
"Questa raccolta di omelie per il ciclo liturgico C, che fa seguito alla precedente dal titolo Ha fatto risplendere la vita (Servitium, 2003), è il frutto della trascrizione puntuale e assidua delle registrazioni effettuate durante la liturgia festiva di mezzogiorno nella Chiesa di San Carlo al Corso a Milano. Esse conservano perciò il tono discorsivo e amicale, familiare e spontaneo, proprio di una liturgia comunitaria. Il titolo del volume "La bellezza tua voglio cantare" è una citazione del Salmo 8 nella versione lirica di David Maria Turoldo e un piccolo tributo pagato per il molto che molti, e io in particolare, dobbiamo a quel grande fratello e maestro. Il desiderio di cantare la bellezza di Dio risponde a un bisogno di "filocalia" (amore della bellezza) di ascendenza biblica: "Cantate inni con arte" (Sal 33, 3; 47, 8); "sulla cetra vi spiego l'enigma" (Sal 49,5): con gli strumenti della musica e della poesia il salmista accosta il mistero di Dio e ne trasmette l'eco. "Filocalia", che già Agostino d'Ippona poneva a sigillo della misura alta della vita, nella Regola: "Questa via seguite come innamorati della bellezza spirituale" (spiritalis pulchritudinis amatores)». (Dalla presentazione dell'autore).
Sotto la suggestiva immagine della "cella del vino" sono raccolti saggi sull'amore e sul matrimonio che fanno gustare il sapore di quanto la tradizione, il pensiero e la fede ortodossi hanno elaborato per dare forma e senso alla grande energia umana dell'eros. Il volume è suddiviso in quattro parti: la prima ("Istantanee di un amore") racconta l'eros sbocciato tra un uomo e una donna e culminato nella celebrazione nuziale; la seconda ("Semantica dell'eros") sviluppa sinteticamente gli aspetti positivi e negativi implicati in una relazione d'amore; la terza ("Teologia ed esperienza del matrimonio") si propone di radicare il matrimonio nei suoi fondamenti teologici; la quarta ("Matrimonio e monachesimo: le vie dell'eros") evidenzia come la verginità per il Regno e il matrimonio siano, entrambe, strade di "dedizione erotica", e come l'una non possa essere compresa senza l'altra.
Sono istanti "contemplativi" più che preghiere e riflessioni quelli che vengono qui proposti. Vannucci le chiamerebbe "calma delle soste", momenti raccolti nell'incanto del principio, nel seno della "Parola creatrice". Vi è una sapienza che dilata il cuore, dà respiro alla mente, sapore ai gesti, solleva la quotidianità dal banale, immette nell'immensità del divino e dell'umano insieme.
"Ci sono le stagioni, ognuna con il suo stile, il suo ritmo, le sue storie; e ognuna si rivela 'lezione di cose'. Lezione di cose fisiche, naturali, certo, ma anche, se sappiamo leggerle con pazienza e attenzione, lezioni di cose invisibili, impalpabili. L'esperienza e il sogno, la materia e lo spirituale sono in costante e sottile interferenza. E dunque meglio, a ogni nuova stagione, rimettersi al lavoro di lettura con uno sguardo nuovo, acuto". Ma come "leggere" un simile racconto chiuso nel limbo della carne e dell'inchiostro? Appoggiando l'orecchio sul cuore della terra e del cielo.
In occasione del ventesimo anniversario della morte di Giovanni Maria Vannucci (Pistoia 1913 - Firenze 1984), volendo offrire un omaggio alla sua memoria, ma soprattutto continuare a valorizzare la sua testimonianza di vita, viene presentata la seguente bibliografia che cataloga i suoi scritti e i volumi da lui curati, e dà conto di quanto è stato pubblicato sulla sua persona e sulla sua opera.
Il fascino dell'intensa esperienza spirituale di Abhishiktananda traspare fortemente da questo libretto: due cristiani, uno monaco e l'altro sacerdote, sono andati in pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. Ci sono andati nella convinzione che stavano compiendo un atto cristiano, o, più precisamente, stavano realizzando in Cristo un rito immemorabile della prima alleanza cosmica. A questo libretto, che ha segnato e fatto sognare le generazioni di cristiani dell'epoca conciliare, sono stati aggiunti alcuni scritti inediti e testimonianze di due grandi amici di Le Saux: Raimon Panikkar, compagno di viaggio verso le sorgenti del Gange, e Odette Baumer-Despeigne, custode fedele del Diario spirituale di Abhishiktananda, recentemente scomparsa.

