
Molti di noi fanno uso dell'Intelligenza Artificiale (IA) per divertimento, per studio e per lavoro. L’IA fa parte, ormai, delle procedure informatiche di aziende private e di istituzioni pubbliche: recepisce ed elabora con sempre maggiore efficienza i nostri dati fiscali, economici, giuridici, burocratici, sanitari. Si affaccia dunque all’orizzonte un tema che è già centrale: come è possibile la protezione non solo della nostra privacy, ma della vera e propria integrità della nostra identità personale? Ciascuno di noi gode di diritti in quanto individuo e in quanto corpo in cui si esprime la nostra individualità. È quanto è stabilito nel principio dell’Habeas Corpus: l’inviolabilità della libertà personale e dell’integrità fisica e psicologica della persona se non per gravissimi e dimostrati motivi. Oggi, tuttavia, l’estensione della nostra individualità va ben oltre i "confini" del nostro corpo. Si deve parlare per ciascuno di noi di un "Corpo Esteso" digitale, che comprende la presenza di "dati che siamo noi" nei database della IA e l’insieme vastissimo delle nostre interazioni quotidiane con il mondo digitale. La protezione dei diritti del Corpo Esteso richiede nuovi strumenti e nuove leggi, che prevedono la conoscenza e la condivisione da parte di tutti di alcuni nuovi concetti: il Corpo Esteso; l’Habeas Corpus + (cioè la protezione non solo dell’individualità e dell’integrità fisica, come avviene oggi in tutti i sistemi democratici, ma anche di quella digitale, nella sua completezza e nella sua costante evoluzione); il "Commonwealth Senziente", cioè un insieme di leggi universali e dotate di potere di controllo e di sanzione che regolino l’IA responsabile e siano garantite da un Ente di Garanzia Originario (EGO); l’assoluta trasparenza di ogni IA (fonti, principi ispiratori, tecnologia…); un "Muro invalicabile" tra Intelligenza Artificiale e vita organica (cioè la severa proibizione all’IA di generare forme di vita alternative alla vita umana e di interferire con la vita umana stessa).
«Tra voi però non sia così». Sono le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in cerca di posti di prestigio, dalle quali bisogna sempre partire quando si parla di potere nella Chiesa. Di per sé, nota l’autore di questo libro, la questione del potere non è un tema caratterizzante l’esperienza cristiana né una situazione che definisce il compito e lo stile della Chiesa. Detto ciò, alcuni però nella Chiesa sono chiamati a delle responsabilità, ad esercitare l’autorità sugli altri. Come devono farlo? Quali caratteristiche deve avere questo loro potere? A tali domande vuole rispondere il presente volume. Lo fa innanzitutto presentando come il Padre, Gesù e lo Spirito Santo esercitano la loro forza e potenza. Definisce poi, sulla base dell’insegnamento della Sacra Scrittura, come i cristiani e la Chiesa debbano esercitare il potere. Si sofferma inoltre su quegli aspetti dell’esercizio malato del potere, quali la ricerca di denaro, il carrierismo, il clericalismo, gli abusi di coscienza e sessuali. Infine, propone alcuni atteggiamenti che possono salvaguardare il potere da ogni tratto di dominio e renderlo strumento di servizio e di valorizzazione delle persone: vigilare sul proprio cuore, camminare insieme, essere miti, umili, avere empatia e compassione, sapersi indignare. Il tema del potere condiziona le relazioni fra le persone a tutti i livelli: queste pagine si rivolgono quindi a tutti coloro che entrano in rapporto con gli altri.
In questo libro padre Stefano Nava, Frate Minore con vasta esperienza nel campo dell’evangelizzazione, esplora in profondità le sfide e le crisi della Chiesa contemporanea, nella dimensione pastorale e spirituale. Attraverso un linguaggio diretto e appassionato padre Nava offre una riflessione dirompente e profetica sullo stato attuale della pastorale e punta a un rilancio dell’azione evangelizzatrice proponendo delle vie concrete. Nato dall’esperienza vissuta dall’autore nelle Missioni al popolo e in altre forme di annuncio, il libro è un vero e proprio "manifesto missionario" per i tempi attuali. Con stile diretto, colloquiale, accessibile ma profondo, l’autore alterna testimonianze personali a citazioni evangeliche e magisteriali (con ampio riferimento a papa Francesco). Contiene strumenti concreti per la formazione e la verifica dell’azione pastorale.
Il cuore umano è un mistero profondo, capace di slanci d’amore sublimi e, al contempo, incline all’esitazione del dubbio. Tale dualità è il fulcro dell’esplorazione condotta in queste pagine: in una narrazione di profonda risonanza spirituale, Massimo Tellan trascende la mera rievocazione storica dell’evento pasquale per off rire una riflessione sulla libertà, essenziale per l’amore stesso, e sulla natura della scelta cristiana dinanzi al dilemma della Croce. Con i loro drammi che li pongono in bilico fra accettazione, tradimento, indifferenza e compassione, i personaggi che si affacciano sulla Via Crucis diventano specchi delle risposte umane di fronte al divino: interpellando direttamente il lettore, annullano la distanza temporale e lo rendono partecipante attivo al dramma della Passione. Il potere trasformativo della compassione e la costante, seppur discreta, azione dello Spirito Santo emergono come pilastri di un messaggio di speranza in grado di trascendere la disperazione e la morte. La ricchezza delle prospettive e la profondità delle riflessioni rendono questo volume uno strumento prezioso per chiunque desideri esplorare nella contemporaneità il significato della fede e il potere trasformativo delle proprie decisioni quotidiane, riconoscendo la propria posizione nel dilemma davanti alla Croce, non come spettatore di un evento passato, ma come protagonista di una scelta continua che definisce la propria esistenza.
Nel novembre del 1976, presso l’Abbazia trappista di Nostra Signora del Getsemani nel Kentucky, John Main OSB tenne una serie di conversazioni sulla preghiera che segnarono l’inizio del suo insegnamento pubblico sulla meditazione cristiana. Questi testi, semplici e profondi, proponevano un ritorno alla tradizione contemplativa dei Padri del Deserto, mostrando come la preghiera del cuore possa divenire esperienza viva della presenza di Cristo. Arricchite dalla Prefazione di dom Luca Fallica OSB, abate di Montecassino, e da una Introduzione di Laurence Freeman OSB, attuale guida spirituale della CMMC, che contestualizza il tutto, queste pagine, finora inedite in Italia, oltre a presentare al lettore il nucleo dell’intuizione del fondatore della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana, si rivelano quale guida attualissima ed essenziale per riscoprire la dimensione silenziosa e contemplativa della fede, nel ritmo quotidiano della vita monastica e laicale.
Quante volte nella fatica di ogni giorno ci siamo ritrovati a sognare una vita diversa, con meno pesi da portare o, come spesso diciamo, con meno pensieri? Il presente libro nasce proprio da questa esigenza interiore e propone un percorso di riflessione che vuole aiutare a comprendere l’importanza della leggerezza per affrontare la vita con uno spirito nuovo. La leggerezza di cui si parla in questo testo però non è superficialità, menefreghismo o mediocrità, ma l’acquisizione di uno sguardo nuovo su se stessi, sugli altri e su Dio. È l’antidoto alla frenesia della quotidianità e al peso delle preoccupazioni, perché insegna a dare il giusto valore alle parole, agli sguardi, ai gesti, a distinguere il superfluo dall’essenziale, ad abitare fecondamente gli spazi, il tempo, a curare le relazioni e a custodire l’interiorità. La leggerezza dà respiro alla vita e nel buio della notte accende la speranza di un nuovo giorno. Si tratta allora, come ben dimostra questo prezioso volumetto, di cercare di inventare la propria leggerezza per dare il giusto peso alla vita.
Sulle rive di un grande fiume, vivono tre amici: Adamo, un riccio timido e curioso; Nina, un’anatra spavalda che non sa nuotare né volare; Taddeo, una lepre convinta d’essere carnivora. Sono animali piccoli, fantasiosi e un po’ sconclusionati. Ogni giorno, una grande impresa li attende: arrivare in fondo all’arcobaleno per scoprire il vero tesoro; stringere amicizia con il Figlio del Vento; inseguire uno sciame di libellule fino a un Angolo di Paradiso; scoprire dove vive il Guardiano del Mare; affrontare un tremendo nubifragio? Ma, più di ogni cosa, amano comporre canti da intonare a squarciagola in un coro scombinato. Allora, provocano lo scompiglio nel bosco e si sentono invasi da un’ondata di felicità. Un racconto gioioso sulla meraviglia, la paura, il piacere di stare insieme. Una storia semplice e profonda; un omaggio a Il vento tra i salici di K. Grahame, al fiume, alle sue creature. Età di lettura: da 10 anni.
Opera della maturità dell’Aquinate (scritta tra il 1268 e il 1270), la Sententia de anima mostra un Tommaso che sviluppa le teorie metafisiche e antropologiche dell’aristotelismo in modo personale ed originale: è in discussione la tesi nuova, quella sull’unicità della forma sostanziale nell’uomo, così come si sviscerano le caratteristiche peculiari della parte intellettiva dell’anima umana, che ne garantisce l’autonomia operativa e ne salvaguarda l’immortalità. Questa visione antropologica, da sempre a fondamento della visione cristiana dell’uomo, è tornata di interesse sia nel dibattito filosofico sia nella concezione cristiana della vita. L’opera di traduzione critica, qui pubblicata con il testo latino a fronte, è dotata di ricchi apparati di introduzione, lessico e indici, ed è destinata a segnare una tappa importante nella bibliografia tomistica.
Età di lettura: da 6 anni.
Questo sussidio per Quaresima-Pasqua 2026 è un percorso di preghiera, meditazione e impegno concreto. Attraverso riflessioni ispirate alla liturgia del tempo, momenti di preghiera personale e comunitaria, suggerimenti per vivere gesti di carità, questo volume costituisce uno strumento indispensabile di preparazione alla Pasqua adatto a singoli, famiglie e gruppi. Il linguaggio è semplice ma curato e il formato è pratico, adatto all’uso quotidiano, per offrire un cammino spirituale accessibile, profondo e ricco di spunti.

