
L'interpretazione del Vangelo di Giovanni avanzata da Bultmann ambisce a essere una interpretazione complessiva dell'essenza teologica del cristianesimo. Punto di approdo delle varie linee di elaborazione speculativa delle primitive comunità cristiane, la teologia della parola giovannea opererebbe, secondo Bultmann, una demitizzazione radicale dell'annuncio evangelico originario. Spogliato di ogni aspetto mistico e soprannaturale, il cristianesimo non sarebbe altro che la condivisione, nella vita ecclesiale della comunità dei fedeli, della decisione di stare dalla parte di Dio nella denuncia contro la mondanità della dimensione creaturale. Un confronto con la tesi del teologo della demitizzazione offre quindi la possibilità di interrogarsi su cosa significhi essere cristiani.
Nella prospettiva dell'alleanza biblica, la trascendenza di Dio è libertà di amare l'uomo gratuitamente costituendolo soggettività responsabile.
Decostruito il modello demonizzante, è possibile avvicinare le culture e le religioni sotto l'equatore in altro modo. Il laboratorio latino americano rappresenta, allora, un paradigma verso un cristianesimo Al di là del detto. Non solo perché rimane, statistiche alla mano, il continente con la maggior presenza di cristiani, ma soprattutto perché le culture e cosmovisioni indigene, africane e popolari sono ancora vive. Insomma, a partire dal sud del mondo si può immaginare un'altra maniera di vivere e interpretare il cristianesimo, diversa da quella occidentale.
L'evangelista Luca è stato chiamato 'il cantore dello Spirito Santo'. L'intuizione di questo grande teologo sta nell'aver concepito un vangelo in due parti con un piano preciso: l'annuncio del Regno non finisce con il Gesù terreno, ma continua oltre la resurrezione, attraverso l'opera dei suoi discepoli. Questa azione, che raggiungerà gli estremi confini della terra, è interamente assistita dalla forza dello Spirito Santo, presente fin dagli inizi del vangelo, al concepimento verginale di Maria.

