici da leggere conosciamo meglio le origini e il carattere di un uomo che non ha dimenticato le sue origini, che parla la nostra lingua ed è pieno di umanità, che, da buon pastore porta su di sé l'odore, spesso acre, delle sue pecore.
Nel 2013 Caritas Italiana e Fondazione Migrantes inaugurano una nuova fase della loro collaborazione sugli studi e gli approfondimenti in materia di mobilità verso l'Italia. Dopo 30 anni di immigrazione nel nostro Paese, i due organismi della Conferenza Episcopale italiana hanno ritenuto di intraprendere un nuovo percorso per lo studio della mobilità che privilegi l'osservazione delle varie realtà locali partendo dalla ricca rete delle sedi diocesane fino ad arrivare ai vari riferimenti istituzionali e associativi sul territorio nazionale e internazionale. Superando l'ottica prettamente statistico-quantitativa nella lettura del fenomeno migratorio per aprirsi a un'analisi più qualitativa - si legge nell'Introduzione - il volume si presenta più agile e di natura maggiormente divulgativa e particolarmente attento a far emergere l'ordinaria presenza immigrata in Italia e nei singoli territori raccontandone le specificità, le diverse caratteristiche oltre che i diversi progetti portati avanti, senza trascurare l'analisi dei punti di forza e delle debolezze rintracciate dagli operatori Caritas e Migrantes nelle diverse realtà territoriali. Il tema scelto per questa edizione è Immigrazione. Tra crisi e diritti umani, e rappresenta il filo conduttore delle 5 sezioni del Rapporto. Tra esse, spiccano Fatti, numeri e immagini (racconto ragionato dei principali avvenimenti del 2013 nel settore dell'immigrazione)...
Il poeta Eugenio Montale ha un bel paragone sulla vita. Scrive che essa è come chi esce durante l'estate nel sole abbagliante e costeggia un muro "che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia". Il muro lo deve e lo vuole superare. Teme di ferirsi. Ma nel suo cuore nutre una speranza: di trovare una porta. Perché la vita cristiana è così. Lo ha detto Gesù: Io sono la porta (Gv 10, 7). E se lui è la porta, essa si aprirà perché lui è misericordia.
Il volume presenta una straordinaria documentazione delle operazioni di studio, di restauro e di valorizzazione di uno dei siti archeologici paleocristiani più eloquenti riguardo al fenomeno della cristianizzazione dell'Urbe. Il complesso delle catacombe di Priscilla con la basilica di S. Silvestro è stato, infatti, sottoposto negli ultimi cinque anni a una serie molto articolata di interventi archeologici conservativi, ai quali si è accompagnata la costituzione di un suggestivo Museo destinato alla fruizione e alla conoscenza anche didattica dell'intero complesso posto sulla via Salaria Nova. Di grande rilievo è la scoperta, attraverso la tecnica del laser ormai collaudata soprattutto in ambito catacombale romano, di nuovi affreschi nell'area cemeteriale del martire Crescenzione. Si tratta di un settore degli esordi del IV secolo, contrassegnato da decine di graffiti di pellegrini che, nell'alto Medio Evo, si recavano in questo luogo a venerare il sepolcro del martire.
Madre Speranza è certamente una figura molto complessa: per la lunghezza dell sua vita (quasi 90 anni) e per le numerose peripezie personali ed apostoliche che ha dovuto affrontare, sia in Spagna che in Italia, a Collevalenza. La Beatificazione però ci obbliga moralmente, per la gloria di Dio e per il bene della anime, a conoscere meglio la sua storia attraverso questo libro che ripercorre la sua vita e ripropone il messaggio si Gesù, amore misericordioso.
Verso il Concilio Vaticano II. Attese e speranze Atti del XVI Convegno di Studio I Sezione - Verso il Concilio Vaticano II. Attese e speranzeFrançois-Xavier Dumortier, Indirizzo di saluto- Filippo Lovison, Introduzione ai lavori- Raffaele Farina, La mia vigilia conciliare- Norman Tanner, Inheritance of Vatican I- Gilles Routhier, Horizons d'attente dans les Églises Occidentales à la veille de Vatican II- Severino Dianich, L'ecclesiologia in Italia tra il Vaticano I e il II- Giuseppe Ruggieri, All'origine del Vaticano II: l'intuizione profetica di Giovanni XXIII- Maurilio Guasco, Clero e preti operai verso il Concilio- Andrea Grillo, La Liturgia: sana tradizione e legittimo progresso alla vigilia del Concilio Vaticano II- Giancarlo Rocca, La vita religiosa verso il Concilio Vaticano II- Federico Ruozzi, Da "buona maestra" a scrupolosa professoressa. Il ruolo della televisione nel preparare la società italiana al Concilio Vaticano II (1959-1962)- Daniele Menozzi, Conclusioni II Sezione - Miscellanea- Santiago Casas Rabasa, Presentazione di "Chiesa e Storia", 2 (2012)- Pietro Zovatto, Celso Costantini e un'ipotesi di ConcilioIII Sezione - Recensioni- D'Errico - Dell'Omo - La Gioia - Miele.
La famiglia oggi: quali problemi, inquietudini, desideri. Come affrontare una realtà che sembra voler cambiare il volto, la stessa essenza della famiglia, attraverso la presenza di modelli "alternativi"? In quale modo le famiglie affrontano la crisi di valori e soprattutto la crisi economica? Nella lettura di questa complessa realtà dovrebbe trovare ampio spazio la fede per aiutarci a capire che forse non tutto il male viene per nuocere e che "Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio".
Nel 1863, a Londra, per volere di Vincenzo Pallotti - allora sacerdote romano e fondatore dell'Unione dell'Apostolato Cattolico (Padri Pallottini) oggi Santo -, fu costruita la Chiesa italiana di San Pietro come luogo di incontro spirituale e sociale di tutti gli italiani emigrati a Londra. A 150 anni dalla fondazione, durante i festeggiamenti per questa ricorrenza, si è pensato a un volume in cui raccontare la storia di un progetto architettonico che ha dovuto superare mille ostacoli e diverse peripezie per essere realizzato, diventando poi un luogo di riferimento per la comunità italiana a sua volta cambiata lungo il corso del tempo. "Ricordare - si legge nella Prefazione - questa storia centenaria della Chiesa di S. Pietro di Londra rendendola disponibile a un pubblico vasto, significa rinnovare l'impegno di prossimità agli emigranti italiani della Chiesa in Italia soprattutto in questa stagione di crisi economica e occupazionale che aumenta i disagi culturali e gli interrogativi di fede e induce, soprattutto i giovani, a nuove partenze".

