
Un sussidio semplice e immediato per seguire le letture e le preghiere della Celebrazione Eucaristica. Pensato sia per chi partecipa quotidianamente alla Santa Messa sia per coloro i quali, non potendovi partecipare ferialmente, desiderano, tuttavia, accostarsi alla Parola di Dio proclamata in quel giorno nelle assemblee liturgiche.
In un mondo che spesso ci ferisce con la fretta, la competizione e la paura di non valere abbastanza, padre Marc Foley ci invita a ritrovare la sorgente della pace interiore attraverso la "piccola via" di santa Teresa di Lisieux. Con linguaggio chiaro e profondo, l’autore svela come l’amore quotidiano, silenzioso e concreto sia la vera forza che ci può mantenere capaci di accogliere la vita e gli altri con uno sguardo libero e compassionevole. Teresa non è qui idealizzata, ma mostrata nella sua umanità fragile e luminosa: una donna che, imparando ad amare nelle situazioni di limite che la vita le propone, scopre la gioia di un’esistenza libera, proprio perché totalmente votata a Dio. Un libro che intreccia psicologia e spiritualità, aiutandoci a riconoscere che la santità non è fuga dal reale, ma fedeltà che trasforma ogni cosa.
Uscito in prima edizione nel 1991, in un’Europa appena riunita dopo il crollo del Muro e all’alba del quinto centenario dell’incontro con le Americhe, il saggio viene riproposto oggi perché le questioni centrali dell’identità europea che pone sono ancora drammaticamente irrisolte e chiedono urgentemente una risposta. Tra gli esaltatori dell’Europa e i suoi denigratori, questo libro cerca la strada del ripensamento critico, che riconosce nella scoperta dell’io il grande merito dell’Europa moderna e nella mancata scoperta dell’altro il suo limite. La proposta teorica — filosofica e teologica — qui avanzata non è di rendere il pensiero dell’io abbastanza flessibile e generoso da abbracciare anche l’altro (secondo il modello della "modernità incompiuta"), ma di partire dall’altro per ridefinire l’io (secondo un’ispirazione che è insieme evangelica e secolare). Su questa linea si dipanano diversi fili: solidarietà, pace, dialogo tra le culture, ecologia, qualità della vita, che compongono il tessuto di una possibile teologia della liberazione per l’Europa. Referente obbligato della riflessione di Armido Rizzi è la Bibbia, un testo aperto che esige di essere interpretato dalla ragione filosofica e dalla ragione teologica per far emergere l’unità tra l’ambito religioso e quello mondano nella com-passione per l’umano.
Sovente ci sentiamo chiedere: io voglio imparare a pregare, ma da dove devo partire? In pratica, cosa devo fare? Che cammino seguire? Il libro cerca di rispondere a queste domande in modo semplice e concreto. Come scrive l'autore nell’introduzione: "È importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentarle" perché "il cristiano non può stare in piedi senza preghiera, l’esperienza quotidiana lo conferma per tutti".
Dal padre padrone al Padre perdono: è la perfetta sintesi di questo libro che va ben oltre il classico commento alla preghiera insegnata da Gesù agli apostoli. Fratel Michael Davide conduce infatti il lettore dall’attualissimo tema dell’evaporazione della figura paterna al ritrovamento di una paternità terrena adulta e matura e, parallelamente, alla riscoperta di una paternità celeste "nel tempo dell’assenza" dell’una e dell’altra. Il padre (terreno e celeste) che l’autore ci invita a reincontrare è quello che appartiene all’orizzonte stesso di Gesù, della sua vita di figlio (umano e divino) che ci invita a riscoprirci figli in lui e con lui. Una paternità, dunque, perduta e ritrovata, che ci permette di guardare al mondo in maniera completamente nuova: poiché la riscoperta del padre apre un nuovo orizzonte anche sulla fraternità tra gli uomini e, come chiosa l’autore, «se diciamo: Padre Nostro, la domanda è scontata: "Dov’è tuo fratello?- e ogni volta che supplichiamo: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", non saremo certo lasciati in pace e ci verrà sempre chiesto: "Quanti pani avete?…"».
Questo libro è un cammino condiviso con il lettore in cui, partendo dalla ricchezza semantica e esperienziale che oggi caratterizza la categoria dell’amore, passa dall’analisi del sentimento come mancanza in sé che spesso degenera in relazioni faticose o addirittura nocive, alla proposta di un amore trasformante e generativo, in cui l’io trova la sua consistenza nel dono di sé gratuito e fecondo. Spesso la più grande sofferenza nell’amore è l’essere traditi o essere traditori e in questo passaggio del testo l’autore evidenzia entrambi i malesseri, perché anche il traditore alla fine esprime una sofferenza del proprio io. Il lettore viene chiamato a guardare dentro di sé e a soffermarsi su quelle maschere che a volte deve indossare nelle sue relazioni o che pone al suo partner rendendo l’amore un pericoloso ideogramma non reale. L’amore non riguarda solo le relazioni di coppia, ma anche quelle familiari, il rapporto genitori-figli. Un aspetto che spesso viene dimenticato, ma che molte volte caratterizza il vissuto, è quello del lutto, la perdita della persona amata, sposa o sposo, o i figli, a cui l’itinerario del testo propone un capitolo dedicato. Il cammino si conclude con il racconto dell’incontro tra due persone che si amano come sintesi romanzata di ciò che precede e che induce il lettore a costruire la propria relazione d’amore.
L’autore è il protagonista di questo diario autobiografico di due mesi di docenza in un istituto tecnico per grafici, nella periferia di Roma. Gli hanno assegnato una supplenza con contratto breve, ma rinnovabile a seconda del protrarsi delle assenze per malattia della titolare di cattedra. Dalle prime pagine si entra subito nel vortice di incontri con colleghi e allievi di tre sezioni: la 3°M, la 4°I e la 4°M, a lui assegnate. Palladino deve immediatamente trovare un’intesa, o almeno un modus operandi con le classi, tutte e tre difficili, e prova ogni strada per instaurare un dialogo con gli allievi. Inizia con delle lezioni di public speaking che danno risultati positivi in 3°M e in 4°I, ma nella 4°M no. Quest’ultima è ostica, prevenuta e chiusa a riccio nei confronti del nuovo, ennesimo, supplente. Giorno dopo giorno, aiutato da due colleghe esperte, l’insegnante inesperto rischia, sbaglia e si riprende, tra tentativi di dialogo, scontri e inaspettate confessioni scritte nei temi, traversando avventure quotidiane che non gli risparmiano nulla e affrontando persino un processo in classe. Con un finale amaro che interroga tutti noi nel profondo.
"Era una nave che conosceva la sua meta, capitano era un coraggioso esploratore che non si limitava a consultare le carte e voleva aprire vie nuove".
Amerigo e Laura
"Ho incontrato Sammy ed è stato un dono, perché incontrare l'allegria, la curiosità, l'intelligenza incarnate insieme in una persona è un dono raro.
La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c'è intorno a te, Sammy".
Dalla prefazione di Jovanotti

