
Tito Brandsma fu carmelitano, professore e giornalista, saggista e poeta; e fu martire. Questa raccolta di testi cerca di mostrare almeno in parte la sua operosità e di rendere giustizia alle numerose sfaccettature del suo carattere indomito, che non si è piegato alla minaccia nazista ma che, anzi, l'ha portato a esporsi pubblicamente, consapevole ma incurante dei rischi. Questa variegata antologia, quindi, sapientemente introdotta da padre Luigi Borriello, si rivela lo strumento ideale per conoscere o riscoprire la figura di questo santo moderno che ha affrontato la vita e la morte con la devozione propria dell'ordine a cui apparteneva.
Cosa vede una persona che ha vissuto un trauma infantile quando si guarda allo specchio? Spesso, un'immagine deformata, perturbante, che gli altri non riconoscono. Chi convive con le sue conseguenze riferisce che certe emozioni appaiono fuori scala e non si presentano in modo lineare. Lo specchio convesso è, allora, una metafora per raccontare come l'eredità involontaria del trauma continui a plasmare l'identità, il corpo, lo spazio e le relazioni, anche a distanza di anni. Questo libro nasce da una ricerca etnografica condotta tra persone sopravvissute ad abusi sessuali durante l'infanzia e l'adolescenza. Ne raccoglie le storie, i gesti quotidiani, i rituali di protezione, le architetture intime e invisibili che servono per convivere con i segni del trauma. Come società, siamo ancora reticenti a discutere apertamente il tabù dell'infanzia violata, salvo quando esplodono i casi di cronaca o le nefandezze dei grandi scandali. Un unico caso è un fulmine a ciel sereno e scuote le coscienze; una sequela di casi diventa il solito temporale, un brusio di fondo, e le cose vanno avanti per (quasi) tutti. Il libro è dedicato, anzitutto, a chi sperimenta in prima persona questo tipo di ardua elaborazione ed è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Poi, è rivolto anche a chi è vicino a queste persone: famigliari, partner e amici. Infine, è destinato a chi opera al loro fianco, in ruoli di formazione, sostegno e cura: come insegnanti, allenatori, catechisti e operatori sanitari.
La Bibbia in un’edizione perfetta da portare sempre con sé. Robusta ed elegante, con copertina soft touch gommata dotata di elastico. 72 pagine a colori con introduzione generale alla lettura, cartine e ricostruzioni. Introduzioni ai singoli libri, note al testo.
Questo libro propone un corso di esercizi spirituali. Barsotti, con la sua consueta profondità teologica che illumina l'ineffabile piano di Dio in Cristo, rivelatore dell'uomo all'uomo, presenta lo sviluppo della vita cristiana come cammino di ritorno al paradiso da cui il peccato ha allontanato. Nelle singole meditazioni egli riflette sulle leggi secondo le quali il ritorno si realizza: la conversione, l'umiltà, il distacco, l'obbedienza, l'infanzia spirituale, la verginità, il lavoro, il silenzio. Tutto in dipendenza dalla Parola di Dio e dall'azione dello Spirito Santo, nell'inserimento sacramentale, al fine che nasca e viva l'uomo secondo l'immagine, Cristo, che porta al Padre. È veramente singolare la capacità di Barsotti di essere diverso e nuovo ogni volta. Egli ha il magistrale potere di portare alla luce il significato e la necessità del percorso ascetico-mistico nella vita cristiana.
Nella primavera del 1948 — tre anni dopo l'esplosione nucleare che aveva ridotto Urakami, l'area nord di Nagasaki, a un deserto di cenere — Takashi Nagai, medico affetto da leucemia, decide di trasferirsi a vivere in una piccola capanna costruita nel cuore della landa atomica. Questo libro è una sorta di diario fatto di brevi racconti, meditazioni e haiku, attraverso i quali l'autore racconta con stupore la rinascita spirituale e materiale dell'antico quartiere cristiano di Urakami, concentrandosi sulle storie di coloro che hanno saputo dare testimonianza di speranza e gratuità, trasformando quel luogo deserto in una "collina in fiore". Il testo è permeato da un grande respiro cosmico e una nota lirica che esprimono la sensibilità della tradizione millenaria del popolo giapponese e che l'autore vive come propria fino in fondo, sviluppandola però in modo del tutto nuovo in forza della fede cristiana. Come in tutte le sue opere, anche qui traspare quell'incredibile positività con cui Takashi Nagai guarda la realtà e che sempre colpisce i suoi numerosi lettori.
Dodici donne, che hanno vissuto l'aborto, anche più di una volta, e che oggi, a distanza di anni, raccontano i timori, le illusioni, le circostanze, a volte le pressioni, quasi sempre le assenze, all'origine della loro scelta. Poi descrivono il lungo percorso di malessere psicologico che ha fatto seguito a un atto che doveva essere la soluzione quasi indolore di gravi problemi legati alla propria gravidanza. Oggi, tutte seguono un percorso di riconciliazione interiore con sé stesse e con il proprio bambino: "Tu sei qui", nel mio rimpianto, ma anche nella fiducia, spesso fondata sulla fede, che tanta sofferenza possa trovare pace in una speranza più grande. Tutte — e alla loro si unisce la voce di un uomo — vogliono condividere la propria esperienza e dire alle donne, agli uomini, al mondo, che l'aborto è una scelta che può segnare una vita e che chi ne parla con leggerezza non sa di cosa parla. È possibile contattare chi ha condiviso la propria esperienza in questo libro attraverso il sito dell'Associazione "Ti racconto l'aborto".
La spiritualità è un ingrediente privilegiato della musica, la troviamo in un assolo di chitarra che sembra una preghiera, in un acuto che squarcia il cielo, in un ritornello che diventa coro collettivo. È proprio lì che questo libro ci conduce: nel cuore mistico e visionario delle canzoni dei Queen. Da Bohemian Rhapsody, con il suo drammatico "Is this the real life? Is this just fantasy?", fino all'invocazione quasi evangelica di Somebody to Love ("Can anybody find me somebody to love?"), passando per l'inno cosmico di The Show Must Go On ("Inside my heart is breaking, my make-up may be flaking"), le loro note non parlano solo d'amore o di ribellione, ma di ricerca, caduta e redenzione. Attraverso la voce carismatica di Freddie Mercury, l'eleganza compositiva di Brian May, la solidità di John Deacon e la sensibilità ritmica di Roger Taylor, i Queen hanno costruito un universo simbolico in cui convivono sacro e profano, luce e ombra, dubbio e fede. "Who wants to live forever?" si chiedono nell'omonima canzone, trasformando una ballata in una meditazione sull'eternità e sul limite umano. Questo libro esplora i riferimenti biblici, le suggestioni e la tensione verso l'assoluto che attraversano la loro produzione. Non è solo un viaggio musicale: è un cammino interiore. Perché nelle canzoni dei Queen la spiritualità è esperienza viva; non è risposta definitiva, ma domanda ardente. È il grido dell'uomo che cade e si rialza, che dubita e canta, che teme la fine ma continua a creare bellezza.

